© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
La chiesa S. Sebastiano sta in posizione dominante sulla collina sopra il paese. Come dappertutto in Alto Adige, il cimitero è posto intorno la chiesa, circondato da un muro in pietra, con intonacatura grezza.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
Il PAESAGGIO e definito di elementi forti, la COLLINA DELLA CHIESA, Il MURO DEL CIMITERO, la chiesa gotica, visibile da lontano. Era necessario, riprendere la struttura esistente, da precisare e da continuare lo sviluppo: era richiesta RITENZIONE ed OBBLIGO un delicato rapporto con l’entità. Era richiesta una precisa separazione tra vecchio e nuovo in architettura ed nella scelta dei materiali.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
Conforme la tradizione, un muro circonda anche in futuro il cimitero. Calcestruzzo sabbiato come materiale moderno è la risposta sul vecchio muro del cimitero in pietra con intonacatura.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
Il TAGLIO tra l’interno e l’esterno crea la CAPPELLA DEI MORTI: andando nel cimitero, ognuno passa la cappella, in VITA o MORTO. Per dimostrare umiltà, la cappella dei morti è creata contegnosa, ridotta nella grandezza, ridotta nell’altezza, ridotta nella scelta dei materiali, arcaica nella formulazione: la formazione interna deriva dall’artista Alois STEGER.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
MATERIALI Sono stati utilizzati materiali massicci, non trattati, PIETRA, CALCESTRUZZO ed ACCIAIO, materiali moderni, con una lunga durata di vita e con un INVECCHIAMENTO NATURALE CHE STA PER IL CORSO DELLA VITA.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
COLORI Sono stati utilizzati esclusivamento COLORI DEI MATERIALI e NERO. Colori dei materiali sono colori naturali e simboleggiano VITA e invecchiamento. NERO simboleggia buio, tristezza e morte. Nero simboleggia RINUNCIA di ogni vanità del mondo ed è colore dell’UMILTÁ.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.
© Günter Richard Wett . Published on February 24, 2010.