© Tomaso Monestiroli . Pubblicata il 07 Gennaio 2010.
Introduzione: il principio insediativo
© Tomaso Monestiroli . Pubblicata il 07 Gennaio 2010.
Il progetto del nuovo insediamento è articolato intorno ad un unico grande spazio verde, organizzato in luoghi diversi, che ha carattere collettivo: uno spazio interno al nuovo quartiere, aperto alla campagna circostante, che costituisce un nuovo centro di relazioni e di servizi per il nucleo esistente di Figino. Questo cuore collettivo, fatto di più luoghi che si traguardano a vicenda definendo un unico spazio unitario, rappresenta l’elemento di identità del nuovo quartiere; la sua dimensione collettiva, necessaria ad ogni insediamento residenziale che voglia definire una identità urbana non periferica, interpreta il significato di abitare sociale e di “borgo”, così come è definita nel bando di concorso, un luogo delle relazioni, secondo la tradizione dell’architettura residenziale pubblica. Questa dimensione collettiva è sempre presente, in forme diverse, nei migliori esempi di edilizia sociale della storia milanese, dai quartieri edificati dalla società Umanitaria all’inizio del XX secolo (via Solari, viale Lombardia, ecc), a quelli che costituiscono la più alta espressione della cultura architettonica del dopoguerra, il QT8, il vicino quartiere Harar e il Feltre, fino ad arrivare, indietro nel tempo, alla tradizione degli insediamenti rurali della campagna lombarda. In tutti si riconosce la volontà di definire, insieme agli spazi privati degli alloggi, un luogo comune per la vita associata dove si svolge la vita di relazione degli abitanti del quartiere, più o meno aperto alla vita collettiva della città: i cortili inanellati uno nell’altro dei quartieri di Broglio, con i servizi comuni, i negozi su strada e i loggiati di collegamento fra i diversi corpi di fabbrica che lasciano intendere, dalla strada, la ricchezza degli spazi interni; la strada urbana con i servizi e il verde, che costituisce il centro vitale del QT8, concluso nella grande architettura del Monte Stella; la grande corte verde aperta dell’Harar con i suoi servizi comuni; lo spazio verde grande e magnifico interno al quartiere Feltre, straordinario luogo urbano in continuità con il parco Lambro; le grandi corti agricole, luoghi di vita e di lavoro, intersecate una nell’altra, circondate dalla campagna. Questo luogo pubblico centrale, mutevole nei caratteri con le epoche, i luoghi e le idee di città, necessario centro della vita associata e fulcro dell’intero insediamento, è da interpretare in relazione alle qualità e alle condizioni particolari del luogo del progetto.
© Tomaso Monestiroli . Pubblicata il 07 Gennaio 2010.
A. Inserimento urbanistico, interpretazione dell’identità del luogo e delle interazioni con il quartiere di Figino
© Tomaso Monestiroli . Pubblicata il 07 Gennaio 2010.
L’area di progetto ha andamento prevalentemente longitudinale, approssimativamente in direzione est-ovest, estendendosi dalla roggia Materno fino alla via Silla, scavalcando la roggia Maiera. Si colloca al limite sud del nucleo di Figino, tuttora individuato da una porzione di campagna che fortunatamente ancora lo circonda, in un’area che ha rapporto diretto con i campi, e un collegamento privilegiato con il parco urbano del Bosco in città. Il borgo di Figino nasce come uno dei tanti insediamenti agricoli della pianura lombarda, ricca di acqua, canali, rogge e fontanili, dedito, pare, alla coltivazione delle fragole: un borgo costruito attraverso una serie di corti legate fra loro dallo spazio pubblico della strada, che ha accresciuto nel tempo il suo patrimonio edilizio residenziale, perdendo al contempo il suo ruolo rurale, l’identità e la qualità architettonica. Il nuovo insediamento rappresenta l’occasione per dare nuova identità a questo luogo. La presenza di nuovi servizi richiesti dal bando, rivolti ai nuovi abitanti ma anche agli abitanti del nucleo esistente, offrono l’opportunità di organizzare il quartiere intorno ad un luogo collettivo urbano, non destinato ai soli residenti: la presenza dei servizi fornisce la ragione per aprire alla città un luogo già accessibile a tutti, fornisce la ragione per frequentarlo e per viverlo. La differenziazione dei servizi insediati in rapporto alle diverse utenze, urbana o locale, consente di articolare degli spazi in relazione ad essi e di definire luoghi di carattere diverso. La seconda preziosa risorsa nella definizione dei caratteri del nuovo insediamento è la presenza del verde: il verde della campagna che circonda l’area, un luogo distinto con il quale instaurare un rapporto di vista, il più ricco e diretto possibile, il verde degli orti da potenziare e ricollocare in posizione adeguata, il verde dei parchi accessibili da Figino; e, soprattutto, il verde attraverso cui costruire i luoghi della collettività interni all’insediamento, attraverso cui definire la sua identità, attraverso cui precisare la gerarchia e il carattere degli spazi del quartiere. Infine il verde nel suo insieme, da intendere anche come risorsa di mitigazione climatica e fonte di benessere ambientale. L’ultimo carattere che si può riconoscere al nucleo di Figino, da assumere e reinterpretare quale elemento di qualità del progetto, non può che essere quello rurale dell’antico borgo, non certo per quanto attiene alle sua funzione passata, ma per il modo di costruire i luoghi dell’abitazione in rapporto con lo spazio esterno, per le tipologie edilizie presenti, per le misure del costruito, per la necessità di definire uno spazio collettivo comune all’insediamento, tipicamente la strada, con cui tutte le case e le corti si relazionano.
© Tomaso Monestiroli . Pubblicata il 07 Gennaio 2010.
B. Qualità architettonica complessiva dell’intervento
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Nel progetto l’asse longitudinale che individua l’area diviene l’asse che struttura il luogo collettivo centrale del nuovo insediamento, un parco lineare verde lungo più di 400 metri, lungo il quale si distribuiscono gli spazi della residenza e dei servizi. Alle due estremità dell’area, verso il fontanile Materno a ovest e oltre il fontanile Maiera a est, due edifici a corte aperta, diversi per destinazione e carattere, definiscono i confini dell’intervento e delimitano lo spazio collettivo interno all’insediamento. Lungo lo spazio verde centrale affacciano luoghi diversi, edifici a corte aperta che accolgono i luoghi della residenza, corpi di fabbrica divisi in parti per lasciare che la campagna diventi parte del quartiere, un lungo portico per passeggiare, sedersi, incontrarsi e ripararsi dal sole, altri edifici disposti perpendicolarmente a questo, che definiscono strade interne e piccole corti verdi affacciate al portico, un piccolo edificio isolato che contiene alcuni servizi comuni, una grande loggia disposta a C che contiene un giardino piantumato. La visuale aperta consente di mantenere integra, visibile e percorribile l’intera ampiezza dell’area; i luoghi della residenza si articolano in spazi diversi che danno ricchezza all’insieme, ricondotti ad unità attraverso la loro relazione di subordinazione e di affaccio verso lo spazio comune. Gli spazi aperti sono tutti spazi verdi e hanno tutti carattere collettivo; la diversa qualità dei luoghi che compongono il sistema riguarda la posizione e il ruolo che ognuno riveste, la disposizione, le attività e le tipologie presenti, la qualità dell’architettura e gli elementi che la definiscono. Il cuore del sistema, quello che ha carattere più pubblico, è la piazza verde rettangolare baricentrica all’insediamento. Dalla parte del nucleo Figino è definita da un corpo di fabbrica profondo 12 metri e alto 3 piani (12 metri), interamente porticato, un luogo ombroso e protetto, rivolto a sud, per passeggiare, sostare e incontrarsi: porta nella piazza le strade e le piccole corti verdi che arrivano dal nucleo antico, definite da brevi corpi di fabbrica alti tre piani, distribuiti a ballatoio, che al piano terreno accolgono gli alloggi studio più piccoli e gli alloggi per i disabili. Questo stesso portico contiene le risalite ai ballatoi, e funge da atrio per i servizi del borgo assistito, collocati in testa, verso la roggia Maiera. Sul lato opposto della piazza un lungo corpo di fabbrica di quattro piani segna il limite dell’insediamento verso la campagna. Questo edificio è suddiviso in parti attraverso grandi varchi che consentono alla campagna di partecipare alla costruzione dei luoghi del quartiere. Al piano terreno si trovano i duplex degli alloggi-studio da 75 e 100 mq., e ai due piani soprastanti altri duplex di taglio diverso. Questi edifici affacciano attraverso logge profonde rivolte a sud, verso la campagna, e logge più piccole rivolte a nord, verso la piazza verde. Sulla testa della lunga piazza verde un piccolo edificio pubblico, punto di riferimento dell’intero sistema, accoglie il ristorante, gli spazi del co-lavoro e del gestore sociale, in prossimità agli orti collocati a cavallo del fontanile Maiera dove sorge anche l’eco-club. Un palco all’aperto, piccolo luogo teatrale che può accogliere spettacoli, cinema all’aperto, raduni e animazioni durante la stagione estiva, gli fa da contrappunto sul lato opposto del grande prato. A est del fontanile, nell’area B del bando di concorso, che ha destinazione pubblica, si trova una zona verde, piantumata, con altri orti, all’interno della quale è costruita una grande loggia porticata alta 12 metri, una sorta di sala ipostila con portico che potrà accogliere i servizi e i luoghi di ritrovo di cui l’insediamento vorrà dotarsi, piccoli edifici protetti costruiti sotto di essa, o restare semplicemente un luogo coperto, riparato dal sole e dalla pioggia, per incontrarsi. Dalla parte opposta la lunga piazza, due edifici a corte aperta, il primo attraversato dal percorso pubblico che ne rompe l’unità, il secondo in testa al sistema. Questi edifici sono costruiti con analoga tipologia di appartamenti, di tagli diversi: sono corpi a doppio affaccio, che in tal modo stabiliscono una relazione doppia, con lo spazio interno dell’insediamento e con quello esterno, la campagna o il paese di Figino. Anch’essi hanno logge di diversa profondità su entrambi i lati. Il corpo di fabbrica isolato, baricentrico all’insediamento, accoglie al piano terreno gli spazi destinati al commercio. Tutti gli edifici ospitano al piano terreno gli spazi comuni di servizio alle abitazioni, destinati, questi, ai residenti: gli spazi di ritrovo e di servizio, i living-room, le portinerie, ecc.
© Tomaso Monestiroli . Pubblicata il 07 Gennaio 2010.
C. Caratteristiche funzionali, tipologiche e costruttive con speciale riferimento al modello abitativo proposto
I caratteri tipologici degli edifici di progetto sono definiti in relazione al ruolo e alla posizione che assumono all’interno del sistema; tali caratteri riguardano essenzialmente le relazioni che l’alloggio stabilisce con il luogo esterno ad esso, lo spazio comune prorpio all’insediamento e gli spazi aperti della campagna e del borgo originario. Gli alloggi si dividono sostanzialmente in due tipi fondamentali. Il primo, quantitativamente preponderante, stabilisce una relazione doppia con i luoghi dell’affaccio: la casa guarda entrambi i luoghi del quartiere, quello interno collettivo, che ne definisce l’identità, e quello esterno ad esso. In tal modo le abitazioni hanno tutte affaccio doppio, mediato da logge di diversa profondità, maggiore in relazione agli spazi comuni della casa, soggiorno e pranzo, esposti a sud, e minore, ad eccezione dei grandi tagli, in rapporto alle stanze più private. Un unico passo strutturale ordina i diversi tagli di alloggio, che in tal modo acquistano maggiore flessibilità e possono essere facilmente combinati fra loro, dando origine a variazioni e alternanze, salvo quando esplicitamente richiesto, come nel caso di quelli destinati alle “famiglie solidali” o alle “mamme di giorno”, tali da favorire scambi e relazioni fra i futuri abitanti. Le due corti aperte che accolgono questo tipo di residenza definiscono spazi comuni più protetti; è possibile pensare che tali luoghi siano gli spazi privilegiati per il gioco dei bambini. Una variazione all’interno dello stesso tipo è costituita dagli alloggi in duplex, destinati agli alloggi-studio e ai tagli più grandi, per economia di spazio. Questi alloggi sono collocati nell’edificio che delimita lo spazio centrale alberato, considerando che gli alloggi-studio necessitano di una posizione di particolare evidenza all’interno del luogo collettivo. Relazioni diverse instaurano con gli spazi aperti gli edifici in linea cui si accede dal grande portico. Questi hanno corpo di fabbrica più stretto (8 metri circa), e sono distribuiti da un ballatoio; la loro aggregazione definisce spazi diversi, le strade di accesso dove si trovano i ballatoi e gli spazi di servizio della casa (zona cottura e bagno), e spazi più ampi, verdi, dove affacciano i luoghi comuni e le camere. Entrambi questi luoghi conducono alla piazza centrale attraverso il portico. Questi edifici ospitano al piano terreno gli alloggi-studio più piccoli, nonché alcune residenze per disabili; ai piani soprastanti si trovano alloggi di tagli diversi, da 50 a 75 mq. Tutti gli alloggi hanno doppio affaccio, garantendo aerazione adeguata e relazione con i due diversi luoghi dell’abitare.
D. Fruibilità e disegno degli spazi pubblici e semi-pubblici, organizzazione dei percorsi stradali, ciclabili e pedonali
La viabilità automobilistica del quartiere si svolge esternamente ad esso per garantire l’unitarietà dello spazio verde centrale e la pedonalità interna dell’intero sistema, fatta salva la possibilità di accesso riservata ai mezzi di soccorso. La nuova strada, di calibro locale, connette l’insediamento di progetto con la via Novara e con il nucleo di Figino. Dalla previsione di nuova diramazione, la strada si collega con via Rasario tangenzialmente alle case e prosegue sul tratto esistente, scavalcando poi il fontanile Maiera per collegarsi a via Silla. In questo modo sono serviti da strada carrabile tutti gli edifici, i quali hanno i parcheggi alle residenze al piano interrato, in corrispondenza dei corpi di fabbrica. Un accesso privilegiato per via della presenza degli spazi commerciali, con possibilità di inversione di marcia, si trova a sud, in uno slargo ricavato fra l’edificio arretrato e il confine dell’area verso la campagna. Un altro accesso con punto di sosta è collocato in prossimità dei servizi socio sanitari del borgo assistito. All’interno dell’insediamento i percorsi sono esclusivamente pedonali e ciclabili; si può ipotizzare con facilità un collegamento privilegiato, ciclabile, fra il nuovo insediamento e il parco del Bosco in città, che potrebbe avvenire seguendo il tracciato del fontanile Maiera.
E. Soluzioni architettoniche e indicazioni impiantistiche per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale
Pensiamo che la questione della sostenibillità, del risparmio energetico e del benessere ambientale debba esserre affrontata su piani diversi nel progetto. Il primo, fondamentale contributo a questo tema riguarda le scelte insediative: queste decidono della disposizione, della composizione e della forma degli edifici, considerati nel loro equilibrio con gli spazi verdi aperti. Queste scelte devono essere indirizzate, compatibilmente con le questioni legate alla definizione e al valore dei luoghi, a ridurre la formazione delle cosiddette “isole di calore urbano”. Nel progetto l’interpretazione degli spazi collettivi aperti come luoghi verdi, di diverso carattere e di diversa natura, garantisce la presenza di ampie superfici verdi alberate. La disposizione degli edifici è tale da non circoscrivere i luoghi, ma da lasciare ampi varchi (compresi i corpi delle risalite, sempre aperte e permeabili) per favorire la circolazione dell’aria fra le parti dell’insediamento e la campagna che gli è prossima. Il secondo livello di intervento riguarda la tipologia degli edfici, gli elementi architettonici, i materiali impiegati nella costruzione, le fonti di energia e gli impianti utilizzati. La scelta di edifici a doppio affaccio garantisce un primo, essenziale sistema di ricambio d’aria per il raffrescamento estivo; le logge presenti a diverse profondità, coerenti con la qualità dei luoghi della casa che definiscono, le schermature esterne regolabili e i grandi serramenti scorrevoli sono pensati per favorire la circolazione naturale dell’aria, controllare e ridurre l’irraggiamento solare estivo e consentire, al contempo, l’apporto solare invernale. ll quartiere è progettato con l’obbiettivo di ottenere edifici certificati in classe B; questi saranno dotati di impianti di riscaldamento idonei per consentire il migliore comfort e una manutenzione poco onerosa. Al raggiungimento di un elevato contenuto energetico concorrono diversi elementi che portano il loro contributo: la forma e le caratteristiche costruttive degli edifici, il loro isolamento termico ed i materiali utilizzati, il rapporto ottimizzato delle superfici opache e trasparenti, l’orientamento degli edifici ed il loro inserimento nel verde per attenuare il surriscaldamento estivo. In particolare sarà posta grande attenzione alla scelta dei materiali delle pareti esterne utilizzando mattoni di tipo performante, traspiranti e con valori di conducibilità termica molto bassi, ma sufficienti per conferire la necessaria massa all’edificio. I serramenti finestrati avranno forme e dimensioni atte ad attivare la circolazione naturale dell’aria; i vetri saranno del tipo basso emissivo; saranno previste schermature esterne regolabili. Per quanto riguarda il sistema di riscaldamento saranno utilizzati impianti con pannelli a pavimento funzionanti a bassa temperatura, generalmente con regolazione separata per le zone diurne e notturne; in ogni edificio sarà previsto un serbatoio di accumulo, un sistema di mandata e ricircolo alle unità immobiliari. È prevista l’integrazione con un impianto solare per ogni edificio, i cui pannelli saranno posti in copertura e saranno parte integrante dell’edificio stesso. La produzione centralizzata del fluido caldo per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua calda sanitaria avverrà mediante caldaie a condensazione di elevatissimo rendimento, e le distribuzioni agli edifici sarà realizzata mediante tubazioni interrate isolate. L’eventuale uso alternativo di pompe di calore con l’utilizzo della geotermia o di pozzi potrebbe essere economicamente interessante qualora si preveda di distribuire anche flusso freddo estivo per il raffrescamento. Particolare cura sarà posta agli aspetti di isolamento acustico degli edifici e degli impianti interni per consentire il comfort elevato. Le acque piovane potranno essere raccolte in serbatoi di accumulo per essere utilizzate per inaffiamento delle aree a verde.
F. Materiali, tecnologie e soluzioni progettuali adottate per ridurre i costi e/o i tempi di realizzazione; caratteristiche prestazionali, facilità di manutenzione, gradevolezza e resistenza dei materiali scelti
Le soluzioni adottate intendono dare risposta ai requisiti richiesti definendo una strategia progettuale improntata alla semplicità esecutiva e intesa alla conservazione nel tempo della qualità dell’architettura. Il primo passo nella definizione di questa strategia riguarda la scelta di materiali e tecnologie costruttive che appartengono alla tradizione culturale e professionale della industria edilizia Italiana. Le strutture sono in calcestruzzo armato, le murature in blocchi di laterizio rivestite di mattoni faccia vista, i solai in lastre prefabbricate in polistirene e calcestruzzo gettato in opera. Alla luce di ciò si stima che il cantiere potrà essere gestito in via tradizionale, minimizzando extracosti dovuti a particolari complessità esecutive, garantendo un facile controllo nella fase esecutiva e una riduzione del decadimento delle prestazioni termo acustiche di progetto dovuto a una inaccurata esecuzione in cantiere. Il paramento in mattone faccia vista rappresenta una scelta di qualità architettonica caratterizzata anche da una lunghissima durata e dalla assenza di manutenzione nel tempo; la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intero complesso potrà essere limitata al periodico ripristino degli intonaci dei marcapiani e all’aggiornamento impiantistico. I solai in polistirene hanno la duplice funzione di permettere il passaggio di dorsali impiantistiche al loro interno, facilitandone l’aggiornamento nel tempo, e di consentire l’esecuzione in tempi brevissimi grazie al peso ridotto, alla facile manovrabilità e alla possibilità di coprire l’intera luce strutturale con un unico elemento. La possibilità di rendere immediatamente pedonabili gli impalcati in fase di costruzione, unitamente alla leggerezza degli elementi, riduce anche i potenziali rischi per le maestranze in fase di esecuzione. I solai cosi realizzati, permettendo la riduzione delle opere di sostegno nelle prime fasi di esecuzione, rendono agibili i piani sottostanti per l’avanzamento delle lavorazioni di finitura; i tempi di esecuzione potranno essere ulteriormente ridotti grazie alla contemporaneità delle lavorazioni su piani contigui. Particolare attenzione è stata prestata al raggiungimento di un perfetto isolamento degli spazi abitativi, garantendo la massima continuità degli isolanti mediante la posa di giunti strutturali a taglio termico e l’accurata riduzione dei possibili ponti termici. La copertura, accessibile per la manutenzione, è isolata da pannelli di vetro cellulare, e completata da una pavimentazione in lastre di calcestruzzo posate a secco, per una facile verifica e riparazione della guaina sottostante. Al fine di garantire nel lungo periodo le condizioni di progetto, si è optato per isolanti in vetro cellulare, materiale privo di decadimento delle proprie caratteristiche fisiche e delle proprietà isolanti, proprio in virtù della sua estrema durevolezza nel tempo. Inoltre la facilità di lavorazione dei pannelli potrà garantire la perfetta posa e la riduzione delle imprecisioni di cantiere. Anche i solai in polistirene contribuiscono all’isolamento termico e acustico delle unità abitative, comportandosi come elementi di taglio termico ed acustico interpiano.
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