© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
Il progetto affronta uno dei nodi fondamentali del fare disegno urbano oggi operando alla scala urbana nella città europea contemporanea: la necessità di conservare la matrice storica della città e del territorio elaborando nello stesso tempo un coerente programma di trasformazione funzionale dei luoghi/manufatti in base alle necessità materiali e simboliche del nostro tempo.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
Nel caso di Pandino la sfida culturale è stata soprattutto pensare al riutilizzo del Castello e alla sua Arena: un’architettura storica, oltre che un caposaldo urbano della struttura generale della città, nata con funzioni non più oggi attuabili, trasformatasi nei secoli in vari modi e che oggi deve trovare nuove funzioni coerenti sia con la propria natura di monumento storico, ma coerenti anche con una società in trasformazione.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
La risposta non può che essere un progetto e un’idea che offrano usi di città più “complessi” rispetto alla sola museificazione del monumento (un ruolo che peraltro il Castello di Pandino non ha mai avuto) e che siano sostenibili dal punto di vista gestionale ed economico. E non può che valorizzare il luogo in termini più ampi, nelle diverse scale, ovvero riscoprire quel complesso spazio di relazioni che il Castello ha nei secoli costruito in rapporto alla città e al territorio. Ripensare dunque l’Arena del Castello alla scala urbana come parte del sistema degli spazi pubblici del centro storico di Pandino; e ripensare l’intero nodo del Castello come terminale di un sistema territoriale che ha delle specificità importanti (industria casearia, agricoltura, enogastronomia locale, prodotti tipici, botteghe storiche, anche in sinergia con EXPO 2015) e che proprio nel Castello può auto-rappresentarsi.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
Alla scala territoriale l’Arena del Castello diventa cerniera tra città, paesaggio, produzioni agricole, cascine, reti di percorsi ciclabili e di accessibilità (un sistema di relazioni che consente di raggiungere Milano e l’aeroporto di Linate in poco più di mezz’ora; Crema, Lodi e Treviglio in meno di venti minuti; Bergamo, e all’aeroporto di Orio al Serio, nell’arco dell’ora).
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
Alla scala urbana, diventa quella di perfezionare uno scenario progettuale d’insieme della città, attivando sei fondamentali polarità urbane: dalla nuova sede del municipio al sistema delle soste veicolari, alla città dello sport fino al consolidamento del centro commerciale naturale del centro storico. Alla scala architettonica, il progetto promuove un virtuoso restauro conservativo del manufatto storico coniugandolo con un mix di funzioni innovative di tipo culturale-commerciale che lo renderà vario. La convinzione è che non sia opportuno pensare ad un’unica funzione per tutto il Castello: ma che sia più virtuoso pensare a diverse funzioni, ben integrate tra loro, che offrano un utilizzo continuo nell’arco della giornata e dei mesi.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
Un giusto equilibrio tra usi pubblici (ufficio di gestione del castello, ufficio del sindaco, sala del consiglio comunale, spazi per il turismo congressuale, spazio dei bambini, archivio Stroppa, museo del castello, di Pandino e del suo territorio agrituristico locale: per lo più ubicati al piano primo del Castello) e usi “privatistici” in termini di gestione (biblioteca comunale, bar tavola calda, spazio del benessere, latte e siero terapia, spazio enogastronomico, ristorante tematico/enoteca/libreria tematica: soprattutto posti al piano terra) rende economicamente sostenibile il progetto. Nelle torri ai piani superiori si prevede un servizio ricettivo di qualità, compatibile con la tipologia storica del castello.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
Il progetto coglie infine la potenzialità straordinaria, in termini polifunzionali, della corte interna del Castello al piano terra: uno dei luoghi pubblici più importanti della città. Un palco rettangolare mobile che sale e scende a filo del pavimento consente di stivare le poltrone e altre arredi urbani necessari per gli eventi oppure ospitare concerti e altri eventi. I possibili utilizzi sono infiniti, dipendendo solo dalla creatività della gestione, e tra queste: esposizioni di opere d’arte anche di grandi dimensioni; fiere, mercati e degustazioni di cibi locali, in sinergia con gli spazi enogastronomici proposti al piano terra, che possono sfruttare lo straordinario portico; “maratone di tango”, un servizio che sta esplodendo anche in Italia, per il quale la monumentalità della corte del Castello rappresenta lo scenario ideale.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
© Vito Mauro Redaelli . Pubblicata il 10 Febbraio 2010.
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