Planimetria generale
© Tedeschi Studio Associato . Pubblicata il 13 Febbraio 2010.
IL CASTELLO RACCONTA: STORIA CULTURA IDENTITA’ INTRODUZIONE Il progetto riscopre e colloca il castello come nodo non solo morfologico, ma storico culturale e identitario, in senso ampio, all’interno di tutto il territorio del Comune di Pandino. La giacitura, le dimensioni, i rapporti con il contesto riscoprono nel castello l’origine e il compimento di un discorso urbano che ruota intorno all’edificio, senza concludersi in esso, ma trovando logiche territoriali che si espandono nel paesaggio circostante. Il progetto propone tre percorsi di sviluppo che partono dall’individuazione di alcuni soggetti culturali, collegati al territorio lombardo ed alla sua storia, in grado di catalizzare e fare convergere nella “struttura” del castello, non solo fisica ma semantica, attività, attrazioni, iniziative ed eventi tesi a valorizzare l’intero sistema territoriale. Il primo percorso è legato alla riscoperta del mondo della cultura artistica: individuare personaggi ed eventi del territorio lombardo legati all’arte ed all’architettura, che possano essere esposti in modo permanente o all’interno di iniziative periodiche annuali per riscoprire e testimoniare la cultura del territorio e le sue evoluzioni. Il secondo percorso è legato alla riscoperta del mondo della cultura sociale e delle tradizioni: individuare soggetti ed oggetti del territorio lombardo legati agli stili di vita, alle mode, alle abitudini, che possano essere esposti in modo permanente o all’interno di iniziative periodiche annuali per riscoprire e testimoniare le tradizioni e la storia del territorio e le sue evoluzioni. Il terzo percorso è legato alla riscoperta del mondo della cultura del territorio e delle sue produzioni: individuare la vita e le tradizioni produttive del territorio lombardo legati ai mestieri, all’agricoltura, alle ricchezze dei luoghi, che possano essere esposti in modo permanente o all’interno di iniziative periodiche annuali per valorizzare e riscoprire anche luoghi molto vicini a Pandino, come il Borgo storico di Gradella, mettendo il tutto all’interno di un sistema molto più ampio, a scala regionale e nazionale. Il progetto individua quindi alcuni soggetti preferenziali che per la loro consistenza e struttura, per l’eventuale legame con la ricerca universitaria o con realtà culturali importanti, potrebbero tentare di sviluppare una proposta prima di tutto espositiva e poi didattica e culturale in senso ampio. Esistono a questo proposito sia fondazioni che centri studi che hanno nelle loro collezioni numerosissime occasioni espositive, legate al territorio lombardo ma non solo, che coniugate con soggetti più attuali, ma sempre attenti alla storia, potrebbero generare sinergie socio- economico-culturali di altissimo livello. Alcuni ambiti individuati, che il progetto rappresenta esplicitamente nella sua proposta complessiva e che potrebbero avere diversi soggetti attuatori, sono legati all’arte e all’architettura lombarda, soprattutto dell’ultimo secolo, alla fotografia, alla moda, al mondo e alle tradizioni della civiltà contadina. Il tema perseguito dal progetto è quindi legato ad alcuni soggetti attuatori che mettendo a disposizione un proprio patrimonio storico di reperti e testimonianze, unitamente a soggetti culturali attivi della società contemporanea, possano trovare sinergie strategiche tese a valorizzare la cultura lombarda in senso ampio all’interno del contesto del Comune di Pandino e della molteplicità di offerte territoriali che può offrire intorno al “sistema castello”.
Inquadramento urbano
© Tedeschi Studio Associato . Pubblicata il 13 Febbraio 2010.
INQUADRAMENTO URBANO La centralità del castello favorisce i rapporti diretti con il tessuto urbano, caratterizzato da dimensioni e distanze minime che consentono la riscoperta del centro storico di Pandino e la sua relazione con gli spazi interconnessi del territorio circostante, comunque urbanizzato ma con logiche moderne. Il castello non è morfologicamente centrale al centro storico, ma ne occupa quasi un quadrante, condizionando comunque fortemente il tessuto e rapportandosi con le giaciture e gli assi. Il progetto ne rinnova la centralità culturale: tutto nasce dal castello e nel castello trova il suo compimento. La vita quotidiana dell’intero Comune di Pandino deve riscoprire nel Castello le origini e il senso. Il progetto rilegge e articola quindi sia i percorsi pedonali nel centro storico e verso le aree di sosta limitrofe, sia gli spazi aggregativi e le attività commerciali, costruendo un sistema complessivo unitario che trova nel castello il fulcro capace di leggere la storia del centro, generare cultura, ritrovare l’identità. Lo stesso rapporto tra pieni e vuoti intorno al castello viene ridisegnato e riletto nel disegno complessivo originario, recuperando i diversi ruoli dell’arena intorno all’edificio. Il progetto prevede anche la sistemazione di Piazza Vittorio Emanuele III e dei percorsi urbani limitrofi all’interno della logica complessiva di tutto l’intervento, collegando anche il sistema alle aree di servizio già individuate dal bando (i parcheggi) e alle altre funzioni del comune (compresa la nuova sede municipale). Attraverso gli assi, le giaciture, i segni, l’arredo e le pavimentazioni, il progetto disegna e misura tutto il tessuto urbano in un unico sistema complessivo unitario che trova nel castello il segno ordinatore, non solo dal punto di vista fisico, architettonico e volumetrico, ma anche e soprattutto socio culturale: l’intera vita del Comune di Pandino ritrova nel castello un centro generatore sia di quotidianità locale che di eventi a scala territoriale.
Schema funzionale
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I PERCORSI Nel progetto i percorsi diventano la chiave di lettura e di vita dei luoghi, articolandosi nella maglia urbana. Nel percorrere si vive lo spazio, si colgono i segni, si misurano le distanze, i pieni e i vuoti. Il progetto parte dalla chiave urbana rileggendo il rapporto dell’edificio castello (fatto di pieni e di vuoti, di dentro e di fuori) con il tessuto urbano, segnando gli assi che collegano l’edificio con gli spazi aperti del Comune di Pandino, che ritrovano così un unico sistema nel disegno urbano complessivo. La connettività urbana è ricostruita con pavimentazioni e segni semplici che partendo dal castello e da Piazza Vittorio Emanuele III possono poi diffondersi, secondo una logica ortogonale, nel tessuto urbano, fino a Via Umberto I ed a tutto il centro storico. Il tema del percorso unisce la lettura urbana con quella dell’edificio. Gli spazi aperti trovano la loro continuità negli spazi chiusi del castello, declinando dimensioni, ruoli e letture diverse dei luoghi. La connettività urbana costruisce poi nel progetto sinergie socio culturali che valorizzano innanzitutto il tessuto commerciale esistente, disegnando un unico grande luogo capace di essere teatro della vita quotidiana in cui i percorsi costruiscono il sistema interno degli spostamenti.
Pianta, sezione e viste
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IL CASTELLO Il progetto articola il Castello in quattro funzioni principali, individuando, all’interno degli spazi esistenti, i relativi settori che funzionano sia in modo autonomo che complementare, consentendo un uso continuo dell’edificio e sempre correlato al tessuto urbano di tutto il Comune. L’intervento complessivo sull’edificio rilegge la tipologia e gli ambienti storici, recuperando gli spazi nella loro unitarietà. L’intervento è rispettoso del luogo e declina i nuovi servizi e gli impianti necessari individuando collocazioni marginali, strategiche alla visione complessiva del complesso. La funzione espositiva principale si colloca nella parte est del castello, su due piani, con un percorso espositivo principale che attraversa le diverse sale, organizzato e flessibile comunque alle diverse esigenze sia culturali che didattiche. Al piano terra sono collocati poi alcuni spazi di servizio, la biblioteca, che rimane nella collocazione attuale, il punto di ristoro, funzionale sia alle attività interne che a quelle del comune. Al piano primo sono collocati invece gli spazi amministrativi comunali e gli spazi espositivi destinati all’artista locale Marius Stroppa, che bene si integrano con le altre attività. La corte centrale diventa punto di snodo e intersezione al piano terra fra i percorsi urbani e quelli interni al castello, mentre il porticato al piano primo collega fisicamente le diverse funzioni. I materiali principali del progetto sono le pavimentazioni, che ripristinano i due spazi principali della corte: il porticato, con pietra locale, e la corte centrale, con acciottolato. In questi si innestano i percorsi urbani che entrano dagli ingressi nord e sud, consentendo un disegno flessibile del vuoto centrale del castello. Le pavimentazioni e gli altri materiali del progetto, laddove non sia possibile valorizzare o recuperare situazioni esistenti (come gli affreschi sulle pareti), propongono soluzioni neutre e a colori tenui, in grado di evidenziare comunque le volumetrie e le dimensioni complessive interne del castello.
Pianta e sezione
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SPAZIO ESPOSITIVO Il progetto articola lo spazio espositivo in due parti: una principale in tutta la parte est del castello sui due piani, ed una locale, destinata principalmente alle opere dell’artista Marius Stroppa, al primo piano dell’angolo nord-ovest. La parte espositiva principale, rilegge la tipologia dell’edificio, individuando un percorso che dal piano terra si sviluppa in modo continuato sui due livelli, cogliendo le diverse occasioni e peculiarità che l’edificio del castello offre, costruendo uno spazio espositivo articolato e flessibile che bene si presta a numerose soluzioni alternative, non solo espositive ma anche didattiche. I volumi delle due torri sul lato est sono svuotati dei solai e diventano snodi del percorso espositivo che al loro interno legge pienamente i diversi livelli del castello e la loro articolazione. Le diverse sale, rispettose delle dimensioni originarie dettate dall’edificio, consentono comunque l’articolazione di spazi flessibili a diverse tipologie espositive, permettendo l’esposizione contemporanea e successiva di collezioni coordinate ma distinte o di attività di tipo didattico, caratteristiche di centri studi e fondazioni universitarie. Gli spazi accessori (scale, ascensori, servizi) sono ricavati in posizioni marginali e comunque sistematiche alla valorizzazione degli spazi esistenti all’interno del percorso espositivo. Gli spazi destinati principalmente alle opere dell’artista Marius Stroppa, al primo piano dell’angolo nord-ovest, consentono l’esposizione delle opere in continuità con gli spazi dell’esposizione principale, consentendo inoltre un eventuale uso espositivo anche del porticato al piano primo. Tutti gli spazi del castello sono stati ripuliti dai precedenti interventi di restauro e consolidamento, spesso troppo invasivi, e il progetto riporta gli ambienti alle volumetrie originarie. Al di sotto dei solai in legno è stata inserita una griglia impiantistica leggera, fatta di cavi metallici, che diventa l’elemento unificatore di tutti gli spazi a carattere espositivo. Questa ha inoltre la funzione di supporto alle opere esposte e a tutti impianti utili ad una corretta esposizione. A terra, dove necessario, sono posti dei basamenti in ferro e legno come supporto alle opere scultoree e ai pezzi di design. Le opere come quadri, stampe e fotografie sono sostenuti da un sistema verticale di cavetti direttamente collegato alla griglia orizzontale. I materiali utilizzati nell’intervento di restauro sono perfettamente compatibili con la loro funzione, sia questa strutturale o decorativa, e il meno invasivi possibile nei confronti delle strutture originarie.
Sezione
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L’allestimento complessivo privilegia la percezione unitaria di tutti gli spazi del castello, privilegiando sempre il rapporto tra la singola sala e l’intero complesso, rapportando ogni spazio con la corte interna.
Sezione
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LA BIBLIOTECA Il progetto prevede il mantenimento della biblioteca nella posizione attuale, al piano terra nell’angolo sud-ovest. I locali vengono però completamente restaurati, riorganizzati e ampliati in un sistema complessivo di uso del castello, in cui la biblioteca svolge un ruolo sia di supporto alle nuove funzioni museali, sia di servizio culturale all’intera popolazione de comune. Alla biblioteca il progetto affianca anche un punto informazioni utile ai visitatori del territorio comunale e del castello stesso. Gli spazi sono attrezzati con posti a sedere utili alla consultazione e allo studio, sviluppando sistemi integrati per l’utilizzo delle fonti anche multimediali. La stessa corte interna del castello, con il porticato e il chiostro centrale, può diventare luogo di lettura e studio. Nel sistema complessivo del castello, il progetto prevede anche la possibilità di coinvolgere anche la biblioteca all’interno di percorsi espositivi particolari.
Dettagli
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GLI UFFICI AMMINISTRATIVI Il progetto mantiene all’interno del castello gli uffici amministrativi comunali di rappresentanza, quali l’ufficio del Sindaco, quello del Segretario Comunale e la Sala del Consiglio. L’ufficio del Sindaco viene mantenuto nella posizione attuale, al primo piano della torre nell’angolo sud–ovest, le altre due funzioni sono spostate negli spazi ad esso adiacenti. In particolare la sala consigliare è posta nella “stanza degli affreschi” che per il pregio che la caratterizza è ritenuta la più consona a tale funzione. Agli uffici si avrà accesso direttamente dalla scale dell’ala ovest del castello e dalle aperture affacciate sul loggiato del primo piano, consentendo anche in questo caso l’eventuale messa a sistema anche di questi spazi all’interno di particolari percorsi espositivi.
L'arena
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IL PUNTO RISTORO Il punto ristoro è collocato al piano terra nell’angolo nord-ovest a contatto sia con la corte interna che con l’ingresso nord, verso l’arena. E’ previsto un bar ristorante in grado di soddisfare le esigenze sia delle funzioni interne all’edificio (museo, locali amministrativi, biblioteca), che della popolazione di Pandino, relazionandosi con la corte, con l’arena esterna e con il tessuto urbano. La decisione di collocare un punto di ristoro, seppur essenziale e estremamente funzionale alle esigenze dimensionali e fisiche del luogo, nasce dalla consapevolezza che l’integrazione di diverse funzioni è una necessità primaria per il funzionamento vero della soluzione complessiva, che passa attraverso la necessità di garantire una presenza differenziata durante tutto l’arco della giornata. Questo spazio avrà la possibilità di ampliarsi sia nella corte del castello che nell’arena esterna in caso di eventi che necessitino di spazi più consistenti di quelli previsti.
L'Arena
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LA CORTE Nel progetto la corte diventa uno spazio estremamente flessibile all’interno di una tipologia formale rigida e legata alla storia del castello. E’ lo spazio per eccellenza, definito dimensionalmente, ma estremamente duttile sia verso le diverse funzioni presenti all’interno dell’edificio, sia verso il tessuto urbano esterno che può trovare nella corte quello spazio pubblico per eccellenza capace di coronare eventi urbani e percorsi articolati nel comune. Il progetto prevede una semplice pavimentazione che sottolinea gli spazi già esistenti: il portico perimetrale, la corte centrale e i percorsi di ingresso, stabilendo dei rapporti e delle misure che possono di volta in volta valorizzare i diversi aspetti e le diverse situazioni che vivranno all’interno del castello. La corte non vive sono una dimensione orizzontale, planimetrica, ma riscopre la sua verticalità nel rapporto con il loggiato perimetrale al piano primo, spazio aperto e chiuso contemporaneamente, fortemente legato alle funzioni interne, e con le torri del castello, dimensionalmente incombenti ma che si rapportano, non solo visivamente, con lo spazio tridimensionale della corte. Il progetto prevede inoltre dei segni a terra che provengono dall’interno attraverso le aperture a denunciare le funzioni degli spazi interni proiettandole all’esterno.
La galleria commerciale
© Tedeschi Studio Associato . Pubblicata il 13 Febbraio 2010.
L’ARENA L’area intorno al castello, comunemente denominata arena, è caratterizzata da spazi fortemente differenziati a seconda degli affacci. Lungo i lati sud ed ovest, il muro di cinta è abbastanza vicino al muro del castello, mentre verso nord e versi est lo spazio si allarga consentendo la percezione di aree più grandi. Il progetto interpreta diversamente le varie parti, sempre in relazione all’edificio del castello. A sud e ad ovest del castello, all’interno dello spazio verde, il progetto valorizza il tema dell’acqua, introducendo un cambio di quota ed abbassando gradualmente il sedime del parco al livello della roggia. Il percorso d’acqua che si viene a creare ha una funzione ordinatrice nella progettazione di tutto il parco intorno al castello. Lungo il lato ovest, una rampa raccorda la quota della roggia a quella del tessuto urbano circostante, attraverso un sistema organizzato con sedute e alberature a basso fusto che non intralciano la vista del castello. Le pavimentazione caratterizzano funzionalmente le varie aree: luoghi di sosta, spazi giochi, punti di aggregazione. La riapertura dell’arcata del ponte d’accesso sud al castello consente il passaggio del percorso d’acqua accompagnato da quello pedonale. Il progetto ricostruisce così l’anello del parco nell’arena, articolandolo però in spazi diversificati sia planimetricamente che altimetricamente. Ad est del castello il progetto mantiene un grande parco verde, disegnato dalle curve di livello dei cordoli in pietra che seguono gli allineamenti dello spazio urbano verso la nuova galleria ipogea sotto la circonvallazione. I percorsi che lo attraversano sono costituiti da passerelle in legno posate lungo le direttrici, che incontrano le aree pavimentate adibite a sosta. Il lato est dell’arena non è piantumata per valorizzare la percezione del castello. A nord invece l’arena ha una piantumazione autoctona funzionale al raccordo delle diverse quote del parco. La pluralità degli spazi dell’arena, diversificati per dimensione, quota, rapporto con il castello, consentono un uso differenziato e funzionale alle diverse esigenze socio culturali dell’intero comune.
La biblioteca
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LA GALLERIA Il progetto prevede la costruzione di una galleria ipogea lungo il lato est dell’arena, esterna al muro storico, sotto il marciapiede stradale. L’idea è quella di ricavare spazi che, valorizzando l’arena e il castello, costituiscano punti di vista privilegiati dell’intero sistema commerciale e culturale urbano, consentendo la percezione fisica dei volumi dell’edificio. La proposta di creare locali destinati al commercio (o a una galleria espositiva integrata con gli spazi del castello) nasce anche dalla necessità di individuare fattori di attrazione economica e funzionale all’intero sistema. La galleria funzionerebbe infatti in modo integrato con le strutture commerciali esistenti, consentendo la chiusura di un percorso quotidiano che ruota intorno al fulcro dell’edificio valorizzando contemporaneamente il tessuto del comune.
La torre espositiva
© Tedeschi Studio Associato . Pubblicata il 13 Febbraio 2010.
Una sala espositiva
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