© archest . Pubblicata il 05 Febbraio 2010.
Il progetto di concorso per la realizzazione di un centro polifunzionale prevede la riqualificazione degli spazi dell’ex macello comunale di Udine attraverso la destinazione a nuovi usi:
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• l’area musicale e di intrattenimento – area culturale; • l’area didattica – educativa per bambini; • i servizi per il pubblico; • l’arena.
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Per gli edifici che non rientrano in questa prima fase di progetto si sono individuate esclusivamente le funzioni ad integrazione delle offerte del centro, senza però considerarle nelle spese di esecuzione.
© archest . Pubblicata il 05 Febbraio 2010.
La tipologia di intervento, visti il vincolo di tutela, le prescrizioni normative e le peculiarità del costruito, sarà di tipo conservativo, integrata con ampliamenti funzionali rispettosi dell’esistente e assolutamente identificabili, in quanto diversificati rispetto all’edilizia esistente.
© archest . Pubblicata il 05 Febbraio 2010.
Le principali scelte progettuali possono così riassumersi: • individuazione di un unico polo per la musica e la cultura per garantire flessibilità, spazi più ampi a disposizione, razionalizzazione dei servizi e nel contempo possibilità di un uso simultaneo delle sale; • individuazione dell’area didattica – educativa in luogo del macello contumaciale con accesso diretto da via Sabbadini e quindi con possibilità di un utilizzo della struttura anche in modo autonomo rispetto agli altri ambiti del centro socio-culturale; • individuazione dell’ingresso al centro polifunzionale da via Sabbadini attraverso il cortile chiuso al cui interno si trova l’ex deposito biciclette. In quest’area si prevede la realizzazione dei servizi per il pubblico, aperti alla città anche in forma indipendente dalle altre strutture; • conservazione e recupero delle aree verdi con integrazione al nuovo sistema di percorsi e realizzazione di un’area per spettacoli all’aperto.
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Questa configurazione è derivata da un’analisi puntuale su ciascun edificio dell’ex macello di Udine, al fine di individuarne le potenzialità, ovvero le possibili destinazioni d’uso che risultassero compatibili con le sue caratteristiche tipologiche, distributive, strutturali, costruttive. Anche la loro posizione all’interno del complesso, nonché i rapporti con le aree scoperte e l’edificato circostante, sono stati tenuti in debita considerazione nella definizione del ruolo funzionale da assegnare a ciascuno di essi. Sono così emerse delle naturali inclinazioni che sono poi state successivamente precisate nella definizione del progetto generale, che assume valenza unitaria nel processo di riuso e valorizzazione dell’ex macello. Ciascun edificio, o insieme di edifici, è stato inoltre messo in relazione con aree di pertinenza esclusiva o di connessione, creando una zonizzazione funzionale che dialoga costantemente con il sistema generale di accessi e di viabilità interna. Il sistema generale di rifunzionalizzazione è così stato concepito come un organismo che si struttura principalmente intorno ad un anello, lungo il quale si articolano gli elementi funzionalmente emergenti del complesso.
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