Il nuovo disegno del lungomare Manin incurva la costa a formare anfratti, cunei verdi, altri livelli percettivi per navigatori, turisti e osservatori d’orizzonte. In questo contesto la Piazza Verdi riacquista il rapporto “di ritorno” con il moto marino, riceve bottiglie, zattere e relitti di ricci e li trasforma in monumenti da vivere giorno per giorno: la piazza diventa cerniera fra il mare ed il cielo. L’operazione proposta consiste: - nel liberare l’area dalle alberature ed assegnarle una tessitura materica astratta di superficie che ne uniformi lo spazio; - nel collocare nello spazio una serie di oggetti “praticabili”, a diversa scala percettiva e dimensionale.