Tavola 01
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
dalla relazione di progetto:
Tavola 02
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
Azioni efficaci, misure coerenti, scale appropriate
Tavola 03
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
Il programma di riqualificazione del Castello, nel quale si inscrive l’iniziativa concorsuale, si pone come obiettivo la ricerca delle misure e delle azioni necessarie ad identificare la residenza viscontea quale elemento di attrazione e quale motore per lo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio di Pandino. Pare da subito evidente che le misure e le azioni adatte allo scopo non possano prescindere dalla corretta comprensione della scala cui si collocano i problemi per i quali è attesa una risposta. In questo senso il bando indica una precisa strategia d’azione. Innanzitutto l’ambito di intervento comprende il Castello, l’arena (interna ed esterna), l’area a ridosso del muro perimetrale (attualmente adibita a parcheggio), la piazza Vittorio Emanuele III, la via Castello e la vicina zona ex-ENEL (nel quale si trasferirà il Comune con la sola eccezione dell’Ufficio del Sindaco, della Segreteria e della Consiliare). Questo ambito primario viene ricompreso entro la più ampia questione delle relazioni (urbanistiche e socio-economiche) tra il Castello, il nucleo storico e l’intero centro abitato. L’ampliamento del quadro di riferimento coinvolge in prima istanza alcune aree identificate come possibili aree di sosta, esterne al centro storico e più in generale mobilita il problema dell’accessibilità e dell’offerta turistica di Pandino. Questa pluralità di confini entro i quali verificare l’efficacia dell’azione progettuale e la coerenza delle misure da adottare è da intendersi come uno degli aspetti più stimolanti dell’operazione concorsuale perchè implica fin dalla fase di approccio un’adeguata risposta progettuale al tema assegnato. Per questa ragione i contenuti della presente proposta prendono avvio da una riflessione intorno alla scala più appropriata per garantire efficacia e coerenze alle azioni e alle misure richieste, allo scopo di innescare un processo virtuoso per la valorizzazione delle risorse insediative di Pandino e del suo territorio. L’ambito di intervento assunto è quello che lega il nucleo storico e il Castello al centro abitato ed il loro insieme al sistema ambientale e paesistico oggi riconducibile al Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Fiume Torno. A questa scala appare evidente come gli elementi e i sistemi coinvolti possano definire, attraverso il disegno delle parti e dell’insieme, la nuova identità di Pandino. Il Borgo Verde Il territorio di Pandino è un campione significativo del migliore paesaggio padano. Qui i caratteri costitutivi di quella “seconda natura che opera a fini civili” di cui parlava Carlo Cattaneo sono ancora mirabilmente conservati. In particolare non risulta compromesso il rapporto dialettico tra il nucleo abitato e il suo contesto rurale. Il progetto intende valorizzare le risorse locali fondamentali: il parco locale di interesse sovracomunale raccolto intorno al bacino idrografico del Tormo e il complesso sistema che lega il nucleo antico al Castello. L’intento è quello di produrre una nuova unità paesistica e ambientale. L’idea è quella di importare entro i limiti del centro urbano gli elementi qualificanti il paesaggio rurale: l’acqua, i prati stabili, le piantate. I luoghi scelti per questa operazione sono l’arena esterna del castello, le aree da destinare a parcheggio d’interscambio, le piazze interne, i giardini e gli spazi aperti disposti intorno al recinto urbano. Fortificato da un sistema di connessioni ciclopedonali questo dispositivo intende creare una struttura interna al centro urbano caratterizzata sia dalla presenza di spazi aperti pubblici sia dai caratteri fondamentali del paesaggio lombardo di pianura.
Tavola 04
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
IL BORGO BLU Il territorio di Pandino risulta caratterizzato da un ricco sistema di corsi d’acqua naturali e artificiali. La particolare conformazioni dei suoli fa affiorare in questo territorio risorgive e fontanili garantendo una presenza d’acqua significativa e costante. Accanto ai corsi d’acqua (come il fiume Tormo), ai canali (come il Vacchelli) e alle rogge, assumono un ruolo di grande significato le “teste di fonte” destinate a convogliare in superficie l’acqua presente nel sottosuolo. Le aste dei fontanili e i canali realizzano la relazione tra le teste di fonte e il paesaggio coltivato dando forma ad un sistema complesso e mirabile. All’interno del nucleo abitato l’acqua è risultata presente intorno alla cerchia murata e nel fossato del castello. Dopo gli interramenti di questi elementi è pressoché scomparsa dal paesaggio urbano. Il programma di riqualificazione del Castello e delle arene pare l’occasione adatta per ripensare la presenza dell’acqua a Pandino. Il progetto prevede la realizzazione di uno specchio d’acqua ferma (a lento riciclo) lungo il lato orientale del Castello e l’introduzione di fontane a zampillo in Piazza della Vittoria. L’intento è quello di evocare il ruolo costruttivo dell’acqua nel paesaggio pandinese.
Veduta a volo d'uccello 01
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
A MISURA DI PEDONE Il territorio di Pandino è attraversato da percorsi che potenziano le relazioni nord-sud (Bergamo – Lodi) e quelle est-ovest (Milano – Cremona). Il nucleo abitato si dispone tangenzialmente a queste percorrenze. La collocazione di quattro aree destinate alla sosta veicolare in altrettanti ambiti strategici per l’accesso al centro consente di migliorarne le qualità ambientali. Le aree di sosta e di scambio modale (dai veicoli motorizzati alla bicicletta o a piedi) sono facilmente connesse con il nucleo antico e il castello, tramite percorsi realizzati dentro o ai bordi degli spazi aperti che danno forma al “borgo verde”. Nei parcheggi esterni trovano posto circa 250 posti auto. Al margine dell’arena esterna al castello l’area compresa tra la circonvallazione e l’antico muro di cinta viene qualificata con l’intento di configurare uno spazio per lo svolgimento del mercato settimanale utilizzabile anche come parcheggio prossimo al Castello e al centro urbano per circa 100 posti auto.
Veduta a volo d'uccello 02
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
L’ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO Ricomporre i frammenti Attualmente gli spazi aperti e le aree verdi incluse entro i confini del centro abitato non rappresentano un sistema organico e unitario, ma appaiono come frammenti di una struttura degradatasi nel tempo. Le riproduzioni del catasto teresiano del 1721 ci consegnano l’immagine di un nucleo nel quale le relazioni tra costruito e paesaggio sono precise e feconde. In particolare appare di grande interesse il micropaesaggio disposto intorno all’arena esterna del castello, costituito dal fossato vero e proprio, da un giardino coltivato verso est e da un recinto alberato verso nord. Questo sistema rappresentava l’unica riserva di spazi aperti vegetali all’interno della cinta muraria e perciò proponeva una dialettica intensa con la pianura circostante. La progressiva appropriazione degli spazi immediatamente esterni alla cinta murata del borgo e il disordinato uso dell’arena non hanno certo contribuito a valorizzare gli spazi aperti interni al centro antico. Ora si presenta l’occasione per un significativo cambio di strategia. All’interno e all’esterno del circuito definito dalla circonvallazione interna le arene, gli spazi aperti, i viali , le piazze i giardini esistenti possono essere reinterpretati come un sistema unitario. Ne può scaturire un nuovo parco urbano esteso nelle quattro direzioni cardinali fino alle aree interessate dai nuovi attestamenti per la sosta e proteso fino ai limiti fisici del centro abitato verso il PLIS del Tormo. Questo elemento ha la potenzialità di ricomporre le relazioni, ora interrotte o deteriorate, tra il contesto rurale e quello urbano riportando nel cuore di Pandino le componenti più qualificate del suo paesaggio.
Veduta dell'interno 01
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
VERSO UNA NUOVA UNITA’ La proposta progettuale punta a fondere in un’unica figura urbana il nuovo parco del borgo verde e il sistema di spazi aperti pubblici disegnati e pavimentati. In sé l’operazione è semplice e prevede un doppio movimento: a) l’articolazione dell’arena esterna in un sistema di stanze a cielo aperto caratterizzate da una precisa vocazione paesaggistica; b) la riqualificazione di tutti gli spazi aperti pubblici attraverso un disegno unitario e integrato. Prendendo spunto dal catasto teresiano l’arena esterna viene articolata in 3 stanze. La prima, trattata a prato, riverbera la presenza dell’antico fossato e ripristina un dispositivo anulare attorno al castello qualificato dalla presenza di uno specchio d’acqua lungo il fronte orientale della residenza viscontea; La seconda, caraterizzata dalla rotazione di diverse colture, si presenta come evocativa delle varietà del paesaggio rurale pandinese. La terza, capace di ricomprendere e integrare le alberature disposte lungo il fronte nord del castello, evoca il rapporto fondativo tra piantate e prati stabili.
Veduta dell'interno 02
© Gritti Architetti . Pubblicata il 09 Febbraio 2010.
IL LAYOUT FUNZIONALE Sotto il profilo delle funzioni da insediare nel Castello il progetto ipotizza la compresenza di 2 elementi qualificanti: - il polo culturale ed espositivo incentrato sull’integrazione degli ambienti bibliotecari (opportunamente ampliati e integrati da una mediateca audiovisuale, da laboratori didattici, sale conferenze e spazi per associazioni culturali) con un museo dedicato alla collezione delle opere di Marius Stroppa; - la vetrina – Pandino intesa come luogo aperto alla promozione, esposizione, comunicazione, produzione delle eccellenze del territorio. A queste funzioni prevalenti vengono aggregati alcuni spazi destinati : - all’informazione (di tipo turistico, di avviamento professionale, di introduzione ai temi dell’efficienza energetica, dell’ecologia e della sostenibilità); - ai presidi amministrativi, ovvero di rappresentanza dell’istituzione di governo locale (dall’ufficio del Sindaco, alla Segreteria, alla Sala Consigliare).
IL POLO CULTURALE PANDINO Approfittando della possibilità di operare una profonda revisione degli interventi di restauro-adeguamento grazie ai quali sono stati insediati gli uffici comunali si propone di eliminare tutte le strutture non originali (in elevazione e orizzontali) che occupano l’ala occidentale del Castello. Al loro posto si propone di inserire un piano-rampa in grado di guadaganre con una pendenza compresa tra il 5% e l’8% il dislivello tra il portico e il loggiato superiore. Una struttura interna in acciaio garantirà il sostegno della rampa e delle balconate di distribuzione e la possibilità di migliorare le performance antisismiche dei muri e delle capriate. Quello che ne scaturisce è uno spazio ad aula e a tripla altezza nel quale pare naturale collocare uno speciale museo da dedicare all’opera di Marius Stroppa, un artista geniale e leonardesco troppo presto dimenticato, di casa presso il castello dove viveva, lavorava e progettava. Macchine per il moto perpetuo, fantasmagorici attrezzi rurali, mobili di un avveniristica linea di arredamento, affiche, manifesti, opere grafiche, progetti di architettura, saranno disposti lungo la rampa e i soppalchi, esposti su podi o appesi alle capriate in modo da creare un luogo unico e sorprendente. In effetti quello che si propone non è uno spazio museale classico, ma piuttosto il luogo inevitabile per l’accesso al castello una grande hall, una manica lunga realizzata per connettere ai vari livelli gli spazi del polo espositivo e cultarale. Così concepita in effetti la collezione Stroppa è anche il luogo di accesso agli uffici del Sindaco e alla Sala Consigliare, ma anche una straordinaria sala di lettura in estensione alla Biblioteca, il viatico per l’accesso agli spazi della mediateca, alla sala conferenza, all’aula per esposizioni temporanee. In definitiva il luogo in grado di rendere l’esperienza architettonica dentro il Castello se possibile ancora più interessante e sorprendente. Quello grazie al quale possono ritrovare il posto che meritano le opere di uno dei più assidui frequentatori del Castello.
LA VETRINA PANDINO il progetto punta a realizzare sui due livelli dell’ala orientale del castello una metaforica “vetrina” dove mettere in mostra Pandino e dove i suoi abitanti possano trovare gli strumenti per costruire attraverso l’impegno quotidiano il proprio futuro in quanto comunità. Al centro dell’operazione progettuale sta l’idea di fondere in un unico spazio almeno tre figure tipologiche fondamentali: - il laboratorio dove si insegna a e si impara a produrre; - l’eco/etno museo dove si sedimentano la memoria locale e la cultura materiale; - il mercato dove si rigenera costantemente lo scambio e l’incontro con soggetti, energie e culture diverse.
I LABO BOX Labo- box è una contenitore in vetroresina dalle dimensioni di 3,20×1,60×0,55 che allo stadio compatto è aggregabile in pedane di 2, 3, 4 o 6 moduli base, leggere, resistenti e facilmente trasportabili. Durante la sospensione delle attività e principalmente in occasione delle visite al castello o delle attività di show-room i labo-box possono essere chiusi configurandosi come semplici sedute/piattaforme poste al centro delle sale del castello. Ristorante, Caffé letterario, Museo dei sapori. Nei luoghi non attrezzati dai labo-box, al piano terreno dell’ala orientale si ipotizza la presenza di spazi per la ristorazione (degustazione slow, banqueting, kermesse culinarie) e un caffè letterario. le piattaforme mobili nell’arena interna Il progetto propone di realizzare nella corte in corrispondenza dei pilastri del portico un sistema di 5 corsie in pietra in grado di ospitare altrettanti binari per la movimentazione di un duplice sistema di pedane disposte su tre livelli. Questo sistema favorisce la realizzazione di molteplici configurazioni.
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