Progetti
Copertine
Top Favorites
Nuovi
Concorsi
Albums
Dettagli
Newsletters
Pandino (CR), Italia

Pandino 1:5

il contesto locale riletto a scala territoriale
Arturo Augelletta, arch. Domenico Dieni, arch. Simona Greco

Tav_a1_large

Tavola 1

Lo spirito che ha quindi guidato la scelta della nuova funzione della fortezza è stato quello di far sì che il turista, attratto dal castello, possa, una volta entratovi, realizzare che la scoperta di Pandino non termina lì. Le sue sale saranno quindi principalmente destinate ad accogliere un Museo del Territorio, strutturato secondo le più moderne concezioni espositive e dedicato ai 5 percorsi tematici. Nel cuore del museo-castello il Centro Informazioni accoglierà i visitatori, descrivendo loro i percorsi e distribuendo materiale esplicativo che spiegherà con chiarezza gli itinerari e le attrazioni da vedere in città e nei dintorni. La scelta della nuova funzione museale, che postula la necessità di una stretta relazione fra il monumento ed il suo contesto, catturerà non solo l’interesse della città, ma richiamerà fruitori regionali e nazionali. Nel progetto proposto la scelta non è quindi stata quella di massificare i flussi, ma si è pensato ad attrarre una costante e partecipata presenza di visitatori e utilizzatori, creando così anche i presupposti della sostenibilità economica e gestionale dell’intervento.

Tav_a2_large

Tavola 2

Ma la roccaforte di Pandino non ha solo un’anima turistica; accanto al suo aspetto pubblico ce n’è, infatti, uno privato legato intimamente alla vita degli abitanti della città. Il Castello ha smesso infatti, ormai da decenni, di essere il luogo intoccabile dove abitavano solo i nobili e i loro ospiti. Dall’Ottocento in poi è diventato una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, la strada preferita per attraversare la città e il teatro dove applaudire la bravura degli artisti più svariati. La nuova rifunzionalizzazione del castello non può quindi prescindere da questo suo aspetto più intimistico e locale: accanto alla sua facciata “turistica” di museo, si sono quindi ampliati e ristrutturati quegli spazi che oggi sono vissuti principalmente dagli abitanti di Pandino: la biblioteca, la sala polivalente e la piazza-cortile. In questo modo il castello non diventerà solo un museo per il pubblico, ma rimarrà, usando un termine molto appropriato preso in prestito da uno dei libri più significativi scritti su questo edificio, il Condominio della Città. L’idea progettuale di rifunzionalizzare il castello arricchendone gli spazi fruiti dall’utenza locale, accostandoli contemporaneamente alla funzione museale che permette di spostare l’attenzione dal singolo monumento ai 5 percorsi si riassume emblematicamente nel titolo del progetto: PANDINO 1:5 il contesto locale riletto a scala territoriale

Tav_a3_large

Tavola 3

Prima di descrivere nel dettaglio la configurazione progettuale a scala urbana (i percorsi) e di dettaglio (il castello e la sua funzione di condominio-museo), è doveroso premettere alcune considerazioni di natura socio-economica e urbanistica che hanno portato alla definizione delle scelte effettuate. Come precedentemente accennato, i percorsi saranno 5, ognuno legato ad una tematica di riscoperta dei valori del territorio ed ognuno caratterizzato da un colore. Quest’ultimo è stato tratto, per sottolineare ancora più la connessione con il castello, da quelli principali usati nelle sue decorazioni pittoriche, ovvero riassumendo: COLORE TEMA TITOLO verde nara La Ghiaradadda e il Parco Locale del fiume Tormo giallo gastronomia Il Panerone e le tradizioni gastronomiche locali rosso tradizioni I borghi di Nosadello e Gradella blu storia Il castello e le emergenze storiche di Pandino bianco arte Il museo Marius

Tav_a4_large

Tavola 4

I 5 percorsi sono posti in evidenza, in primo luogo, davanti alle due entrate del castello in totem riepilogativi che, attirando con un design accattivante lo sguardo dei curiosi, descrivono gli itinerari e spingono i visitatori ad entrare rivolgendosi al Centro Informazioni. Inoltre nei punti cardine della città e lungo gli itinerari saranno disposti degli indicatori di percorso, che evidenzieranno le direzioni da seguire per ciascun cammino. Gli itinerari possono essere percorsi con i mezzi più diversi: saranno i visitatori che, a proprio piacimento, sceglieranno di muoversi a piedi, prendere la macchina o andare in bicicletta. Ma è forse quest’ultima ad essere il mezzo più idoneo, data la vasta rete ciclabile già in essere e di cui il progetto prevede il completamento tramite pochi interventi. Il suo uso sarà incentivato dalla prevista possibilità di noleggiarla direttamente al Centro Informazioni.

Plastico_large

IL PROGETTO: L’IMPIANTO URBANO Lo studio approfondito del castello e della sua vocazione in tema di rifunzionalizzazione ha messo chiaramente in evidenza come la nuova destinazione scelta per questo edificio-monumento non possa prescindere da un’analisi allargata del suo contesto. La scelta del Comune di spostare i propri uffici e di spostare i parcheggi adiacenti alla fortezza e alla p.zza Vittorio Emanuele, ha reso una progettazione unitaria dell’intera area del castello non solo possibile, ma doverosa. L’idea progettuale di dare grande visibilità alla roccaforte si è così tradotta in diversi interventi urbani, che daranno all’area attorno al castello una forte immagine unitaria, dove si fonderanno memoria e innovazione offrendo agli abitanti di Pandino ed ai visitatori stimoli culturali ed occasioni formative. Gli interventi sono concepiti secondo un carattere di specifica autonomia funzionale, architettonica ed economica, cosicché possano essere attuati anche indipendentemente gli uni dagli altri, a seconda della disponibilità dei finanziamenti. Ciò non significa negare il concetto sopra enunciato di unitarietà, perché le singole azioni saranno parte integrante di un unico sistema, pensate in modo tale che ognuna contenga in sé le caratteristiche necessarie alla propria autonoma sussistenza. 1. LE NUOVE AREE A PARCHEGGIO

Alto2_large

Il progetto ha verificato le aree di parcheggio ipotizzate dal bando concorsuale, dotandole di una sistemazione di massima e stimandone i costi. In particolare sono state ritenute strategiche quelle situate lungo via Milano e via Roma, oltre che quella connessa ai nuovi

Indicatori_large

uffici comunali dell’ex-Enel, come si analizzerà in seguito. Il totale dei posti auto ricavati da queste prime 3 zone è pari a 268, numero che supera leggermente quelli attuali ubicati nell’arena del castello e in piazza Vittorio Emanuele, che andranno dismessi. Alla luce di queste considerazioni il progetto ha ritenuto superfluo attrezzare a parcheggio anche l’area ipotizzata tale su via Roggetto, eccessivamente vasta e dislocata lontano dalle principali direttrici di accesso alla città. Tale area rimarrà destinata a campo sportivo almeno fino a quando la realizzazione dei nuovi parcheggi non diventi insufficiente e si debba approntarne di nuovi.

Portico_large

2. IL TRASFERIMENTO DEL COMUNE ALL’EDIFICIO EX-ENEL

004_large

Senza voler entrare nel merito della riqualificazione del palazzo dell’ex-Enel per ospitare i nuovi uffici comunali, va fatta però una nota di carattere urbanistico sulle conseguenze che questo trasferimento avrà sul centro storico e sul castello stesso. La nuova collocazione del Comune alleggerirà infatti il flusso regolare di traffico di chi ha giornalmente bisogno di uno dei tanti servizi pubblici offerti dagli uffici e libererà la zona centrale dall’esigenza di dovervi accedere in macchina e di dovervi parcheggiare. Anzi, la realizzazione di un nuovo parcheggio dedicato ai lavoratori e ai visitatori degli uffici comunali nell’area dell’ex-Enel, creerà un’opportunità in più, mettendo a disposizione nel week-ed, quando gli uffici saranno quasi tutti chiusi, dei posti auto in posizione baricentrica rispetto al centro storico ed al castello facilmente accessibili dalla circonvallazione.

Loggiato_large

3. VIA CASTELLO

Mercato_1_large

Il ridotto afflusso di traffico al centro storico dovuto al trasferimento degli uffici comunali e la generale risistemazione dell’area attorno alla fortezza, motivano la proposta progettuale di pedonalizzare via Castello, ripavimentandola con lastre di porfido, in modo da uniformarne l’aspetto con corso Umberto I. Il centro storico diventa quindi uno spazio fluido composto da due assi pedonali ortogonali (via Castello e corso Umberto I) e dal fulcro della piazza Vittorio Emanuele, su cui si affaccia l’imponente roccaforte. 4. PIAZZA VITTORIO EMANUELE

Tenso_modell_large

Lo spostamento dei posti auto e del mercato settimanale permette di dedicare questo spazio a filtro urbano tra il centro storico ed il castello, costituendone contemporaneamente una sorta di quinta scenografica e di punto di vista privilegiato. Il progetto ha previsto una sistemazione dell’ambiente poco invasiva che consiste principalmente in quattro interventi: · ripavimentare la piazza in lastre di porfido, a sottolineare la continuità con via Castello e con corso Umberto I · piantare due filari di Fraxinus Ornus (Orniello) sui fianchi lunghi della piazza · spostare “Alfredo”, il monumento ai caduti realizzato nel 1928, dalla sua posizione baricentrica al margine meridionale della piazza, per sottolineare lo spostamento dell’attenzione dalla piazza alla fortezza · curare l’arredo urbano creando un confortevole spazio di sosta per cittadini e turisti

5. L’ARENA

L’area libera, denominata “arena”, che circonda il castello a nord e a est, ha perso nei secoli la sua conformazione originaria a causa della demolizione della cinta muraria della fortezza su entrambi questi fronti. La roccaforte risulta quindi “dispersa” in questo grande vuoto urbano, che manca di caratterizzazione e di una scelta funzionale che la valorizzi. Destinata abitualmente a parcheggio, l’arena viene anche usata per ospitare fiere e manifestazioni, senza però avere specifiche attrezzature atte allo scopo (illuminazione, pavimentazione, arredi, ecc..). Il progetto si esprime su questo spazio dividendolo concettualmente e fisicamente in 3 aree distinte: il giardino – fossato, l’arena interna e il parco delle mura, che verranno analizzate ora in dettaglio. 5.1 IL GIARDINOFOSSATO

Per questa zona, la volontà progettuale è quella di ricreare uno spazio proporzionato che circondi il castello, attraverso l’introduzione di un confine fisico leggero e dichiaratamente moderno che simboleggi le antiche mura andate distrutte. All’interno di quest’area la fortezza riprenderà le sue proporzioni originarie, sottolineate anche da una leggera pendenza del terreno che vuole ricreare l’idea del fossato, oggi assente, ma che alcuni pandinesi ancora ricordano perché vi andavano a lavare i panni nel dopoguerra. Il progetto conferma le alberature presenti, situate ad ovest e sud del castello e mantiene l’area coltivata a prato, per favorire un’illuminazione scenografica della roccaforte che verrà attuata tramite fari integrati alle nuove ed alle vecchie mura che circondano il castello.

5.2 L’AREA POLIVALENTE

La zona compresa fra le nuove mura e le antiche diventerà, invece, una zona di passaggio tra il castello e la città, permeabile e polifunzionale, da attrezzare per eventi sul fronte est e da lasciare a verde su quello nord. In particolare la zona a nord sarà piantumata con due filari di alberi da frutto, a ricreare l’horto che fino ai restauri degli anni settanta, fiancheggiava il castello e serviva al sostentamento delle famiglie che vi abitavano. La scelta delle essenze è ricaduta su piante che non necessitano di eccessiva manutenzione, come il Prunus Cerasifera (rusticano), il Prunus Avium (ciliegio), il Malus Sylvestris (melo selvatico) e lo Juglans Regia (noce). La zona est è invece studiata per diventare uno spazio da vivere nella quotidianità come area pubblica di passeggio e sosta, ma attrezzabile e allestibile per svolgervi il mercato o le fiere. La parte centrale ne costituisce il nucleo principale ed è caratterizzata da un percorso, che si sviluppa lungo l’asse nord-sud, attrezzato e arredato per ospitare il mercato settimanale e le manifestazioni temporanee. Questa zona, pavimentata con listoni di cemento, sarà interrotta da due percorsi trasversali che nascono nell’area esterna alle mura storiche e terminano di fronte a quelle moderne, creando delle zone di sosta da cui godere della vista sul castello. Le fasce laterali “di rispetto” che si vengono a formare dall’intersecarsi di questi due percorsi secondari con quello principale sono costituite, verso il castello da un’area a prato, mentre verso le mura da una leggera lama d’acqua, in continuo movimento, prelevata dal vicino canale, che rifletterà l’immagine delle fortificazioni. Queste specchiature sono attrezzate con aree di sosta e

gioco protette da leggere pensiline, che possono essere vissute durante tutto l’anno da cittadini e turisti in visita alla città. L’arredo urbano è completato da sedute, che riprendono con la loro sagoma la conformazione delle nuove mura, e da pali dell’illuminazione che rievocano la nuova sistemazione del cortile del castello che si analizzerà in seguito. A questi, potranno essere attaccati dei tendoni a forma di vela, che proteggeranno il percorso dall’eccessivo soleggiamento o dalle frequenti piogge, durante lo svolgersi del mercato o delle fiere settimanali. Nell’angolo di nord-est, fulcro visivo dell’intera area, dove si incontrano l’horto e l’area di mercato, un sistema di piccole fontane muoveranno l’acqua, catturando l’attenzione dei passanti su di una statua, ispirata magari al genio di Stroppa e oggetto di un futuro concorso da parte del Comune. 5.3 IL PARCO DELLE MURA

L’area esterna alle mura storiche sarà infine attrezzata a verde pubblico, creando piccole collinette a prato che si affacceranno, con pendenze inverse, da un lato verso la pista ciclabile e dall’altro verso un percorso pedonale di nuovo impianto pavimentato in cls lavato. Le alberature esistenti (Acer Negundum) vengono in parte confermate ed in parte ne saranno impiantate di nuove verso le mura (Fraxinus Excelsior – frassimo maggiore). Il nuovo percorso “costringerà” chi lo percorre a camminare rasente le fortificazioni, favorendone così una percezione autentica, ora impedita dall’area di parcheggio. La permeabilità tra questa zona e quella dell’arena è ottenuta aprendo 2 stretti varchi che collegheranno il percorso pedonale esterno a quello interno, creando quegli attraversamenti pedonali già visti in precedenza.

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav