© Chiara Paleari . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
Intento del progetto è di proporre un edificio che risponda non solo alle esigenze famiglia-educatori-bambino, ma che garantisca la qualità ambientale sotto tutti gli aspetti. In tal senso, va considerato che i bambini hanno esigenze di base che possono essere soddisfatte tramite il design e l’architettura e, al contempo, un edificio pubblico si relaziona con la comunità e il contesto in termini fisici e rappresentativi. Per quanto riguarda il rapporto con gli utenti, l’architettura si relaziona in modo specifico con un progetto pedagogico basato sul gioco e sull’esperienza permettendo di modificare gli ambienti per adattarli alle varie funzioni e attività didattiche,di svago e riposo. Al contempo, lo spazio è pensato per avere una precisa identità architettonica nella quale il bambino si riconosca, unendo il carattere di flessibilità ai cambiamenti che possono rendersi necessari anche durante la giornata, alla riconoscibilità di ogni singola funzione, sia attraverso le soluzioni progettuali sia con l’utilizzo di diversi colori e materiali. L’ambiente viene quindi esteso e manipolato attraverso pareti mobili e vetrate che permettono la fluidità e l’adattabilità anche nel corso della giornata. Alcune aree della scuola materna e dell’asilo nido sono definite tramite partizioni, altre sono dotate di pareti fisse, mentre le diverse sezioni presentano spazi liberi a disposizione degli educatori, i quali potranno strutturarli in coerenza con le esigenze e le attività svolte. L’approccio alla progettazione al’interno del lotto è stato orientato dal desiderio di presentare un edificio che fossa la contempo rappresentativo e organico alle caratteristiche dell’intorno. In particolare modo esso si pone come una mediazione tra un tessuto urbano a bassa densità e gli spazi visuali prospettici che aprono il paesaggio verso l catene montuose. Si è perciò optato per un organismo edilizio distribuito su un piano, anche per renderne più agevole la fruizione e, al contempo, per lasciare libera la visuale verso Nord. L’edificio è caratterizzato dalla copertura piana, la quale definisce l’involucro lungo gli angoli fino a diventare una sorta di “vassoio” in aggetto laddove il terreno digrada. Vengono invece inseriti nei prospetti gli elementi a pannelli in legno che fanno da contrasto con la pulizia delle superfici in CLS e restituiscono la pienezza del gioco di ombre lungo il corso delle giornate, attraverso lo sfalsamento dei piani e l’inserimento delle aperture finestrate sfalsate. Si è cercato l’accostamento di materiali le cui tessiture e colorazioni rendessero il progetto vario e dotato di profondità nell’insieme, pur non tralasciando il linguaggio comune e le soluzioni formali e tecniche d’insieme. Così, vengono privilegiate superfici scabre in cls a vista accanto alla purezza cromatica della finitura degli elementi strutturali superiori e di copertura e accostati a tessiture variegate del legno o superfici riflettenti quali l’alluminio e il vetro dei serramenti e delle vetrate. Il progetto divide le due macro funzioni, quella di scuola materna e il nido, organizzando gli spazi principali di attività libere e programmate intorno a due corti; queste rappresentano l’apertura verso l’esterno e nel contempo il luogo protetto per le attività della scuola materna. Il riferimento tipologico e architettonico alla corte lombarda relaziona l’edificio con le permanenze storico-culturali, aggiornandone al contempo il linguaggio in chiave moderna. Le varie funzioni sono servite da corridoi strutturati in modo da dividere e indirizzare al meglio i i flussi di utenza, mantenendo tuttavia l’unità spaziale necessaria ad evitare una eccessiva disarticolazione della pianta; come accennato, è posto particolare accento alle variazioni cromatiche in funzione di orientamento, dando una specifica colorazione ad ogni sezione e ad ogni funzione. Gli spazi interni sono inoltre caratterizzati da diversi tipi di pavimentazione che individuano, senza fisicamente delimitare, le aree preposte alle diverse attività. Ciò è oltremodo coerente con le caratteristiche di flessibilità e adattabilità funzionali ricercate dal progetto. L’utilizzo di pareti mobili, che aperte possono rendere unici spazi differenti, aumenta la facilità di fruizione e strutturazione, consentendo una maggiore fluidità al percorso didattico. Il blocco amministrativo e del personale è raggruppato nel volume affacciato sul fronte strada, fungendo da ideale schermo e filtro per le attività principali e garantendo contemporaneamente un facile accesso ai visitatori e ai genitori, senza turbare lo svolgimento delle attività della scuola. Il refettorio occupa una posizione baricentrica rispetto alle sezioni e si affaccia sia sul giardino esterno, con orientamento Nord-Est, che verso un cavedio da cui riceve ulteriore illuminazione. La scelta della posizione delle vetrate è pensata per evitare fenomeni di abbagliamento da luce diretta e al contempo garantisce una relazione diretta tra la zona e l’ambiente esterno. L’accesso all’edificio avviene attraverso due ingressi che danno sul portico principale affacciato sulla strada, protetto dagli agenti atmosferici e dalla eccessiva illuminazione attraverso una serie di aperture vetrate e da brise soleil in legno. Sul passaggio coperto si apre l’ingresso vetrato che risponde alle funzioni distributive dei percorsi e funge da ulteriore spazio di mediazione. Per quanto riguarda le sistemazioni esterne, è prevista la creazione di un orto didattico strutturato lungo un percorso che connette le varie quote del terreno. Si prevede la piantumazione di un filare di alberi di essenza decidua e di siepi lungo il lato Nord del lotto, per schermare i venti freddi prevalenti nella stagione invernale e garantire l’aspetto di “recinto protetto” anche alle aree esterne. Lungo la strada di servizio sono posti i parcheggi pubblici e gli ingressi all’edificio, mentre i parcheggi per gli educatori e l’accesso alla mensa per carico e scarico vengono garantiti dall’ingresso al lotto Posto sul lato Est. Gli impianti tecnologici per l’accumulo di energia, la produzione di calore, l’illuminazione ecc. sono posizionati all’interno di un locale tecnico separato e accessibile dall’esterno.
© Chiara Paleari . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
© Chiara Paleari . Pubblicata il 08 Marzo 2010.
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