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Milano (MI), Italia

una comunità per crescere

housing sociale

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All’interno di una situazione urbana complessa e poco chiara nella sua morfologia, formato da elementi eterogenei, viene proposto un impianto di progetto che disegna un tessuto in grado di ricucire e ridare senso ad alcuni elementi presenti nel sito. Le unità residenziali sono organizzate secondo il modello del cluster e secondo il tipo “in linea”, dando valore di qualità ai vuoti e al disegno degli spazi aperti (patii, giardini privati, spazi aperti pubblici, percorsi). La disposizione cerca di rimettere a sistema la cascina, di cui si propone la riconversione come centro comunitario e punto di riferimento per il sistema degli orti spontanei (presenti nell’area e di cui si propone la prosecuzione per il disegno di parte delle aree verdi) e di riconnettere gli spazi aperti a margine dell’intervento. La strategia del disegno degli spazi aperti è basata su tre punti: spazi di limitata dimensione funzionano meglio di spazi aperti eccessivamente dilatati; gli spazi devono avere una precisa identità e possibilmente avere un valore di uso o una sostenibilità economica che ne permetta il mantenimento e la manutenzione costante (da qui l’idea di proseguire con il sistema degli orti e di inserire il tutto nel progetto Milanese legato all’Expo del Parco delle Cascine, dando valore economico ai prodotti agricoli e usando la cascina per questo scopo). Gli spazi aperti devono essere controllati, possibilmente attraverso un rapporto di forte prossimità con la residenza. Si è ricercata una qualità dell’architettura attraverso la qualità degli spazi. Le tipologia abitative sono organizzate in modo da garantire flessibilità (uso di due tipologie base con variazioni), qualità dell’abitare (integrazione tra spazio privato domestico e spazi aperti privati come logge e giardini d’inverno, flessibilità interna, luce e vista attraverso gli spazi centrali passanti, ecc.) e integrazione sociale tra i vari tipi di utenza indicati dal bando (compresenza di tagli differenti di alloggi a tutti i livelli). L’organizzazione dell’interevento privilegia la dimensione orizzontale piuttosto che quella verticale. Si raggiungono al massimo 4 piani più il piano terreno di servizi. La distribuzione parte dall’idea del ballatoio ma propone elementi in grado di eliminare i caratteri negativi di tale distribuzione: disegno delle aperture per impedire l’introspezione, disposizione di spazi privati aperti (logge, ecc.) che agiscono come spazi di “filtro” e mediazione tra percorso collettivo e spazio privato, dilatazione dei percorsi che si presentano come spazio comune piuttosto che come esclusive vie di accesso agli alloggi. Questo permette di limitare i corpi scale ed ascensori a solo tre. Spazi di servizio, parcheggi, cantine e altre funzioni compatibili con la residenza sono collocati al livello terreno e seminterrato. Orientamento, esposizione solare, uso di tecniche e fattori per il risparmio energetico sono considerate. Tecniche costruttive, materiali e possibile organizzazione delle opere di cantiere sono pensati in maniera da ottenere buona qualità del manufatto, semplicità di esecuzione e durabilità nel tempo, pur in un’ottica di contenimento del costo complessivo di costruzione.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav