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Paestum (SA), Italia

Idee per Paestum

Il Parco urbano di Porta Sirena

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L’intervento, nel suo sviluppo urbano complessivo, propone un’azione progettuale in grado di attivare un processo di riqualificazione che coinvolge le aree periferiche e le mette in stretta relazione con l’area archeologica di Paestum. Un nuovo asse stradale ad anello quasi concentrico rispetto a quello delle mura della Città archeologica che unisce i nuclei di Santa Venere, Licinella e Torre di Mare, attualmente troppo distinti e sconnessi. A questo si affianca, su tutto il suo sviluppo, un percorso pedonale e ciclabile caratterizzato da una serie di importanti spazi pubblici attrezzati a verde, parcheggi e strutture ricettive, posti in punti strategici del percorso e direttamente collegati alla Città archeologica dagli assi radiali esistenti.

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Il nuovo tracciato mette inoltre in relazione anche importanti aree urbane già attrezzate come la nuova Chiesa di Via Licinella e la Torre di Mare; tenendo anche presente le aree previste dal Piano di fattibilità adibite a parcheggio e attrezzate di servizio per i visitatori. Il particolare carattere naturalistico del contesto ha indirizzato il progetto verso una soluzione che integra valori ambientali e antropici in un continuo alternarsi tra aree dedicate al pascolo delle bufale ad aree densamente edificate, da zone di recente edificazione alle mura della Città archeologica. Un ruolo molto importante in questo contesto è quello che assume il fiume Capodifiume di cui si suggerisce la riqualificazione degli argini proponendo un parco fluviale che dal mare risale fin oltre la ferrovia.

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Il progetto rispetta e integra le linee generali del PRG vigente, mantenendo soprattutto le aree previste a verde e a parcheggio, seguendo le linee del Piano di fattibilità, riproponendo e integrando parti delle aree a servizio turistico e percorsi ciclo-pedonali da questo previsti. Tra le possibili aree di intervento individuate nel masterplan per la riqualificazione di Paestum e delle aree limitrofe, si è scelto di approfondire quella compresa tra il sito archeologico e la stazione ferroviaria prospiciente; una fascia di terreno larga circa cento metri e lunga quanto tutto il fronte est della cinta muraria. L’Area, per la sua posizione strategica, tra stazione e “Porta Sirena”, più di ogni altra esprime il carattere dell’intera intenzione progettuale, in cui si propone un luogo urbano nuovo e dinamico adatto alle esigenze del vivere contemporaneo. Il progetto di un Parco Urbano in quest’area ha come obiettivo il superamento della dimensione marginale, verso una dimensione da protagonista come riferimento a scala territoriale per i centri urbani dell’interlad. Un parco in cui svolgere eventi culturali di ampio respiro, il tutto immerso in un contesto storico-naturalistico di grande pregio.

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Recenti ed interessanti esperienze internazionali hanno indagato il rapporto tra parco urbano e stazioni ferroviarie, tema più volte e più efficacemente declinato, a partire dall’ottocento, stimolando alcune delle più interessanti avventure progettuali e di architettura della nostra epoca come le nuove stazioni dell’Alta velocità o dalle Metropolitane leggere, che spesso si connettono ai tessuti urbani proprio attraverso parchi che fanno da filtro tra paesaggio e architettura.

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Il Parco urbano di Porta Sirena Il progetto del Parco urbano di Porta Sirena intercetta e sviluppa una strategia ben precisa: ricreare quel rapporto forte tra il sistema naturale e quello antropizzato che è stato generatore di paesaggio per secoli, prima dei nuovi ed informi insediamenti recenti. Il parco si articola in sette aree tematiche che sono sintesi delle suggestioni date dal territorio, articolate in un susseguirsi di salite e discese capaci di creare nuovi e più intriganti punti di vista. Un percorso ciclo-pedonale attraversa l’intero parco con un andamento sinuoso che restituisce, a chi lo percorre, una percezione dinamica dello spazio dove l’unica costante è rappresentata dalle imponenti mura di cinta.

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L’intervento di modellazione del suolo non imita la natura ma la reinterpreta e la trasforma recuperando e riqualificando l’accessibilità di questi luoghi secondo un nuovo modo di fruizione. La riserva acquatica rimanda, con immediatezza, all’immagine storica degli specchi d’acqua delle antiche paludi fuori le mura e diventa un’importante appendice del vicino parco fluviale. Ogni singola area si caratterizza per materiali, essenze arboree e uso dello spazio in una variazione continua tra natura e artificio. Un susseguirsi di aree arricchite da oleandri, agrumi, pini, mandorli, melograni, bambù e verde semi-selvatico sparso allietano l’esperienza ottica e sensoriale del visitatore.

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Il parco, destinato al tempo libero e all’intrattenimento, vista la sua vasta estensione può anche essere utilizzato per eventi e spettacoli capaci di arricchire l’offerta culturale sia per gli abitanti del luogo che per i numerosi visitatori che nel periodo estivo affollano l’area. Un luogo in cui gli scambi sociali si moltiplicano e arricchiscono grazie alla realizzazione di spazi confortevoli e accoglienti, un insieme di micro-luoghi a scala umana, in un macro-luogo dove gli imponenti spazi spesso disperdono attenzione ed energia. Un progetto che disegna uno spazio da vivere sia per i residenti che per chi visita l’area archeologica. Concepito come un negativo di forma ellittica, è il teatro all’aperto, scavato nell’orizzontalità del parco e dimensionato in modo tale da poter accogliere oltre le attività quotidiane anche eventi di maggiore rilevanza. Non mancano i parcheggi per auto e biciclette, distribuiti in modo libero lungo i bordi, per consentire una maggiore facilità nell’accesso e nella sosta al parco. I percorsi pedonali e quelli ciclabili si snodano all’interno per tornare sui bordi in corrispondenza di punti significativi della mura, spesso in asse alle entrate secondarie al Parco archeologico.

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