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© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Pensavamo che la conoscenza diretta di Figino, del Borgo Vecchio in particolare, fosse indispensabile per indirizzare il nostro lavoro, anche al di là della ricchissima documentazione che ha preparato il concorso, e così è stato.
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© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
L’idea che ne è scaturita e che sostanzia la nostra proposta è questa:
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© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
- Affermiamo che la nuova parte di Figino non può e non deve alludere in alcun modo ad una idea romantica di borgo antico: il Borgo Nuovo – lo chiameremo così per immediatezza espositiva – dovrà essere aperto, estroflesso quanto il Borgo Vecchio è oggi chiuso, introflesso.
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© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
- Affrontiamo questa fase del concorso con l’intento di chiarire, prima di tutto e sopra tutto, quale debba essere il disegno urbano del nuovo quartiere, definendo quelle invarianti strutturali che, se le sbagli, non potrai più recuperarne appieno il ruolo e l’efficacia né con lo studio delle tipologie abitative, né con l’ottimizzazione dei consumi energetici, né con la riduzione dei costi di costruzione, nemmeno forse con la qualità della gestione.
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© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
- Proponiamo che, per stabilire le invarianti del nuovo tessuto urbano, si disponga innanzi tutto un ordito ben strutturato, semplice, convincente, teso saldamente fra quei punti di ancoraggio che troviamo sul terreno e che il bando in gran parte suggerisce; quindi, attraverso l’ordito, passeremo i fili della trama con più libertà, con minor scrupolo, fiduciosi che la leggerezza della trama o qualche sua inevitabile piccola smagliatura non potrà indebolire la solidità del tessuto.
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© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
INSERIMENTO URBANISTICO, INTERPRETAZIONE DELL’IDENTITA’ DEL LUOGO E DELLE INTERAZIONI CON IL QUARTIERE DI FIGINO
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
L’inserimento urbanistico del nuovo quartiere si appoggia su un ordito – così come suggerito nell’introduzione – che abbiamo teso e fissato sul terreno ancorandolo agli elementi strutturali e funzionali che abbiamo potuto e saputo rintracciare. I fili portanti sono costituiti dalle strade, secondo tradizione secolare e non smentita. Tre gli agganci con la viabilità veicolare: ad ovest una nuova strada che si stacca da Via Turbigo attraverso una rotonda e che segue il corso del Fontanile Materno; ad est tutto il confine dell’area che corre parallelo a Via Silla; a nord Via Rasario che prima scende dalla chiesa parrocchiale costeggiando il borgo vecchio, quindi piega ad est delimitando il nostro lotto per un lungo tratto. Due gli agganci pedonali con il quartiere, uno esistente, l’altro possibile.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Il primo è la stessa Via Rasario; il secondo è facilmente rintracciabile a partire a nord dal numero 11 di Via Fratelli Morelli e quindi scendendo verso sud, attraverso una teoria di corti e di passaggi interni, fino a sbucare alla fine di Via Rasario dove oggi troviamo solamente una leggera cancellata, mentre sulle guide stradali questo stesso percorso è identificato ancora come la prosecuzione di Via Morelli. Dove questi fili si incrociano, cioè dove i percorsi carrabili e pedonali confluiscono, lì collocheremo fisicamente i luoghi privilegiati dell’interazione fra il Borgo Vecchio e il Borgo Nuovo.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Si tratta di due punti caratteristici: uno ad ovest, dove la nuova strada incontra Via Rasario; uno ad est, dove il percorso pedonale di Via Morelli incontra la nuova strada che si stacca da Via Silla. Questi due punti di maggior forza dettano la regola per tutta quanta la trama: la nuova edificazione sarà compresa fra di essi; al loro esterno si svilupperà il sistema del verde; in essi si realizzeranno due differenti piazze, collegate attraverso una strada residenziale (woonerf), aperte all’intera comunità di Figino. Le due piazze e la strada residenziale sono la sede del nuovo spazio pubblico atteso a Figino e su di esse graviterà l’intero sistema dei servizi urbani previsto dal bando. Le piazze sono dunque contemporaneamente i terminali del woonerf, i punti di arrivo dei percorsi ciclopedonali provenienti dall’abitato esistente, i punti di accesso al verde pubblico e infine i luoghi strutturati in cui il paese incontra la campagna agricola. Vedremo di seguito come, su questo ordito, sarà intrecciata la trama dell’intero tessuto e quale sarà il disegno del suo diritto e del suo rovescio.
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QUALITA’ ARCHITETTONICA COMPLESSIVA DELL’INTERVENTO
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Riteniamo che la qualità architettonica complessiva del nostro progetto stia innanzi tutto nella definizione degli elementi invarianti che strutturano il disegno urbano e quindi nella proposizione di un loro possibile sviluppo coerente e fedele. L’approccio alla definizione degli elementi invarianti non è formale ma strutturale e intende sostanziare i requisiti contenuti nei documenti allegati al bando. Le soluzioni proposte per la nuova viabilità veicolare prefigurano un alto grado di qualità ambientale senza pregiudicare la qualità funzionale. Le due strade entrano simmetricamente da est e da ovest nell’area, lambendone il confine settentrionale, per terminare in altrettanti parcheggi pubblici, destinati prevalentemente alla sosta dei visitatori e quindi esterni al nucleo residenziale. La strada residenziale (woonerf), posta a confine fra il vecchio e il nuovo abitato, garantisce condizioni tali che pedoni, ciclisti e auto si muovono sulla stessa sede con pari diritti e, secondo l’articolo 135 del regolamento del codice della strada, vi accederanno unicamente le auto dei residenti, dei disabili, dei mezzi di soccorso. Con ciò si realizzerà il collegamento richiesto fra Via Rasario e Via Silla senza il formarsi di una viabilità di attraversamento veloce all’interno del quartiere, così come giustamente richiede il Documento Preliminare. Il woonerf inoltre, ospitando anche le nuove attività commerciali previste, favorisce un’alta qualità relazionale fra le persone che lo frequentano, comprendendo spazi alberati, aiuole verdi e fiorite, piccoli slarghi per l’incontro e per la sosta.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Le soluzioni proposte per le aree ed i percorsi ciclo pedonali prevedono la loro articolazione secondo due differenti livelli funzionali e fisici, al fine di realizzare l’auspicata gerarchizzazione e insieme integrazione fra spazi pubblici e spazi semi pubblici: obiettivo arduo, che concorre a raggiungere un alto grado di qualità urbana quando ottenuto con soluzioni semplici, intuitive, non artificiose, quasi naturali.
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Gli spazi pubblici, posti tutti alla quota del terreno, sono le piazze, il woonerf, le aree attrezzate per il gioco, il parco cittadino: sono tutti interconnessi fra di loro, collegati con il nucleo esistente e con quello nuovo, ben serviti dai parcheggi pubblici che li rendono accessibili anche ad un territorio più vasto.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Gli spazi semi pubblici sono posti invece ad un livello più alto, si articolano all’interno del nuovo nucleo residenziale, ne connettono tutti gli edifici, vi si affacciano i servizi di vicinato, si aprono verso la campagna e vi danno accesso, sono collegati sia funzionalmente che visivamente con tutti gli spazi pubblici e, pertanto, risultano contemporaneamente permeabili e riservati. Il sistema di questi spazi pedonali, inteso nel suo insieme, allude alla vita di un Borgo Nuovo che, pur conservando e alimentando la propria identità di vicinato, deve necessariamente andar oltre, uscire da sé, per incontrare nei luoghi dei servizi pubblici e privati il resto della città, il Borgo Vecchio.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
Se il progetto appare convincente riguardo alla capacità di realizzare questi obiettivi, allora questa è la qualità architettonica complessiva cui tende la nostra proposta.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
CARATTERISTICHE FUNZIONALI, TIPOLOGICHE E COSTRUTTIVE
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
La principale caratteristica funzionale che caratterizza la nostra proposta va ricondotta all’impostazione generale del disegno urbano che abbiamo illustrato nei primi capitoli e riguarda la modalità di accesso agli spazi residenziali e alle singole unità abitative. Si tratta di far convivere alcune esigenze fra di loro conflittuali: separare la circolazione pedonale da quella veicolare, realizzare i parcheggi di pertinenza degli alloggi in modo diffuso e facilmente accessibile, limitare al massimo l’occupazione di suolo sia con strade che con parcheggi.
© Arturo Augelletta . Pubblicata il 18 Gennaio 2010.
L’idea consiste nel riservare ai parcheggi pertinenziali gran parte della quota edificata posta a livello stradale, ad eccezione della fascia che si affaccia sulle piazze sul woonerf, destinata ad ospitare servizi pubblici e attività commerciali.
Si realizza una rete di viabilità veicolare interna che collega il piede di tutti gli edifici e a cui si accede da due varchi ricavati nei corpi di fabbrica alle estremità della strada residenziale. Infine è previsto un primo livello interrato, accessibile con rampe dallo stesso piano superiore, per realizzare la quota parte di autorimesse e cantine che non trova spazio al piano terreno.
Il disegno è tale da garantire il mantenimento di ampie superfici di terreno permeabile all’interno del complesso edificato. Su questo terreno, parte naturale (la quota stradale) e parte artificiale (il primo livello sopra le autorimesse), si posano sette corpi di fabbrica che a nord seguono l’andamento del woonerf, ad est e ad ovest si affacciano sulle rispettive piazze, mentre a sud si protendono come dita verso la campagna.
Sono corpi di fabbrica con volumetria semplice, compatta, sobria: quattro di essi hanno un solo corpo scale; gli altri tre comprendono due corpi scale, risultando dall’aggregazione di due moduli elementari.
In tutto contiamo dunque nove gruppi scale ciascuno dei quali, di norma, può servire fino a sei alloggi: quattro di tipo B e due di tipo C.
Due alloggi B ed un alloggio C possono originare due alloggi di tipo A, senza che si debba intervenire sul sistema strutturale, dei cavedi tecnologici, delle reti impiantistiche principali, delle finestrature.
Due alloggi di tipo B sovrapposti possono generare due alloggi di tipo B in duplex; il tutto in ragione di una flessibilità tipologica credibile, non fittizia che consenta di gestire sia la fase della costruzione sia quella della gestione nel tempo.
Il soddisfacimento delle quantità richieste comporta che questi edifici si sviluppino mediamente per sette piani, oltre al piano terreno che, caso per caso, può affacciarsi sul woonerf, su una piazza, sulla campagna.
Come i piani terra che prospettano su woonerf e piazze ospitano negozi e servizi pubblici , così anche parte delle superfici edificate poste al primo livello e che prospettano sugli spazi semi pubblici ospitano i servizi di tipo residenziale e quelli integrativi per l’abitare.
Quanto alle caratteristiche costruttive, la semplicità imposta alla planimetria e alla volumetria degli edifici consente di ipotizzare l’adozione di sistemi di prefabbricazione sia per le strutture che per le chiusure esterne, con l’obiettivo di ottimizzare sia i tempi che i costi di produzione anche se, alla prova del mercato, un sistema tradizionale che punti piuttosto su processi di industrializzazione avanzata potrebbe ancora risultare competitivo.
Infatti l’approfondimento del progetto può portare ad individuare una serie di elementi costruttivi e di finitura che, di per se stessi, possono utilmente contribuire al miglioramento del ciclo produttivo: pensiamo a puro titolo di esempio ai balconi aggettanti, ai nuclei delle scale, ai blocchi dei servizi igienici, ai terminali tecnologici degli spazi di cucina, alle stesse pavimentazioni delle parti comuni e degli alloggi, elementi tutti che, per il loro grado di ripetitività ed in ragione della tipologia dell’utenza, possono essere oggetto di processi produttivi industrializzati.
FRUIBILITA’ E DISEGNO DEGLI SPAZI PUBBLICI E SEMI PUBBLICI
Il ruolo strategico che gli spazi pubblici e semi pubblici rivestono in generale, e massimamente quando l’intervento è indirizzato all’housing sociale, è un assunto di tutti i documenti che hanno preparato il concorso e quindi del nostro progetto.
La Piazza Urbana (circa 1500 metri quadri), da noi così denominata perchè connotata dalla presenza delle funzioni più propriamente di livello cittadino, si colloca dove è garantita la migliore accessibilità, sia veicolare che ciclo pedonale.
A nord essa è aperta verso il Borgo vecchio, vi confluisce Via Rasario e si scorge sul fondo la chiesa parrocchiale; a sud si apre sulla campagna. Ad ovest è delimitata dall’edificio che ospiterà i servizi del Borgo assistito, ad est da due edifici residenziali che offrono l’uno la testata, l’altro un fronte, opportunamente disallineati in modo da creare a terra uno spazio concavo, raccolto, protetto. Ai piedi di questi due edifici trovano sede i servizi del Co lavoro, il ristorante, possibilmente lo sportello bancario e l’ufficio postale, forse il drugstore.
Ad est la piazza si dilata in un piccolo spazio che si incunea all’interno degli edifici residenziali e da qui parte il sistema di scale e rampe che conduce al livello degli spazi semi pubblici. Pochi esemplari arborei a punteggiare significativamente il selciato, pochi elementi essenziali per la sosta che dovrà essere piuttosto assicurata dal plateatico del bar ristorante.
E’ la piazza animata dalla presenza degli adulti, dei giovani e degli adolescenti, che vi trovano accanto anche il campo giochi a loro preferibilmente destinato.
La Piazza Rurale (circa 500 metri quadri), da noi così denominata perchè connotata dalla presenza delle funzioni che più hanno relazione con l’ambiente agricolo, con la natura e con i l tempo libero, si colloca là dove questo rapporto è facilitato.
Si tratta in verità di uno slargo che si apre lungo il percorso già esistente che dal centro di Figino attraversa il borgo vecchio e poi raggiunge i campi: ad ovest il nuovo fronte edificato costeggia questo percorso ospitando al piano di campagna il Living e alcuni spazi funzionali alle Mamme di giorno, ad est, dopo il parcheggio, lo spazio si dilata e vi si affaccia l’Eco club.
E’ il luogo privilegiato delle mamme, dei bambini, degli anziani del quartiere, di tutti coloro che saranno coinvolti nelle attività dell’Eco club e, come per una vera e propria moderna corte agricola, è circondato dagli orti dei residenti, dall’orto didattico, dalla piccola fattoria, da una grande area attrezzata per il gioco dei più piccoli e da qui si stacca il percorso che conduce, non lontano, al grande Parco pubblico che chiude il comparto ad est.
Anche in questo caso il collegamento funzionale e visivo con gli spazi semi pubblici interni all’abitato è assicurato da un sistema di scale e rampe che conducono facilmente al livello superiore.
La strada residenziale si sviluppa da est a ovest a partire dai parcheggi pubblici e dalle piazze, con andamento volutamente irregolare e disomogeneo al fine da un lato di disegnare – con aiuole, alberi, dissuasori, fontane e così via – una stretta e tortuosa corsia carrabile e d’altro lato di ricavare dei piacevoli luoghi protetti, attrezzati per l’incontro e per la sosta.
A rendere credibile il tutto, anche sul piano di un verosimile riscontro funzionale e gestionale, i nuovi edifici realizzano un fronte commerciale continuo, protetto da ampie pensiline, che si interrompe in due piccoli slarghi là dove altrettante scalinate collegano il woonerf con il piano degli spazi e dei servizi di vicinato.
Le aree verdi, escludendo quelle interne al woonerf e al nucleo residenziale, sviluppano una superficie di circa 18.770 metri quadri: 2.300 sono occupati dagli orti, 300 dalla fattoria e dall’orto didattici, circa 1.000 mq. sono attrezzati per il gioco e per la sosta: restano oltre 15.000 mq. di verde permeabile, così come richiesto dal bando.
Il sistema delle aree verdi pubbliche realizza una cintura che cinge con continuità la parte meridionale del centro abitato: una fascia più esile e frammentata lungo il confine sud; due masse più estese e compatte ad est e ovest, dove troviamo da un lato il Parco cittadino, con i suoi oltre 7.000 mq. e dall’altro lato l’area attrezzata destinata specialmente al gioco ed al ritrovo dei giovani.
Gli spazi di vicinato sono esaurientemente descritti negli elaborati che accompagnano il bando di concorso: il progetto deve realizzarli con coerenza e credibilità, risultato che confidiamo di aver raggiunto con quelli da noi proposti.
Come già più volte accennato, a questi spazi di relazione è riservato un intero livello funzionale che connette tutti gli edifici abitativi e che, a sua volta, è liberamente collegato con tutti gli spazi urbani più propriamente pubblici che più sopra abbiamo illustrato.
E’ uno spazio complesso, articolato, variegato, prevalentemente aperto, attrezzato per favorire l’incontro, la sosta, il gioco, lo svago, liberamente accessibile e fruibile da parte di tutti i residenti, protetto e per così dire sorvegliato dai fronti stessi degli edifici che vi si affacciano direttamente, dandogli forma e garantendone il presidio e il controllo. Vi si alternano zone ampie con zone più raccolte, aree verdi alberate con piazzette lastricate, spazi attrezzati e compiuti con altri più liberi e naturali.
Gli atri di accesso alle abitazioni vi si aprono lungo percorsi chiari, identificabili e riconoscibili, integrandosi di volta in volta con i servizi di portineria e con gli uffici della gestione, con la lavanderia condominiale e con il Living, previsto su due livelli, così da integrarsi direttamente con i servizi della Piazza rurale, dove è collocata anche l’utensileria. E’ da questo stesso spazio inoltre che hanno diretto accesso gli alloggi studio, normalmente previsti in duplex.
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