© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 24 Febbraio 2010.
Il progetto cerca di affrontare il tema del Centro Culturale Civico non solo dal punto di vista funzionale, bensì quale edificio pubblico, assimilabile al “monumento” per una valorizzazione complessiva. La scarsità di luoghi rappresentativi richiede un’attenzione maggiore nei confronti degli spazi pubblici urbani. In modo particolare le situazioni in cui si sovrappongono il pensiero e la progettazione di epoche distanti fra loro, inducono a ipotizzare un ruolo centrale per l’edificio pubblico. Il nuovo Centro Culturale Villa Delfico non sarà solo quindi un prezioso arricchimento culturale in sé per la popolazione, ma anche un edificio simbolo, in cui riconoscersi, per sentirsi partecipi e per tentare la via della monumentalità diffusa in un territorio di forte connotazione turistica.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 24 Febbraio 2010.
La Villa Delfico si colloca in una delle poche aree verdi rimaste del quartiere di Villa Verrocchio, sfuggite alla pratica della costruzione edilizia a tappeto, in posizione arretrata rispetto al margine di Corso Umberto, su un lotto che attraversa l’intero isolato urbano, sino al viale è arricchita da alcuni esemplari monumentali di pino d’Aleppo che costruiscono anche la bellissima pineta litoranea di Santa Filomena (riserva Naturale). La quota altimetrica del lotto risulta più bassa rispetto al circostante piano di campagna, con l’effetto risultante che la villa sia collocata in un invaso. Il progetto prende spunto dalla collocazione morfologica della Villa per valorizzarne le caratteristiche in essere: il nuovo progetto vuole sottolineare la coesistenza di edificio costruito ed ampia area verde a parco. Si vuole altresì coniugare l’area verde con il tema della percorrenza del lotto, dell’attraversamento dell’isolato in sintonia con il godimento del Parco. Per raggiungere questo obiettivo, l’ampliamento della Villa Delfico a Centro Culturale viene proposto attraverso una costruzione ipogea, ovvero ad una quota inferiore rispetto al piano di campagna della città, armonizzandone le parti in superficie con il terreno, in modo da ampliare ed ottimizzare la superficie verde disponibile per il Parco. Nel complesso, Villa Delfico recupera il rapporto gerarchico del tutto e delle parti: elemento in primo piano, di altezza maggiore, rimane la palazzina storica della Villa; a questa si affiancano le barchesse che servono a recuperare un rapporto di maggiore intimità della villa stessa con il giardino immediatamente circostante, definendone uno spazio delimitato verso il parco; il nuovo centro ipogeo si annulla nell’orizzonte rendendo maggiormente visibile in prospettiva il Parco in sé.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 24 Febbraio 2010.
Il nuovo Centro Culturale Ipogeo
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 24 Febbraio 2010.
Il nuovo Centro si colloca, come già accennato, al di sotto della quota del piano di campagna, per realizzare un’ampia superficie a verde percorribile e per restituire alla villa importanza visiva. Il Centro, introverso, aperto su una “spaccatura” centrale che segna il terreno come crepa nell’argilla, si colloca in posizione arretrata rispetto alla strada ed ai confini, onde rimodellare la superficie esterna del parco in modo armonico. L’accesso al Centro è possibile sia dal Parco, attraverso un percorso che collega direttamente la Villa Delfico al Centro Ipogeo, sia dalla strada, attraverso un largo appositamente realizzato per segnalare la presenza dell’edificio pubblico. Questo accesso è rimarcato dalla presenza di un grande esemplare solitario, maestoso: un grande Platano, che richiama con la sua forte presenza e con l’ombra che porterà nella stagione calda, la memoria del grande albero del “ritrovo”, al centro della vita sociale, in molti paesi di tutta l’area del Mediterraneo. Il nuovo Centro Culturale risulta planimetricamente tripartito, come tre parti della medesima formazione rocciosa spaccata, ad opera dei percorsi che lo attraversano longitudinalmente, principale di collegamento con l’esterno e secondario interno. Le zone dei servizi sono collocate in corrispondenza del percorso superficiale che taglia il Parco in senso trasversale. Nella parte centrale della “pietra” spaccata si colloca l’aula conferenze di dimensioni maggiori. La semplicità dello schema funzionale planimetrico vuole essere d’aiuto per un utilizzo per parti dei vari spazi del Centro. La condizione ipogea del Centro, di cui si prevede un utilizzo anche discontinuo e/o per parti, aiuta il contenimento energetico ed il controllo delle emissioni acustiche. Le superfici vetrate, che rispondono ai requisiti di aero-illuminazione naturali, sono rivolte al “cretto” centrale o percorso principale, e su anditi perimetrali che consentono la modellazione del terreno utile all’apertura delle finestre. La superficie vetrata esposta risulta comunque protetta, inserendosi in una logica di miglior controllo dell’edificio pubblico.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 24 Febbraio 2010.
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