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Montesilvano (PE), Italia

Recupero dell'edificio storico denominato Villa Delfico.

There is not difference! always the same ass...
Gianni Cinquegrana, Francesco Carpentiero, Saura Gargiulo

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CONCEPT

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L’edificio oggetto dell’intervento di restauro e recupero funzionale prende il nome di “Villa Delfico” si trova in località Villa Verrocchio nel comune di Montesilvano ha come obiettivo principale quello di fornire un sistema di servizi in grado di favorire lo sviluppo della cultura, dell’arte, dell’informazione e della formazione e nel contempo diventare un importante spazio di aggregazione e di attrazione per lo svago e il tempo libero. L’area si candida dunque a rappresentare un importante polo per le attività culturali. Oltre a costituire un’opportunità di qualificazione della urbanistica di Montesilvano, la fisionomia che questa zona assumerà simboleggia l’impegno e le scelte di una città in trasformazione, che nel progettare il proprio futuro assegna un ruolo importante all’informazione, alla comunicazione, alla formazione e alla cultura. Il nuovo polo culturale polivalente, diventerà un infrastruttura indispensabile per la città, potrà essere allo stesso tempo simbolo di questa vocazione e strumento qualificato per esprimerla al meglio. Il progetto risponde alla mission attraverso la ricerca di una architettura che rifiuta modelli e linguaggi precostituiti per plasmarsi alle esigenze e alle complesse necessità dell’individuo. Forme che nascono ogni volta da una interpretazione del reale, che traggono dalla sua molteplicità e mobilità la propria ragion d’essere; spazi e strategie che trasformano l’architettura in dispositivi di relazione capaci di produrre spazi indefiniti aperti all’esplorazione e alla riappropriazione creativa. Architetture costruite attraverso dinamiche collaborative e partecipative e capaci di inserirsi in nuovi equilibri sociali ed ambientali; architetture per trasformare lo spazio vissuto in un sistema mobile e dinamico capace di rispondere agli stimoli della collettività.

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Il progetto si propone di ricomporre, riqualificare e valorizzare un territorio di scarso carattere e privo di emergenze architettoniche attraverso un’architettura di qualità che non si rapporta in modo conflittuale con il paesaggio ma con esso convive e da esso trae la sua forza. L’intervento, scaturisce da una profonda analisi dell’immobile esistente, ed ai suoi valori attribuitigli dalla storia e dalla sua singolarità morfologica,questo non si percepisce come emergenza massiva ma bensì come un’architettura immersa in un parco in un rapporto osmotico di relazioni naturale-artificiale che è svelato solo entrando nell’area. Dall’ingresso si snoda un sistema di percorsi all’area verde e di connessione reciproca tra i corpi di fabbrica interposti nel micro-sistema urbano, creato tra Villa Delfico; le Barchesse; ed il nuovo centro culturale;La varietà e versatilità di spazi rappresenta una considerevole opportunità di arricchimento dell’offerta culturale.

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Dopo un’ attenta lettura dell’ ambiente in esame e nelle sue relazioni con il contesto, abbiamo considerato l’ intervento come un processo rivitalizzante ed equilibrante per le parti ammalorate ed inadeguate alle nuove esigenze dell’ edificio, agendo sul vecchio e mettendone in luce tutte le potenzialità, conferendogli quella ricchezza di rapporti tra spazi pubblici e ambiente cittadino che sembra peculiare della stratificazione storica. Il progetto ha evitato il falso storico delle ricostruzioni in stile delle barchesse, studiando opportunamente, completamenti (villa Delfico ) e nuovi inserimenti ( le nuove barchesse ) che scaturiscono da un analisi tipologica tipo, caratterizzata da un corpo A (servizi ) ed da un corpo B ( porticato ), lo studio tipologico è imprescindibile dalla sua forma ma non della riproposizione di uno stile, ripristinare una barchessa è soprattutto il ripristino della sua memoria storica legata ovviamente alla sua funzione che nel corso dei secoli si è adattata alla sempre mutante contemporaneità, queste si ergono nella moderna classicità di elementi di dialogo tra l’edifico Villa Delfico , il Parco ed il Nuovo Centro Culturale, due elementi (caffetteria e ristornate ) che non vogliono imporsi come protagonisti della scena ma semplici complici di una commedia classica, ove l’attore principale è Villa Delfico che cattura la sua scena tra attori miniori, elogiato dalla mimica compositiva non stravolta del prospetto principale,dall’eleganza dei materiali (travertino), dalla sua riflessione scenografica ( giardino-specchiod’acqua tra le barchesse) e dall ‘ inquadratura focale prospettica centrale, (tipico dei giardini italiani).

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I PERCORSI

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L’accesso principale previsto dalla strada Corso Umberto connette il sistema parcheggio a raso con il sistema Parco-Villa Delfico, una attenta analisi è stata prestata alle essenze esistenti individuate con un sopralluogo e lasciate integre nel sistema viario interno, per la loro rilevanza ambientale e microclimatica, ad esempio i cipressi posti nel fronte strada (formano un filtro fono acustico ) contribuiscono ad attutire i rumori provocati dal traffico stradale. Dal parcheggio si accede alla Villa Delfico nella parte retrostante (accesso pubblico) mentre per i dipendenti pubblici si accede nella parte antistante con una scala o ascensore al piano uffici posto al primo livello. L’ingresso principale avviene attraverso una Promenade Architecture, una leggera rampa che si distacca e che attraversa parte del parco, un percorso di sensazioni naturalistiche e architettoniche, individuando dapprima un’apertura totale sul parco, poi la veduta delle barchesse con il giardino per poi ripiegare verso la visione di Villa Delfico e sul suo accesso, evidenziato con un’elegante pensilina in Marmo di Travertino e da 4 cipressi (4 come i lati del quadrato, figura generatrice di tutte le tensioni scaturite nell’intero lotto). L’area con i suoi diecimila metri quadrati rappresenta un polmone di verde e un pezzo di storia che devono essere salvaguardati da un ulteriore degrado e restituiti alla vita sociale dell’intera comunità, per questo, i percorsi sono stati progettati per garantire una profonda connessione con il tessuto limitrofo, i due percorsi pedonali, sacrificati all’area, sono di respiro agli edifici attigui, che giacciono sul ciglio del lotto, questi percorsi rivitalizzano una sutura inevitabile di questi con il parco permettendo un dialogo aperto con la città sia in modo trasversale, accedendo nel cuore del parco , sia in modo longitudinale collegando le due strade ( corso Umberto e strada Parco)

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IL PARCO

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I percorsi pedonali dalle varie funzioni si snodano all’interno dello spazio a verde, ovvero del parco pensato a misura d’uomo. Movimenti di terra, collinette a verde, fiori di ogni colore, alberi di ogni forma e dimensione descrivono questo spazio collettivo e di aggregazione. Un’attenzione maggiore è stata svolta per la selezione di essenze arboree mediterranee, ove la vegetazione è progettata in funzione delle esigenze sia olfattive e sensitive sia architettoniche,come l’utilizzo di cespugli alti 1.50cm posti ai lati del lotto (longitudinalmente) per schermare i fronti irregolari degli edifici attigui, utilizzando essenze come il Pittosporo, Evonimo Maculato, Il Mirto, il Rosmarino, tutte piante sempre verdi e che necessitano di poca manutenzione, oppure di inserire delle piante grasse nella parte Orto-Botanico o delle piante d’acqua come la Ninfea, il Papiro, il Papavero D’acqua per ricreare un ambiente suggestivo che possa emozionare e rilassare, o come un’infinità di Felci piu’ adatte ad un clima caldo e poco rigido e quindi poste in Serra. Il parco avrà forme e dimensioni che stimoleranno la sua percorrenza sicché i fruitori avranno l’impressione di essere immersi in uno spazio senza tempo a stretto contatto con la natura e dove i bambini potranno giocare, spinti dalla curiosità e spronati nella fantasia e immaginazione dalle collinette e dai particolari movimenti del terreno generati all’interno dell’area.

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