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Napoli (NA), Italia

Riqualificazione Dell'area Monumentale Del Porto Di Napoli

1° classificato

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In Italia tra città e porto, nonostante le innovazioni introdotte dalla L. 84/94, esiste ancora una sostanziale separazione. Tale frattura è legata alla difficile delocalizzazione delle attività portuali in aree esterne al nucleo centrale della città.

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Fa parte dell’identità dei grandi porti italiani la compresenza di attività urbane e di funzioni portuali. Mentre la città tende a riappropriarsi di alcune porzioni delle aree portuali, il porto come nodo trasportistico tende ad ottimizzare la sua autonomia funzionale.

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Anche per questo il confine tra città e il porto è un’area conflittuale, di tensione, di discontinuità. Come rendere questa linea di separazione un’area di scambio, di correlazione compatibile, di filtro, che consenta l’operatività del porto e nello stesso tempo restituisca alla città il fronte marino e lo spettacolo del porto?

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Come rendere il lungo perimetro dell’area portuale di Napoli, così saldamente legata al centro monumentale della città, una filtering line?

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Caratteri estetici e funzionali della filtering line

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La filtering line trasforma la separazione in scambio, correlazione, interazione tra le risorse urbane e quelle portuali, tra i luoghi notevoli della città e le diverse parti funzionali del porto.

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A Napoli la filtering line riorganizza i flussi della mobilità separando quelli urbani da quelli portuali; predispone i percorsi pedonali e gli innesti tra città e porto; razionalizza i varchi portuali, realizza attrezzature di servizio, volumetrie polivalenti, parcheggi interrati, trasforma il confine portuale in una grande risorsa per la città e il porto.

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Intervenire sull’area di interfaccia tra porto e città significa sviluppare un complesso progetto urbano in grado di connettere parti diverse del fronte marino. In questa prospettiva la filtering line si estende dal futuro Parco della Marinella ai giardini pubblici antistanti il Palazzo Reale. Da Parco a Parco mediante un sistema lineare di aree attrezzate a verde pubblico con percorsi pedonali e ciclabili. La filtering line come green line.

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I percorsi pedonali della filtering line realizzano una grande promenade paysagée.

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La filtering line è un sistema complesso a sezione variabile. La sezione trasversale comprende il fronte urbano, la Via Nuova Marina con la tramvia, il nastro perimetrale del porto.

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La filtering line interagisce con i progetti in corso di definizione nell’area monumentale del fronte marino: il collegamento tra la stazione della metropolitana e il Molo Angioino (Progetto Siza), la tramvia, il tunnel di Ove Arup.

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Per rendere permeabile la linea di separazione tra città e porto, la filtering line si realizza attraverso una conformazione del suolo che ingloba nella sua sezione le attività urbane e quelle portuali, mantenendole tuttavia distinte.

Dal livello della via marina, il suolo si solleva in modo da consentire lo sviluppo di un percorso pedonale panoramico, aperto sul porto e sul mare.

Nel tratto tra l’Immacolatella Vecchia e il Molo Angioino la filtering line realizza una strip commerciale connessa con la galleria di sotterranea di collegamento con la stazione metropolitana di Piazza Municipio. Sul fronte della banchina del Piliero vengono ricavati locali e attrezzature di servizio al porto (accoglienza, biglietteria, ristorazione, agenzie..).

La strip commerciale è proposta come uno dei fattori di maggiore attrazione del nuovo waterfront. La strip commerciale è di fatto lo spazio strutturante la filtering line.

Dalla strip si accede: ai percorsi pedonali superiori (alla quota della via Nuova Marina), alla galleria “Alvaro Siza”, ai servizi e alle attrezzature portuali sul fronte verso il Piliero, alla piazza del Molo Angioino, all’edificio polivalente soprastante ai parcheggi interrati.

La strip con il suo spazio raccolto, la varietà degli episodi architettonici, la ricchezza delle prospettive visuali, l’alternanza di vuoti e di pieni, di aree verdi e di patii attrezzati, di rapporti tra interni e esterni, tra il “sopra” e il “sotto”, si propone di realizzare una nuova centralità urbana in grado di interpretare l’identità della città mediterranea.

La filtering line razionalizza e specializza i flussi veicolari attraverso la separazione del traffico portuale (tir, bus, autovetture private) da quello urbano. I veicoli diretti (o in uscita) verso la Stazione Marittima e le diverse aree di imbarco (Molo Pisacane, Calata Piliero, Molo Beverello) utilizzeranno le strade interne al porto.

Lungo la filtering line sono collocati una sequenza di parcheggi interrati a servizio del porto e della città. I parcheggi potranno essere realizzati fino al parco della Marinella. Il servizio navetta li collegherà con le banchine di imbarco.

Il traffico veicolare sull’asse via Ferdinando Acton – Via Nuova Marina sarà limitato ai mezzi pubblici ai veicoli di servizio, i pullman e i taxi.

La filtering line realizza le volumetrie e le infrastrutture previste dal progetto lungo la fascia perimetrale dell’area portuale. In questo modo la cantierizzazione del progetto non interferisce con l’operatività delle banchine.

Una superficie pari a 11.000 mq. è ricavata lungo la strada commerciale, all’interno della modellazione del suolo. Al di sopra della filtering line vengono ricavati altri 8.000 mq. in un edificio lineare di tre piani (di 110 metri circa di lunghezza). Tra quest’ultimo e la filtering line è previsto un distacco di circa 10 metri, una lunga “fessura” attraverso cui la città si affaccia sul porto e sul mare.

L’edificio sospeso è destinato a funzioni direzionali, ricettive e culturali. L’edificio sovrastante la filtering line è tagliato in due parti da una lunga cavità che evoca le grotte di Napoli. Il taglio ha una funzione bioclimatica agendo come una enorme torre del vento. Dalla cavità la luce naturale filtra fino ad illuminare i percorsi pedonali e la strip commerciale sottostante.

Il Molo Beverello è parte integrante della filtering line ed è connesso direttamente alla strip commerciale e alla galleria di Alvaro Siza. Il Molo, destinato al solo traffico per le isole mediante aliscafi e catamarani, diviene una area sostanzialmente pedonale, una straordinaria passeggiata sul bordo del mare. La stazione dei taxi e le attrezzature di servizio sono ricavate utilizzando i dislivelli del suolo, agendo ancora una volta sulla sua modellazione. Si realizzeranno in tal modo due percorsi a quote diverse; lungo quello superiore sono previste aree belvedere. L’articolazione dei livelli di suolo consente la riconnessone ambientale e visiva con il Palazzo reale e il Maschio Angioino.

La filtering line ha uno sviluppo lineare con tre innesti trasversali verso i tre moli dell’area di progetto.

Il primo innesto si connette a ponte con l’edificio dell’Immacolatella Vecchia, il secondo scende sul Molo Angioino, il terzo si identifica con il molo San Vincenzo.

L’innesto con la piazza antistante la Stazione Marittima diviene un grande belvedere.

La piazza è resa in gran parte pedonale attraverso un piano leggermente inclinato in modo da ricostruire l’unitarietà visiva del Molo Angioino con la piazza del Municipio (tale unitarietà ci è chiaramente trasmessa dalla ricca iconografia della città storica).

Sul lato verso il Molo Beverello è prevista una struttura museale su Napoli come porta del Mediterraneo e un urban center.

Il Molo San Vincenzo nel tratto attualmente disponibile, viene riqualificato attraverso un restauro critico-conservativo e la riconversione degli edifici esistenti in attrezzature per servizi culturali, commerciali e del tempo libero. Mediante interventi leggeri, compatibili con i vincoli di tutela del patrimonio architettonico, saranno ricavati percorsi pedonali, solarium e punti di ristoro. Il percorso sul Molo termina con una serie di piscine galleggianti e un grande spazio pubblico per eventi.

L’insieme si configura come una grande struttura balneare, una sorta di Napoli plage.

Lungo il Molo di San Vincenzo viene ammodernata la strada carrabile esistente attraverso un suo ampliamento e realizzato un nuovo accesso ricavato utilizzando parte delle banchine del circolo canottieri. La riduzione dello specchio d’acqua del circolo potrebbe essere compensata da un incremento dei posti barca mediante l’allungamento del bacino portuale di Molosiglio.

I giardini pubblici antistanti il Palazzo Reale saranno riorganizzati come terminale della filtering line. Nel sottosuolo potrebbero essere previsti, in fasi future, parcheggi interrati a servizio del porto turistico, della Darsena Acton e del Molo Beverello.

La filtering line contiene al suo interno le reti tecnologiche e le infrastrutture per il contenimento dei consumi energetici.

La volumetria realizzabile lungo la filtering line, è di circa 80.000 mc

Di notte l’intero arco della filtering line diviene un grande segno luminoso, una luminanza urbana, nuova icona della Napoli contemporanea.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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