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Yerevan, Armenia

International Business Center with an Intercontinental Hotel. Yerevan

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Il progetto, infatti, risulta molto influenzato dalla forte presenza orografica di questi luoghi, caratterizzati da grandi catene montuose, che risultano fortemente visibili dallo stesso lotto d’intervento, tra cui il biblico monte Ararat. La soluzione proposta, quindi, risponde a questa analisi di fondo; lontana da facili sensazionalismi, si presenta almeno inizialmente come un’architettura monolitica, massiva, unitaria. La prima operazione d’indagine è stata quella di ricostruire l’orografia originaria, eliminando quasi interamente l’enorme piattaforma che il primo intervento, poi demolito, prevedeva; eliminando quindi il forte salto di quota che si era venuto a creare tra la parte bassa dell’accesso dalla città e la piattaforma sovrastante. L’idea progettuale è stata quella di ricostruire la collina con le originarie curve di livello, riducendo così l’enorme piattaforma di 4.4 ettari a circa la metà; il tutto per eliminare il forte impedimento sia fisico che percettivo che si era venuto a creare tra la città consolidata ed il sito d’intervento, quindi si sono prolungate in maniera naturale le curve esistenti, creando quella continuità visiva e fisica tra il sito e la città, quasi che la collina con il nuovo intervento diventasse il terminale visivo della città di Yerevan. Lontani dall’idea di progettare una torre su una piattaforma-piedistallo, la soluzione proposta lavora sulle curve di livello, dalle quali si eleva. Il progetto sintetizza, in pochi gesti calibrati, la sua forza; tre massi affiorano irrevocabilmente dal sottosuolo, quasi fosse qui all’opera un’energia tellurica capace di imporre all’insieme la sua impronta. La soluzione proposta risolve in maniera univoca sia la forte volontà identificativa richiesta all’intervento, sia la capacità dello stesso di inserirsi in maniera organica all’interno della collina e della città stessa. Le tre masse, simili a tre enormi pietre conficcate nel terreno, chiaro riferimento iconografico al sito di Karahunj, sono collegate alla quota d’ingresso dell’intero organismo da una piastra che accoglie tutte le funzioni comuni all’intera struttura: hall, fitness center, sale conferenza, sala da ballo, centro commerciale, parcheggio. I tre massi che si elevano accolgono, invece, al proprio interno le tre macrofunzioni previste per l’intero organismo; quali le camere e gli appartamenti d’albergo, oltre al complesso residenziale indipendente; quindi risulta molto chiara la correlazione tra forma e funzione, fra i tre volumi e le tre macrofunzioni. Avvicinandoci ancora, finalmente la forma si rompe, i pezzi saltano, esprimendo la loro materialità abrasiva e definendo vuoti che ci indicano la scala costruttiva dell’edificio. Si è voluto realizzare un’architettura fortemente radicata, basata sulle peculiarità culturali ed ambientali che seguono la memoria del luogo. Il segno, inizialmente tellurico, assume in se il significato di un contenuto senza perdere la sua originaria forza generatrice.

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