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Pandino (CR), Italia

Riqualificazione e il riuso del Castello Visconteo e dell'arena circostante nel Comune di Pandino (cr)

Roberto Collenghi, Alberto Barbieri, Alberto Zaghen, Roberto Pisoni, filippo rota, Matteo Marchesi

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RIORGANIZZAZIONE DEL CASTELLO DI PANDINO E DEGLI SPAZI ADIACENTI ________IN-CASTRO

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RELAZIONE DI PROGETTO

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Molto spesso quando si tratta di affrontare un progetto di architettura, specialmente di riqualificazione urbana, la tendenza è quella di ricercare il segno forte, il gesto risolutivo che “dia un senso” allo spazio. Almeno a disegno. Molto spesso capita che il segno esautori la realtà risultando fine a se stesso, non comprensibile se non in pianta, non riuscendo a ricucire il nuovo intervento con l’esistente o apportando valori diversi di quelli che il locus accetta o prevede. Oppure, al contrario, si cade con una certa frequenza nella mimesi, rinunciando al progetto e limitandosi ad una superficiale lettura del contesto del “più simile possibile”.

Maggiormente per noi è stato difficile trovare il mot che definisse l’idea del progetto. Perché più che un’ idea il nostro è stato un approccio al luogo ed al progetto, un rapportarsi ed avvicinarsi all’area di tipo narrativo. Ma ugualmente non abbiamo rinunciato alla manifestazione architettonica che identificasse cosa significa per noi Pandino ed il suo castello nel 2009. Insomma rispetto ma non afasia.

Il castello è al centro del progetto, come è logico, ed una delle prerogative della nostra proposta è che ri-diventi centrale anche per tutto il paese e per il suo nucleo storico. Ma un castello che collabora, che è, che si fonde nel suo contesto senza rimanere una muta scenografia sempre più trascurata…

Gli interventi che proponiamo, oltre a prevedere una serie di potenziali funzioni compatibili al castello ed al suo intorno, fondano il loro approccio sulla su concetti di leggerezza, di non invasività (anche strutturale), di frammentarietà, e di reversibilità. Tutto questo perché è la complessità della stratificazione storica a suggerirlo e perché immaginiamo che tutti gli elementi del progetto siano complementari tra loro: se si decide di posticiparne uno o di non realizzarlo, il resto non perde di senso. Oppure permettere che tra 20 anni una parte del progetto venga pure eliminata senza che il castello ne abbia ad essere influenzato: per questo abbiamo pensato (pavimentazioni e scavi a parte) interventi completamente a secco.

Operativamente l’approccio parte dall’ urgente riqualificazione di tutta quell’area ad est del castello sulla circonvallazione. Il muro esistente, posticcio, e non ortogonale al cardo viene inglobato in una struttura a sbalzo che ne riprende il tema traducendolo ed raffinandolo come elemento di chiusura sì, ma anche di filtro di uno spazio che nella realtà è ampio e unitario. Una grande pensilina che divida mettendo in comunicazione lo spazio pedonale (verso strada) con quello destinato al parcheggio e alle manifestazioni così frequenti e riuscite a Pandino (mercato, sagre, feste, etc). E la geometria, i materiali e le giaciture degli stessi vogliono segnalare la tensione verso il castello: come se inducessero lo sguardo di chi è sulla circonvallazione a guardare verso il castello, intravedendolo senza occultarlo: ed oltrepassando uno dei numerosi passaggi scavati nella struttura della copertura stessa si apre un vasto spazio ordinato e rigoroso avente per sfondo la bella e severa facciata del castello. Ed ancora per amplificare questo effetto, l’intradosso della pensilina è dello stesso materiale della pavimentazione della piazza…come se la stessa risvoltasse su se stessa: una chiusura intra moenia.

In particolare mantenendo l’allineamento del muro esistente, le aperture segnalano dei passaggi privilegiati che sottolineiamo a terra come cambio di materiale: legno posato perpendicolare alla strada. Come quello sull’estradosso della copertura: tutto proiettato, insieme allo sguardo dell’osservatore, verso il castello.

Questi percorsi, salendo da terra diventano anche panchine o elementi attrezzati a verde…e vanno ad infrangersi con quello che è (o che era) il fossato del castello: proprio questa differenza di allineamento è il nostro scarto ad in-castro!!!

Il sedime del fossato così viene ridefinito verso la pensilina largo quanto quello su via Castello e Stefano da Pandino e viene riempito di…verde. Benché esista già oggi, non è affatto utilizzato. Prevedendo accessi da tutti e quattro i lati per superare i dislivelli dalla strada e l’impedimento dei muri, il parco viene trattato come un elemento su cui si può camminare e sostare ai piedi del castello su delle “zattere galleggianti” in un fiume verde…

Ecco come il tema del fossato è declinato non mimeticamente ma con la citazione: chissà se qualcuno dei partecipanti al concorso avrà proposto di reinserire l’acqua nel fossato. A loro direi che l’acqua aveva senso 500 anni fa e non è giunta sino a noi lì dentro…

Sul retro del castello, opposto a piazza Vittorio Emanuele, due lingue verdi degradano dolcemente verso il basso scoprendo man mano un’architettura effimera…un volume di vetro delimitato verso il cielo da una soletta a filo strada anch’essa a verde. Si tratta della vera e propria addizione al castello. Si è pensato si sbancare la terra a ridosso del muro verso la circonvallazione, di realizzare (a secco) due padiglioni polifunzionali completamente indipendenti dai muri perimetrali di contenimento ed uniti tra loro dai collegamenti verticali. Dalla strada un portale segnala l’asse dell’ingresso al castello e segna il punto d’inizio della passerella aerea che lo collega. Questo riferimento al tema del ponte levatoio incorpora le funzioni di connessione tra tutti i sistemi: parco, strada, padiglioni, scalinata verde…e permette una fruizione degli stessi senza soluzione di continuità. Gli spazi chiusi vengono così a implementare l’offerta di rifunzionalizzazione del castello…pur rispettandolo e rimanendo indipendenti e reversibili.

Solo avendo illustrato questo aspetto è possibile riflettere su ciò che il castello può sostenere nei suoi spazi interni. Nelle tavole di progetto abbiamo tentato di proporre alcune soluzioni che esplorano variabili assetti funzionali. Da un castello in cui sono ospitate tutte le attività civiche, ad una in cui servizi inediti vengono insediati.

E’ chiaro che una totale fruizione di tipo pubblico-comunale è la soluzione che prediligeremmo per dare al castello la sua collocazione all’interno del tessuto sociale cittadino, ma anche ci rendiamo conto che un paese come Pandino (come tutti del resto) dovrà procurarsi sempre più autonomamente le disponibilità finanziarie per un restauro di un’architettura che già ora (a parte le funzioni esistenti) giace non in ottime condizioni e che non è sufficientemente supportato dal punto di vista della proposta turistico-culturale che invece merita. Suggerimenti a parte, il nostro compito si esaurisce là dove l’Amministrazione deve decidere cosa insediare. Noi pensiamo che alcune attività di privati potrebbero essere “tollerate” dal castello e i proventi investiti nella manutenzione e nella valorizzazione del complesso fortilizio. Tutto ciò a patto che la fruizione sia sempre garantita a tutti, magari parzialmente ma sempre a tutti. Nessun cancello e nessuna chiusura al pubblico e ai Pandinesi!!! Noi prevediamo una ripavimentazione del cortile e degli ingressi uguale che per le aree pedonali per la piazza Vittorio Emanuele ed esortiamo proprio l’Amministrazione ad includere queste nella viabilità cittadina. Sì, avete capito: date loro nomi di strade!!! Pandino sia anche dentro il castello!!!

In un programma generale di ridistribuzione dei parcheggi (abbondanti nello spazio tra castello e pensilina di cui si può anche verificarne un potenziale livello ipogeo), la piazza Vittorio Emanuele viene completamente pavimentata (così come via Castello) e chiusa al traffico veicolare. Con la piantumazione di alberi ad ampia chioma riattiviamo uno spazio di per sé qualitativamente elevato ma che oggi non è altro che un bacino di parcheggi. Con l’ombra e il potenziamento delle attività commerciali ridiamo la piazza ai Pandinesi. Uno spazio da cui si accede facilmente da via Umberto I e da cui, con la nuova scalinata, si scende direttamente al parco fossato!!! Il tema del verde piantumato, in ogni caso, venga implementato in tutti i lunghi e larghi viali (di circonvallazione e di ingresso al paese) di Pandino. Non sia solo l’auto a regnare: sapete bene come la presenza di vegetazione aumenta la qualità dello spazio percepito. E più verde sia!!!

Infine abbiamo dato immagine anche alla potenziale nuova sede comunale da insediarsi nell’edificio ex enel. La si potrà raggiungere in auto ed utilizzare lo spazio retrostante come ulteriore parcheggio da via Castello. Mentre dalla circonvallazione, in prossimità del passaggio in piazza della Rinascente, un ponte supera la roggia Rossetto e permette un più agevole accesso pedonale. Insieme alla nuova pavimentazione e ad una massiccia presenza di alberature, immaginiamo una tettoia leggera che riprende il filo stradale e che con la sua architettura “sghemba” ricordi i tralicci dell’elettricità da pochi anni divelti. Una memoria storica del passato recente (ma non troppo). Funzionalmente la tettoia espleta le funzioni di deposito biciclette, di filtro tra strada ed uffici comunali e protegge affissioni comunali su pubblica via (come se traslassimo su strada la facciata lontana del nuovo comune) ed anche dà asilo a due piccoli box da utilizzare come infopoint, chiosco, distributori, etc.

A questo punto crediamo che i disegni esprimano appieno quell’ approccio citato all’inizio della relazione: non un’idea ma un metodo progettuale…secondo noi l’unico percorribile per narrare la complessità della stratificazione non solo storica, senza rinunciare a manifestare come e cosa può diventare Pandino oggi.

CARTO AD_______

RIORGANIZZAZIONE DEL CASTELLO DI PANDINO E DEGLI SPAZI ADIACENTI ______IN-CASTRO

RELAZIONE ECONOMICA

Questo concorso di idee per la riqualificazione del castello e dell’arena circostante del Comune di Pandino offre diversi spunti per quanto riguarda le modalità di recupero, non solo sotto l’aspetto architettonico, ma anche sotto l’aspetto economico dell’intera operazione.

Partendo quindi, in primo luogo, dal progetto architettonico, base fondamentale di ogni quadro economico, è stata effettuata un’analisi dei costi prendendo come riferimento il listino della Camera di Commercio attualmente in vigore che si allega. Ovviamente, detto capitolato sarà indiscutibilmente rivisto, affinato e rielaborato in fasi successive a codesto concorso di idee, ovvero in fase di redazione del progetto preliminare e successivamente definitivo ed esecutivo dove saranno effettuate scelte più puntuali e dettagliate anche in accordo con l’amministrazione.

In ogni caso, da questo si parte.

A questo punto, visto la corposità dell’intervento, ci permettiamo di proporre vari scenari per la realizzazione economica del progetto.

Come tutti sappiamo, il periodo attuale non permette alla maggior parte dei comuni italiani (anche se speriamo che Pandino sia escluso da questi) di avere disponibilità economiche tali per la realizzazione di opere pubbliche quali il progetto proposto, senza comunque dimenticare l’importante opera di recupero e restauro di un pezzo di storia del Comune di Pandino, ovvero il suo castello. Per ovviare a questo problema si dovrebbe ricorrere a fondi privati sfruttando strumenti urbanistici, accordi pubblico-privati ecc…

Ipotesi potrebbe essere quella di insediare nel castello attività commerciali, attività economiche finanziarie quali negozi, banche, farmacie che, oltre che a reinserire il castello nel tessuto commerciale e abitativo pandinese, permetterebbe il rientro di denaro nella casse comunali sotto forma di affitti…

Altra ipotesi, sicuramente più remunerativa di quella precedentemente esposta, sarebbe quella di “cedere in gestione” il castello, a discapito ovviamente di spazi da destinare alla comunità, a privati economicamente forti, per insediarvi ristoranti tipici, ostelli bed&breakfast, musei ecc… questa gestione permetterebbe al Comune di Pandino di far eseguire le opere di recupero del castello e dell’area adiacente all’operatore privato il quale, insediando le proprie attività, avrebbe tutto l’interesse di recuperare al meglio l’area, riportando allo stesso tempo il cuore di pandino nel castello… Sicuramente più urbanistica che economica, rispetto alla precedenti, potrebbe essere la soluzione di accordi tra privati (o gruppo di privati) e Comune sfruttando strumenti urbanistici permessi dal PRG e meglio sfruttati nel PGT, ovvero di cessione o ampliamento di aree edificabili all’operatore privato in cambio della sistemazione del castello e della rena circostante, vedasi Programmi Integrati di Intervento…

Queste sono alcune ipotesi che ci siamo permessi di proporre, ma che permetterebbero al Comune di Pandino di spendere meno denaro pubblico ma avere, al contempo, una risorsa fondamentale da sfruttare dai Pandinesi.

In ultimo, si allega lo schema dei costi delle opere da noi proposte, ricordando però che è possibile la sua realizzazione step by step scegliendo le priorità di realizzazione, in riferimento agli accordi fatti, alle esigenze e ai conti pubblici da far quadrare…

Totale lavori EURO                             3.626.400,00

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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