Tavola 01
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
L’intervento di edilizia sociale proposto è ispirato da una visione progettuale caratterizzata da due obiettivi tanto distinti quanto tra loro interrelazionati: il primo, consiste nel restituire alla zona una sua connotazione identitaria ben precisa, attraverso la progettazione di un area che possa asservire a se stessa ed alla città, un area funzionale alle particolari esigenze dei propri occupanti ma che non rigetta, anzi, accoglie il suo circondario. Un area che da un lato, si pone al servizio dei suoi utenti primari, dall’altro, regala al suo circondario la possibilità di essere identificata come agora, ovvero il centro nevralgico di ogni comunità come la nostra, in cui la relazione rivesta un ruolo primario. Il secondo obiettivo, strettamente relazionato con il primo e non meno importante, è la creazione di strutture abitative e polifunzionali congiunte che possano supportare le peculiari esigenze di ben definite fattispecie sociali, quali giovani, portatori di handicap, famiglie in nuce. Minimo comune denominatore ad esse è la creazione di spazi nei quali non solo sia possibile una condivisione pacifica grazie alla convergenza di fattori come età e necessità quotidiane, ma anche la comunanza delle caratteristiche di crescita, sia anagrafica che sociale.
Tavola 02
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
La domanda di abitazioni a basso costo puntualmente delusa, l’immigrazione, l’esigenza di uscire dalla famiglia per ritagliarsi nuovi spazi, la possibilità di avere strutture consone alla propria condizione fisica, suggerisce una rimodulazione del diritto all’abitazione. Housing sociale visto in una nuova ottica: non più la costruzione di case a basso costo per le quali l’unico leit motif della realizzazione sia il contenimento dei costi, bensì un sapiente bilanciamento di costi ed analisi finalizzato alla realizzazione non di unità abitative che non tengano conto dei loro ospiti, bensì di case costruite attorno alle esigenze peculiari di ogni particella sociale che ne richieda l’utilizzo. Housing sociale pensato come un incrocio tra intervento pubblico e spontaneismo sociale, un contratto con la città che non debba necessariamente implicare una rottura con il suo contesto di origine.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
Il progetto vede la sua concettualizzazione sulla base di due elementi ben distinti, sebbene tra loro relazionati: il disegno della piazza nasce dall’idea di riportare in superficie, scalandoli, i segni un tempo presenti nel luogo: la scacchiera di campi coltivati ora diventa un graffito di pietra; il disegno del parco e la collocazione degli edifici, trova il suo fondamento sul reticolo che concettualmente unisce in unica maglia, i punti individuati dalle cascine che un tempo sorgevano nel territorio circostante all’area di progetto. La compenetrazione di questi due elementi in un unico disegno è lo scheletro su cui si basa il progetto presentato.
Planimetria generale
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
Gli edifici che circondano la piazza hanno in questo contesto la duplice funzione di protezione del suo interno e di richiamo dall’esterno. I servizi di cui tutta la comunità del quartiere può usufruire, sono infatti un richiamo dall’esterno che consente un’interazione tra gli abitanti della piazza e i loro ospiti: la nuova realizzazione non sarà un insediamento funzionale alla fruizione esclusiva della socialità circostante, bensì un elemento di emulsione tra il quartiere ospitante ed i suoi nuovi abitanti. L’asse principale ai lati del quale nascono le nuove costruzioni, unisce la preesistente cascina Torrette, a nord est dell’area interessata, con gli attuali orti urbani presenti dalla parte opposta del limite dell’area progettuale, suggerendo non solo una continuità tra passato e futuro, ma anche la volontà non di escludersi dal quartiere, bensì di essere una parte integrata e integrante di esso.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
Ai lati dell’asse principale della piazza, nascono gli edifici con il proposito di proteggere la piazza stessa, facendone un luogo raccolto ma contemporaneamente fornito di aperture laterali affinché nessuno ne possa sentirsi escluso. La pianta dei due edifici principali si apre in corrispondenza del centro della piazza, così da costituire un riferimento geografico del fulcro delle attività della zona. Tale riferimento geografico è ulteriormente rafforzato da un innalzamento degli edifici stessi quasi a costituire un campanile laico all’interno della comunità, un segnale di richiamo e di presenza per tutti gli abitanti del quartiere, un segno di identità per il quartiere e per gli stessi destinatari dell’intervento costruttivo. La continuità tra il passato della cascina Torrette, abbracciata e valorizzata dalle nuove costruzioni, è testimoniato dalla apparente discrasia costruttiva degli edifici più bassi, che corrono lungo il perimetro dell’area riqualificata, e le due torri che sorgono nel centro della piazza. Infatti, mentre gli edifici più bassi, che presentano tre piani fuori terra, ricalcano un caratteristico schema che affonda le sue origini nella tipologia a corte delle cascine lombarde con un forte richiamo alla casa di ringhiera milanese, le due torri presentano una sezione a tronco di piramide irregolare, stagliandosi verticalmente per undici e quattordici piani fuori terra, per il quale accesso è utilizzato un classico schema ad accesso interno. Il contrasto tra le diverse sezioni degli edifici e delle torri, è volutamente cercato per simboleggiare un futuro che affonda profondamente le radici nel passato, una “discontinuità continua” solo apparentemente in contrasto.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
Anche il disegno del parco parte dallo studio del tracciato che unisce idealmente le antiche cascine della zona; esso sia apre lungo il perimetro meridionale e sud occidentale dell’aera di progetto. La sua fruizione è pensata per tutti gli abitanti del quartiere, sebbene al suo interno siano allocate delle aree orientate alle peculiari esigenze dei futuri occupanti delle nuove abitazioni: troviamo infatti una area giochi per i bambini, uno skate park e un campo da pallacanestro/pallavolo.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
Complessivamente l’intero progetto si sviluppa dunque su un principio di interscambio sociale che consente all’intera comunità di aprirsi non solo a se stessa ma anche verso l’esterno, evitando la creazione di un quartiere chiuso in se stesso privo di comunicazione con ciò che lo circonda. gettuali.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
© Alice Bottelli . Pubblicata il 15 Gennaio 2010.
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