© Massimo Facchinetti . Pubblicata il 02 Marzo 2010.
PREMESSA Il progetto è stato sviluppato sulla base di quanto richiesto dall’Ente banditore, ed in particolare ricerca e sviluppa gli aspetti legati alle cosiddette 3A – Ambiente, Acqua e Agricoltura; lo stesso introduce anche ulteriori aspetti certamente rilevanti e qualificanti così da implementare il valore complessivo dell’intera operazione, che ricerca ed esprime diverse finalità ed obbiettivi. Più in dettaglio il progetto prevede:
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1 – FATTIBILITÀ DA P.R.G. L’ampliamento previsto all’interno del complesso della cascina nel progetto risulta di soli 60 mq effettivamente, pari a circa 305 mc, oltre a un piccolo portico pari a 35 mq ampliamente sotto le disponibilità consentite (entro il 20% del volume esistente), esso è reso possibile per 2 motivi: - In quanto conforme alle norme del piano regolatore ed in particolare all’art. 36 delle N.T.A. che consentono ampliamenti che non siano residenziali, direzionali o commerciali. Il progetto prevede un ampliamento limitato ad una sola destinazione di carattere polifunzionale, per sala per attività culturali multimediale; - In quanto per la stessa vocazione della destinazione d’uso accertata, l’ampliamento risulta come mero standard urbanistico essendo a carattere culturale, didattico e ad uso della collettività e delle istituzioni, ciò che non costituisce volumetria urbanistica.
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2 – FATTIBILITÀ DAI VINCOLI AMBIENTALI L’intervento nella sua globalità è completamente strutturato al fine della conservazione dei varatteri della cascina lombarda, mantenendo e garantendo l’impianto originario di tutti i corpi di fabbrica esistenti. Essa è mirata a rispondere ai requisiti dei vincoli del parco e del vincolo superiore della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio ai sensi del D.Lgs. 42/2004, essendo un edificio pubblico superiore ai 50 anni d’età, pertanto le logiche d’intervento sono state: - Conservazione e recupero di tutto l’involucro esistente, con la tecnica del restauro conservativo; - La riattribuzione delle caratteristiche strutturali esistenti alla destinazione d’uso riassegnata rendendola compatibile senza effettuare grandi opere di consolidamento strutturale; - Il mantenimento in facciata delle aperture esistenti e la caratterizzazione dell’edificio nel suo insieme, mediante la chiusura con elementi che confermino o riconducano alle destinazioni originarie; si pensi al fienile chiuso con pannelli lignei che identificavano la tipologia della destinazione originaria della cascina bergamasca; - Il nuovo volume in addizione è volutamente tecnologico, pensato con con materiali leggeri – acciaio e vetro – sia per limitarne l’impatto e poter leggere ancora una volta le costruzioni originarie, sia per garantire esplicitamente la presenza del nuovo volume, riconoscibile da tutti, anche da occhi meno esperti; - Il nuovo volume è mirato a ricevere tutte le parti tecnologiche idonee per contenere il recupero energetico, con tetto in vetro fotovoltaico policromo, in modo da non invadere e quindi conservare le altre coperture esistenti; - Il nuovo involucro è racchiuso all’interno della corte in modo da renderlo meno evidente dall’esterno e non visibile dalla strada che porta all’edificio, anche se questa consente una visuale dall’alto; - La struttura molto esile consente di rispettare anche la logica e la teoria del futuro ripristino dei luoghi così come negli indirizzi progettuali di alcune Soprintendenze; - Il volume in addizione inoltre ha la funzione di svolgere solo la funzione di sala polivalente pubblica e ricettiva; - Il tetto in vetro e pannelli fotovoltaici policromi, consentono la omogeneizzazione dei naturali colori presenti nelle colture agricole e nel verde della biodiversità.
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3 – ENERGIA ECOSOSTENIBILE Il progetto prevede la realizzazione di pannelli solari per il recupero dell’energia elettrica mediante la copertura del solo volume in ampliamento, ciò per consentire la realizzazione sinergica di: - Un progetto che nel suo insieme contiene tutti gli elementi del recupero energetico ecosostenibile, ovvero dal fotovoltaico, alle microturbine idroelettriche (posizionate nel parco tematico sperimentale e didattico) e al micro-eolico, oltre che alle collaudate tecnologie della geotermia e delle centraline a biomasse, (energia generata dalle coltivazioni tematiche qui presenti nel parco agricolo); - Una scelta per posizionare tutte le tecnologie di recupero energetico, anche se alcune di queste hanno un piccolo rendimento nel sito specifico (come il micro-eolico), per poter garantire esperienze dimostrative anche solo per scopi didattici e sperimentali, in virtù della possibilità di rendere questo luogo un luogo di insegnamento e di studio dai più “piccini” sino ai laboratori per studenti universitari; - Una superficie idonea al ricevimento di pannelli ad alto rendimento ed alta efficienza, mediante l’uso di un impianto fotovoltaico policristallino, su una struttura idonea in acciaio; - Un progetto articolato per il recupero di energia pulita, senza invadere ed alterare il tetto in coppi dell’edificio vincolato, conservandone così la tipologia originaria, anche perchè la cascina viene vista soprattutto dall’alto, visto la sua posizione depressa rispetto alla via Adda ed al paese di Medolago; - Un impianto micro-eolico integrato ai pali di illuminaizone del parcheggio che produca un minimo di energira, avendo a disposizione generatori che possono funzionare a basso flusso del vento, pari a 2 mt/sec. Gli stessi assumono anche un’importante funzione didattica, e di insegnamento al recupero dell’energia da fonti alternative e rinnovabili. Essi sono inoltre posizionati all’inizio del percorso didattico, che li vede come “recuperatori” di energia per alimentare non solo le luci notturne del parcheggio, ma anche le pompe di sollevamento dell’acqua dai pozzi. - Un impianto a microturbine idroelettriche posizionate alla base dalla “piastra” o “invaso” d’acqua centrale al percorso didattico, dove grazie anche a piccoli salti di quota, è possibile recuperare energia. Esse sono posizionata in modo da rendere chiaro il processo che porta alla produzione dell’energia, ovvero dalle chiuse, posizionate come barriere del ponte, atte a creare uno sbarramento per garantire sempre un corretto afflusso al canale di scorrimento dell’acqua. - Un impianto geotermico (a bassa entalpia),che sfrutta il sottosuolo come serbatoio di calore. Nei mesi invernali il calore viene trasferito in superficie, viceversa in estate il calore in eccesso presente negli edifici, viene dato al terreno, il tutto mediante l’uso di pompe di calore. - Un impianto a biomasse che può essere alimentato direttamente da parte delle coltivazioni del parco agricolo didattico e dimostrativo.
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4 – LE FUNZIONI INTERNE E LA GESTIONE DELL’EDIFICIO La suddivisione interna dell’intera cascina è stata pensata, in modo da effettuare il minor numero di demolizioni e di modifica alle aperture, sono stati conservati tutte le luci esistenti e mantenuti tutti i muri portanti interni. Il progetto ha previsto di assegnare le nuove funzioni agli edifici esistenti cercando di non snaturare la loro funzione originaria, nel senso che è stato fatto particolare attenzione a mantenere i corpi di fabbrica indipendenti tra loro, introducendo in ogni caso dove necessario efficaci collegamenti sia interni che esterni. In particolare: - Nel blocco d’ingresso lungo e stretto, si è cercato di collocare gli uffici di gestione del consorzio e le attività dimostrative. Il piano terreno oltre che poter essere anche organizzato per spazi espositivi e museali, è stato pensato per essere adibito anche a laboratori didattici capaci di far funzionare la struttura su laboratori di ricerca dei materiali e prove in termini di idraulica, che possono servire al consorzio stesso, ma anche alle aziende del settore, per verifiche di resistenza dei materiali che vengono utilizzati per le condotte, macchinari di prova di resistenza e di funzionamento e test di verifica dei nuovi prodotti (questo anche perché il piano terra consente di appoggiare anche carichi ingenti). Il piano superiore, dove sono stati collocati gli uffici, le sale riunioni o gli spazi utili al C.d.A, sono strutturate mediante l’uso di pareti mobili, senza dover sovraccaricare solette e modificare la natura dell’edificio, anche se già molto compromesso. Ciò anche per rendere flessibile il funzionamento e lo sviluppo della sede del consorzio stesso. - La cascina pluripiano con il grande portico e le logge è stata mantenuta e conservata per ricevere la funzione di ristorazione e l’alloggio del custode; sono stati mantenuti i medisimi spazi e conservati i locali originari sostanzialmente nelle loro dimensioni e nella distribuzione originaria, adeattandole alle odierne esigenze anche normative. - Il corpo di fabbrica a sud di piccole dimensioni e relativamente recente, è stato pensato per recuperare nell’interrato le funzioni del telecomando e telecontrollo e delle centrali termiche di gestione dell’intero complesso. Al piano terra e primo sono state ricavate delle aule didattiche per lezioni, corsi, attività di formazione ….... - L’unico collegamento esterno e funzionale a tutti e due i corpi di fabbrica sopradescritti (per aule didattiche e per la ristorazione, alloggio custode) è il nuovo corpo ascensore esterno vetrato che consente di collegare i diversi livelli e con un unico elemento tutti i due fabbricati. Volutamente non si è collegato con un passaggio aereo il fabbricato “lungo” in quanto riteniamo che ciò avrebbe veramente snaturato il complesso edilizio così come fino ad oggi configurato; quat’ultimo blocco edilizio invece è autonomamente servito da un proprio corpo scala e vano ascensore, cosa che rende per altro autonoma la parte destinata agli uffici dalle altre dove è prevista la presenza di visitatori, studenti …..... . - Il nuovo corpo di fabbrica in ampliamento ha la funzione di sala polifunzionale che consente di essere sdoppiata o addirittura ampliata per la capienza e per manifestazioni più importanti, avendo le pareti completamente apribili qualora il tempo e la stagione lo permettano, così da gestire anche conferenze o manifestazioni parzialmente all’aperto; Questa posizione e particolarità offre evidenti vantaggi, consente infatti: - di avere le approvazioni da parte dei Vigili del Fuoco in materia di prevenzione incendi e da parte della Commissione di Vigilanza per i Pubblici Spettacoli, evidentemente per la possibilità di vie di fuga, essendo al piano terra e non avendo strutture facilmente incendiabili, cosa che non sarebbe possibile per diversi motivi da realizzare nell’edificio esistente; ciò grazie al fatto di possedere una conformazione geometrica molto “snella”, di consentire buona visuale, acustica e funzionalità, evitando cosi scale di sicurezza invasive, e ulteriori limitazioni ed obblighi dettati dalla norme …...; - una gestione separata delle varie funzioni, come per esempio la sala polifunzionale che può essere usata indipendentemente e con orari differenti dal servizio dettato dagli orari di lavoro del Consorzio; essendo la stessa indipendente e in corpo di fabbrica svincolato che non necessita, per la sua gestione, dell’apertura degli uffici; quest’ultima esigenza può essere esercitata dal gestore del locale ristorazione e/o dal custode, anche per eventi organizzati da altri enti o dal Comune di Medolago. Tale situazione risulterebbe impossibile se la sala polifunzionale fosse all’interno dell’edificio adibito ad uffici, o quantomeno risulterebbe molto più onerosa la gestione, la sicurezza e la riservatezza degli altri locali in uso.
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5 – IL PARCO TEMATICO, AGRICOLO ED ENERGETICO Il parco tematico, didattico, è strutturato al fine della riqualificazione e riuso dell’area circostante, ma volto a soddisfare due requisiti secondo noi fondamentali: - La funzione prettamente energetica al servizio dell’edificio, mediante il recupero di energia gratuita ed ecostenibile, data dalla coltivazione delle colture per la produzione delle biomasse, dall’energia eolica, anche se limitata, dalla energia idroelettrica mediante le microturbine poste nel canale artificiale; - La funzione didattica e sperimentale, sulla tematica delle colture agricole lombarde e sulle tecnologie per il recupero del beneficio energetico ecostenibile, che tale percorso assolve; ovvero,quella di una puntuale e circostanziata descrizione delle possibili applicazioni delle tecniche e tecnologie in campo idraulico, delle esperienze visive adatte ad ogni fascia scolastica dalle elementari sino all’università, per cogliere le peculiarità del lavoro del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, e non solo per le attività prettamente svolte , ma che tutto il campo dell’idraulica assolve nel sistema dei servizi pubblici; oltre alla visione delle tecniche e applicazioni per il recupero energetico dato dalla natura, aria per i pali microelici, anche se con funzioni esclusivamente sperimentali e didattiche, tali soluzioni consentono di acquisire le conoscenze visive e tecnologiche di questi artefatti; quello delle microturbine per la produzione dell’energia idroelettrica ed infine quello dalla potenzialità di attivare coltivazioni atte alla produzione di biomassa idonea per la produzione di calore ed energia sostenibile, mediante la ragionata coltivazione di colture idonee ed ad alto potere calorico. Il percorso tematico è previsto che si svolga nei due sensi, ovvero da chi arriva all’ingresso della cascina ma anche da chi parcheggia nella parte finale del tracciato dove sono stati messi i parcheggi degli autobus, o per chi arriva dalla pista ciclabile già individuata dal P.R.G. vigente del comune di Medolago. Il percorso si sviluppa su un tracciato lineare che taglia perpendicolarmente tutte le colture e scavalca il corso d’acqua artificiale (che vuole simulare le rogge o i canali di pianura, ma anche dimostrare altre possibili applicazioni idrauliche) sino ad arrivare a lambire il confine del parco agricolo e delle proprietà ancora del Consorzio che potranno in futuro essere recuperate eD avere funzioni compatibili o comunque interconnesse. Nel percorso si potranno leggere le attività di tipo agricolo comprendendone le tipologie e le tecniche stesse di coltivazione, le rotazioni quinquennali (ormai andate in disuso, ma che nel passato contadino risultavano fondamentali alla naturale fertilità dei terreni) si potranno acquisire informazioni sulle colture più adatte, siano esse storiche, che di nuova introduzione al fine di attivare ad esempio coltivazioni per biomasse idonee per la produzione sufficiente almeno alla gestione dell’intero complesso edilizio.
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6 – IL RECUPERO DELL’EDIFICIO ESISTENTE L’edificio esistente, è stato recuperato per mantenere la sua completa visibilità d’insieme, che nella sua posizione e configurazione esprime un chiaro esempio della cascina lombarda. E’ stata data grande importanza alla facciata d’ingresso, ovvero la sistemazione delle aree esterne con i percorsi d’accesso e uscita sia pedonali che carrali. Gli stessi sono stati orientati al fine di avere una prospettiva dell’ingresso diretta, aprendo cosi la vista prospettica direttamente dalla e verso la strada comunale. Si è ricostituito il muro di contenimento dell’intero complesso rurale, costruendo e riconducendo lo spazio al concetto dell’aia, per ricordare la funzione della vita contadina che avveniva all’interno di uno spazio ben circoscritto; infatti qui si è definito di creare l’area deputata alla funzione aggregativa, per spazio conferenze ed al fine di incentivare l’incontro, il confronto e la discussione tra le persone. L’aia assume ora, come allora una funzione anche aggregativa tra le persone, ridiventa il punto d’incontro di coloro che lavorano, che si organizzano, che si informano e si confrontano. Ora come allora il suddetto spazio assume la stessa connotazione ma in chiave moderna, godendo in più della nuova sale per le conferenze appositamente attrezzata e multimediale; un luogo che racconta ed informa un po’ come gli anziani facevano con i più piccoli; condizione fondamentale per tramandare le tradizioni, le esperienze e crescere coerentemente con la natura di cui facciamo parte. Si è inoltre pensato di realizzare un nuovo “portone” di collegamento con l’esterno, anche per una maggiore funzionalità degli spazi, consentendo così che gran parte dei trasferimenti operativi e funzionali all’esercizio delle varie attività possano usufruire proprio di questo ingresso, sia per allestire mostre, sia per preparare convegni, sia per rimessare oggetti e macchinari, o semplicemente per lo sgombero delle persone in caso di emergenza, rispetto all’ingresso principale che risulta più idoneo al solo passaggio pedonale, e rappresenta in ogni caso l’accesso principale e istituzionale vero e proprio. Tutto l’involucro esterno mantiene la sua attuale struttura e le caratteristiche costruttive originarie e conserva gli attuali prospetti senza che vengano apportate modifiche alle finestre, alle quote dei piani o ai tetti. Sul muro cieco posto a sud del complesso rurale sono state previste delle introspezioni da parte dei nuovi volumi, dello spazio polivalente e del corpo ascensore completamente in vetro, che soprattutto di notte, qualora illuminati, assumono un effetto nuovo; queste feritorie risultano come le lanterne e risultando illuminate su una parte sostanzialmente cieca del complesso, danno un nuovo significato di vitalità al luogo, che potrà così vivere sia durante il giorno che durante la notte.
© Massimo Facchinetti . Pubblicata il 02 Marzo 2010.
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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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