VISTA NOTTURNA INGRESSO FOYER
© DEONSTUDIO |Giulio Renzi - Michele Antonelli - Hanna Manassa| . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
INTRODUZIONE GENERALE
INSERIMENTO PLANIVOLUMETRICO
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La lettura e l’ attenta analisi del “luogo” sono state le componenti fondamentali per la stesura di un progetto che si ponesse come risposta alle emergenze sociali esistenti. L’ obiettivo del progetto è di strutturarsi come nuova centralità locale ed al tempo stesso integrarsi perfettamente con le dinamiche urbane esistenti. Difatti l’ area risulta priva di un centro di riferimento con spazi di aggregazione che catalizzino la vita quotidiana e sociale dei residenti, nonché di aree verdi facilmente fruibili. Il progetto è inteso come un volano che contribuisca allo sviluppo di una comunità che cresca all’ interno di un contesto favorevole alla coesione sociale. La nostra proposta si configura come un ambito “aperto” alla città, quindi permeabile sia visivamente che fisicamente, ma “protetto” poiché strutturato secondo una serie di eventi architettonici che lo diaframmano e lo articolano definendo spazi pubblici, semipubblici e privati senza che vi siano barriere di ogni tipo. Lo spazio aperto inteso come “spazio di vicinato” rappresenta la componente caratterizzante, cerca il dialogo con le preesistenze e la continuità spaziale e percettiva. Gli edifici in questo modo diventano le quinte che sottendono vari ambiti che poi si legano insieme in un continuum spaziale.
VISTA DALL' ALTO
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INSERIMENTO URBANISTICO, FRUIBILITA’ E DISEGNO DEGLI SPAZI APERTI
PLANIMETRIA GENERALE
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La fisionomia dell’ area di progetto è planimetricamente assimilabile ad un “cuneo” che innestato in un margine residenziale e commerciale sul lato est di Via Cenni, sfuma ad ovest guardando spazi di natura completamente differente. Sul margine nord la presenza del deposito ATM rappresenta uno spunto fondamentale che è alla base del nostro Master Plan. Difatti l’ inquinamento acustico proveniente da nord doveva in qualche modo essere mitigato. Anche visivamente il rapporto diretto con la quinta muraria del deposito è dequalificante. A sud la strada sterrata che prosegue come direttrice di Via Domokos separa da una seconda quinta muraria rappresentata dalla recinzione alta della zona militare ed oltre, al margine sud – est si aprono gli orti urbani. Lo spazio doveva necessariamente essere autoreferenziale, ovvero proporsi non potendo attingere dai rapporti diretti con le adiacenze. Chiudersi, aprendosi, questa la sfida! Quella che può sembrare una contraddizione in termini, in realtà con questo progetto può diventare possibile. Il primo punto è quello di progettare una duna verde, utilizzando il terreno di sbancamento, che fungesse come elemento di protezione, come recinto ma anche come soglia d’ ingresso. Corre tangenzialmente al margine nord dell’ area e varia di sezione ed altezza, modellandosi organicamente con il terreno e con gli assi direttori del progetto. In questo modo l’ abbattimento acustico è calmierato ed il confort visivo appagato. La duna diventa inoltre la direttrice secondo cui si struttura il percorso interno della promenade. Il posizionamento del Foyer nel margine est diventa elemento d’ invito, si relaziona con la Cascina, per la quale si prevede l’ apertura verso est per favorire un rapporto diretto con la nuova area. Il sistema Cascina – Foyer rappresentano una polarità che sottende spazi esterni di carattere pubblico che favoriscono l’ aggregazione sociale, quasi fosse una piazza in grado di catalizzare l’ attenzione anche del vicinato. Il secondo passo è stato quello di trovare la giusta giacitura per orientare gli edifici residenziale considerando i fattori di soleggiamento, l’ inquinamento acustico ed il vincolo degli accessi pedonali e carrabili, oltre ai rapporti percettivi e fruitivi con l’ intorno. La trama urbana è disordinata ed eterogenea per dare degli spunti e degli orientamenti a cui rifarsi. L’ idea è quella di favorire i rapporti visivi privilegiando gli ambiti interni all’ area, quelli che noi possiamo prevedere, disegnare e risolvere, arretrandosi fino al limite massimo sud per garantire un ulteriore livello di confort. Favorire i fronti est ed ovest, compattando la volumetria necessaria in ordinati frammenti volumetrici che si orientano quindi con asse nord-sud. Quattro edifici generano una sequenza spaziale ricca, l’ asse longitudinale della duna intercetta gli ambiti ortogonali interclusi dagli edifici. La successione degli spazi è articolate ma composta e conferisce all’ area un carattere domestico ed introspettivo, ma al tempo stesso estroverso ed urbano. Percorrendo l’ area da est ad ovest il primo elemento posizionato è la torre a base quadrata, che rispetta i margini con gli edifici adiacenti, è elemento totemico d’ ingresso contrapposto all’ orizzontalità della cascina con cui genera un rapporto che risolve anche gli spazi esterni adiacenti. Seguono tre volumi, intesi come elementi seriali, ripetitivi, in cui però la percezione dell’ elemento clonato cede all’ articolazione libera della facciata. L’ idea della “miglior forma” ci ha spinto a sviluppare un edificio che posizionato su quest’ area, con quella giacitura e quella particolare sezione, ne traesse i massimi vantaggi in termini di distribuzione delle residenze in funzione del soleggiamento, di rapporti visivi verso l’esterno, della capacità di facogitare tutte le componenti tecnologiche senza che alterino l’ aspetto estetico. Le dinamiche interne all’ area sono state attentamente guidate attraverso una ponderata collocazione delle funzioni compatibili con le residenze, dei servizi integrativi per l ‘ abitare e con i servizi locali ed urbani oltre ovviamente a consentire che gli accessi alle residenze rimanessero facilmente individuabili ed al tempo stesso protetti. Difatti ai piani terra degli edifici sul lato nord sono stati posizionate le attività commerciali e terziarie in modo da invogliare nell’ asse di percorrenza scandito dalla duna, la passeggiata in direzione ovest. Qui si apre una seconda polarità dominata dalla presenza del centro fisioterapico, elemento catalizzatore e funzionale che si relaziona con lo spazio circostante, aprendosi ad invito verso un’ area verde pubblica. Passeggiando all’ interno dell’ area si attraversano sequenze di spazi comuni pensati come punti di aggregazione e di sosta, aree gioco per bambini, spazi di attività per gli adulti, piccoli spazi verdi coltivati e curati dagli inquilini, ambiti da poter destinare a funzioni comunitarie come barbecue e pic nic. La differenziazione quindi la gerarchia della viabilità stradale, ciclabile e pedonale, è stata risolta allontanando il più possibile dall’ abitato la collocazione dei percorsi principali. Gli accessi carrabili all’ area sono previsti da Via Gambetti, con un sistema di parcheggi in parte interrato ed in parte a raso. Gli interratti hanno due accessi sul lato nord della duna e sono ad uso elusivo delle residenze. Percorrendo tutta Via Gambetti si arriva ad un parcheggio a raso pubblico che consente anche l’ accesso per carico scarico merci. La Via ciclo-pedonale che cammina a sud, asseconda perfettamente il futuro collegamento tra Via Novara e Via Fratelli Zoia. I tre sistemi di percorsi garantiscono una perfetta sintonia di flussi, garantendo allo spazio pubblico l’ accezione di luogo di relazione e scambio.
VISTA DA VIA DOMOKOS
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QUALITA’ ARCHITETTONICA COMPLESSIVA DELL’ INTERVENTO
PIANTA DEI PARCHEGGI
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La logica del progetto è di garantire dignità funzionale ed estetica all’ area. Il carattere degli edifici è riconducibile al modus operandi che lega tradizione ed innovazione, nuovi spunti compositivi sulla base di forme solide, materiche in cui l’ eccezione formale dettatata da esigenze funzionali, diventa la nota caratterizzante del progetto. Gli edifici si caratterizzano per la loro compattezza enfatizzata dal rivestimento in mattone, a scardinare la monoliticità è un sistema di logge e bucature incalzante, che alleggerisce le masse conferendone un carattere raffinato ed equlibrato. I rapporti tra i “pieni” ed i “vuoti” sono studiati in modo da non avere sbilanciamenti risultando estremamente composti. L’ attacco a terra degli edifici, spazio diafano e trasparente, in rapporto con la massa sovrastante genera un equilibrio in cui l’ edificio sembra stare in parte sospeso. La composizione architettonica è arricchita dall’ elemento d’ ingresso, studiato come una superficie continua che partendo dal margine sud dell’ area si innesta sul lato lungo dell’ edificio, facendo da invito alle hall. La particolarità degli edifici sta inoltre nella leggera inclinazione delle coperture, volte a favorire l’ alloggiamento del solare termico ottimizzando le superfici radianti utili garantendo quindi una maggiore resa energetica. La piega, nata come risposta ad una necessità tecnica, diventa pretesto per caratterizzare ulterioremente le volumetrie senza incappare in gratuiti formalismi. Agli edifici si contrappone la progettazione di matrice organica della duna su cui si adagia il Foyer. Come una superficie che nasce dallo spazio antistante, ripiega su se stesso andando a definire un ambito in cui si svolgono attività ricreative, culturali, di formazione rivolte principalmente ai giovani. Un elemento con una forte vocazione di apertura verso l’esterno, su cui si proietta tramite una gradonata intesa come luogo di aggregazione. Permeabile grazie ad una grande superficie vetrata che si apre sulla “piazza”, guarda gli edifici e la cascina con cui genera un sistema coeso di rapporti fruitivi e percettivi. Infine la torre diventa all’ interno dell’ isolato riferimento urbano, elevandosi oltre lo skyline esistente e rendendo esplicita la propria funzione di elemento di richiamo. Le altezze degli altri edifici residenziali sono invece assimilabili allo skyline esistente, mentre il foyer rimane più basso integrandosi anche cromaticamente con la duna artificiale, Nel complesso i rapporti tra i volumi sono calibrati in maniera attenta anche per garantire le giste distanze e gli opportuni orientamenti. Riteniamo che la forze del progetto sia proprio la sinergia che si crea tra i vari elementi dando vitalità all’ area. Pertanto la qualità architettonica dell’ intervento non è da ricercarsi nella autonomia formale del singolo elemento, quanto nell’ equilibrio generato dall’ insieme dei volumi e del rapporto dell’ uno con gli altri.
SCHEMA FUNZIONALE PIANO TERRA
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CARATTERISITCHE TIPOLOGICHE E COSTRUTTIVE
VISTA NOTTURNA DA EST
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Le tipologie adottate in riferimento al modello abitativo sono due: un edificio in linea di sette piani ed una torre di undici piani. Il primo è rappresentato da un edificio che si eleva per sette piani fuori terra con asse longitudinale orientato nord-sud e base rettangolare, con due corpi scala che servono da un minimo di 4 ad un massimo di sei appartamenti per piano. Tutti gli appartamenti sono orientati con doppia esposizione in modo da avere il sole al mattino nelle camere da letto ed il pomeriggio nella zona giorno. Gli affacci sono previsti verso la promenade ed i giardini pubblici. Il fronte nord rimane invece più chiuso e compatto. La pianta è libera poiché la struttura puntiforme rimane nelle pareti perimetrali. Questo garantisce un alto grado di flessibilità interna dei singoli appartamenti, resa ancora migliore dallo schema di facciata con finestre non allineate. La doppia esposizione garantisce anche un ottimo contributo di ventilazione naturale degli appartamenti. In ogni blocco abbiamo previsto un mix funzionale facendo attenzione a non far interferire i percorsi pertinenziali e pubblici. Ai piani terra sono stati inseriti sia funzioni compatibili con la residenze che la living room, l’ utensileria, il gestore sociale e la lavanderia, inoltre gli spazi di ingresso agli edifici sono stati pensati come spazi comuni interni e non colo come luogo di transito. Difatti si aprono allo spazio su cui affacciano attraverso una ampia vetrata in modo da generare un rapporto diretto ed immediato con l’ ambito esterno. Lo studio delle tipologie è stato ampiamente sviscerato in modo di garantire un alto livello di adattabilità in relazione anche alle proposte tipologiche fornite dal bando. Ai piani terra degli edifici sono stati collocati 5 appartamenti per disabili con giardini pertinenziali ed orientamento est-sud-ovest. La torre ospita tre o quattro appartamenti per piano, il piano terra è destinato in parte ad FCR in parte a residenze. Tutti i blocchi residenziali sono collegati attraverso il vano scala ed ascensore con il piano interrato in cui ci sono posti auto pertinenziali, cantine e vani tecnici. Nel complesso l’ intervento ha un carattere di prestigio, dovuto anche alla presenza di logge profonde che si aprono dalle zone giorno ed a volte anche delle camere da letto. Questo conferisce alle residenze un rapporto con l’ esterno percettivamente e fruitivamente migliore nonché un alto standard qualitativo.
SISTEMA DEL VERDE
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SOLUZIONI ARCHITETTONICHE E INDICAZIONI IMPIANTISTICHE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA E LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE L’intervento si propone come modello innovativo che integri e sintetizzi i seguenti aspetti: a) un sistema ecoefficiente: impiego di tecniche a forte contenuto ecologico e sostenibilità delle scelte costruttive; b) un organismo economicamente sostenibile: bassi costi di gestione e bassi costi di manutenzione; c) un elevato comfort ambientale: comfort termico, acustico, di luminosità. Tale modello è in grado di rispondere agli attuali requisiti di benessere e fruibilità negli spazi abitati e alle questioni imposte da uno sviluppo sostenibile, in linea con il concetto di edificio passivo. Attraverso la progettazione di sistemi di risparmio e di generazione di energia e soluzioni tecniche per l’involucro edilizio, si ottiene l’attribuzione della classe A di prestazione energetica globale dell’edifico (definita dalla D.G.R. 26/06/07 n. 8/5018). Di seguito si elencano i criteri progettuali seguiti al fine del soddisfacimento dei parametri prestazionali e degli obiettivi di progetto sopra definiti.
SEZIONI TIPOLOGICHE
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ABBATTIMENTO DELLE DISPERSIONI DELL’INVOLUCRO EDILIZIO • riduzione delle dispersioni per trasmissione; • orientamento ottimale delle superfici trasparenti; • disposizione ottimale degli elementi d’ombra. OTTIMIZZAZIONE DELLA PROTEZIONE TERMICA NEI MESI INVERNALI ED ESTIVI • dissipazione notturna del carico termico accumulato; • protezioni per il controllo solare. MASSIMIZZAZIONE DELL’ENERGIA SOLARE PASSIVA • impianto solare termico (copertura del 60% del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria); • impianto solare fotovoltaico (potenza installata per unità abitativa pari a circa 1kWp); UTILIZZO RAZIONALE ED EFFICACE DELLE FONTI ENERGETICHE TRADIZIONALI • riscaldamento con pannelli radianti a pavimento; • ottimizzazione del rendimento di distribuzione e di regolazione. OTTIMIZZAZIONE DELL’USO DELL’ILLUMINAZIONE NATURALE • profondità ridotta in tutti gli ambienti; • riduzione degli aggetti; • rapporto ottimale facciata-finestre. RECUPERO E VALORIZZAZIONE DELLE ACQUE METEORICHE • recupero delle acque meteoriche e riutilizzo per usi irrigui e domestici (riduzione del 20-25% del prelievo di acqua potabile dalla rete idrica urbana).
VISTA DEL CENTRO FISIOTERAPICO
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MATERIALI E TECNOLOGIE ADOTTATE L’edificio viene realizzato con struttura tradizionale gettata in opera a telai e vani scale In calcestruzzo armato, al piano terra i solai saranno realizzati in lastre tipo predalles, mentre i solai delle abitazioni sono di tipo tradizionale tipo travetti e pignatte. I tamponamenti esterni sono realizzati in muratura isolante da cm 30 con rivestimento esterno del tipo a cappotto da cm 8. Il lato interno del tamponamento verticale è anche esso rivestito da una contro parete con finiture interna in carton gesso. La finitura esterna del cappotto viene realizzata tramite rivestimento incollato di piastrelle in cotto di tonalità terra di Siena. Il lato interno del tamponamento verticale è anche esso rivestito da una contro parete con finitura interna in carton gesso che consente la realizzazione degli impianti senza opere murarie oltre a miglior livello di finitura. La progettazione dell’involucro rappresenta uno degli elementi qualificanti del progetto modernamente intesa, rappresentarlo la nuova dimensione dell’ingegneria civile che si aggiunge a quelle tradizionali dell’architettura e della statica Il risparmio energetico unito al confort ambientale definiscono la qualità dell’abitare, e rappresentano una dimensione economico-sociale di importanza determinante. Le soluzione architettoniche prescelte con facciate piane e logge rappresenta la soluzione ottimale per raggiungere facilmente valori estremamente contenuti delle dispersioni termiche facilitando l’eliminazione dei ponti termici con soluzioni tecniche disponibili a basso costo. Le caratteristiche architettoniche dell’involucro, gli spessori degli isolamenti e l’eliminazione dei ponti termici, permettono il raggiungimento per gli edifici di progetto della classe A. Le tecnologie impiantistiche vanno differenziate per gli edifici adibiti a servizi locali e urbani “ foyer, centro fisioterapico, cascina” che richiedono una climatizzazione invernale ed estiva e le residenze per le quali si ritiene sufficiente il solo riscaldamento invernale.
A – SERVIZI URBANI E LOCALI , FOYER, CASCINA , CENTRO FISIOTERAPICO.
Per gli edifici di servizio al quartiere si ritiene di adottare una tipologia di impianto ad alta efficienza energetica costituta da pompo di calore associate a pozzi geotermici, da considerarsi in N° di 4,5 ogni 1000mq utili di calpestio, il rendimento dei pozzi è estremamente dipendente dalla stratigrafia dei terreni e dalla presenza eventuale di falde e andranno valutati in termini di numero e di scambio termico in riferimento a una dettagliata analisi dei terreni interessati. Il sistema prevede:
Pompe di calore per produzione di acqua calda per riscaldamento e sanitaria, e acqua fredda per la climatizzazione estiva. Pozzi geotermici di profondità circa 100 metri in numero di 5/1000 mq Impianto ad irrigamento a pavimento Unità di controllo dell’umidità ambientale Impianto fotovoltaico a parziale copertura del fabbisogno elettrico delle pompe di calore.
B – EDIFICI RESIDENZIALI
La scelta impiantistica è stata operata sulla base dei seguenti criteri.
Semplicità ed economia di impianto Efficienza energetica abbinata ad energie da fonti rinnovabili Sicurezza antincendio delle centrali termiche in riferimento alla natura residenziale degli edifici.
Considerata la normativa vigente dell’utilizzo del fotovoltaico e del solare termico e il consistente numero dell’unità abitative previste, si è scelto di installare la centrale termica di ciascun edificio in un vano tecnico ubicato in copertura dove saranno ubicate delle caldaie a condensazione a contatto delle unità termiche solari e fotovoltaiche. L’ubicazione della centrale termica, di tipo centralizzato, semplifica il sistema di distribuzione della climatizzazione sia quello di convogliamento dell’acqua proveniente dai collettori solari termici ai serbatoi di accumulo minimizzando i costi di gestione e le dispersioni. L’impianto sarà del tipo a pavimento senza comunque escludere la possibilità della realizzazione di impianti di tipo tradizionale con radiatori a bassa temperatura. Il progetto di un involucro altamente efficiente riduce da solo il fabbisogno termico del 50% rispetto ad un edificio tradizionale; pertanto le caldaie a condensazione di potenzialità gia considerevolmente ridotta integrate con l’apporto del solare termico Consentiranno di raggiungere consumi di circa il 70% inferiori a quelle dei normali edifici esistenti. La centrale di ciascun edificio sarà pertanto costituita da : caldaia a condensazione in N° di 2 per fabbricato serbatoi di accumulo per volano termico di impianto collegati al circuito primario distribuzione con pompe di circolazione e contatore di rilevazione calorie per singola unità immobiliare.
C – SPAZI ESTERNI CONDOMINIALE E AREE PUBBLICHE
il progetto prevede un sistema di irrigazione automatico per la gestione delle are verdi pubbliche alimentato dalla raccolta delle acque piovane provenienti dalle coperture degli edifici in idonei serbatoi interrati. Il sistema consente di economizzare almeno il 30% di acqua proveniente dell’acquedotto pubblico.
Il livello adottato nella progettazione può essere valutato come medio alto considerato lo standard utilizzato per la realizzazione degli isolamenti termici dell’involucro degli edifici e le tecnologie impiantistiche a basso consumo e utilizzo di energia da fonte rinnovabile. Sono possibili economie intervenendo sulle soluzione tecnologiche di progetto con riferimento alle pareti di tamponamento perimetrale e alla tipologia degli impianti di riscaldamento delle unità ad uso abitativo. Nella valutazione dei costi delle aree verdi ad uso pubblico e degli spazi condominiali si sono considerati le spese relative alla realizzazione delle aree verdi, dei percorsi pavimentati e della pubblica illuminazione. Nella voce “ sistemazione area B “ sono compresi il parcheggio ad uso pubblico, la zona verde arredata compresa nella perimetrazione indicata dal bando e la pista ciclabile prevista. Il progetto non prevede strade interne alla lottizzazione la quale risulta totalmente servita dalla viabilità esterna esistente.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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