Il concept dell’edificio è legato all’idea di generazione di flussi di risorse rinnovabili che si frammentano creando una relazione fra lo spazio interno e lo spazio esterno. Questa estensione/dilazione dei limiti di trasformazione dei flussi genera uno spazio in/between che corrisponde anche all’espansione del limite fra spazio individuale, collettivo, pubblico, di uso. All’interno dello spazio in/between i flussi si trasformano si ibridano uno con l’altro e le attività proprie dell’edificio si modificano annullando il concetto di funzione. Questa frammentazione di risorse/energie si articola nella facciata sud in un frangisole multicolore che regola l’ambiente interno alla variazioni esterne, e si colora di tonalità luminose. In questo progetto si è cercato di trovare tutte le soluzioni compatibili e non conflittuali con l’ambiente che si prevede costruito, al fine di garantire un luogo salubre ma anche un ecosistema preservato. Tutti i materiali di natura chimica e polimerica costituiscono un problema per il loro riutilizzo ed, in potenza, un notevole rischio per l’ambiente e la salute dell’uomo. Il loro eventuale reimpiego comporta inoltre un consumo energetico notevole (isolanti, pannelli e schiume poliuretaniche, collanti, adesivi, pitture sintetiche). Si è quindi scelto di evitare l’utilizzo negli interni di materiali e finiture che contengono agenti inquinanti indoor (solventi , formaldeide, composti organici volatili (VOC); gli idrocarburi aromatici policiclici (IPA); monossido di carbonio, biossido di azoto e di zolfo, l’ozono, il benzene e il particolato e privilegiare le superfici dure rispetto a quelle porose assorbenti (senza trascurare le problematiche acustiche derivanti all’utilizzo di questo tipo di superfici). I vari sistemi di ventilazione e filtrazione dell’aria naturale previsti riducono decisamente la possibilità di diffusione degli agentibiologici: muffe, batteri, muffe,funghi, pollini, ecc.