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LA SPEZIA (SP), Italia

Riqualificazione architettonica e artistica di piazza Giuseppe Verdi a La Spezia (1a fase)

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Interpretazione della struttura della Piazza Verdi. Lo spazio urbano della piazza è limitato al suo intorno da una serie di edifici, che potremmo definire monumentali, tutti quasi egualmente simmetrici con elementi architettonici e decorativi che si ripetono. Gli immobili sono estremamente curati nel loro apparato decorativo, e ogni singolo manufatto tende a primeggiare sugli altri. La piazza Verdi è il prodotto della dissoluzione della città e dell’ambiente pre-industriali, dell’imporsi di una nuova economia e di una nuova industria, che vede nascere la città corporativa. La linearità degli edifici, la ripetuta proposizione delle componenti architettoniche ( balconi, cornici, timpani, finestre, come in una enciclopedia dell’architettura), la scala dimensionale degli immobili, rendono “inabitabile” lo spazio urbano circostante; ogni singola architettura è stata pensata e funzionalmente adeguata alla sua peculiare destinazione. Le trasformazioni urbane-viabilistiche hanno compromesso definitivamente la struttura della Piazza Verdi; la piazza si presenta come uno spazio che possiede solo in parte gli attributi tradizionali di quel luogo. Il luogo della memoria appare come il riflesso di un non-luogo. L’edificio delle Poste è il solo elemento architettonico che è stato in grado di interpretare le circostanze urbane, mediante una gradualità compositiva degli elementi architettonici che lo definiscono: il porticato in primo piano, la parte di edificio arretrato più alto, le due scalinate, la torre che equilibria l’edificio in lunghezza posto alla sua sinistra, il raccordo con la collina retrostante. Nonostante non possa essere consiederata un’architettura appartenente alla corrente del razionalismo italiano, c’è infatti un evidente richiamo ai palazzi pubblici medioevali italiani, è l’unica costruzione che ancora oggi è idonea a identificarsi con la piazza, per la sua funzione sociale, per le caratteristiche costruttive e tipologiche. La Piazza Verdi è una macchina scenografica staticamente pensata, indifferente e indipendente dallo spettatore che la guarda; la sua rigidità prospettica impedisce in parte di immaginare uno spazio diverso. Il valore specifico dell’architettura è lo spazio, caratteristica che solo l’architettura può darci; è la materia prima dell’architetto, che dando forma alla materia crea simultaneamente lo spazio nel quale ci muoviamo e percepiano gli oggetti.

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Possiamo capovolgere la nostra interpretazione negativa relativa alle architetture che definiscono la piazza Verdi e affermare che lo spazio non è definito unicamente dalle dimensioni e dalle caratteristiche architettoniche degli edifici. Esistono elementi diversi e complementari che possono influenzare il valore spaziale di un luogo come ad esempio: il colore, la luce, il carattere delle linee dominanti, le ombre, i riflessi, le stagioni, la presenza o no di persone, l’acustica, il rumore, il vento, la natura, la pioggia. Si apre una speranza nelle possibilità di trasfigurazione della piazza Verdi.

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Lavorando per la riqualificazione della piazza. Potremmo individuare due elementi che per primi possono guidarci nella ricerca del progetto: l’edificio delle poste, che può diventare l’elemento di riferimento centrale e aggregatore, e lo studio di sequenze spaziali che sfruttino i contrasti di forme, le ampiezze, le configurazioni plastiche, per individuare “un luogo nel luogo”. La presenza delle alberature centrali, nonostante siano state oggetto di critiche, le consideriamo come un tema acquisito e indissociabile con la piazza; attualmente poste come spartitraffico diventeranno l’elemento innovatore del progetto. Attualmente il movimento all’interno della piazza è sperimentabile in maniera complessa dai soggetti che l’attraversano quotidianamente (che creano sull’ambiente un impatto differente a seconda di come e con cosa si muovono – autobus, automobili, motociclette, pedoni, cicli) ma l’ambito di dove avviene questa circolazione è monosegnico. L’ipertrofia simbolica e gli stereotipi lasciano poco spazio all’immaginazione, alle variazioni e all’uso piacevole dello spazio urbano. Il nostro progetto vuole sovvertire le circostanze attuali trasformando lo spazio in un organismo polisegnico ove il linguaggio artistico, il linguaggio visivo, occupano lo spazio in maniera predominante e ove il movimento delle persone sarà semplice.

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Il progetto trasforma lo spazio in paesaggio. Il processo progettuale ci ha portato ad immaginare la trasformazione della piazza in maniera radicale, e le uniche preesistenze conservate sono le alberature ( quelle centrali e quelle su lati nord e sud che costeggiano le corsie). Il progetto, da attuarsi in tre fasi distinte (nel tempo e nello spazio) porterà la piazza Verdi ad una completa “artificazione” dello spazio urbano, eludendo così le abituali prerogative della “sistemazione urbanistica” moderna che vede dissociati gli elementi: “arredo urbano” e “oggetto artistico”.

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Come il progetto trasforma l’assenza in presenza. Le componenti principali del progetto sono: la prada, le pensiline, il palco, i giardini, le nuove piantumazioni e gli spazi pedonali/ciclabili di pertinenza degli immobili con le loro attività. La prada è l’elemento centrale unificatore e dilatatore dello spazio, il suo andamento curvilineo offre la memoria ” della scomparsa dell’edilizia popolare che seguiva l’andamento curvilineo della costa ”. La prada è la spiaggia, è un approdo ombreggiato dai pini, che vengono conservati, ed è completata da una pensilina che pemette di avvolgere al suo interno gli imponenti tronchi d’albero. Le pensiline centrali, poste ai lati del Palazzo delle Poste, rappresentano l’ondulamento sovversivo ” di quello sperone collinare affacciato sul mare che conteneva in sé le ragioni spaziotemporali dell’antica Spezia ”. Gli elementi tubolari che reggono le pensiline, si liberano del peso della struttura che devono reggere e continuano libere verso il centro della piazza, in fronte al palazzo delle poste. Il centro di questo nuovo spazio di aggregazione è lo spazio antistante l’edificio delle poste, vero palcoscenico urbano dal quale si allarga un palco inclinato, incastonato tra i gradini del palazzo, lo spazio potrà essere occasione per spettacoli e iniziative culturali en plein air, ” quel teatro massimo che distrutto al centro dell’antipiazza avrebbe dovuto risolgere nell’isolato a monte”.

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Fasi temporali. Il progetto potrà essere realizzato in tre fasi distinte, e prevede soluzioni flessibili. La prima fase riguarda la realizzazione della prada e delle sue pensiline nella parte centrale della piazza; renderà ancora possibile la circolazione automobilistica nei due sensi (seppur con carreggiata ridotta). La seconda fase riguarderà la realizzazione della zona pedonale posta a nord, con la creazione del palco incastonato nelle gradinata del palazzo delle poste, e la realizzazione dei giardini con percorsi d’acqua e la piantumazione di nuovi alberi. Questo permetterà di mantenere la viabilità verso la zona sud della piazza. La terza fase, quella conclusiva, investirà la zona sud della piazza, con il completamento delle zone pedonali e ciclabili, la realizzazione di giardini e relative piantumazioni, per ricavare una sorta di pineta primitiva. In particolare si vuole menzionare l’importanza dei giardini posti in fronte al palazzo delle scuole. Questo spazio potrà essere luogo di svago e gioco per i bambini, spazi oggi completamente assenti e necessari nella piazza.

Conclusioni provvisorie. < Così sono giunto alla Spezia agognata/(i palazzi sono alti prendono aria dal mare)/cinturata da cantieri chiomata da colline/(sui marciapiedi azzurri s’addensano le gambe) >.