© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
Piazza Diecieventicinque Sull’altopiano Urbano
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
Ilgioco è stato sostituire la parola “piastra” con “piazza”.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
In quello stesso momento è nata l’idea di progettare un grande altopiano urbano per la città di Bologna. Un luogo aperto, orizzontale, alto, connettivo. L’occasione del progetto per la nuova stazione ad Alta Velocità diviene concretamente l’opportunità di connettere due brani di città oggi separati dalla ferrovia che attraversa Bologna. E’ un grande spazio aperto pubblico sospeso che tiene insieme, crea continuità e ricuce la separazione attualmente esistente tra la città delle mura e lo storico quartiere della Bolognina.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
Il progetto sceglie la strada dell’orizzontalità, escludendo sin da subito ogni idea di verticalità, disegnando spazi che permettono di guardare Bologna, le colline ed il paesaggio urbano, dall’alto. Il vero e proprio “landmark urbano” del progetto è l’altopiano stesso ed il suo “cuore centrale” caratterizzato da un luogo pubblico per eccellenza: una piazza appunto.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
La nuova piazza, pertanto, denominata Piazza Diecieventicinque, è intitolata alle vittime della strage del 2 agosto del 1980 e rappresenta il segno della memoria a testimonianza della drammatica storia contemporanea di Bologna. Uno spazio aperto alto che, insieme a boschi, giardini e servizi, disegna “un altopiano urbano” che diviene terrazza pubblica sulla città.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
L’altopiano è stato progettato come luogo di riferimento terminale della lunga Via Indipendenza e quindi strettamente connesso alla grande piazza centrale di Bologna, San Petronio.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
l’idea di progetto è semplice e chiara: una copertura cangiante, sospesa a 20 m. dal piano del ferro, caratterizzata da una moltitudine di tasselli di vetro colorati e pannelli fotovoltaici, al di sotto della quale sono stati collocati 6 volumi, tra loro separati e sospesi, di cui quello principale è la piazza che si apre verso l’orizzonte. Dal piano del ferro e della stazione storica lo spazio appare colorato e luminoso. La scelta, infatti, di non schiacciare lo spazio con un solaio a piastra continua, ha permesso di disegnare luoghi dalle atmosfere mutevoli e sorprendenti a seconda del passaggio di luce che attraversa la copertura. I soffitti dei volumi sospesi ed i pilastri sono pensati specchianti e riflettenti per rendere ancora più magica l’atmosfera.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
Davanti alla stazione storica, grazie al progetto del tunnel ed alla conseguente riduzione del traffico privato sul tratto di via Pietramellara, è stata progettata una “ramblas” verde che disegna una nuova hall verde d’accesso al sistema della stazione ferroviaria. Un “boulevard” con analoghe caratteristiche disegna il lungo viale sul lato della Bolognina di via Carracci. Un percorso pedo-ciclabile continuo, inoltre, connette gli ambiti 1-3 e 4. Questi sono stati pensati con ampie terrazze urbane poste a circa 20m. d’altezza, connesse tra loro in quota, e aperte a servizi destinati alla città.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
L’edificio all’angolo tra Ponte Matteotti e via Pietramellara viene ristrutturato in modo da non modificare le prospettive urbane storiche e non alterare lo skyline della città. Sulla sommità, sempre a quota 20m dal livello strada (la stessa quota della grande copertura della stazione), è stato progettato un ultimo livello, come attico manifesto del nuovo Hotel. E’ l’architettura dello spazio collettivo che conduce alla nuova Piazza Diecieventicinque, sospesa dentro la grande copertura ferroviaria.
© Pasqualino Solomita . Pubblicata il 15 Dicembre 2009.
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