studio urbanistico
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Affrontare insieme la società solitarista
studio volumetrico
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Ogni individuo è dotato di capacità personali che può sviluppare autonomamente, ma se viene messo in condizioni di promuovere la sua indole sociale può aumentare il suo grado di libertà ed affermazione all’interno della società stessa.
fotoinserimento
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Oggi abbiamo creato ed alimentiamo una società solitarista in cui la definizione di gruppi di appartenenza diventa una forza identitaria. Il vivere in comunità, come parte integrante di un gruppo definito, offre delle condizioni di vita che avvalorano l’io individuale e stimolano gli aspetti positivi delle interdipendenze sociali senza essere una dipendenza obbligatoria e vincolante, ma stabilendo un orizzonte di riferimento comune per un gruppo limitato con il quale è possibile identificarsi. Nel momento in cui una comunità raggiunge queste condizioni si stabiliscono dei legami interpersonali che formano ruoli e pesi ben precisi, nell’interesse dei beni e dei valori comuni e che, all’esterno, presentano una notevole attrazione per altri tipi di gruppi sociali.
utilizzo spazio esterno
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Questo progetto per via Cenni è una interpretazione pratica di quello spazio fisico che contribuisce allo sviluppo di queste condizioni di identificazione. La proposta vuole consentire alla comunità degli abitanti uno sviluppo ideale, in simbiosi con le caratteristiche specifiche dell’area urbana, avviando un sistema aperto che permetta uno scambio costruttivo nel tempo.
planimetria piano terreno
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Principi insediativi
spazio+funzioni=comunità
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Visibilità e accessibilità, contesto e comunità, gradienti tra pubblico e privato Nell’ housing sociale uno dei fattori fondamentali non è solo la qualità della singola unità abitativa in se stessa, ma quella del contesto circostante e la sua relativa distanza dal centro della città. Se entrambi i fattori sono buoni, un abitante può apprezzare e godere meglio la sua posizione sentendosi più considerato ed integrato. Questo fa si che sia più predisposto a contribuire all’esito delle attività che avvengono al suo intorno, a mantenere alta e rispettare la qualità del suo circondario, a vivere in maniera attiva il suo quartiere. Sotto questo punto di vista l’area di progetto gode già di un’ottima situazione, che anziché semi-periferica potrebbe essere definita semi-centrale. E’ ben collegata al centro di Milano, è a cavallo di due diversi quartieri ed ha delle alte potenzialità per sviluppare delle sub-centralità. In più è in un contesto urbano che si è sviluppato in maniera eterogenea a partire dai primi del 900 ed è parzialmente ancora in trasformazione. E’ una parte di città che deve finire di consolidarsi e in cui l’inserimento è un tema importante che assume degli aspetti di congiunzione. Per poter sviluppare appieno tutti questi presupposti il progetto affronta i seguenti argomenti cardine: -la visibilità e l’accessibilità. -l’indeterminatezza delle aree circostanti. -l’apporto della comunità al quartiere e i vantaggi interni alla comunità stessa. -l’importanza dei gradienti tra pubblico e privato.
playground via gabetti, ingresso dagli orti spontanei
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Impianto, percorsi e spazi aperti: cortile passante e quinte diverse. L’edificio – unico ma composto di parti distinte – conforma un cortile aperto che accoglie chi accede all’area in maniera diversa a seconda che venga da via Cenni, da via Gabetti o da via Domokos. I luoghi del passaggio e quelli dei servizi sono separati da quelli dello stare.
lo spazio della corte
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Via Cenni Il corpo alto che si eleva sopra la portineria su via Cenni è pensato come un polo visivo che segnali da lontano la nuova presenza al resto del quartiere. Si concentra in questo punto un invito ad entrare e lasciarsi accogliere dalla corte interna, attraversarla andando lungo i piccoli esercizi fino a raggiungere la grande apertura accanto al foyer che fa da cerniera tra il dentro e il fuori, fra la parte est e quella ovest dell’area. All’interno della corte la fascia di piano terra è trattata in modo da riferirsi direttamente ai visitatori e agli abitanti ad altezza uomo e rende manifesti tutti i differenti aspetti della comunità, da quello strettamente privato a quello più pubblico. La coralità degli aspetti più intimi avviene all’interno di questa corte senza nascondersi al resto del quartiere, ma aprendosi ad esso e rendendosi accessibile in vari momenti della giornata, della settimana, dell’anno. Anche per questo il trattamento dei prospetti interni è più variegato e dettagliato, proprio per offrire una ricchezza di sottili diversità su cui soffermarsi a leggere le differenze di un ambiente ospitale ed a misura d’uomo.
dalla cascina
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Via Gabetti L’accesso da via Gabetti viene considerato minimo e soprattutto di servizio, ma non per questo meno importante. Diversi passaggi lasciano accedere all’interno della corte ed ogni esercizio ha un piccolo ingresso. La fascia di servizi al piano terra lungo via Gabetti è aperta su entrambi i lati, ma predilige la corte, direzionando l’attenzione verso l’interno.
studio tipologico
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
Via Domokos Per chi viene da via Domokos si presenta invece una quinta più urbana. Si incontrano in sequenza: la cascina, il centro fisioterapico, la lavanderia, il foyer, i vari capanni per il ricovero degli attrezzi e la fattoria urbana. Sono previsti degli ingressi secondari utili ai campi sportivi ed alle altre attività, in modo da riqualificare questa parte dell’area finora ritenuta meno importante. Questo percorso prelude alla possibile apertura del fronte della caserma di S.Barbara, ma allo stesso tempo, tramite un carattere “rurale addomesticato”, sottolinea la presenza degli orti urbani e della cascina come elementi caratteristici e di elevato valore culturale da preservare per la vita di oggi giorno e che forse possono dare qualche spunto per i futuri sviluppi dell’ex campo di Marte. Attraverso il percorso – che cerca l’equilibrio tra urbano e rurale – si genera una connessione importante tra due tessuti diversi ad est e ovest dell’area, zona via Novara e Zona S.Carlo Borromeo. Al percorso, che è principalmente destinato ai pedoni, si affianca anche una pista ciclabile che riconnette via Novara a via Fratelli Zoia. Instaurare un nuovo flusso di percorrenza a lato dell’edificio della comunità pone il complesso in un nuovo baricentro. Allo stesso tempo può essere considerato un luogo di arrivo, una meta, venendo da via Cenni, ma anche un luogo di passaggio tra due quartieri ora collegati.
tipologie
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
materiali e tecnologie
© Giuliano Valeri . Pubblicata il 13 Gennaio 2010.
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