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Pandino (CR), Italia

Riqualificazione e riuso del castello visconteo e dell'arena circostante

IN/VISIBILE

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IL CENTRO STORICO E IL SISTEMA DELLE PIAZZE Mentre si ricostituisce un nuovo “bordo” sul confine esterno dell’abitato il castello annulla i suoi limiti e si apre alla città. Un percorso continuo si snoda dal portico del castello ed esce nel parco fino nel centro storico, ed è come se si portasse con sè, al di fuori, il quadrato della corte del castello e lo depositasse nel parco per divenire l’inizio di una sequenza di spazi pubblici da connettere. Questa linea continua permetterà, inoltre, di mettere in connessione tutti questi spazi pubblici durante le grandi manifestazioni cittadine. Il parco del castello, a memoria di un flusso di acqua di un ipotetico fossato difensivo, accoglierà il flusso di persone e visitatori, sarà chiamato pertanto il “parco del fossato”. IL PARCO DEL FOSSATO Nel parco si instaura la metafora del territorio, ciò che il territorio produce qui si rappresenta e si mette in mostra. Ci sarà una parte “visibile”, di ornamento, come la vasca d’acqua, a memoria della presenza dell’acqua nel territorio, i percorsi nel prato, la piazza in ciottoli di fiume, la pensilina per ripararsi dal sole, ma non saranno solo elementi decorativi di “arredo dei giardini”, essI nasconderanno il funzionamento del sistema parco-castello, un’infrastruttura tecnologica, simbolo della città contemporanea che correrà nel sottosuolo, nella dimensione “invisibile” del territorio. Sotto lo strato del prato ed i percorsi quindi corre il flusso delle reti, questa ha preso il posto dell’acqua del fossato, ora l’acqua è rappresentata da una striscia sottile nel parco ma è la raccolta delle acque piovane che serve per l’irrigazione e l’approvvigionamento idrico durante i mercati e le fiere. La pensilina lungo il muro perimetrale orientale non è solo un riparo dal sole, è una raccolta di energia per l’autosufficienza energetica del castello. I percorsi in doghe di legno invece, sollevati leggermente da terra, distribuiscono le canalizzazioni. Inoltre un sistema puntiforme disposto nel prato con una maglia regolare porta in superficie acqua, energia e luce, sarà un elemento a scomparsa dotato anche di un foro per l’alloggiamento di montanti in acciaio per le strutture provvisorie di fiere e mercati , ma anche per la realizzazione di pedane per grandi eventi. Lo spazio così indifferenziato del prato potrà a seconda delle esigenze prendere forma e struttura desiderati. IL CASTELLO La rifunzionalizzazione del castello è stata pensata studiando un’articolata distribuzione delle attività per ogni ala, alcune saranno stabili per mantenere costante l’utilizzo degli spazi e per assicurare un supporto economico fisso con il quale poter instaurare altre attività e manutendere le strutture. Si è pensato ad un sistema di scatole che rendesse omogeneo tutto l’intervento, che avesse un linguaggio comune e che potessero cambiare funzione a seconda delle esigenze. Le attività, cosiddette “stabili”, possono ampliarsi ed invadere le sale adibite ad attività differenti, è per questo che tutto il sistema di funzionamento dovesse risultare il più possibile omogeneo e riconoscibile. Le scatole si presentano come volumi all’interno delle sale che hanno un’altezza interna di circa 5,50 metri, questo permette di moltiplicare la superficie calpestabile e articolare lo spazio anche in altezza. Le scatole possono aprirsi e chiudersi e far cambiare quindi aspetto allo spazio durante ore diverse del giorno, ad esempio la sala, che durante il giorno è reception e book shop del museo, di sera si trasforma in un bar sofisticato. Il materiale previsto è in legno laccato di un colore chiaro ed omogeneo, oggetti removibili e non permanenti, presenze provvisorie ma efficaci, in cui concentrare anche servizi ed impianti. Un ulteriore intervento, non invasivo, è stato pensato per la pavimentazione del porticato della corte. Dal momento che la pavimentazione esistente in ciottoli non permette di camminare agevolmente si pensava di “appoggiare” una pedana in legno leggermente staccata delle colonne. Sotto, come per il parco, potranno correre gli impianti e lungo il perimetro. Altre piccole luci, inserite tra i ciottoli, andranno a completare la costellazione luminosa del parco. LE ATTIVITA’ DEL CASTELLO Le funzioni “stabili” del castello saranno il museo Marius Stroppa distribuito per la maggior parte al piano primo. Le sale lungo il corpo orientale comprese tra le due torri sono intervallate da due spazi “scatola” che come una fisarmonica possono aprirsi per formare allestimenti sempre diversi, grazie anche agli alloggiamenti nella pavimentazione. Si pensa che questo museo permanente debba potersi espandere per accogliere una parte di esposizione temporanea da affiancare all’opera dell’artista locale. Dal momento che la produzione di Marius Stroppa è così eclettica, si va dal design, alla vignettistica, all’architettura, sarebbe stato interessante alternare esposizioni di altri artisti per far sì che la visita potesse essere sempre interessante e rinnovata. Altre funzioni “stabili” sono il cinema, la ristorazione, sfruttando la presenza della cucina esistente, e poi ancora aule per i corsi di specializzazione, convegni e workshops ed infine verrà potenziata la biblioteca.

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Pavilion

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