© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
COME IL PROGETTO SI RAPPORTA AL LUOGO
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
La pianta del nuovo edificio è costruita sulla intersezione tra due linee di forza: l’orientamento rivolto a sud degli affacci privilegiati e delle superfici di captazione fotovoltaica, e l’allineamento della maglia urbana di giacitura degli edifici esistenti relazionati con la Via Giulio Bevilacqua. Questa impostazione consente anche di coerenziare l’edificio con la Via Duomo e gli edifici che vi afferiscono.
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
COME SI E’ DEFINTA LA TIPOLOGIA IN RAPPORTO ALLE FUNZIONI ED ALLE PRESCRIZIONI DI NORMA
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Si è proposta una tipologia che privilegia un continuo e variato rapporto tra spazi esterni e spazi interni, consentendo per tutti gli ambienti destinati alle attività didattiche il doppio affaccio su fronti contrapposti, sia in funzione dell’illuminazione che del controllo dei ricambi naturali d’aria.
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Il rapporto tra interni ed esterni è quindi al tempo stesso estroverso per quanto riguarda l’illuminazione naturale e gli affacci delle vedute, ed introverso per quanto riguarda gli spazi di fruizione controllata dell’esterno, che avviene tramite un sistema di patii e di cortili.
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Per la scuola materna:
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Si sono tenute in massimo conto le prescrizioni qualitative in merito alla tipologia espresse in particolare ai punti 3.0 e 3.1 del D.M. sulle norme tecniche per l’edilizia scolastica. Per le parti didattiche si è fatto riferimento agli studi tipologici condotti in occasione della definizione dei nostri Progetti Tipo per l’edilizia scolastica della Regione Lombardia, tuttora pubblicati nella manualistica di settore.
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
La caratterizzazione delle aree funzionali dedicate alle attività della scuola consentono ai bambini l’identificazione dell’appartenenza al loro micro-paese. Vi si riconoscono la via principale (sotto lo shed vetrato), le case (le sezioni, ciascuna di colore diverso), i cortili (i patii interni), la piazza con il ristorante ed il teatro (lo spazio mensa e gli spazi per le attività libere)
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Per il micro nido
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Al micronido si sono dedicati i due bracci che definiscono il cortile maggiore, riservato, appunto, al rapporto con l’esterno, in area controllata, degli utenti del nido. Si è altresì prevista la possibilità di ampliamento sul terzo braccio, mediante semplice ricollocazione delle attività complementari e di servizio della scuola materna ora qui collocate. La parte di edificio riservata al nido è la più tranquilla e riposta, ancorchè funzionalmente connessa al complesso. Un braccio ospita gli spazi riservati ai lattanti, dimensionati indicativamente in cinque utenti, e un altro ospita le attività per i divezzi, dimensionate indicativamente in quindici utenti. Il cortile riservato alle attività ed al giuoco all’aperto è parzialmente protetto da schermature realizzate con grigliati in legno lamellare, che garantiscono anche la protezione dall’irraggiamento sui serramenti degli spazi di soggiorno. E’ previsto che il micro nido condivida con la scuola materna la piccola infermeria, la cucina per la preparazione dei pasti per i divezzi, oltre ai vani tecnici dell’impianto di climatizzazione e produzione dell’acqua calda sanitaria.
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
COME SI CARATTERIZZA L’ESPRESSIONE ARCHITETTONICA
© Efrem Binda . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
L’espressione architettonica propone un linguaggio che coniuga due obiettivi. Il primo si identifica nella costruzione logica ed ordinata dell’architettura, a garanzia del corretto inserimento paesistico. Il secondo si coglie nella volontà di proporre agli utenti, siano essi i piccoli come gli adulti, un edificio con un’interfaccia amichevole ed accogliente.
I connotati salienti sono dunque:
Dal punto di vista volumetrico, il frazionamento dei volumi in unità funzionali corrispondenti alle varie parti che compongono l’organismo edilizio. L’unitarietà dell’insieme è garantita dagli allineamenti dei fili di gronda e dal ricorrere degli elementi di trattamento delle chiusure esterne.
Dal punto di vista cromatico l’inserimento su un colore neutro degli intonaci di alcuni elementi tinteggiati a contrasto in colori pastello, che evidenziano e rendono riconoscibili ed identificabili le diverse sezioni, lo spazio teatrale, il nido per gli utenti più piccoli.
Dal punto di vista tipologico il rapporto tra esterno ed interno che si svolge per l’asilo nido nel cortile piantumato, e per la scuola materna nei patii e nei portici.
COME SI PROPONE LA SISTEMAZIONI DEGLI SPAZI ESTERNI
Per le sistemazioni esterne, a fronte delle limitate risorse a disposizione, si è definito il necessario e sufficiente per garantire la migliore funzionalità del complesso. L’impostazione tiene conto della possibilità di implementare, in fasi successive, le dotazioni con eventuali spazi di gioco all’aperto e di relazione didattica con la natura. Lungo la prosecuzione della via Bevilacqua si è riqualificato il parcheggio esistente, dotandolo di aiuole piantumate. Si è organizzato inoltre un parcheggio da 14 posti auto riservato agli operatori del complesso. Una corsia di accesso veicolare serve la cucina ed è disponibile per le occorrenze di servizio e/o di emergenza. Gli accessi pedonali alla scuola materna ed all’asilo nido avvengono da un viale lastricato che recapita al cortile interno. In prossimità dell’accesso pedonale è possibile prevedere l’area di sosta per l’eventuale scuolabus o per la sosta temporanea di accompagnamento.
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