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Parma (PR), Italia

Riqualificazione urbana area ex-Salamini, Parma

AUSarchitetti Milano - Massimo Maria Brignoli, Vincenzo Gaglio, Andrea Gerosa, Ilaria Nava

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© 2009 AUSarchitetti - MIlano. All rights reserved

progetto 2° classificato

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Identificazione della porta della città

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L’esperienza dell’accesso alla città si caratterizza per una ridefinizione complessiva chiara e netta di un dentro e di un fuori. Il paesaggio extraurbano e agricolo della pianura da un lato e la città consolidata dall’altro, resa riconoscibile attraverso l’uso degli elementi di carattere tipicamente urbano: il boulevard, le cortine edilizie, gli spazi aperti animati, la compresenza di attività vitalizzanti e residenziali. Un dualismo sinergico incernierato attorno a un elemento architettonico di elevato valore simbolico: la torre landmark; un edificio multiipiano destinato ad attività terziarie e ricettive, visibile e riconoscibile dalla nuova viabilità tangenziale (si vedano gli schemi posti in basso, elaborato a). L’approdo alla città dalla tangenziale è segnato anche al livello del piano di campagna dalla nuova rotatoria d’accesso, che potrà essere anch’essa caratterizzata, e che va a costituire il primo fotogramma di un rinnovato racconto dell’ingresso dalla campagna alla città.

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Definizione sul territorio del margine città-campagna.

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Se la porta di accesso, caratterizzata dalla presenza della torre e degli elementi della viabilità costituisce il margine riconoscibile della transizione, la città come dentro e la campagna come fuori, pur definendosi e caratterizzandosi confermano un rapporto simbiotico di lungo periodo per il quale elementi vegetali si combinano alla città minerale e viceversa. Gli elementi che definiscono il dentro (città): 1-strade di carattere urbano, alberate, con moderata velocità di percorrenza, attraversabili in più punti dai pedoni, sicure, dal carattere molteplice attraverso l’affiancamento di piste ciclabili e marciapiedi qualificati;

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2- ridefinizione dei comparti esistenti attraverso il completamento di alcune parti secondo precise linee guida che puntano alla definizione di un margine costruito chiaro (allineamenti, linee di gronda, etc.); le aree marginali vengono consolidate nella loro natura residenziale densificandone il costruito e ridefinendone il perimetro con delle alberature; 3- spazi pubblici qualificati, attrezzati e animati dalla presenza delle attività vitalizzanti, come commercio, terziario, intrattenimento. Gli elementi che definiscono il fuori (campagna): 1- i coni visivi vengono sempre inquadrati da filari alberati; 2- la ferrovia viene schermata da un doppio filare di pioppi cipressini, la cui funzione di barriera acustica naturale si associa a quella di limitare anche visivamente l’espansione urbana verso nord, costituendo una quinta naturale. In generale le alberature delineano i nuovi perimetri ora sfrangiati. Le zone a bosco rimangono inalterate e reintegrate da nuovi piantumazioni. 3- La simbiosi tra città e campagna diviene manifesta nella spina interna a parco, ambito sul quale si affacciano i sub ambiti riqualificati: l’area a nord compresa tra il nuovo insediamento e la ferrovia assume il carattere ibrido di parco pubblico e di terreno produttivo. Il parco si organizza con superfici sia a coltivazione sia a prato. Al suo interno una grande serra costituisce allo stesso tempo una struttura di vendita diretta al pubblico di fiori e piante. Questa attività è legata al mantenimento del parco agricolo e l’edificio che l’accoglie diventa la naturale porta del parco da sud.

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Assetto viabilistico generale

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Per la tangenziale e per il tracciato della via Emilia bis si conferma quanto proposto nel progetto preliminare. Al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale di questa infrastruttura si propone il parziale interramento in trincea del tratto di collegamento tra la tangenziale Sud e la Via Emilia Bis. Inoltre il tracciato verrà schermato e protetto da una doppia alberatura sul bordo, che – oltre a fungere da barriera acustica – costituisce un limite morbido tra città e campagna. Conseguenza dello spostamento del tracciato della tangenziale è il declassamento della via Emilia nel tratto che lambisce l’area Ex-Salamini; da cesura tra due parti della città, questa diviene opportunità di ricucitura attraverso la ridefinizione della sua natura di tracciato urbano. Una strada vitale, dunque, in grado di rivitalizzare e ricucire i tessuti posti a nord e sud. Anche il sistema della sosta viene riorganizzato garantendo un adeguato approdo all’area: il parcheggio esistente adiacente all’attuale rotatoria posta a est viene più agevolmente collegato alle strutture commerciali e di intrattenimento con nuovi e potenziati attraversamenti pedonali e ciclabili; il parcheggio su via Emilia verrà completamente riqualificato; si prevedono altri parcheggi a raso perimetrali e un possibile sistema di parcheggi interrati. Per quanto riguarda il ridisegno e la riqualificazione della rete stradale all’interno del compart b si propone come criterio generale quello di dar vita a tracciati dal carattere fortemente urbano, capaci di accogliere e armonizzare diversi livelli di mobilità: da quella lenta del marciapiede e delle piste ciclabili a quella più veloce delle corsie dedicate al traffico veicolare. In particolare si propone di ridimensionare le rotonde attualmente esistenti sul tracciato dell’antica via Emilia: operazione resa possibile dal suo declassamento a tracciato urbano. E proprio per confermare questa riconquista del carattere urbano dell’intero comparto si propone, sul lungo periodo, la dismissione e rimozione del tratto di tangenziale che attualmente collega la via Emilia con la tangenziale nord: ciò permetterebbe il riammagliamento di questa porzione di territorio all’interno del tessuto urbano. E’ inoltre previsto un potenziamento della rete ciclabile esistente, attraverso un ridisegno complessivo dei percorsi.

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Relazione con il contesto urbano, rete viaria e sistemazione degli spazi aperti

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Le aree attualmente occupate da insediamenti industriali, terziari e artigianali, nonché residenziali, vengono ridefinite morfologicamente e funzionalmente, aumentandone compattezza, densità e urbanità incorporando le aree di risulta tra l’edificato. Gli edifici a funzione artigianale/industriale incompatibili con il nuovo carattere dell’ambito e con la trasformazione della Via Emilia saranno in parte ricollocati in un’area più opportunamente collegata alla nuova tangenziale. Le superfici liberate saranno equamente destinate all’insediamento di funzioni compatibili o residenziali e relative aree verdi. A nord-ovest si completa il tessuto ora disordinato con il consolidamento delle funzioni già insediate. Soprattutto nelle aree prevalentemente residenziali si opta per la densificazione e compattazione degli isolati. Il margine del parco agricolo viene rafforzato anche con nuovi insediamenti sia produttivi (di carattere compatibile con la vicina residenza e col vincolo ambientale costituito dai pozzi) sia residenziali, garantendo così un giusto mix funzionale e una costante vitalità. Le aree residenziali potranno essere organizzate in unità organiche già strutturate alla scala di vicinato, con micro spazi pubblici baricentrici e con dotazioni di servizi locali funzionali alla residenza (micronido, locali comuni gruppi d’acquisto, ricoveri biciclette, raccolta del riciclabile, aree gioco bambini, living room di quartiere). Il completamento e la definizione del dentro potranno avvenire seguendo specifiche linee guida, sviluppate per ciascuno dei lotti. Le strade di margine, trattate con filari alberati, contribuiranno a identificare gli isolati; i fronti edificati, allineati e uniformati nelle altezze di gronda, si alterneranno a fasce permeabili fisicamente e visivamente così da garantire continuità tra il cuore verde interno e i tessuti limitrofi. La rete viaria si distinguerà tra un livello primario, dato dalla Via Emilia, e uno secondario, dato dalla presenza delle strade esistenti di distribuzione locale, in molti casi riqualificate e riammagliate tra loro e con il sistema dei parcheggi.

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Funzioni insediabili, chiarezza distributiva dello spazio pubblico ed elementi di connessione fra aree pubbliche e private.

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In quest’ambito verranno confermate molte delle funzioni commerciali, di servizio e di intrattenimento esistenti; a queste si affiancheranno anche funzioni residenziali, terziarie, e soprattutto ricettive per confermare la vocazione di porta dell’area. L’impianto e gli edifici presentano un alto grado di flessibilità che consente di ridefinire nelle successive fasi di progetto le quantità effettive. La presenza di residenza all’interno del comparto potrà garantire un naturale controllo e sicurezza dello spazio aperto. Attualmente le funzioni si dispongono nello schema cartesiano dell’Ex Salamini senza un preciso schema distributivo, e soprattutto nell’assenza di una gerarchia viabilistica. Nella proposta le funzioni verranno rilocalizzate chiarendo i modi dell’accessibilità e il sistema degli affacci: verrà eliminata la frammistione tra fronti e retri a favore di affacci qualificati su piazze e strade pubbliche e accessi di servizio raggiungibili attraverso apposita viabilità. La preesistenza costituita dal viale alberato del Casino Berri diventa un elemento ordinatore per il rinnovamento dell’area Ex-Salamini, anche attraverso il prolungamento dello stesso e dei filari di alberi verso nord. Il prospetto su strada del comparto verrà completamente riqualificato; alcuni degli edifici posti a est dell’ambito B verranno sostiuiti, anche in una logica di lungo periodo, con edifici energeticamente più efficienti.

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