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Pandino (CR), Italia

Concorso per la riqualificazione e il riuso del castello Visconteo e dell'arena circostante. Comune di Pandino (CR)

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©Riccardo Salvi _ Logica:architettura

1. STATO ATTUALE a) Il Castello Visconteo di Pandino: Costruito nel XIV secolo secondo la più classica tipologia del Castello di pianura dell’epoca – si distingue da analoghi edifici per lo stato di conservazione in cui si trova, oltre che per la bellezza degli ambienti affrescati e del cortile a portico con archi ogivali e loggia architravata. Massimo monumento civile dell’abitato urbano, il Castello nasce come dimora di caccia e questa sua “vocazione” abitativa si protrae nel tempo fino ai primi anni ’60 del ‘900 e ancora oggi ospitando il Convitto della Scuola Casearia. La presenza degli Uffici Comunali e del Convitto ha fino ad oggi evitato che il manufatto si deteriorasse in maniera irreparabile. Solo un uso quotidiano e costante del Castello può infatti conferire una funzione vitale e quindi un futuro ad un edificio di importanza fondamentale per il centro urbano di Pandino, nonché per la storia dell’architettura fortificata del 1300. Qualsiasi intervento che tenda a trasformare il Castello in un manufatto privo di funzioni che coinvolgano la vita della comunità, distaccato dalle esigenze del paese è da evitare nella maniera più assoluta in quanto ne determinerebbe la morte per mancanza di senso e per perdita di verità. A tale scopo si sono individuati una serie di interventi che apportino linfa ed energia all’edificio in quanto manufatto architettonico di valore ed una serie di destinazioni funzionali di valenza pubblica, cercando di minimizzare i costi e massimizzando la rendita economica dell’edificio. Questo progetto di riqualificazione funzionale del Castello di Pandino assume come ipotesi fondativa la tesi che l’introduzione di elementi di innovazione chiaramente indirizzati verso un’ottica tesa a massimizzare lo sviluppo economico e la rendita del manufatto architettonico renda possibile il sostentamento di attività che necessitano di ingenti risorse economiche a fronte di modesti rientri di capitale, in una visione complessiva di investimento culturale per la crescita sociale ed intellettuale della comunità. b) Normativa urbanistica PRG vigente: L’area circostante il Castello deve essere caratterizzata dalla conservazione del carattere naturale dell’arena in una disciplina di interventi che si dia carico di una corretta ricomposizione ambientale, sia sotto il profilo morfologico sia con vegetazione di alto fusto di essenze proprie della zona.

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©Riccardo Salvi _ Logica:architettura

c) Vincoli: L’immobile in questione è sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio. d) Situazione giuridica delle proprietà: L’immobile è di proprietà comunale. e) Descrizione delle aree e degli immobili esistenti: Il manufatto si presenta in uno stato di conservazione buono, tranne alcune parti e funzionalità che richiedono un deciso miglioramento. L’ala Ovest – attualmente occupata dagli Uffici Comunali – è sicuramente la più compromessa da un punto di vista architettonico ed è quindi la più indicata per inserire le nuove funzioni.

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2. OBIETTIVI DELL’INTERVENTO a) Finalità funzionali: Attuare interventi di restauro e consolidamento al fine di migliorare la fruibilità dell’edificio. b) Obiettivi socio-economici: Incrementare la qualità dell’offerta sociale, turistica e culturale del manufatto. c) Obiettivi tecnici: Mettere in sicurezza e convertire a favore della Comunità il Castello per esaltare la pubblica fruizione intesa come mantenimento / protezione del bene stesso. d) Qualità architettonica: L’intervento dovrà essere preceduto da un accurato rilievo geometrico e materico al fine di ottimizzare qualitativamente gli interventi di restauro e consolidamento in un’ottica di rispetto e valorizzazione del patrimonio esistente sia sotto il profilo strutturale che architettonico. Le tecniche di intervento dovranno essere non invasive e improntate alla salvaguardia dei valori storico – ambientali dei luoghi e dell’immobile. L’insistenza di vincoli ambientali e monumentali sull’immobile consentiranno una partecipazione attiva della Soprintendenza ai Monumenti in merito alle scelte operative che garantiranno la qualità dell’intervento.

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©Riccardo Salvi _ Logica:architettura

3. DESCRIZIONE DELLA RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL CASTELLO a). Il Cinema Multisala L’ala Ovest del Castello è attualmente occupata dagli Uffici Comunali. Al piano terreno si trovano gli Uffici Demografici, la Vigilanza Urbana, l’Economato, il Consorzio Sanitario e gli Uffici di Collocamento. Al primo piano si trovano gli Uffici del Segretario Comunale e del Sindaco, l’Ufficio Tecnico, la Sala del Consiglio. Si tratta della parte del Castello in cui sono stati effettuati – nella seconda metà del Novecento – i maggiori (e si potrebbe affermare i meno riusciti) interventi di ricostruzione / ristrutturazione dell’intero manufatto. E’ in questa ala che si collocherebbero le quattro sale cinematografiche con i servizi annessi di biglietteria, bar/cafeteria, archivi, depositi, Direzione , segreterie e una sala per concerti e convegni (l’attuale Sala degli Affreschi). La scelta di dedicare un’ala del castello alla realizzazione di un Cinema Multisala si fonda su una serie di motivazioni di carattere sociale ed economico. Prima di tutto a Pandino non c’e’ un cinema ed il cinema è contemporaneamente cultura ed intrattenimento, oltre che un’industria attorno la quale si muovono risorse economiche consistenti. In secondo luogo perché un’attività di questo tipo porterebbe ingenti e costanti quantità di denaro nelle casse del Comune permettendo la realizzazione delle opere di restauro del Castello e di attuazione dei progetti connessi (realizzazione del Museo Stroppa, l’ampliamento della biblioteca con zone media per l’ascolto della musica o la visione di dvd, il mantenimento dei costi di manutenzione …) assicurando un futuro – attualmente incerto ma sicuramente costoso – al Castello, senza negarne la dignità né l’interesse storico / turistico. la realizzazione del cinema, che se attuata secondo criteri di sobrietà e rispetto del manufatto non entra in conflitto con l’architettura esistente, permetterebbe dunque di valorizzare pienamente la relazione esistente tra il Castello ed il paese e la sua comunità, sia in termini urbanistici, sia in termini socio-economici individuando inoltre forti sinergie con il tessuto commerciale del centro storico e rivitalizzando coraggiosamente un manufatto importante. b). La Biblioteca / Mediateca L’attuale Biblioteca – presente al piano terreno nell’ala Sud – verrebbe mantenuta nella sua attuale posizione, ampliandola verso Ovest, ovvero inserendo spazi “media” per la visione di dvd o per l’ascolto di musica. c). Il Museo Marius Stroppa (mms) Mario Stroppa fu un artista di indubbio talento ed originalità, anche se non ebbe la fortuna di godere di grande notorietà. Avendo vissuto, per un certo periodo, all’interno del Castello è evidente che quest’ultimo diventi la degna sede per ospitare le opere grafiche, gli arredi e le macchine che realizzò con maestria. Al futuro Museo Marius Stroppa (mms) si accederà dal piano terreno, dove ad oggi si trova l’ingresso del Convitto della Scuola Casearia. Da lì si arriva – per mezzo dell’attuale scala in legno e metallo di pregevole fattura da sistemare e rivalutare – al primo piano.

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Dal soffitto sul vano scala scenderà la riproduzione di una delle macchine di Stroppa, un grande pendente sospeso sopra il visitatore, per esaltare il volume dell’ingresso e sottolineare la direzione di salita alle sale. Di fronte al vano scala si installerà un ascensore a Norma di Legge ed alcuni locali tecnici. L’ingresso al Museo deve diventare il punto focale dell’intero Castello. Qui si troverà infatti anche l’info point che comunicherà ai visitatori le varie attività presenti nel Castello ed informerà sulle eventuali iniziative locali. Al primo piano, invece, si svilupperà il Museo vero e proprio. Il Museo verrà ospitato in una serie di sale comunicanti delle quali la prima raccoglierà notizie introduttive sull’opera di Stroppa e sull’epoca in cui visse. Seguiranno quindi alcune sale che ospiteranno le opere grafiche. Nella torre Nord-Est verranno collocati gli arredi e le macchine. Quindi riprenderà l’esposizione di opere grafiche. Nelle ultime sale del Museo si troverà un laboratorio nel quale gli studenti ed i gruppi in visita potranno lavorare per creare a loro volta macchine e piccoli oggetti ispirati dall’opera di Stroppa ed infine una sala dedicata agli studiosi e ricercatori. L’allestimento del Museo vuole rispettare i caratteri dell’edificio e gli interventi di restauro dovranno essere effettuati secondo criteri chirurgici e volutamente discreti mirati ad esaltare la bellezza degli spazi e dei decori esistenti. Ovviamente gran parte dei lavori riguarderanno la realizzazione di impianti termici, elettrici, meccanici e di sicurezza adeguati alla nuova funzione. Le murature dovranno essere ripulite e conservate mantenendo le tracce dei trascorsi anche recenti dei locali. Le pavimentazioni saranno realizzate in battuto di cemento grigio. Illuminazione e condizionamento verranno sistemati al di sopra delle capriate in legno e, in alcuni punti, sarà necessario aprire lucernari nella copertura per apportare agli ambienti della luce naturale.

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d). Le sale per le Mostre Temporanee e la Galleria d’Arte Oltre agli spazi da dedicare alle attività del Museo permanente dedicato a Mario Stroppa, sarà opportuno individuare sale da attrezzare per Mostre Temporanee. Le Mostre Temporanee potranno essere sia di tipo puramente artistico / divulgativo, che commerciale, ovvero funzionare da sale espositive per la vendita di opere d’arte. Alcuni locali al piano terreno dell’ala Nord si prestano perfettamente allo scopo sopra descritto. L’allestimento delle Sale per Mostre temporanee riguarderà principalmente l’installazione di un sistema di illuminazione flessibile e facilmente gestibile (anche in questo caso con spot su binario elettrificato) e soprattutto con la realizzazione di un sistema fisso per l’esposizione di opere grafiche senza dovere di volta in volta intaccare l’originaria struttura muraria che in molte parti è affrescata. e). Le Sale per i Ricevimenti Le Sale per i ricevimenti rappresenteranno – in sinergia con le sale cinematografiche e con la Sala degli Affreschi trasformata in sala musica / convegni – un’ulteriore forma di sviluppo economico dell’intera struttura. Queste sale potranno funzionare come ristorante e punto di incontro dopo gli spettacoli; per colazioni e pranzi che seguono meeting o incontri culturali; per feste private e matrimoni. La posizione a piano terreno con affaccio diretto su cortile permette – in occasioni speciali e nei mesi primaverili ed estivi – di ampliare la superficie per i tavoli allestendo all’aperto una zona, protetta da tende o tensostrutture. La cucina – da sistemare ed attrezzare opportunamente – verrà posizionata dove si trova attualmente la cucina del convitto. L’ala Est – a piano terreno – è stata oggetto di un intervento di restauro piuttosto recente. Si prevede dunque di sistemare e mantenere le moderne grandi vetrate esistenti.

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f). Il Food Shop Accanto alle Sale per i Ricevimenti si troverà un “food shop” ovvero uno spazio all’interno del quale possano essere commercializzati prodotti tipici della zona. Questa attività, complementare alle altre presenti nel futuro assetto, integrerebbe e concluderebbe un itinerario turistico / gastronomico e didattico concentrato sul territorio. g). Il cortile del Castello Fulcro e cuore del Castello è ovviamente il cortile porticato. Qui si dovrà intervenire con maggiore evidenza, anche da un punto di vista architettonico. L’attuale pavimentazione in acciottolato e ghiaietto dovrà essere rifatta per vari motivi. In primo luogo sarà necessario raccogliere le acque piovane che confluiscono dall’impluvio del tetto e convogliarle in una cisterna da collocarsi al di fuori del Castello. Il recupero delle acque piovane insieme alla depurazione ad isole creeranno le basi per un uso razionale delle risorse primarie. L’acqua di recupero potrà essere utilizzata per l’irrigazione dei prati e della vegetazione dell’arena circostante, per il lavaggio delle pavimentazioni esterne, per i condizionatori e le pompe di calore, per il reintegro delle scorte antincendio, per gli scarichi delle toilette. La nuova pavimentazione sarà realizzata in mattoni di cotto di forma romboidale. Questo perché l’intervento deve, utilizzando materiali coerenti con quanto avrebbe potuto essere utilizzato anche nel XIV secolo, distinguersi in quanto “contemporaneo”.

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Un intervento dunque non mimetico ma nello stesso tempo non antitetico. Parallelamente al rifacimento della pavimentazione si provvederà al rifacimento dell’illuminazione del portico, incassando alla base di alcuni pilastri (i quattro angolari e i due centrali di ogni lato) proiettori da incasso per esterni. La nuova illuminazione permetterà di eliminare le vecchie lampade ed i cavi volanti che compromettono pesantemente l’integrità estetica del porticato.

h). La segnaletica ed i logo grafici La sistemazione della pavimentazione del cortile ed il rifacimento del sistema di illuminazione introduce la necessità di rivedere la segnaletica e di studiare alcuni logo grafici che identifichino le funzioni di servizio, il Castello in quanto istituzione ed il Museo Stroppa. Analogamente sono da individuare – sempre nell’ottica di un utilizzo quotidiano del Castello – alcuni spazi da attrezzare per il parcheggio al coperto delle biciclette, eliminando i precari sostegni che ci sono attualmente. i). Gli spazi di servizio Ovviamente l’individuazione di tutta una serie di nuove funzioni dovrà essere accompagnata dalla realizzazione di spazi di servizio (quali depositi, archivi, bagni pubblici) a supporto delle nuove attività.

l). L’Arena Il Castello di Pandino aveva sicuramente un fossato con acqua. Il progetto riguardante l’Arena circostante prevede di ricostruire idealmente“questo fossato definendo un’area precisa, identificata da piante di Lavanda Angustifolia che, per massa e colore, richiamino per analogia l’acqua non più presente. La parte restante dell’arena verrà piantumata con alberi d’alto fusto locali, mentre i nuovi giardini, sull’ala Est, verranno attrezzati (al di sopra dei parcheggi interrati) con elementi di intrattenimento e giochi d’acqua per i bambini. I parcheggi interrati potranno ospitare 270 autovetture su tre piani. Al di fuori del muro di cinta è prevista, invece, la sistemazione a parcheggio del perimetro in grado di permettere la sosta a 150 auto, il tutto senza compromettere la viabilità e la pista ciclabile. Il Castello dovrà essere adeguatamente illuminato anche all’esterno. Una luce discreta, essenziale e mai eccessiva, quasi spirituale deve accarezzare le murature, descrivendone i volumi ed evidenziando le forti strutture architettoniche. m). La Piazza Vittorio Emanuele III Il progetto risolve il delicato rapporto tra edificato storico e nuove funzioni attraverso un’idea di paesaggio. Si escludono interventi volumetrici netti e segni gratuiti, in favore di un’idea più omogenea, estesa ed estendibile, geometrica e connettiva. La pavimentazione proposta dal progetto è la pavimentazione ad elementi romboidali che verrà realizzata anche all’interno della corte del Castello.

Essa assolve il compito di sussistere come sistema di ambiti interconnessi che si tematizzano a contatto con gli edifici e le funzioni che investono. La pavimentazione della Piazza Vittorio Emanuele III rimane a filo strada. Solo davanti alla Chiesa di Santa Marta si cambia materiale e quota. Un piccolo podio alzato di circa 20 cm dal filo della pavimentazione generale crea una sorta di sagrato e di area di rispetto davanti all’edificio di culto. Alberi di alto fusto consolidano il collegamento e la sutura tra elementi urbani differenti. Come un grande elemento di unione questo segno a terra predilige la restituzione dello spazio pubblico, il riassetto del grande vuoto e soprattutto subordina la sua trama al senso del percorso, dell’attraversamento e della sosta, in coerenza anche con quanto previsto dal Documento di Scoping che suggerisce la costituzione di un vero e proprio sistema di aree, percorsi ed attrezzature pubbliche e d’uso pubblico, che si snodi con andamento Nord-Sud attraverso l’abitato di Pandino e sia caratterizzato da una sostanziale continuità di spazi e di percorsi, migliorando la qualità degli spazi pubblici (effetto città). Come un pezzo di città viva, il Castello di Pandino e la Piazza Vittorio Emanuele III mantengono visibili le loro stratificazioni storiche, le rendono leggibili, le esaltano e le tengono insieme a differente scala con un tessuto-urbano. 4. STRUTTURAZIONE DELL’INTERVENTO PROPOSTO a) Tipologia: Rifunzionalizzazione, Restauro e Consolidamento Statico b) Caratteristiche costruttive: L’intervento dovrà essere preceduto da una fase diagnostica e da una fase di rilievo. La prima operazione da eseguire risulta pertanto quella di un accurato rilievo topografico e geometrico dell’intero complesso e dell’arena circostante in grado di costituire supporto alle successive fasi progettuali ed in grado di rappresentare un punto fisso ed attualizzato della situazione. Il rilievo geometrico di dettaglio, il rilievo materico e quello del degrado dovrà essere limitato alle zone sulle quali si deciderà di dare inizio all’intervento di restauro e consolidamento. Successivamente si dovrà procedere ad uno studio accurato dell’intero complesso, ad iniziare dalle sue parti più esposte al degrado strutturale e decorativo. c) Qualità tecnica: Per una corretta impostazione dell’attività si dovranno effettuare alcuni sondaggi meccanici con carotatura e prelievo di saggi di terreno e l’analisi va completata mediante un rilievo superficiale con georadar ed un rilievo profondo con tecniche non distruttive di tipo prospezione sismica. La valutazione diagnostica va poi estesa alle murature di cui occorre conoscere la natura e resistenza con particolare riferimento alla caratteristica della malta, dei mattoni e delle pietre e prove meccaniche sul complesso murario tipo martinetti piatti, accompagnati da prove di omogeneità con tecniche soniche e di un limitato numero di carotaggi trasversali.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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