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Cazzago San Martino (BS), Italia

nuova scuola materna di Cazzago

Alex Rostirolla, Natale Macchion, Alessia Mora

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RELAZIONE DEL PROGETTO L’AREA Cazzago San Martino è un comune di piccole dimensioni, situato a circa metà dell’autostrada che collega Brescia a Bergamo, ed è strutturato da una polivalenza di centri, tra cui quello di Calino dove è individuata l’area per la costruzione della nuova scuola materna, posta all’estremo nord della frazione, in un più ampio spazio destinato alle attrezzature collettive per l’istruzione, delimitato sul lato nord dal modesto dislivello che segnala il carattere di paesaggio collinare dell’intero comune, mentre sul lato sud si affaccia sullo spazio urbano, affacciandosi su via Bevilaqua. Alla frazione di Calino si accede principalmente da via Duomo che la collega con la zona più industriale, a sud dell’autostrada, fino al centro del Comune di Cazzago, posto più a nord rispetto Calino, attraversando la frazione in direzione nord – sud. Via Duomo costeggia l’area su cui sorgerà la nuova scuola materna, prima di superare il dislivello presente a nord di Calino per poi uscire verso la valle che separa questa frazione rispetto il centro di Cazzago. Un boschetto di latifoglie, di forma allungata costeggia tutto il margine nord della frazione, nascondendo nel periodo estivo la presenza del lieve pendio, ma contribuendo a costruire una sorta di “mura” naturali, ovvero quella barriera che nelle città storiche è costituita da spesse murature di mattoni, che separa la città dal resto del paesaggio circostante, per ovvie ragioni difensive, qui viene ad essere trasfigurata sotto forma di elementi verdi, che racchiudono la frazione di Catino, separandola dal resto del paesaggio montano delle alpi. L’area oggetto dell’intervento è quindi racchiusa tra la dimensione naturale e paesaggistica che si apre verso nord, e lo spazio urbano di Catino, costituito da una modesta edilizia perlopiù residenziale, a sud, essa risulta pertanto intercettare diverse dicotomie, tipo artificio – natura, e il progetto per la nuova scuola materna raccoglie questa ambivalenza urbanistica strutturandosi nei suoi aspetti distributivi e formali in due grandi zone che si relazionano con le parti fisiche o naturali con le quali si confrontano per istaurare chiare e semplici relazioni, in un’ottica di sostenibilità che supera il semplice concetto di risparmio energetico, ma che punta anche ad una chiara interpretazione delle risorse naturali, presenti, tra cui ad esempio il paesaggio.

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IL PROGETTO 1.0 COLLOCAZIONE EDIFICIO L’edificio si colloca in posizione baricentrica nel lotto, così da liberare maggior spazio per i giardini e le aree gioco esterne per i bambini, leggermente spostato verso est permette la costruzione di una viabilità secondaria sul lato ovest, al confine con l’edificio della palestra, accessibile da via Bevilacqua, dove si attestano la restante parte di parcheggi (oltre a quelli esistenti mantenuti sul lato sud del lotto). Così si garantisce un’accesso secondario per l’ingresso del pulmino, degli addetti alla cucina e gli insegnanti, ma soprattutto per riconnettere quella viabilità ciclo-pedonale esistente che costeggia il bordo esterno a nord della collina, fino a raggiungere il centro storico di Calino, verso nord-ovest, in modo da valorizzare uno dei punti di vista paesaggistici di una certa rilevanza, tuttora esistente. 1.1 DISTIBUZIONE INTERNA L’accesso principale all’edificio avviene da via Bevilacqua, ed è pensato per i bambini, accompagnati dai genitori, gli altri ingressi sono posti sul fronte ovest, così da permettere un facile accesso al pulmino, grazie alla nuova strada realizzata; sempre su questo lato è posto l’ingresso per insegnanti e addetti, separato rispetto gli altri accessi dei bambini, così da differenziarne i percorsi. L’edificio si compone principalmente di due grandi zone: le sezioni della materna che si affacciano sul giardino a sud, mentre i locali accessori e di servizio vengono posti verso nord. Questa disposizione permette dei vantaggi nei risparmi energetici in quanto tutte le sezioni, che rappresentano i locali più utilizzati dai bambini, godono di un soleggiamento diretto, quindi un naturale riscaldamento grazie la radiazione solare, mentre i locali accessori e di servizio, usati solo in alcune occasioni, formano un filtro rispetto i lato nord, generalmente più freddo. Tra queste due macrozone si inseriscono i locali necessari alle attività libere o di accoglienza e di ingresso, pensate come elementi distributivi ai vari locali, ma dotate di ampi spazi per la formazione di attività più generali, caratterizzati pertanto da una elevata flessibilità. La zona destinata a micronido, con l’accesso in comune a tutto l’edificio, viene fisicamente separata rispetto la restante scuola materna, essendo disposta ad est, permettendo quindi l’uso di spazi esclusivi dedicati a bambini di età 0-3 anni. All’interno sono ricavati spazi gioco e per attività ordinate, così da costituire due sezioni con un unico bagno in comune, dimensionato per la capacità massima dell’intera area micronido. Inoltre è stato ricavato uno spazio accoglienza esclusivo per l’area e un dormitorio per un numero massimo di 10 bambini, ma con la possibilità anche di essere aumentato. La superficie totale calpestabile destinata all’area micronido è di 175,00 mq, e gli spazi interni dedicati sono conformi alla normativa regionale D.G.R. n.ro 20588/2005.Nella scuola materna le sezioni, che possono ospitare 30 bambini, vengono accostate ai bagni, accessibili dalle aule, costruendo così il lato sud, dove trovano posto anche spazi di riunione per insegnanti, segreteria e ambulatorio, così da essere in posizione comune sia per il micronido che per la scuola materna. Le attività libere permettono la distribuzione alle sezione ed ai locali accessori, come il dormitorio, la mensa,dimensionata per 2 turni di refezione, e la piccola palestra, quest’ultima, attraverso delle aperture scorrevoli, può liberare un ampio spazio, includendo le attività libere, nel caso di particolari esigenze didattiche. Una piccola parte dello spazio per attività libere è destinato all’accoglienza con predisposte le armadiature per ciascuno bambino. Sul fronte sud si è ricavata un’ulteriroe spazio per attività speciali, legate alla pittura, ma che nel caso della presenza di un numero consistente di bambini può essere utilizzato come sezione. Le caratteristiche delle sezioni, dei locali servizi e accessori, e le loro dimensioni sono conformi alla normativa nazionale D.M. LL.PP. 18 Dicembre 1975.I servizi comuni alla struttura sono ricavati nella zona di nord-ovest dove è posta la cucina, con collegamento diretto alla mensa, dimensionata anche per l’esigenza della preparazione dei pasti per i bambini del micronido, i quali li consumeranno nelle loro sezioni. Inoltre in questa zona, facilmente accessibile dalla nuova viabilità sono stati ricavati spazi di servizio come gli spogliatoi (distinti per insegnanti e addetti alla cucina), lavanderia e centrale termica e impiantistica. 1.2 ASPETTI FORMALI L’edificio si compone nella ripetizione di volumetrie semplici e compatte al fine di minimizzare le dispersioni di calore, conformandosi agli spazi urbani o naturali con i quali si confronta. Sul fronte sud l’edificio relazionandosi con la frazione di Calino presenta un prospetto urbano con un ritmo di pieni e vuoti, rappresentati dagli spazi delle sezioni completamente vetrati e in parte colorati, e vuoti ricavati come spazi gioco all’aperto ma comunque coperti, situati di fronte ai servizi. Il fronte nord è costituito da volumi ordinati che “emergono” rispetto al filo esterno dello spazio delle attività libere, in modo da ritmare lo spazio nord tra parti vetrate, che relazionano gli spazi distributivi con il paesaggio circostante, e i volumi delle attività accessorie, completamente opachi, con aperture disposte in modo più casuale per generare spazi interni molto stimolanti per i bambini. All’interno di questa composizione si inseriscono i volumi dei lucernari della copertura che permettono l’illuminazione dei locali interni destinati ad attività libere. Questa forte differenza nella composizione formale dell’edificio tra sud e nord, viene in parte riallineata attraverso l’uso dei colori, che, oltre a calcare il ritmo ordinato della composizione, permettono di rileggerla sotto un’unica ottica compositiva, rafforzando l’identità di spazi il più possibile a misura di bambini, pertanto giocosi e divertenti. 1.3 AREE ESTERNE Le parti esterne dedicate alla struttura per la prima infanzia non sono state considerate come elementi accessori, ma come parte integrante al progetto, la cui progettazione è stata svolta cercando di relazionare tali spazi con gli ambienti interni della struttura. In primo luogo si sottolinea come per la scuola materna e micronido i giardini siano separati, al fine di controllare al meglio la presenza dei bambini all’esterno. Sulla parte sud sono stati ricavati spazi gioco differenziati per tipologie, cosi da costruire una pluralità di esperienze giochi (altalene, scivoli, ecc.), disposte all’interno di un più vasto giardino e connesse da una rete di percorsi che relazionano gli spazi delle aule con il giardino, così da costruire una sorta di isole all’interno del giardino. L’area a nord è stata mantenuta molto più a verde, ricavando aree sosta per l’organizzazione di momenti collettivi per i bambini, soprattutto nel periodo estivo, in quanto maggiormente ombreggiate; inoltre un’ampia parte è stata dedicata agli orti, le cui culture possano poi essere utilizzate in cucina, ma siano anche un momento di apprendimento per i bambini, ad esempio per capire e segnare il susseguirsi delle stagioni. 1.4 SISTEMI COSTRUTTIVI Essendo l’edificio destinato alla prima istruzione dei bambini, i principali fruitori dell’edificio, si è pensato a dei sistemi costruttivi il più possibile naturali e biocompatibili, quindi con grande utilizzo del legno declinato in varie forme: dalla struttura portante principale in elementi massicci, ai materiali per isolamenti e coibentazioni che sono dei derivati dalla materia prima principale, fino al rivestimento esterno, che nei locali a nord è realizzato in doghe di larice. L’utilizzo di tale materiale permette di avere ambienti più sani, nei quali la qualità dell’aria è sicuramente maggiore per effetto della mancanza di emissioni pericolose e nocive, spesso frutto dell’uso di altri materiali come il cemento armato, il cui uso si è limitato solo alle strutture di fondazione. A ciò va aggiunto la possibilità di avere partizioni esterne con un elevato isolamento, sia termico che acustico, in spessori ridotti, che verrà garantito con pannelli di legno di abete mineralizzato e pannelli in fibre di legno, materiali caratterizzati da notevole massa termica. In un’ottica di sostenibilità, chiaramente considerata nel progetto della scuola materna, il legno rappresenta una forte riduzione dell’uso di risorse non rinnovabili, sostituita dall’utilizzo di un materiale rigenerabile e quindi presente in grandi quantità. Oltre ciò va considerato il fatto della costruzione di una struttura cosiddetta “a secco” le cui giunzioni avvengono per accostamenti o incastri, permettendo una facile dismissione degli elementi in caso di una futura demolizione dell’edificio, e il riciclo di gran parte degli elementi costruttivi dell’edificio. Inoltre l’utilizzo di una struttura con tali caratteristiche presenta dei vantaggi economici importanti come sottolineati nel documento “STIMA DEI COSTI che derivano dal fatto che la struttura verrà in gran parte prefabbricata nell’industria, con la capacità di avere maggiore precisione negli elementi principali, prima di essere assemblata in sito, così da ridurne decisamente i costi del cantiere, con il risultato di contenere il costo della costruzione. 1.5 SISTEMA IMPIANTISTICO Per l’impianto di riscaldamento si prevede l’utilizzo di una pompa di calore aria-acqua reversibile, così da installare un’unica macchina sia per la produzione del calore che del freddo, previsto magari nel periodo dei primi mesi estivi. I terminali sono pannelli radianti, isolati e disposti nel massetto del pavimento, così da mantenere temperature basse nella produzione del calore (30 – 40 °C) con il risultato di aumentare il rendimento della pompa di calore, inoltre tale sistema di emissione può essere utilizzo anche nel periodo estivo per il raffrescamento degli ambienti. La scelta del sistema impiantistico sopra descritto è chiaramente in funzione dell’utilizzo di fonti rinnovabili come il solare fotovoltaico, inserito nelle vetrate delle sezioni disposte a sud. Il sistema utilizzato BIPV è una tecnologia abbastanza recente, ma con un elevato ambito di applicazione, si tratta di una sorta di pellicola di silicio amorfo, pertanto trasparente e colorato, che viene integrata nelle vetrate esterne, con un’efficienza comunque piuttosto elevata (circa 12%). Questo permette la produzione dell’energia elettrica necessaria per l’alimentazione della pompa di calore e delle attrezzature elettriche nell’edificio, ed eventualmente la cessione all’ente gestore, in casi di sovrapproduzione. 1.6 STRATEGIE DI SOSTENIBILITA’ Il progetto è impostato su una forte logica di sostenibilità che in parte si è gia descritta sotto la forma di tecnologie impiantistiche efficienti e l’uso di materiali naturali e biocompatibili, ma la stessa scuola è stata composta su elementi e strategie che puntano oltre il semplice risparmio energetico, verso un benessere generale per i bambini che utilizzeranno l’edificio. Illuminazione Le sezioni sono illuminate con ampie vetrate, in parte colorate, in modo da riflettere la luce con effetti cromatici particolari, all’interno delle aule, sia per diminuire il consumo di energia elettrica per l’illuminazione, ma anche per rendere gli spazi dei bambini molto più divertenti; inoltre per evitare problemi di abbagliamento sono stati inseriti sistemi di oscuramento a lamelle orientabili, facilmente regolabili sulle esigenze degli utenti. Le attività libere e gli spazi di distribuzioni vengono illuminate da lucernari in copertura, realizzati aumentando l’altezza del solaio, così da inserire delle aperture per luce e areazione, ma anche in modo da dilatare gli spazi, costruendo nei bambini la sensazione di ampi spazi, relazionati con l’esterno e il paesaggio.

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Serra Nelle sezioni la vetrata esterna ha un’altezza di cm 130 così da “incorniciare” il giardino esterno, su misura per i bambini, la parte soprastante viene attrezzata con una doppia vetrata, realizzata con una struttura leggera in profili di alluminio, ancorata all’edificio, in modo da garantire dei benefici nel periodo invernale relativi al risparmio energetico. In quest’elemento, la serra, l’aria interna si riscalda creando un movimento verso l’interno delle sezioni, attraverso un serramento apribile a vasistas, così da ricambiare l’aria viziata interna con aria esterna riscaldata naturalmente dalla radiazione solare. Nel periodo estivo, la presenza di schermature vegetali nel giardino e la griglia nella parte alta della serra, permette un effetto camino che richiamando aria dall’interno delle aule, permette di raffrescare edificio. Massa Termica Il corretto orientamento delle sezioni e l’utilizzo di ampie vetrate, unito all’adozione di sistemi di emissione del calore a pannelli radianti permette di sfruttare il cosiddetto guadagno diretto, che garantisce un naturale riscaldamento della massa termica del solaio a terra, effettuato attraverso la radiazione solare incidente all’interno dell’aula dell’edificio, così da mantenere negli ambienti la giusta temperatura di esercizio (circa 20°C) per gran parte della giornata. Il principio della massa termica è molto importante anche nel periodo estivo, dove il calore elevato della stagione viene mantenuto all’esterno, grazie al tipo di materiale coibente utilizzato: pannelli in fibra di legno mineralizzata garantiscono un elevato sfasamento del calore in ingresso e una forte attenuazione della temperatura nei locali della scuola materna, riducendo la necessità del raffrescamento nel periodo estivo. Tetto Verde Per la copertura, realizzata con struttura in legno e coibentazione in pannelli di fibre di legno, si è inserito uno strato di terreno vegetale per la formazione di un modesto strato erboso che garantisce ottimi vantaggi dal punto di vista dell’isolamento termico e quindi del risparmio energetico. Inoltre la copertura così realizzate permette un forte isolamento acustico, ovviamente necessario, soprattutto negli spazi dedicati alle sezioni, e nel periodo estivo aumenta l’effetto della massa termica e il conseguente raffrescamento attraverso l’evaporazione dell’acqua presente nello strato di terreno, elevando il comfort all’interno della nuova scuola materna. Raccolta Acqua Il progetto prevede che le acque meteoriche, vengano raccolte dalla copertura per poi essere utilizzate per l’irrigazione delle parti a verde, ed eventualmente per usi civili come lo sciacquone dei vasi nei bagni, in modo tale da non sprecare un bene molto prezioso, coerente con l’ottica di sostenibilità fin qui ricercata. Certificazione Energetica In base a quanto sopra descritto e alle caratteristiche costruttive e impiantistiche pensate per il progetto della nuova scuola materna di Cazzago, l’edificio si può classificare nella categoria A in base la certificazione energetica realizzata in modo conforme alla normativa regionale D.G.R. n.ro VIII° 5773 in data 31 Ottobre 2007, in quanto il uso consumo annuale di energia per il riscaldamento è inferiore a 6 kWh/mc.

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