Europaconcorsi

La Spezia (SP), Italia - Concorso - Febbraio 2010
Christian Baglioni, Giannantonio Vannetti, Claudio Dini, Franca Cecilia Franchi, Elena Ciappi
Riqualificazione "Architettonica e Artistica" Piazza Verdi a La Spezia
Vincitore del concorso: Riqualificazione architettonica e artistica di piazza Giuseppe Verdi a La Spezia (2a fase)
Cospe_03_d
Pubblicato il 10 Febbraio 2010

Artista: Daniel Buren _ Architetti: Arch. Giannantonio Vannetti (Capogruppo) con Arch. Christian Baglioni, Arch. Elena Ciappi, Arch. Claudio Dini, Arch. Franca Cecilia Franchi. _ Collaboratore: Emiliano Lascialfari

LETTURA E INTERPRETAZIONE DEL LUOGO: La sua ubicazione, lungo la direttrice di espansione della città dalla Porta dell’Arsenale e parallela al mare, fa sì che piazza Verdi costituisca un luogo di connessione importante fra parti di città diversamente connotate. Infatti si trova inserita fra l’antico percorso di via del Torretto, che la collega al centro storico, gli isolati del tessuto urbano ottocentesco dalla parte della Via Chiodo, il degradare della collina – che la presenza del Palazzo delle Poste con le sue articolazioni di volumi, le gradinate e la fontana raccorda e contiene – il lungomare e la nuova espansione novecentesca. Gli spazi delle gradinate antistanti la facciata, arretrata rispetto al filo degli edifici adiacenti, introducono alla geometria del vuoto urbano e connotano il luogo come piazza. La massiccia presenza del traffico urbano è soverchiante al punto da eliminare uno spazio centrale dedicato alla sosta e all’incontro, o tanto meno alla fruizione del verde, che rimane confinato ad una striscia spartitraffico. La piazza, peraltro animata e vivace, per la ricchezza e varietà di funzioni, sia legate alla quotidianità sia istituzionali ed amministrative, non consente di cogliere la ricchezza di memoria e di segni sedimentati che costituiscono una dimensione identitaria per i residenti. Sotto di essa è un’altra città amata e demolita, che custodisce la rappresentazione di una profonda aspirazione alla modernità e possiede un forte potenziale culturale attrattivo. Fra gli elementi di criticità si devono notare in primo luogo la mancanza di relazioni fra la piazza e il suo intorno e la carenza di una misura spaziale ordinatrice delle sue funzioni.

DECISIONI DI PROGETTO: Riteniamo che la piazza debba recuperare allo stesso tempo la sua funzione di cerniera – non spazio di separazione ma di riconnessione fra gli assi: città storica/città moderna/mare/collina – e di cesura in quanto spazio a se stante, non solo di passaggio, ma con le potenzialità di una forte caratterizzazione.

RAPPORTO ARTE-ARCHITETTURA: Arte e architettura definiscono segni complementari e non separabili in un percorso progettuale integrato. Il segno dell’artista non si distingue da quello dell’architetto ma si costruisce insieme, passo dopo passo, su convinzioni discusse e condivise. I due apporti sono l’uno alla base dell’altro tramite una serie di rimandi circolari verso la sintesi finale. L’arte che proponiamo è definita ambientale e, in questo caso, a misura di spazio urbano, “site specific”, intesa come azione volta da un lato a riorganizzare e fissare strutture e significati del luogo – una sorta di fattore di riduzione dell’entropia – e dall’altro come determinante di nuovi valori. Nel nostro progetto l’arte è intesa come utile, cioè non come pura immagine ma come strumento di realizzazione di spazi fruibili e contemporanei in grado di creare nuove percezioni e riconnessioni ambientali.

ASPETTI IDENTITARI E SIMBOLICI: Il rafforzamento e l’ estensione della centralità urbana e della rappresentatività della città all’esterno si realizza: - con il ritrovamento di tracce del passato: fra queste l’interpretazione dell’assenza come segno morbido scavato per un teatro centrale; il restauro e la valorizzazione della fontana del Palazzo delle Poste con aggiunta di pareti verdi e soluzioni di luce; il rafforzamento dell’asse di Via del Torretto con elementi di verde e il rapporto con la fontana restaurata; - con la definizione di un nuovo ordine spaziale che non vuole essere monumentale ma ludico. Nella nuova immagine del progetto non vi è nostalgia del passato ma fiducia nel tempo che avanza rinnovandosi.

CONCETTI SPAZIALI: Il progetto è volutamente e rispettosamente semplice nei confronti dell’esistente: la sua scala è tagliata sull’uomo, i suoi intenti sono quelli di ricreare un luogo stimolante e di cui riappropriarsi per l’abitare; colore e materia suggeriscono ricchezza sensoriale e si sposano con la luce del mare di cui la piazza è intrisa. La piazza è strutturata in tre parti diverse che ne riproporzionano gli spazi e le funzioni ma è concepita e percepita come unico luogo tramite l’identità dei suoi elementi (naturali e artificiali). La piazza ha un centro e questo centro è generato da un vuoto che ne rappresenta, paradossalmente, l’identità. È lo scavo nella memoria di uno spazio teatrale e socializzante. È la traccia storica del Politeama. Il vuoto urbano è animato da un gioco plastico di elementi aperti che guidano e indirizzano lo sguardo per spingerlo oltre ed invitano ad un percorso suggestivo di attraversamento. È un luogo da percorrere e da scoprire. La piazza non è uno spazio immobile né monumentale: tutti i suoi elementi sono a scala umana e producono relazioni mutevoli nel muoversi all’interno di essa. Questo senso aptico esprime un carattere portante del luogo. Una serie di portali si inquadrano nella prospettiva dell’asse principale della piazza valorizzando questo punto di fuga. Una serie di elementi ortogonali creano una forte connessione con le vie laterali, segnalando al di fuori ciò che succede al suo interno. Questi elementi comprendono la fontana del Palazzo delle Poste come completamento di un perimetro ideale. Una serie di pilastri, in relazione prospettica col gioco dei portali, sono allineati in altezza in modo da creare una linea orizzontale perfetta che raccorda gli elementi fra di loro e definisce una regola di misurazione. Le nuove alberature sono parte costitutiva del progetto per delimitare piccoli giardini con fiori o con acqua all’ombra dei quali la gente può sostare e ritrovarsi. La scelta dei colori e dei materiali, l’uso degli specchi che moltiplicano le architetture, la soluzione dei nebulizzatori all’interno dei portali e le luci creano un ambiente con qualità ludiche. Lo studio dell’ illuminazione produce di notte la percezione di una realtà nuova e sempre diversa.

GLI ELEMENTI Portali asse principale: 14 elementi, tanti quanti sono i pini sulla piazza, vengono divisi in due serie dispari: 7+7. Le dimensioni sono generate da multipli dispari di un modulo stabilito. Dimensioni interne: cm. 252,3×252,3. Altezza esterna cm. 295,8. Larghezza cm. 339,3. Spessore cm. 43,5. Le facce sono in due colori alternati in sequenza e sul lato opposto, rivolto verso il centro della piazza, sono a specchio. I profili interni ed esterni sono divisi in 5 strisce alternate bianche e nere. Pilastri e portali assi trasversali 2 gruppi di 3 elementi: due portali che inquadrano un pilastro centrale (quest’ultimo a base quadrata cm. 43,5×550h., di colore nero su due facce opposte e a strisce bianche e nere sulle altre) sono situati nei punti nodali fra l’asse longitudinale e gli attraversamenti. Fontane 3 elementi che richiamano il tema dell’acqua, posti all’esterno della piazza, in asse con le vie trasversali e con la fontana del Palazzo delle Poste. 3 elementi situati alla base del teatro/vuoto centrale. Le fontane sono pilastri scanalati a base quadrata. La parte interna, dove scorre l’acqua, è rivestita in ceramica azzurra. L’acqua riempie la scanalatura e ricostituisce l’integrità del pilastro.

VIABILITÀ: La pedonalizzazione è condizione della vivibilità della piazza in quanto progetto di aria, di suoni, di paesaggio. Per recuperare la dimensione vitale e rappresentativa che spetta al luogo è opportuno ridurre drasticamente il carico del traffico veicolare urbano, mentre è possibile mantenere la fruizione dei mezzi pubblici, di quelli di soccorso e della mobilità residenziale. A questo scopo le corsie dedicate ai veicoli passerebbero da cinque a due, orientate nei due sensi di percorrenza, opportunamente rallentate, con la possibilità eventuale di usufruire di spazi a estensione del percorso carrabile per una sosta breve senza pregiudicare i filari delle alberature esistenti che rimarrebbero a schermo alle zone prettamente pedonali. In una seconda fase, al completamento delle infrastrutture di mobilità generale, decise dalla Pubblica Amministrazione (piano parcheggi e viabilità pubblica e privata) la piazza verrebbe interamente pedonalizzata, come rappresentato, salvo garantire accessibilità dei mezzi di pubblica utilità.

COMFORT AMBIENTALE E SOSTENIBILITÀ: Non si dà un progetto di uso se non si realizza allo stesso tempo un livello adeguato di comfort ambientale. L’uso degli elementi naturali: tappeti erbosi, specchi d’acqua e nuove alberature per l’aumento dell’ombreggiatura, contribuiscono al miglioramento del microclima estivo locale secondo i principi della bioclimatica applicata agli spazi esterni. Altri criteri di sostenibilità applicabili sono: - il risparmio idrico attraverso l’uso delle superfici pavimentate per la raccolta e il riuso delle acque piovane per le fontane e l’irrigazione del verde; - l’uso di materiali naturali e locali per le pavimentazioni; - il controllo dell’inquinamento luminoso e l’ uso di fonti a basso consumo (led incassati nel pavimento); - progetto sonoro e riduzione dell’inquinamento acustico; - uso di tecniche attive per il raffrescamento estivo (nebulizzatori inseriti nel percorso d’arte).

Capogruppo
Giannantonio Vannetti
Progettisti
Christian Baglioni, Claudio Dini, Franca Cecilia Franchi, Elena Ciappi
Immagini (11)
Pianta_normal
Cospe_800_alto_all_normal
Cospe_900_alto_d_normal
Cospe_800_alto__d_normal
Cospe_01_d_normal
Cospe_02_d_normal
Cospe__portali_buren__normal
Cospe_anfitea2_normal
Cospe_bu_gray_vapo2_normal
Cospe_night_02_normal
Cospe_night_013_normal