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Lodi (LO), Italia

Le geometrie della memoria

Luca Trabattoni, Eleonora Ariano

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l tema del concorso indetto dall’Amministrazione comunale di Pandino,solleva una importante tematica che riguarda gran parte del notevole patrimonio artistico culturale del nostro paese, e cioè quale utilizzo del monumento può consentire non solo il mantenimento dal punto di vista strutturale dell’immobile,ma essere motore di sviluppo della comunità in cui il bene storico è inserito e attraverso tale sviluppo conservare l’immobile. Questa domanda vale per i grandi contenitori,la reggia di Caserta,o quella di Monza,il castello di Sant’Angelo o Palazzo Fontana a Lodi (per tornare a edifici minori)ma a maggior ragione vale per una piccola comunità come quella di Pandino. Fortunatamente il castello è giunto a noi in buone condizioni di conservazione,sicuramente grazie all’utilizzo costante da parte dei vari proprietari che si sono succeduti di cui l’ultimo, il Comune di Pandino,ancora occupa circa la metà dell’edificio. Per poter vagliare quindi le ipotesi di utilizzo degli spazi interni al castello abbiamo studiato la storia della sua edificazione e considerato l’importanza strategica nell’ambito della comunità. Da sempre il Castello è stato elemento catalizzante della vita e dello sviluppo della comunità,che a partire dal XIII secolo aumenta di importanza proprio dopo la costruzione del Castello. Questo luogo fu scelto ,non solo legato a funzioni difensive (anche se la localizzazione era strategicamente importante) ma anche perché considerato luogo ideale di residenza per periodi di svago e di caccia dal signore Bernabò Visconti e sua moglie Regina della Scala. “Il castello ,come dice Giuliana Albini nella breve guida storico illustrata………………….,ha una struttura architettonica che è riconoscibile in molti altri edifici castellani costruiti in area padana nel corso del trecento:Si tratta di un edificio che ha come base uno schema geometrico-matematico,ripreso anche dalla decorazione,che ne ricopriva completamente le pareti e che ,esempio pressoché unico,è ancor oggi visibile in buona parte dell’edificio.” Solo verso il cinquecento il castello assume anche carattere militare e funzione difensiva dell’intera comunità,quando Pandino diviene terra di confine verso la repubblica di Venezia e successivamente si integrano le funzioni residenziali con quelle della comunità. Se dovessimo guardare Pandino dal cielo,sicuramente l’emergenza architettonica principale è individuabile nel castello e ancora ben leggibile il tracciato dei percorsi principali .

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Proprio in considerazione della sua valenza storica e dell’importanza architettonica che ancora oggi il monumento presenta il nostro progetto tende a valorizzare il castello Visconteo a partire dalla rivalutazion del suo ruolo urbano e sociale.Non vi è dubbio che questo edificio è sempre stato simbolo e strumento del “potere” o del governo. Prima feudale,democratico e rappresentativo poi e fino ad oggi se è vero che ancora ospita la sede della rappresentanza comunale. La valenza architettonica dell’edificio ha sempre assunto anche un ruolo di identità culturale,l’edificio storico più importante che testimonia dei fasti del luogo,l’edifico stilisticamente più compiuto della cittadina che ne nobilita la storia. Rappresentanza e identita comunitaria sono pertanto i temi che hanno indirizzato le scelte progettuali. Viene pertanto confermata e valorizzata,secondo le indicazioni del bando di concorso la funzione di rappresentanza amministrativa del sito con la permanenza delle funzioni amministrative propriamente di rappresentanza quali la sede della Giunta comunale, del Consiglio Comunale e degli uffici assessorili. La funzione identitaria si articola su un piu complessa rapporto di funzioni che dovranno essere unificate dall’uso delle tecnologie della multimedialità. La prima funzione è quella relativa alla biblioteca che viene ampliata con una nuova concezione del servizio tradizionale. La biblioteca è concepita come un luogo facile da usare,capace di accogliere tutti indipendentemente dall’età e della provenienza socio culturale:una biblioteca di tipo “sociale”,una nuova “piazza” virtuale della cultura:un luogo dove stare insieme,incontrarsi,passare il tempo libero,sentirsi meno soli,ma anche ascoltare un cd,vedere un film,leggere un fumetto,mandare e-mail,sfogliare una rivista di arredamento o di attualità,leggere una storia al proprio nipotino. L’obiettivo non è più quello di offrire solo spazi per lo studio o la consultazione libraria,ma quello di ampliare l’offerta con uno spazio per la prima infanzia,uno spazio bambini e ragazzi,uno spazio giovani,l’accesso a internet e banche dati,la visione di film e documentari,l’ascolto della musica servizi per non vedenti oltre alle tradizionali funzioni per gli adulti.Saranno per questo necessarie tecnologie dell’ultima generazione,ma anche e soprattutto spazi flessibili,come sono stati pensati in gardo di acogliere un servizio che sarà in continua trasformazione anche per la continua evoluzione delle tecnologie mediali e informatiche. La seconda funzione è quella assegnata ad una sala multimediale nella quale l’ospite visitatore potrà percorrere o ripercorrere temi propri dell’identità del territorio e della storia di Pandino relazionati con i contesti più generale. A partire ad esempio dalla “costruzione” virtuale tridimensioale del Castello Visconteo,oppure della Battaglia di Agnadello,di cui si è recentemente celebrato il cinquecentanario, che potrebbe consentire una lettura dei costumi e degli usi della società veneziana e di quella francese,e attraverso ologrammi visitare ambienti e luoghi del sistema dei fontanili creando un vero e proprio percorso interattivo che consenta di ripercorrere le atmosfere del sito e delle tradizioni.di deroposta si articola nella realizzazione di un museo del Castello e della sua storia,ove sia ricostruita con sistemi multimediali la battaglia di Agnadello di cui quest’anno si è celebrato il cinquecentenaro e la cui ricostrizone in costume fa parte delle feste di primavera. Questovideo della battaglia può essere occasione di condurre alla ricostruzione del costume e delle armi,delel armature della società del 500,nei due campi avversi,veneziani e .Accanto a materiali stabili (film della battaglia),eventi temporanei relativi ai temi trattati:es mostra delle armi del costume femminile,dedli arnesi da campo degli attrezzi da cucina ecc. Piano terra Si propone di insediare al piano terreno un museo del castello ove sia ricostruita con sistemi multimediali la battaglia di Agnadello .A partire dalla ricostruzione video dello svolgimento della battaglia,conduca alla ricostruzione del costume,delle armi,delle armature della società veneziana e della società Viscontea(francese ) del 500.

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Ma quale obiettivo e quali azioni sono necessarie per integrare queste proposte alla comunità di Pandino?.L’importanza urbanistica del sito è come abbiamo detto centrale nella conurbazione e nella formazione e consolidamento della struttura del centro storico.Per evitare che tale importanza del sito determini una accentramento del traffico si utilizza il sistema delle circonvallazioni che viene utilizzato come principale sistema di distribuzione del traffico su gomma,ottimizzando i flussi e creando una sorta di cinta di protezione del centro e della zona più delicata. E’ quindi importante realizzare una rivisitazione delle zone a parcheggio in quanto la rivalorizzazione del castello passa necessariamente per la eliminazione del parcheggio che attualmente occupa la zona all’interno delle mura. Già nel bando era ipotizzata dall’Amministrazione comunale la localizzazione di nuovi parcheggi al di sopra della circonvallazione in grado di recepire i mezzi ora stanziati in aderenza al castello e a quegli spazi facciamo riferimento per lo spostamento dei parcheggi. Il sistema dei parcheggi si distribuisce a ridosso della circonvallazione (anche con il parcheggio esistente e con quello riproposto fuori dalle mura)facilitando l’accessibilità pedonale e ciclabile. Indispensabile è infatti riconsegnare al castello il suo intorno-giardino naturale,uno spazio non solo di rispetto ma una zona vitale e che nel nostro progetto deve assumere un ruolo di accentramento di frequentazione,una occasione per godere delle viste sul monumento,ma soprattutto spazi di svago ,sosta ,lettura e anche spazio per accogliere la fiera di Pandino in ambiti organizzati e attrezzati. Vedi l’importanza dello spazio verde. Altro tema importante per l’inserimento urbanistico e l’accessibilità. Oggi il castello è raggiungibile addirittura in macchina,ma certo la percorribilità delle vie di accesso del pedone o del ciclista,fruitori a nostro avviso da privilegiare nelle zone del centro storico, è difficoltosa e soprattutto i percorsi non individuati rendono pericoloso soprattutto la connessione del castello al centro storico.Per questo si propone di spostare accanto alla cinta muraria la pista ciclabile in maniera da evitare interferenze con i mezzi carrabili e mantenere libera la vista delle mura dalle macchine in sosta. Importante è infine la scelta ,indicata dal bando di coinvolgere la piazza Vittorio Emanuele nelle sistemazioni del concorso ,scelta che condividiamo, e che si traduce in un disegno unitario dei porta i n Il progetto prevede di rendere pedonale (con solo traffico residenti a fasce orarie) la via del castello e la piazza Vittorio Emanuele,per ricollegare la chiesa di Santa Marta e la piazza al sito storico del castello,così come rappresentato nelle mappe antiche .L’integrazione della pavimentazione e del tipo di percorribilità della strada all’area castellana connette , attraverso il percorso nella piazza re al corso commerciale e la chiesa parrocchiale,determinando una circolarità di percorsi che rende organico il giardino e il castello al centro storico e alla piazza. Si vuole creare un sistema pedonale che abbia come centri nevralgici la piazza Vittorio Emanuele,la piazza della chiesa,il Castello stesso rivalutando la chiesa di santa Marta,un tempo oratorio del castello,e creando un’area pedonale estesa. Nella pavimentazione della piazza è ripreso i tema delle geometrie della memoria, che vengono a determinare zone di attenzione accanto e sotto il monumento ai caduti,liberato dall’inserimento naturalistico decadente dei primi del secolo Mettendo a nostro avviso l’accento sui caduti e sui parterre previsti davanti agli esercizi commerciali esistenti si ridisegna la piazza in maniera coerente con la sistemazione dell’area e del verde e si codifica con uno stesso registro tutta la zona del castello e la sua connessione al centro. La scelta di privilegiare la viabilità lenta e sicura è conseguente alla volontà di valorizzare le realtà di associazioni impegnate nella valorizzazione del territorio,del parco dei fontanili e degli itinerari turistici naturalistici didattici della zona,(rete ciclabile provinciale del Canale Vacchelli,progetto città murate ,recupero fontanili……)quali punto di sosta-connessione previsto all’interno dello spazio book shop del castello. Il giardino. Lo spazio verde oltre a riprendere e riqualificare l’area destinata storicamente a servizio del castello,vuole attualizzare l’uso degli spazi aperti verdi connotando con funzioni e percorsi le zone dell’intorno.Si prevede di mantenere e integrare ordinando le alberature esistenti,inserendo essenze presenti nei giardini storici e significanti per una rilettura storica del luogo,Si prevede anche di ridisegnare,sempre utilizzando le macro geometrie dei ricordi gli spazi ora utilizzati dai parcheggi prevedendo un percorso attrezzato utilizzabile sia in occasione della fiera di primavera..e delle mostre gastronomiche o dei mercatini di Pandino Borgo vivo,….,integrato e ornato,che dalle varie attività La scelta di utilizzare elementi geometrici anche nella composizione delle aree esterne. Nasce dalla importanza che tali simboli hanno nel monumento al punto da caratterizzarlo figurativamente.Si è voluto riprendere il simbolo dei casati contenuti ,una composizione geometrica che viene stilizzata e rielaborata per creare una nuova forma di giardino formale all’italiana.Gli elementi della composizione ,sono delle forme primarie della geometria .Come nel giardino formale all’italiana,l’elemento naturale ed artificiale si compongono secondo regole definite e limiti netti,che rielaborati liberi dallo schema classico e applicati al sistema insediativo del castello determinano una nuova geometria delle forme . Le arre si ripartiscono secondo il disegno architettonico e si definiscono spazi di sosta e di contemplazione,aree di gioco e di studio ,zone attrezzate per mostre e fiere. Si incontra il giardino dei profumi,ove le essenze fiorite basate su scelta di erbacee e fioriture perenni,possano dare in vari momenti delle stagioni piacere dei sensi e orientare anche i non vedenti in un percorso naturalistico sicuro, il giardino dei voli e delle fioriture,ove invece le essenze previste sono in grado di richiamare i voli degli uccellini,per le loro bacche e le farfalle per i succulenti profumi,il giardino dell’acqua lungo il percorso ridisegnato e simulato dell’acqua del fossato del castello,dove in un a vasca di dimensioni contenute sono inserite le ninfee ,le tifacee e altre piante d’acqua,a renderenaturalistico e colorato il passeggio accanto all’acqua,una occasione di rinfrigerio nella calura estiva. Le aiuole e i tracciati sono previsti con un segno sottile contenuti in una guida – lastra di corten Questa guida oltre a definire il segno del giardino porta all’interno le utenze (rete di illuminazione ,la raccolta dell’acqua piovana, diffusione musicale ,ma anche le sedute,i montanti delle pergole,la segnaletica.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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