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Cazzago San Martino (BS), Italia

IL MONDO DEI PICCOLI

Concorso d'idee per la progettazione della nuova scuola materna di Cazzago S.M. (Bs)

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“La curiosità del bambino viene stimolata dalle “esche cognitive”, ovvero fessure dalle quali sbirciare, interstizi come tentacoli in cui la natura entra, prende forma e si anima; tutti i sensi del bambino vengono coinvolti attraverso le occasioni spaziali dove, attraverso il gioco, può sviluppare le funzioni senso-motorie: salite, discese, salti, corse, esperienze all’aperto, giochi con acqua. Questi spazi di nessuno possono essere abitati dal bambino che a questa età abita paesaggi dell’immaginario”. Da questa citazione tratta da un noto manuale di pedagogia ha preso spunto l’ideazione dell’impianto distributivo di progetto. La prima “esca cognitiva” introdotta nel progetto è rappresentata dal pontile di accesso alla scuola che parte dal parcheggio su via Bevilacqua ed arriva fino all’atrio centrale, trasportando il bambino dal mondo reale, cioè il “mondo dei grandi”, alla scuola, ovvero ”il mondo dei piccoli”, attraverso un percorso coperto che sembra galleggiare sullo specchio d’acqua (profondità 10cm) adiacente. Percorrendo tale pontile (al mattino ad esempio, accompagnato dal genitore o dall’educatore) si vuole creare nell’immaginario del bambino la sensazione di entrare in un modo tutto suo, quasi frutto della sua immaginazione. In generale, il progetto è tutto un susseguirsi di scorci, vedute e interstizi caratterizzati dalla continua commistione tra interno ed esterno: la scelta di creare un continuo alternarsi di spazi chiusi coperti delimitati da ampi serramenti a tutt’altezza che si affacciano verso i patii/aree gioco scoperte nasce proprio da questo fattore ritenuto altamente propedeutico allo sviluppo delle funzioni senso-motorie dei bimbi. L’ampio atrio di ingresso viene infatti visto come una piazza coperta che nella bella stagione (ma soprattutto nelle mezze stagioni) diventa un tutt’uno con i limitrofi patii scoperti creando un unico spazio gioco e di socializzazione nel giusto connubio tra interno ed esterno. Con queste premesse, l’impianto distributivo non ha potuto che svilupparsi in una forma organica e quindi non compatta, resa razionale da un rettilineo asse visivo principale che corre in direzione nord-sud (lungo il quale si sviluppa il pontile d’ingresso) e da un asse visivo secondario est-ovest (concretizzato dal connettivo che disimpegna le sezioni della scuola materna). I due assi ordinatori dividono il complesso scolastico in macroaree: a destra del pontile ci sarà l’ala dedicata ai più piccoli (micronido e prime due sezioni della scuola materna, vicini ma non comunicanti), al di sopra del connettivo ci sarà il nucleo dei servizi (condivisi dalle due scuole). L’organicità della distribuzione planimetrica viene ripresa anche dalla forma dell’aula tipo della scuola materna; ogni sezione, caratterizzata da un colore dominante (blu, rosso, giallo, verde e ciano) segno evocativo di un senso di appartenenza in cui il piccolo utente si deve riconoscere, ha la forma stilizzata di un bambino: “dalla testa” colorata a pianta ellittica e dall’alto soffitto ligneo inclinato (che dal punto di vista tecnologico costituisce un camino di ventilazione) che rappresenta lo spazio per l’accoglienza, si passa alle “due braccia” dedicate ai locali di servizio quali dormitorio, spogliatoio e servizi igienici (identificate all’esterno grazie al rivestimento a facciata ventilata con doghe lignee), fino ad arrivare al “corpo” vero e proprio che è l’aula dedicata allo svolgimento delle attività ordinate. Una tale inconsueta conformazione planimetrica ha permesso di disimpegnare comodamente tutte le destinazioni d’uso necessarie allo svolgimento delle attività didattiche, sempre perseguendo l’idea della complementarità e dell’alternanza degli spazi aperti con quelli chiusi. Oltre agli spazi canonici, ogni aula può usufruire di un patio protetto/area gioco scoperta e di un’area gioco coperta da un porticato esposto a sud condiviso da varie sezioni; le grandi vetrate ed il lucernario garantiscono un elevato benessere luminoso, permettendo ampie vedute verso l’esterno ai piccoli utenti. Nel porticato, caratterizzato da una pregevole pavimentazione a doghe lignee (ideale per camminare scalzi), è prevista un’area wet-play (cioè uno spazio scoperto per il gioco d’acqua) localizzato nelle immediate vicinanze dei servizi igienici per rendere agevole l’eventuale veloce riassetto del bimbo dopo il gioco da parte dell’educatore. All’ingresso della singola sezione è stata collocata una zona accoglienza (che in inverno può diventare un ulteriore spazio gioco coperto di pertinenza esclusiva della sezione) dove il bambino può ambientarsi e acclimatarsi al mattino appena giunto in aula, tra le cure del genitore e dell’insegnante, prima di iniziare il quotidiano percorso educativo con gli altri bimbi. Il micronido è stato progettato sulla base degli stessi principi fin qui esposti per la scuola materna. Esso è caratterizzato da un ambiente open-space capace di garantire una buona flessibilità d’uso a seconda delle esigenze dei piccoli utenti durante il giorno. Da qui, ad esempio, l’idea di non confinare il dormitorio, ma di delimitarlo all’occorrenza mediante l’impiego di una parete impacchettabile. Oppure di suddividere il salone centrale mediante l’ausilio di strutture mobili per lasciare ai bambini la massima libertà di esplorazione e alle educatrici la possibilità di variare l’ambiente a seconda delle esigenze didattiche in continua evolozione. Il salone presenta degli “angoli” (ovvero, come precedentemente detto, delle esche cognitive) pensati e progettati per le varie fasce di età e per una serie di attività specifiche: l’angolo morbido, caratterizzato da un ampio materasso e da un luminoso bowindow, è rivolto ai più piccoli che qui possono muoversi in totale libertà; l’angolo della psicomotricità, che potrà essere allestito con cerchi, palline e tricicli, scivoli in legno, per saltare e correre; la zona delle costruzioni; l’angolo simbolico dove una cucina e un tavolino di legno possono ricreare un ambiente vivo e significativo che può aiutare i bambini a “far finta di…”. Ovviamente questo “laboratorio artistico” si trasforma all’ora di pranzo in un accogliente refettorio. Il micronido è dotato di un locale scaldavivande e scalda-biberon, localizzato però nei pressi della cucina della mensa della scuola materna (in modo da ottimizzazione gli aspetti gestionali dell’intero complesso scolastico), con la quale è stato istituito un collegamento di servizio diretto ad uso esclusivo degli educatori. Sempre per favorire il contatto con la natura da parte dei piccoli utenti, sono previsti anche per il micronido degli spazi aperti dedicati e protetti come il patio e l’area esplorazione. Nonostante la scuola materna ed il micronido condividano lo stesso accesso principale, la conformazione planimetrica degli spazi è stata pensata per gestire in modo autonomo i percorsi didattici e pedagogici. Il nucleo di servizio composto da infermeria, amministrazione, sala insegnanti, sala ricevimento genitori, spogliatoi insegnanti, spogliatoi del personale di servizio (non addetto alla cucina), locali tecnologici, è in comune tra le due scuole. Il refettorio e la relativa cucina sono invece ad uso esclusivo della scuola materna: anche in questo caso però la configurazione delle aree funzionali può permettere una parziale interrelazione degli utenti a seconda del percorso pedagogico-formativo che vorranno intraprendere gli educatori. Anche la zona teatrino/atelier prevista nell’atrio centrale può essere utilizzata all’occorrenza per mostre o manifestazioni comuni alle due scuole. L’orto didattico completa la dotazione del complesso scolastico: le varie essenze saranno scelte in base al valore didattico per i bambini, soprattutto per quanto riguarda le esperienze sensoriali odorose (siepi di rosmarino, alloro, lavanda, timo).

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