© Angelo Torricelli . Pubblicata il 14 Gennaio 2010.
L’intervento proposto ha la duplice funzione di RIGENERARE l’abitato esistente, soprattutto potenziando la dotazione di servizi e conferendo al complesso una nuova centralità, e – al contempo – REISTITUIRE un corretto rapporto tra il costruito e la campagna verso via Novara. Il progetto del nuovo borgo sostenibile di Figino è occasione di riforma del paesaggio urbano di questa parte di pianura e atto di risarcimento sociale e ambientale verso la qualità perduta dell’insediamento attualmente esistente, fortemente penalizzato da una condizione marginale priva di qualità e di servizi. La proposta di nuova addizione al borgo si inserisce in una più generale riqualificazione urbana e ambientale, capace di coniugare valorizzazione del luogo e sostenibilità con il fabbisogno di alloggi sociali e la loro articolata potenzialità di relazioni. L’antico abitato di Figino prende la terra con una misura ancora oggi riconoscibile, segnata a ovest dalla via che lo separa dalla parrocchia e a est da un tracciato che dalle corti si stempera nella campagna. Consueti percorsi per resti di cascine e orti si leggono ancora, malgrado il disturbo introdotto dagli interventi più recenti e da quel disordinato mondo di recinzioni e staccionate che qui sfilaccia verso sud. Ancora il gesto magistrale della cascina a ovest, posto a fissare un principio di insediamento e un tipo sicuro. Il tutto compreso dai due fontanili che scorrono ai lati e per rogge si diramano. Sono questi i limiti razionali assunti per definire il progetto. La nuova addizione di Figino è dunque un insediamento che – per gradi – raccordi l’insediamento esistente ai campi che separano da via Novara, riqualificando al contempo l’esistente per via di nuova centralità. La soluzione proposta sta in tre mosse. Per case alte, medie e basse definiva il Moderno la sua idea di città futura; noi qui ci siamo attenuti alla misura che l’abitato esistente è ancora in grado di esprimere, persino nei segni meno sicuri dell’attuale scomposto margine verso la campagna. Figino oltre Figino, insomma. La parte ovest dell’intervento è caratterizzata dalla presenza del borgo assistito e dalla corte che, alla maniera di una cascina lo abbraccia e ospita quelle residenze particolari e speciali (tipo B e tipo C) per le quali assume significato la prossimità con tale servizio. Al centro della corte la struttura propriamente socio-assistenziale facilmente accessibile con rampe per mezzi di soccorso e fornitori; a chiudere invece verso la strada sono i locali destinati alla ristorazione, al servizio sia del borgo assistito sia di una più vasta utenza locale. Sul bordo nordest della corte, e in posizione baricentrica rispetto all’intervento complessivo, sono localizzati gli spazi del gestore sociale in collegamento diretto con gli ambiti del co-lavoro. Come in altre parti del progetto, laddove era previsto un mix funzionale e residenziale dedicato, si è comunque avuta accortezza di assortire le tipologie abitative così da non generare clusters tutti dello stesso tipo onde evitare separatezza e segregazione. In questa parte dell’intervento gli elementi distributivi tradizionali della cascina lombarda e gli spazi tra le abitazioni giocano un ruolo importante nell’interpretazione dei valori di comunità e di socializzazione assunti a base del bando. Un ampio slargo alla campagna congiunge il borgo assistito al resto dell’intervento. Al centro del nuovo borgo un principio di città, più elevato verso l’abitato e a scendere per gradi verso la campagna. In sequenza come in sezione: un’allea alberata, con funzione anche di viabilità interna di lento traffico (accesso parcheggi coperti e di superficie), un fronte di case in linea terrazzate, un corso pedonale di larghezza variabile che si apre verso le estremità, quindi una linea di case più basse cui si attesta, verso la campagna, un principio di insediamento più rado disposto a case con patio con pergolati ai campi. Lungo la prima linea di case rivolte verso l’abitato esistente sono localizzati gli spazi commerciali e i servizi di prima necessità. Al piano terra sono disposti gli alloggi-studio pensati per l’attività di professionisti o lavoratori autonomi con accesso diretto dallo spazio pubblico, mentre ai piani superiori i corpi scala distribuiscono i diversi tipi di alloggi A, B e C. Il fronte loggiato delle case in linea si affaccia sullo spazio pedonale e traguarda la campagna sopra e attraverso le case basse. Una sequenza di coperti definisce la testata delle case con patio, disponendosi con andamento planimetrico obliquo a conformare il corso pedonale, così da aprirsi alle estremità, rispettivamente sul lato ovest, verso il borgo assistito e sul lato est verso la casa doppia. Dai coperti, spazio pubblico asciutto di questa terra di pianura, si accede alle corti a verde delle case con patio articolate lungo un pergolato con panche e spazi di quiete che va alla campagna. La parte est è invece caratterizzata dalla presenza di un edificio più alto rispetto alla complessiva proposta, in grado di tenere e reggere a scala paesaggistica i segni decisi di questa parte della pianura. Intorno a spazi a forte valenza collettiva e sociale con bacino d’utenza a livello dell’intero abitato di Figino e oltre (living room, ecoclub, orti urbani), sorge una casa doppia prevalentemente con residenze di tipo A ai piani inferiori (alloggi studio al piano terra, famiglie solidali al primo piano) e ai livelli superiori adeguata articolazione delle tipologie abitative. Per questo complesso sono in particolare stati studiati servizi comuni di prossimità al piede delle abitazioni (lavanderia condominiale, utensileria). Lo spazio aperto, ma coperto, che congiunge questi edifici è disponibile al gioco dei bimbi e a periodiche attività di piccolo mercato.
© Angelo Torricelli . Pubblicata il 14 Gennaio 2010.
© Angelo Torricelli . Pubblicata il 14 Gennaio 2010.
© Angelo Torricelli . Pubblicata il 14 Gennaio 2010.
© Angelo Torricelli . Pubblicata il 14 Gennaio 2010.
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