© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Il concorso, finanziato con l’obbligatorio importo del 2% dei lavori da destinare al finanziamento di opere d’arte da inserire in tutti i nuovi edifici pubblici, prevedeva la progettazione e direzione artistica dei lavori relativa al rivestimento interno della palestra con pannelli in eraclit, indispensabile pacchetto isolante sia dal punto di vista termico che acustico dell’edificio, realizzato con pannelli prefabbricati in cemento armato.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Prime scelte.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Rendere evidenti le geometrie di costruzione della struttura del progetto e trasformare tali geometrie in suggestivi elementi decorativi, creando una forte relazione tra gli elementi strutturali ed i componenti di finitura ed attribuendo alle proporzioni di questi ultimi la funzione di tramite ai fini della comunicabilità dell’opera.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Accentuare la separazione tra le linee curve della copertura e quelle rettilinee degli elementi strutturali e, di conseguenza, aumentare la contraddizione tra il movimento fluido e dinamico degli atleti e la staticità rettilinea e geometrica delle pareti sullo sfondo.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Intervenire sulle due pareti a C della palestra (identiche ma visibili in momenti diversi da parte dell’osservatore) attraverso un differenziato atteggiamento progettuale che cerchi di trasformare la sovrapposizione del pannello alla parete di cemento in un’azione tendente alla smaterializzazione della chiusura dello spazio realizzata dalle pareti perimetrali e che quindi tenti di trasformare l’”inutile” opera di decorazione in un’azione che toglie e priva anziché aggiungere.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Lo spazio quasi quadrato tra i pilastri di 8.20×8.54 m. viene diviso in nove quadrati (tre per lato) con lato corrispondente alla lunghezza di un pannello prefabbricato standard (2.40 m.).
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
In tal modo vengono messe in evidenza le geometrie di costruzione del progetto strutturale dell’edificio e si ottiene una stretta relazione tra struttura ed elemento di decorazione; questo diviene infatti il modulo base per la misurazione dello spazio architettonico.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
Tale quadrato viene poi utilizzato per la realizzazione dell’elemento decorativo in rilievo creando una forte simbiosi tra struttura ed ornamento ed allo stesso tempo accentuando la discrepanza tra la linearità geometrica dello sfondo e la fluidità dinamica della copertura.
© Paolo Carli Moretti . Pubblicata il 26 Febbraio 2010.
La “superflua” azione di decorazione dell’ambiente interno della palestra tende così alla smaterializzazione dello spazio anziché alla accentuazione della chiusura della parete.
Tale effetto viene ricercato sulla parete rivolta verso l’esterno dell’edificio, quella che viene vista per prima varcando uno dei tre ingressi principali accessibili dal lungo percorso centrale, tramite l’uso di un solo elemento decorativo, il telaio. Il posizionamento di questo, unito all’uso del colore, sette diverse tonalità di grigio decrescenti dal centro verso l’esterno del piano bidimensionale della parete, coincide con un controllo prospettico delle visioni dell’osservatore da uno dei tre ingressi che crea illusorie distanze, in grado di dilatare ed ampliare la compattezza dello spazio architettonico della palestra.
Sull’altra parete, tramite il posizionamento del telaio di decorazione in rilievo traslato a 45° rispetto alla trama geometrica del sottofondo, attraverso l’uso del colore su superfici dalla diversa grana superficiale e grazie al contrasto cromatico tra le tonalità di colore del sottofondo e dell’ornamento, elementi appartenenti al piano della parete vengono resi illusoriamente distanti, separati e paralleli gli uni agli altri, riproducendo l’illusione visiva del lungo corridoio retrostante, introducendo elementi di profondità al di sopra di una superficie bidimensionale e sovrapponendo leggerezza al compatto piano in cemento della parete.
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