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PANDINO (CR), Italia

CASTELLO VISCONTEO PANDINO

CUORE PULSANTE
M.U.D.A.RCHITECTS/RAFFAELE SANTACROCE, Chiara Bignotti, Cristina Lorenzini

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La visione strategica di fondo del progetto parte dalla convinzione che la futura crescita economica e sociale di Pandino sia indissolubilmente legata allo sviluppo di progetti condivisi e ad un’azione coordinata di valorizzazione a diversi livelli: comunale, sovracomunale, provinciale e regionale. L’obiettivo a cui si rivolge il progetto presentato è la riqualificazione del Castello Visconteo sia in termini funzionali che urbanistici. La presenza del castello rappresenta un’opportunità di sviluppo socioeconomico di Pandino e del suo territorio che fino ad oggi non ha portato ad uno sviluppo del settore turistico. Il progetto pone le basi per una valorizzazione culturale e sociale del castello e del suo intorno volta ad una maggiore capacità di attrazione complessiva, in termini di frequentatori e di nuovi investimenti commerciali privati. Nel progetto il castello mantiene una funzione pubblica quale bene storicoarchitettonico con valore di forte identità sociale e territoriale. 11 Nel Castello vengono inserite attività pubbliche, appunto: il museo, la biblioteca civica, gli uffici comunali di rappresentanza e la sala consiliare, il ristorante tipico, la sede della pro loco, la sala polifunzionale. Il cortile ed i porticati offrono momenti di aggregazione e luoghi per il godimento della suggestione dello spazio. A sostegno di questa proposta è stato creato nell’arena un sistema di servizi ed attività variegate volte ad incrementare l’interesse turistico. Affinché il Castello diventi il vero “cuore pulsante” del borgo è necessaria un’operazione di integrazione urbana attraverso: un percorso pedonale riconoscibile che collega il castello con Via Umberto I passando attraverso la piazza Vittorio Emanuele III; la realizzazione di una zona pedonale nel centro storico, riprogettando la viabilità; la progettazione dell’arena come spazio sociale variegato (parco urbano, teatro all’aperto, luogo di aggregazione e spazio commerciale per manifestazioni e fiere); un collegamento forte con la Piazza Vittorio Emanuele III che diventa piazza di comunità e luogo di aggregazione. Il Castello deve essere altresì integrato in una rete di comunicazione territoriale quale punto di partenza e di arrivo per: percorsi naturalistici ciclo-pedonali, percorsi storico culturali e religiosi; percorsi enogastronomici. La valorizzazione urbana e funzionale rende il castello il vero “cuore pulsante” di Pandino e del suo territorio solo se vi sarà la piena consapevolezza della necessità di procedere attraverso un progetto condiviso e un’azione coordinata tra diversi attori: l’Amministrazione Pubblica, le imprese commerciali, le associazioni di categoria e la comunità locale. Il progetto tende a definire e sviluppare concetti che influiscono sulla realtà urbana quali: sviluppo di ambienti dotati di un buon livello di accessibilità, disposizione degli arredi tale da permettere una buona fruibilità per tutti, ambienti che tengono conto di esigenze differenziate, senza creare ‘ambienti speciali’, dislocazione dei parcheggi in modo concentrico (ex campo sportivo, area ex-Enel e area posta a sud sul prolungamento di via Umberto I) al fine di poter raggiungere il cuore pulsante in modo immediato, percorsi liberi da ostacoli e su sede propria, frequenti possibilità di seduta e sosta in aree comuni, segnaletica informativa e di orientamento ben leggibile. IL CASTELLO Il castello è inteso come bene comune da rispettare e pertanto Le funzioni individuate garantiscono la fruizione pubblica degli spazi del castello nel rispetto della distribuzione dei locali interni. Le scelte progettuali hanno lo scopo di garantire un riuso funzionale con un approccio conservativo al fine di consentire la lettura della struttura esistente. Pertanto gli interventi previsti in progetto prevedono prevalentemente consolidamenti strutturali, ove necessari, e opere murarie minori al fine di rendere efficiente la struttura. PIANO TERRA: funzione sociale, culturale, pubblica, commerciale Al piano terra sono state previste quelle funzioni che rendono il castello parte integrante del centro storico: 12 - biblioteca civica con annesse sale studio per ragazzi, sale lettura per adulti, emeroteca, servizi igienici; - Uffici comunali di rappresentanza (segreteria, ufficio del Sindaco, ufficio del segretario comunale) e sala consiliare, servizi igienici; - Sede della pro-loco, con annessi sala riunioni e servizi igienici; - Dinner-wine bar con proposte di prodotti tipici, cucine, magazzini, servizi igienici; - Sala musica/polivalente, con magazzino e servizi igienici; - Libreria – Bookshop; - Ingresso al museo (piano primo). PIANO PRIMO: funzione culturale Il piano primo è stato pensato come unico ambiente museale creando le sale espositive nel rispetto della distribuzione esistente e una galleria vetrata che si affaccia sul cortile interno. Nel museo si sviluppano diverse aree tematiche: - Biglietteria; - Una sezione viene dedicata al museo del territorio che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e lo studio dei luoghi caratteristici della pianura cremonese, incentivando lo sviluppo turistico; - Una sezione dedicata all’eclettico artista locale Marius Stroppa; - Una sezione adibita a mostra permanente; - Una sezione dedicata ad allestimenti temporanei; - Sala conferenze, uffici amministrativi, servizi igienici. IL CORTILE: spazio urbano Il cortile si trasforma in una piazza, la nuova pavimentazione e l’arredo urbano contribuiscono a renderlo un gradevole spazio di sosta e di incontro. È direttamente collegato al centro storico da un percorso pedonale riconoscibile. L’ARENA: funzione culturale, sociale, commerciale e svago L’arena è disegnata come luogo multiuso di una comunità vasta attraverso percorsi, spazi verdi, acqua, prati, terrazze e piazze che connette il castello al tessuto urbano. Il disegno dell’arena costruisce un forte organismo ambientale attraverso la presenza di una foresta urbana. L’arena circostante al castello è fisicamente divisa dal muro di cinta. Il progetto prevede la conservazione e il rispetto dello stesso che funge da quinta e contemporaneamente da punto di osservazione. L’area che circonda il castello, interna al muro, ospita diverse funzioni tra loro complementari: - il teatro all’aperto, è scavato nel terreno al fine di non ostruire le viste da e verso il castello, si integra all’interno del sistema dei percorsi. Ha una capienza di circa 600 posti a sedere e uno scena-fronte costituito da una cascata d’acqua elemento caratterizzante il territorio di Pandino. - Il viale del teatro e piazza del parco estendono il percorso cittadino all’interno del parco del castello. - Il parco è reso unitario dalla forte presenza di acqua e vegetazione che ne fanno un luogo di svago, relax, divertimento e sfondo per le attività di ogni giorno. La sequenza di spazi grandi e piccoli, di maggiore e minore 13 intimità, è collegata da sentieri, da percorsi pedonali. Il parco funziona simultaneamente come luogo naturale e sociale dove le abitudini, le tradizioni culturali e la presenza della natura interagiscono. È pensato come luogo democratico e sensibile capace di accogliere una grande varietà di usi. Ci sono luoghi attrezzati per la sosta e l’incontro, protetti dal sole con panche e muretti, gradini, prati ricchi di vegetazione locale e ripe erbose. La fascia esterna al muro di cinta non viene considerata area di parcheggio selvaggio, ma come spazio pubblico e di aggregazione multifunzionale in grado di accogliere diversi eventi e manifestazioni quali fiere e mercati. La ridefinizione di questo spazio di frangia da lo spunto per costruire il fronte architettonico ad est del nucleo storico, mentre il fronte nord viene smaterializzato esaltando la cortina verde esistente. L’edificio in linea così come percepito è composto di una parte coperta a verde e da una lama orizzontale; ospita tre spazi commerciali (edicola, fioraio, gelateria) ed inoltre la rampa che collega direttamente il teatro all’aperto a quota -2,80 ml. In adiacenza al muro esistente, parallelo all’edificio in linea, si realizza una passerella in legno e ferro a quota +0,80 ml per dare la possibilità al visitatore di un punto di vista caratteristico verso il castello e la sua nuova arena. Sulla fascia a nord si da la possibilità di un parcheggio, limitato a poche auto, ad uso esclusivo degli impiegati nel castello, inoltre viene realizzata la pensilina porta biciclette usufruibili a noleggio gratuitamente dai cittadini e dai turisti. PIAZZA VITTORIO EMANUELE III E VIE PUBBLICHE Il progetto tende alla riqualificazione urbana della Piazza Vittorio Emanuele III, oggi vissuta come mero parcheggio, e delle vie Castello via S. da Pandino e via Beccaria. L’intervento è tutto mirato alla creazione di un vero spazio pubblico e aggregativo, quasi a voler costruire il “salotto” dei cittadini di Pandino, determinando una stanza a cielo aperto che incentiva le relazionali della comunità, “a far sentire le persone come a casa”. Di fondamentale importanza ci appare la necessità di una revisione, se vogliamo drastica, del monumento ai caduti che, ad oggi, appare poco dignitosa e artisticamente irrilevante. A questo contrapponiamo un’”invenzione” sobria ed essenziale ma che contiene in sé un richiamo alla aulicità classica: ovvero la statua semplicemente posata su un blocco di marmo bianco con le epigrafi in ricordo dei caduti che si erige, sfidando la forza di gravità, dalle acque della fontana posta in fregio alla via Castello. A far da scena al coraggioso milite si stagliano simbolicamente gli erranti cavalieri difensori della pace, metaforicamente individuati dagli otto pilastri di travertino bianco. La sequenza dei pilastri definisce altresì fotogrammi sempre diversi del castello visconteo. Lo spazio della piazza è delimitato fisicamente e visivamente dal percorso urbano che collega la via Umberto I, attraversando via Beccarla, con il cortile del castello e da questo con la circonvallazione a nord. La via Castello nella sua accezione di percorso ciclo-pedonale, nella sua riduzione di strada a traffico limitato, nonché nel suo nuovo aspetto materico ed estetico diventa parte integrante dello spazio pubblico. Lo stesso 14 trattamento viene riservato agli altri due collegamenti urbani che, seppur di minore importanza, non possono rimanere insoluti. AREA EX-ENEL Come previsto dal bando di concorso e come esplicitato dalle indicazioni dell’Amministrazione Comunale si prevede l’insediamento del nuovo municipio nel vecchio edificio di proprietà della Società Enel S.p.A. attraverso la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dello stesso. Il nostro progetto prevede anche la costruzione del nuovo Teatro Civico, con capienza massima di 500 persone, fronteggiante il canale e la via circonvallazione al fine di poter dotare la città di Pandino di un’ulteriore struttura ricreativa e sociale che soddisfi nella sua interezza le esigenze espresse nelle motivazioni dell’Amministrazione Comunale che hanno portato ad indire un bando di concorso così complesso e articolato.

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