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Treviglio (BG), Italia

Riqualificazione edificio comunale ex Upim di Piazza Garibaldi a Treviglio

Bando di concorso di idee per la selezione di proposta finalizzata all’ottenimento di progetto preliminare e affiancamento del gruppo di progettazione interno per la riqualificazione dell’edificio comunale ex Upim di Piazza Garibaldi in relazione al suo i
Manuele Mossoni, Arch. Ida Lia Russo, Maria Stella Posca, Massimo Bellotti, ALA-G :::::: alessandra giannini, Prof. Arch. Claudio Fazzini

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L’edificio di concorso si trova contemporaneamente al centro del sistema di relazioni intorno al quale si è strutturata la forma urbana di Treviglio , dei luoghi e dei monumenti attraverso cui le vicende ed i momenti storici hanno generato la “memoria della città” , e tuttavia non ne condivide più la rilevanza oggettiva e l’effettiva partecipazione alla vita collettiva . Sulla Piazza Manara , l’antico slargo fuori le mura dove si attestavano e si attestano i percorsi dalle tre ville , il Vicolo Teatro (oggi percorso residuale) si apre non casualmente in asse con l’ingresso della Basilica di S.Martino , rinnovata ed ampliata nel corso dei secoli , in quanto “via castri veteris” : dapprima principale e forse unico accesso dall’esterno al primitivo Castrum edificato al centro del triangolo dei tre villaggi ; poi certamente strada commerciale del centro che si faceva spazio nel compatto tessuto edilizio grazie a piccoli slarghi e piazzette . Se tutto l’isolato centrale appartiene al nucleo originario della città , l’impronta del sistema urbano a tre vie , e le conseguenti modificazioni nella morfologia e nelle funzioni , hanno tuttavia generato una profonda diversità tra l’edificato a nord e a sud dell’antica via del castrum . Sul tracciato della via Galliari , che trova continuità con Piazza Manara e poi , piegando verso nord , con via Roma , si affacciano i maggiori palazzi storici , il Santuario della Beata Vergine delle Lacrime , il Palazzo del Comune , i portici e le attività commerciali . La piazza Garibaldi , già di S. Marta , è rimasta invece esclusa dalla vivacità dell’ambito più centrale , quasi appendice che , con l’allontanamento del mercato principale (di cui restano solo sporadiche attività) , stenti a trovare una propria identità . Identità probabilmente persa , nel sistema degli spazi centrali , con la dismissione negli anni ‘30 del Teatro Sociale , che garantiva invece un ruolo ed una diversa fruizione complessiva degli spazi tra via Verga , piazza Manara , via Roma e via Galliari , e il suo declassamento a cinema con lo spostamento del teatro civico . Anche il tentativo degli anni ‘70 , volto alla sostituzione del cinema con la funzione commerciale dei grandi magazzini , non è evidentemente riuscito a sviluppare un ruolo idoneo ed un’efficace integrazione. La dimensione rilevante e la centralità dell’edificio non sono quindi una garanzia assoluta della capacità delle nuove funzioni , seppure pubbliche e diversificate , di invertire il processo di riduzione del ruolo di Piazza Garibaldi , dovuto anche all’inerzia del tempo ed alla formazione di altri e nuovi centri nella città contemporanea . O meglio , mentre è certo che la collocazione delle funzioni previste dal bando di concorso modificherà certamente in positivo la situazione attuale , è altrettanto certo che la capacità di ottenere il risultato auspicato di “centro del centro” e “motore di una rinnovata rete di relazioni” dipenderà in larga misura dal carattere tipologico e spaziale del nuovo organismo e dal sistema di relazioni effettivo da questo introdotto in tutto il quartiere centrale .

Tav

planimetria generale dell’edificio di progetto e della piazza Garibaldi

2.  Morfologia e  ipotesi  di   progetto

Le scelte di progetto assumono le condizioni di contesto e rispondono alle problematiche descritte proponendo un organismo spaziale che , anzitutto , sia in grado di costituire un luogo caratterizzato da un’identità precisa e al tempo stesso interagire efficacemente con tutti gli spazi circostanti , rinnovandone il carattere . Il cuore dell’edificio è un grande spazio coperto , tra piazza Garibaldi ed il vicolo Teatro , che occupa il sedime dell’antico Teatro Sociale e che , di questo , vuole diventare memoria e trasfigurazione : come nella società ottocentesca il teatro non è solo il luogo della rappresentazione scenica , ma anche l’ambito privilegiato di “rappresentazione” della società e della vita stessa , così il nuovo “coperto” (grazie al recupero ed alla commistione delle diversificate tipologie dello spazio pubblico nella recente tradizione europea) vuole essere “luogo” della rappresentazione e dello svolgimento della vita collettiva di Treviglio , che estende e collega senza soluzione di continuità la Piazza Garibaldi con il vicolo Teatro e la Piazza Manara ; con la possibilità e la capacità intrinseca di ampliare le proprie relazioni e percorrenze effettive in tutte le direzioni dell’isolato più antico in cui (nel tempo e con l’iniziativa pubblica) sarà effettivamente possibile realizzare collegamenti pedonali . Sulla piazza coperta affacciano quattro piani di funzioni , dal primo interrato fino al terrazzo a giardino , che concentrano nel volume della piazza coperta la propria partecipazione alla vita della collettività . Gli elaborati di progetto indicano la possibile distribuzione planimetrica ai diversi livelli in base alle indicazioni oggi desumibili dal bando di concorso , ma lo schema di progetto consente la massima flessibilità anche in ordine a scelte diverse e/o a varianti che si rendessero necessarie nell’attuazione del programma Nello schema proposto al piano terra la piazza funge essenzialmente come luogo del passaggio , dell’accesso , della sosta libera . Tre funzioni ne costituiscono l’identità : da una parte il “caffè del teatro” dialoga con questa percorrenza e con la piazza Garibaldi , grazie anche all’emeroteca ed al suo rapporto diretto con la mediateca al piano superiore ; dall’altra la ludoteca ed il mercato coperto intrattengono con gli spazi aperti di piazza Garibaldi e la piazza coperta un rapporto vivo ed articolato durante l’intera giornata ; il vuoto della piazza sul piano interrato consente un rapporto diretto anche con la sala polivalente e gli spazi espositivi .L’atrio aperto che si sviluppa su tre piani fuori terra , serviti anche da scale meccanizzate oltre che dagli ascensori e dalle scale fisse , avvicina (anche in termini percettivi) le attività collocate al primo piano (mediateca e spazi di aggregazione oltre agli uffici pubblici) mentre il ristorante posto al secondo piano consente la visuale dall’alto (e dal giardino pensile) dell’intero sistema di spazi pubblici e dell’isolato centrale .

Tav

assonometrie, rendering e viste prospettiche

3.  Adeguamento antisismico

Come si evince dalla relazione di idoneità statica dell’edificio in funzione della nuova destinazione d’uso è consigliabile prevedere irrigidimenti strutturali del tipo prescritto dal Testo Unico . Sono pertanto previsti nuovi setti in c.a. addossati a pareti esistenti regolarmente distribuiti nella geometria dell’edificio in modo tale da garantire il minimo di staffature previsto dalla normativa .

Tav

piante, sezioni e schemi funzionali

5. Valutazioni su scelte architettoniche e impiantistiche e soluzioni energetiche alternative e rinnovabili. Nel progetto si propongono sistemi attivi e passivi in grado di garantire il massimo livello di sostenibilità ambientale ed energetica. L’involucro dell’edificio è stato studiato in modo da garantire valori di trasmittanza tipici di residenze in classe A. vedi tabella pag18 relazione legge 10 L’isolante scelto è la Stiferite ovvero il poliuretano espanso, sia per i tamponamenti che per la copertura e il pavimento . La scelta è dovuta al fatto che questo è l’isolante con la minor conducibilita’ termica (0.024W/mK) e il minore impatto ambientale tra quelli prodotti artificialmente (ha ottenuto la classe A di ecoefficienza secondo la metodologia BRE BUILDING RESEARCH ESTABLISHMENT nel 2005). Il laterizio scelto per la parete esterna è un alveolater a setti sottili con bassissima conducibilita’(0.155W/m K ): tale scelta consente un ottimo isolamento termico senza per cio’ dover rinunciare alle comprovate capacita’ meccaniche del laterizio (si pensi al confronto con Gasbeton). Per quanto riguarda le soluzioni impiantistiche per il riscaldamento/raffrescamento si è optato per una soluzione unica con pompa di calore geotermica combinata con impianti radianti a bassa temperatura e sistema deumidificante, con regolazione climatica a piu’ sonde esterne, e sezionando l’impianto in modo da poter differenziare il consumo in base all’effettiva richiesta di ogni zona funzionale e massimizzare il comfort percepito dell’utente . La pompa di calore è asservita anche alla produzione di ACS (acqua calda sanitaria) in collaborazione con il sistema SOLARE TERMICO di nuovissima concezione, completamente integrato nella copertura in rame dell’edificio che risolve il problema dell’impatto architettonico di tali impianti . La copertura viene sfruttata anche per la produzione di energia elettrica , con un tetto fotovoltaico in silicio policristallino, in parte sulla copertura opaca e in parte su quella trasparente della serra, grazie all’utilizzo di speciali moduli di nuova concezione realizzati su supporti trasparenti che consentono il passaggio della luce tra una cella e la contigua . Tutti questi accorgimenti hanno portato ad ottenere un consumo annuo dell’edificio in riscaldamento pari a 3.3Kwh/mc anno . Essendo infatti l’edificio di tipo “adibito ad attivita’ ricreative , associative o di culto” (categoria E4) la procedura di calcolo dettata dalla regione Lombardia (DGR n8-8745 15 Gennaio 2009) prevede di riferire il fabbisogno ai m3. Per quanto riguarda il fabbisogno in raffrescamento si è ottenuto un indice Ec= 4.4 Kwh/mc anno. Con le dovute proporzioni il fabbisogno a mq è da considerarsi al di sotto dei 40 kWh/mq/anno richiesti. Per l’illuminazione è stata scelta la tecnologia a LED (Light Emitting Diode) per diversi motivi di carattere ecologico, legati al comfort e alla resa architettonica complessiva . Infatti la tecnologia a LED è senza dubbi la piu’ efficiente tra quelle oggi disponibili, e anche quella piu’ flessibile in termini di resa cromatica : è possibile quindi scegliere diversi scenari cromatici a seconda dell’ambiente (biblioteca, ristorante, ecc) e a seconda del momento della giornata o dell’illuminazione esterna presente (giornata di sole o nuvole). Il comfort è legato alla forte integrazione con la domotica e in particolare al sistema di LIGHTING MANAGEMENT che consente di dare un livello costante di luminosita’ in base all’effettiva luce presente nell’ambiente e all’effettiva occupazione della zona (si pensi alla biblioteca luogo con diversi tassi di occupazione ad ogni ora). Il consumo sarebbe proporzionale all’effettivo numero di persone presenti con un incredibile risparmio energetico . In parte su quella trasparente della serra, grazie all’utilizzo di speciali moduli di nuova concezione realizzati su supporti trasparenti che consentono il passaggio della luce tra una cella e la contigua .Sempre nel settore illuminotecnica si è optato per l’utilizzo dei TUNNEL SOLARI , che sono sostanzialmente delle guide di luce che consentono di prelevare luce dall’esterno e convogliarla all’interno dell’edificio nelle zone non raggiungibili dalla luce naturale . E’ stato inoltre previsto un sistema di recupero dell’acqua piovana, installando una vasca di raccolta per la rete dei pluviali dell’edificio. L’acqua recuperata viene poi convogliata nel circuito di risciacquo WC (che come noto è il responsabile della maggior parte del consumo idrico di un edificio) e delle macchine per la pulizia. Il sistema di comunicazione su BUS digitale bifilare completamente integrato con la domotica consente di mettere in comunicazione tutte le sezioni dell’edificio tra di loro, sia interne che esterne. Esso ovviamente è dotato di sistema di diffusione sonora, di funzione cercapersone ed è completamente riconfigurabile da PC. Da ogni unita’ videocitofonica sara’ inoltre possibile controllare qualsiasi zona dell’edificio grazie alla presenza di un circuito di telecamere interne ed esterne anch’esso completamente integrato in un unico sistema. In definitiva la filosofia seguita è stata quella di cercare il massimo livello tecnologico possibile in ogni settore senza pero’ perdere di vista il rapporto qualita’/prezzo.

Tav

prospetti

Relazione valutazione costi benefici Naturalmente il tipo di soluzioni murarie ed impiantistiche proposto comporta dei costi di realizzazione maggiori rispetto alle tecnologie più tradizionali. Le valutazioni medie sul ritorno economico di tali scelte danno una tempistica di una decina d’anni per il solare termico ed una quindicina per il fotovoltaico e geotermico con pompa di calore. Per una struttura di queste dimensioni sulla lunga distanza significa un risparmio considerevole anche per i ridotti costi di manutenzione che comporta.

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