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FIGINO (MI), Italia

IL BORGO SOSTENIBILE

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Valerio Sibona, Gabriella Giungato, Silvana Parena, Marco Bernini, Terenzio Ferraris, Sandro Volpi

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L’attrazione che esercita la dimensione del “borgo” oggi rispetto al tempo in cui l’intera comunità viveva e lavorava prevalentemente al suo interno, è legata alla possibilità di una sua rivisitazione mirata ad offrire agli abitanti storici ed ai nuovi insediati un “valore aggiunto” per la qualità della vita individuale e sociale in termini di integrazione, solidarietà, benessere, sicurezza, comfort ambientale, ecosostenibilità, risparmio energetico, riduzione dei costi di gestione, attraverso un disegno urbano volto a favorire la formazione di piccole socialità, per una vita di comunità di reciproco aiuto e controllo.

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Una delle caratteristiche primarie del progetto proposto è l’articolazione del tessuto urbano, con edifici di altezza limitata, con cui ci si relaziona attraverso la creazione di spazi pubblici in diretto rapporto con gli esistenti (chiesa, piazza, cooperativa), ma capaci di diventare fulcri complementari basati su nuove esigenze condivise. La centralità della chiesa e della piazza del borgo trova equilibrio nel rapporto dialettico con i nuovi centri per il lavoro, l’assistenza, la vita ludica e sociale, in spazi “democratici”, accoglienti per tutti e fruibili da tutti senza alcuna discriminazione.

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Il progetto si basa inoltre sull’analisi attenta della conformazione dell’area (forma, orientamento, ombreggiamento,..) e sulle scelte tecnico-economiche migliori per il raggiungimento di un’elevata performance energetica del nuovo complesso.

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INSERIMENTO URBANISTICO

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La conformazione urbana del borgo di Figino è tipica degli insediamenti rurali del nord Italia. L’agglomerato si sviluppa lungo la strada principale attraverso una serie di edifici in linea o a corte. La strada è elemento generatore dello spazio pubblico e gli edifici sono l’elemento di separazione tra lo spazio pubblico e privato. La piazza, collocata ai margini del borgo è tradizionalmente in relazione alla chiesa. L’identità del borgo è legata alla percezione dello spazio pubblico e privato del borgo. La percezione di un luogo è data dalle relazioni che si instaurano tra gli elementi che compongono il luogo stesso. Queste relazioni nascono dai rapporti dimensionali e proporzionali tra i vari elementi oltre che al modo in cui questi elementi sono collocati nello spazio.

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L’assetto urbano del nuovo borgo nasce dalla volontà di creare una relazione percettiva tra il borgo esistente e il nuovo intervento al fine che queste due parti possano essere lette in continuità l’una con l’altra. La difficoltà sta nel trovare il giusto modo per creare questa relazione percettiva tra due spazi molto differenti tra loro. L’immagine del borgo attuale è infatti il risultato di una stratificazione secolare e di un lento sviluppo urbano, mentre ciò che viene chiesto dal bando di gara è la costruzione di un pezzo di città ex-novo portatrice dei valori qualitativi tipici degli spazi urbani storici. Si propone quindi un’organizzazione spaziale del nuovo “borgo” caratterizzato da un’edificazione minuta e compatta, priva di presenze eccessivamente aggressive, un sistema di spazi aperti pubblici e privati con funzioni diversificate comunicanti tra loro per mezzo di un tessuto urbano fatto di spine verdi, stradine, piccole piazze, orti, giardini.

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La disposizione planimetrica degli edifici e degli isolati deve poter garantire la giusta relazione tra spazi pubblici, semi-pubblici e privati al fine di facilitare un’appropriazione positiva e vitale dello spazio pubblico (che un eccesso di privacy porta alla decadenza) ed una condivisione del proprio privato.

La relazione tra borgo esistente, nuova urbanità e verde ne fa un luogo con notevoli potenzialità: un ambiente con possibilità di offrire vivibilità, sostenibilità, sperimentazione di nuovi modelli abitativi e comportamentali. Grazie alle molteplici aree verdi circostanti può diventare un luogo piacevole da raggiungere dalla città, una meta importante per i ragazzi delle scuole cittadine, che possono trovare nell’Eco Club uno spazio didattico di sperimentazione e autocostruzione sui temi della ecosostenibilità. Gli orti urbani, ricollocati lungo un corso d’acqua di cui è previsto il ripristino, sono un’occasione importante di interazione tra gli abitanti ed i nuovi insediati. L’opportunità di acquisire dalla gente del borgo più legata alla campagna esperienze e conoscenze concrete può rivelarsi preziosa per stabilire un sano rapporto con la natura e con il nostro passato.

A sottolineare l’importanza del rapporto città-campagna, tra gli isolati, perpendicolarmente alla centrale via del nuovo borgo ed alla viabilità veicolare collocata alle estremità dell’area, sono create spine verdi dove viene favorita la viabilità pedonale e ciclabile, che costituisce un notevole elemento di socializzazione e favorisce una maggiore qualità ambientale. Le spine verdi rappresentano inoltre il trait-d’union fisico e percettivo tra ambiente costruito e ambiente naturale.

QUALITA’ ARCHITETTONICA DELL’INTERVENTO

Il borgo attuale è costituito da una serie di edifici che fanno riferimento alla tipologia edilizia della cascina. Questa tipologia, nella sua declinazione più semplice (tipica dei borghi esclusivamente rurali) è composta da un corpo di fabbrica principale costruito in linea a cui, nel tempo vengono generalmente annessi altri fabbricati di varie dimensioni.

Questa è la tipologia edilizia con la quale abbiamo deciso di confrontarci. Proponiamo una struttura di isolato composta da edifici simili tra loro ma mai uguali. Gli edifici sono varianti della tipologia storica della cascina di cui mantengono gli elementi caratterizzanti (fronte continuo su strada, tetto a falde parallelo al lato lungo, maggiore apertura verso cortile). Gli edifici sono pensati come volumi semplici e solidi. Nessun aggetto (balconi o terrazze) è previsto sui fronti verso la strada maestra mentre sull’interno cortile ogni unità residenziale avrà a disposizione spazi aperti pertinenziali di varia metratura a seconda delle esigenze. Sia in pianta che in alzato l’elemento compositivo (ma anche strutturale e tecnologico) di base è il setto. Lungo 10 m e largo 60 cm, modulato indifferentemente a interassi di 3,60 o 5,10 , permette di costruire edifici che possano accogliere tutte le tipologie residenziali e non, richieste dal bando, ottenendo volumi e prospetti sempre diversi.

Il sistema distributivo è sempre esterno all’edificio ed è pensato come spazio di relazione; sulle scale e sulle passerelle ci si può fermare a parlare con i vicini senza necessariamente disturbare chi vive in prossimità (i percorsi sono generalmente tenuti il più lontano possibile dalle unità residenziali cercando di eliminare gli aspetti negativi del ballatoio). Per questa ragione gli elementi di distribuzione sono collocati in posizione baricentrica all’interno delle corti private. Le corti interne sono spazi aperti intesi ad uso dei residenti ma apribili, discrezionalmente, ad un uso più pubblico.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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