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Cazzago San Martino (BS), Italia

Nuova scuola materna di Cazzago San Martino

Francesco Schiera, Giovanna D'Attardi, Francesco Cuccia, Luigia Alcamo, Calogero Lio

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1.1 La poetica progettuale L’idea del progetto nasce dal pensiero di un gioco, l’aquilone che, con la sua forma leggera ma stabile, vola per poi adagiarsi – sorretto dal vento e dalla guida di un bimbo- sull’area del nostro intervento. Un’aquilone dalla forma classica, a losanga, che necessita di code per stabilizzarsi in volo e successivamente atterrare. E queste code diventano segni di ulteriore riconoscimento. 1.2 Obiettivi e scelte progettuali La scuola dunque si presenta come una grande losanga orientata in direzione SE – NW, ora forma chiusa, ora “squarciata” dal grande cortile interno dalla forma irregolare (eccezione alla compattezza dell’immobile), in un continuo rapporto con l’ambiente circostante. Ed il rapporto con l’esterno diventa il fattore pregnante dell’idea di progetto: l’esterno penetra nella losanga attraverso l’imboccatura dell’ingresso, si “sofferma” nella corte centrale, è sempre visibile dalle grandi vetrate che caratterizzano i fronti delle aule didattiche. La copertura curva richiama ad un andamento naturale, quasi da collina che segna- senza impattarlo in modo violento- il paesaggio pianeggiante dell’area. In generale il progetto vuole rispondere a due esigenze: a. esigenze pedagogiche Il rapporto tra il bambino e la “sua” scuola: conferire riconoscibilità all’area con una struttura che sia in grado di animare “curiosità” ed “interesse esplorativo” ai suoi principali fruitori, cioè i bambini. L’edificio scolastico è il luogo dove avviene la formazione del bambino attraverso lo sviluppo di tutti i suoi linguaggi: espressivi, comunicativi, simbolici, cognitivi, etici, metaforici, logici, immaginativi e relazionali, e delle loro enormi potenzialità. L’ambiente pedagogico è studiato dal punto di vista architettonico e funzionale per soddisfare tutti i bisogni dei piccoli utenti e consentire ad educatori e genitori di partecipare attivamente alla loro formazione. Il benessere ambientale costituisce uno dei temi principali della progettazione di uno spazio destinato ai bambini, con l’obiettivo di creare un ambiente che dal punto di vista visivo e tattile possa stimolare positivamente la sensibilità dei piccoli utenti. Questo principio guida la scelta dei materiali di finitura e delle colorazioni (interamente naturali) e prevedendo di utilizzare all’interno dell’edificio arredi e giocattoli in legno o altri materiali di origine vegetale, semplici, essenziali, quasi archetipici. Lo scopo è di lasciare il più possibile libera di esprimersi la fantasia dei bambini. All’interno dello spazio scolastico è possibile organizzare in modo flessibile attività diverse quali: l’ingresso come stanza delle stagioni; l’angolo del riposo; i corridoi come spazi polivalenti; Gli obiettivi principali sono sviluppare i sensi attraverso l’imitazione e l’esperienza della vita in comunità con una scansione ritmica. I fattori che contribuiscono a questo sono il periodo a disposizione ogni giorno per gioco libero con materiali naturali e il rilievo che si attribuisce alla produzione artistica. Il progetto pedagogico deve quindi essere articolato in modo da andare incontro allo sviluppo naturale ed organico del bambino, dando un giusto peso alle attività cognitive, artistico-emozionali e tecnico-pratiche. Gli spazi esterni sono utilizzati non solo per momenti ricreativi ma anche per le esperienze pedagogiche: l’orto didattico e il frutteto servono per comprendere le stagioni e la crescita naturale. b. il rapporto con il contesto Altro tema importante è il rapporto con il contesto, anche in questo caso la riconoscibilità dell’edificio, la sua forma in relazione al percorso solare, la modularità e la flessibilità degli spazi. Il progetto prevede un sistema articolato di verde che svolge un importante ruolo di regolazione del microclima nei mesi estivi, incrementando la ventilazione naturale, limitando l’irraggiamento e 3 regolando naturalmente il grado di umidità dell’aria. 2. SOLUZIONI ARCHITETTONICHE E SISTEMAZIONI ESTERNE 2.1. L’edificio L’edificio è composto da due corpi ad “L” che si aprono su un asse virtuale, orientato sulla direttrice SE – NW che contengono le sezioni ed il loro connettivo di distribuzione nonché i servizi; la parte terminale del corpo ad “L”, ruotato di circa 30° ri spetto all’asse del corpo di appartenenza ed orientato a NW, ospita i locali del micro nido. La corte centrale fa da cerniera all’edificio e si relaziona con il connettivo – spazio dedicato alle attività libere, tramite grandi aperture vetrate. L’ala dell’edificio a sinistra della corte ospita n. 3 sezioni (orientate a SW), le attività di assistenza, servizi per il personale. L’ala dell’edificio a destra della corte ospita n. 2 sezioni (orientate a SO), il micronido, la cucina e il refettorio. Il locale tecnico per gli impianti trova spazio nelle estremità delle due stecche. La struttura ha una copertura leggermente curva che in alcuni punti si apre (come un taglio nella scocca dell’aquilone) per ospitare dei lucernai. Le attività libere Si è scelto, dal punto di vista progettuale e pedagogico, di riunire in un unico ambiente gli spazi destinati alle attività libere di ciascuna aula. La sommatoria, in un unico ambiente, delle relative superfici assegnate dal DM, ha fatto sì che si potesse ottenere la grande aula centrale, che è diventata così, insieme alla corte centrale, il fulcro spaziale-architettonico e di incontro della scuola per l’infanzia. Tale spazio polivalente diventa dunque, ora ingresso-accoglienza, ora spazio destinato all’incontro genitori-bambini (anche separabile con pannelli scorrevoli dal resto degli spazi). In questo spazio centrale confluiscono i dinamici corridoi di distribuzione concavo-convessi alle aule. La forma di tali spazi connettivi permette al bambino di poter attribuire al corridoio non solo la funzione di mero elemento di collegamento, di passaggio spazio-temporale fra la propria aula e gli altri spazi della scuola, ma anche di particolare spazio di sosta (con i suoi slarghi ed i suoi restringimenti) che può essere adibito a “gioco guidato”, coadiuvato dalle finestrature poste ad altezza bambino, che gli permettono una “sua” visuale dell’esterno, della luce, del cambiamento e del passaggio del tempo. Le sezioni Sono state progettate in funzione delle varie attività che sono previste al loro interno. Ogni sezione è composta dall’aula per le attività didattiche, attività pratiche, servizi igienici, spogliatoio e piccolo deposito. Attraverso una porta scorrevole, lo spazio delle attività pratiche può essere adibito a dormitorio. Le sezioni sono riconoscibili dall’uso differenziato del colore, sia dall’esterno con la colorazione dei prospetti, che dall’interno con la colorazione del portale d’ingresso alla sezione. La direttrice prescelta per la sistemazione delle aule permette di potere orientare gli affacci sui fronti SE e SW che si ritengono più favorevoli per quanto riguarda l’illuminazione naturale ed il soleggiamento, e inoltre consentono ai bambini di godere della vista privilegiata sul paesaggio naturale che circonda l’area. Il micronido E’ progettato come corpo autonomo, con accesso indipendente, ma allo stesso tempo integrato nel complesso. Al suo interno sono previsti: lo spazio per le attività didattiche, aula sonno, servizi igienici e pulizia e cambio lattanti. Il micronido è collegato direttamente al refettorio comune dello edificio. 2.2 La sistemazione esterna La sistemazione dell’esterno prevede nuove zone verdi con scopi didattici (permettendo così ai bambini la comprensione dei concetti legati alla biodiversita’ e all’evoluzione biologica) – ovvero l’area del frutteto, l’orto biologico, l’area per il compostaggio, lo spazio per i racconti. Sono inoltre previsti interventi di mitigazione e compensazione che dovranno affiancare la realizzazione della scuola. Si prevede pertanto: - realizzazione di un sistema ad accumulo termico tramite le pavimentazioni in pietra artificiale e vegetazione, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di comfort climatico 4 negli spazi aperti nel periodo invernale; la realizzazione di un manto di vegetazione tappezzante per la protezione dei suoli e la conseguente riduzione del carico termico dovuto all’insolazione, al fine di ottenere una efficace protezione solare del giardino nei periodi più caldi ; - realizzazione di una collinetta artificiale con barriere vegetali arboree ed arbustive che funga da schermatura acustica e visiva e da protezione dai venti invernali, che soffiano prevalentemente in direzione WNW; - posizionamento di una fila di essenze di alto-medio fusto fusto, poste a sud in prossimità del parcheggio, per l’ombreggiamento dello stesso. Infine il percorso d’acqua, che dall’ingresso della scuola arriva alla corte interna, si pone come elemento di gioco ma al contempo individua un sistema di raccolta dell’acqua piovana che può essere utilizzata per scopi irrigui ma anche per la pulizia e per i servizi igienici. 3. SOLUZIONI TECNOLOGICHE E MATERIALI Le caratteristiche e l’obiettivo del progetto hanno portato ad ipotizzare una struttura con elementi in legno di larice o abete prefabbricati ed assemblati in cantiere a secco. La struttura in legno è costituita da montanti e traverse in legno massivo strutturale essiccati senza impregnante, rivestita con pannelli in multistrato fenolico tipo OSB. Il solaio di calpestio è costituito da pannelli prefabbricati in legno del tipo a “cassone LegnoLego o equivalenti”, con vano tecnico entro cui sarà posta l’impiantistica. Il solaio di copertura leggermente curvo sarà invece realizzato con travi principali in legno di abete rosso massivo, e travi secondarie in legno lamellare poste ortogonalmente alle prime. Il legno è utilizzato in maniera contemporanea: lunghi listelli orizzontali e verticali, pannelli strutturali ingegnerizzati, intelaiature strutturali prefabbricate, tutto prodotto in officina e montato a secco, tramezzi con telaio strutturale in legno e rivestimenti in fibrogesso, serramenti in legno disegnati con essenzialità. Il ricorso a tali sistemi costruttivi consente il controllo delle prestazioni ambientali lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio: - produzione fuori opera con materiali di origine totalmente naturale (vegetale), e quindi con ridottissima energia incorporata; - assemblaggio degli elementi molto semplice e veloce, ridotta incidenza di trasporti e minimo impatto ambientale del cantiere; - semplice smontaggio selettivo dell’edificio a fine vita e riciclaggio o riuso dei componenti. La struttura in legno è appoggiata su cordoli di fondazione in c.a. di ridotte dimensioni per effetto della leggerezza della struttura; anche gli scavi quindi saranno ridotti al minimo. Le pareti portanti avranno la seguente stratigrafia: - rivestimento esterno con doghe di legno di abete o larice trattate termicamente, tipo “thermowood”; - intercapedine ventilata e pannello OSB; - struttura portante in legno massivo e coibentazione in fiocchi di cellulosa insufflati o granuli di sughero; - pannello OSB, vano impianti coibentato e pannello in fibrogesso. La copertura avrà la seguente stratigrafia: - sistema a giunto drenante con aggancio a pressione in sormonto a tenuta stagna, con applicazione di modulo fotovoltaico amorfo flessibile per la produzione di energia elettrica. Nelle porzioni della copertura in cui non saranno installate le striscie flessibili del fotovoltaico, sarà posato un mosaico costituito da scarti di piastrelle di ceramica riciclate variopinte; - telo traspirante con materassino di fibre di polietilene HPDE tipo “tyvek”; - pannello tipo OSB sp. cm. 2; - doppia orditura di listelli in legno per la formazione di intercapedine ventilato struttura portante del tetto con travi principali e secondarie in legno lamellare; - coibentazione in fiocchi di cellulosa o granuli di sughero - doppia lastra in fibrogesso. Tutti i tramezzi saranno con telaio strutturale in legno e rivestimenti in fibrogesso. Tutti i materiali impiegati saranno esenti da trattamenti chimici, o di origine naturale ma tossici, in modo da eliminare l’inquinamento indoor; la scelta è pertanto ricaduta sui seguenti materiali di finitura: pavimentazioni in linoleum con trattamento naturale, intonaci interni in gesso o terra cruda, 5 tinteggiatura degli interni con pittura bio-ecologica a base di calce o silicati, infissi esterni ed interni in legno non trattato e vetri camera a bassa emissività. L’impianto di riscaldamento a pavimento con pannelli radianti funzionanti a bassa temperatura ed in grado di ottenere un comfort ottimale in relazione al tipo di utenza (bambini anche a carponi), è alimentato da pompe di calore ad alta efficienza con sonda geotermica ed alimentazione elettrica, supportata da pannelli fotovoltaici della potenza di 20 kW posizionati sul tetto. E’ stato inoltre previsto un sistema di ricambio d’aria forzato mediante UTA con filtri a sacco e con recuperatori di calore a flussi incrociati del tipo a grande efficienza per il controllo, oltre che della temperatura, dell’umidità e della qualità dell’aria. Nel periodo estivo, all’impianto di ventilazione forzata, sarà affidata la deumidificazione dell’aria per garantire un primo raffrescamento e l’asportazione di parte del calore latente; impianto idrico con rete duale (acqua potabile e acque piovane), e riserva idrica, posta nei locali tecnici, per l’accumulo delle acque piovane; impianto di fitodepurazione per il riuso delle acque grigie a fini irrigui; collettori solari ad alta efficienza per la produzione di acqua calda sanitaria; moduli fotovoltaici con tecnologia a film sottile integrati nel profilo della copertura leggermente curva per la produzione di energia elettrica, che hanno il pregio di non soffrire un orientamento ottimale, lavorando per lo più con la componente diffusa della radiazione; impianto elettrico realizzato a stella per ridurre i campi elettromagnetici, corpi illuminanti con lampade a basso consumo. 4. PROGETTO AMBIENTALE E USO DELLE RISORSE 4.1 L’uso delle risorse naturali L’uso razionale delle risorse climatiche ed energetiche viene ottenuto attraverso l’utilizzo degli elementi naturali come risorse per l’edificio tenendo conto dell’esigenza di benessere ambientale. Per migliorare le caratteristiche termiche dell’edificio durante il periodo freddo si è tenuto conto dell’apporto energetico da soleggiamento invernale tramite il corretto orientamento dell’edificio, la massa termica dei solai, la posizione e le caratteristiche delle finestre ed inoltre è stato previsto l’uso dell’energia solare per il riscaldamento dell’acqua sanitaria e scambiatori di calore per il preriscaldamento degli ambienti. Il raffrescamento viene ottenuto attraverso l’adozione di soluzioni corrette dal punto di vista bioclimatico quali: corretto orientamento dell’edificio; maggiore inerzia termica delle muri esterni con elevati valori di sfasamento; sistemi di ombreggiamento, elementi ombreggianti naturali quali essenze arbustive ed arboreee caducifoglie (ombrose in estate e spoglie in inverno) nello spazio esterno in prossimità dell’area parcheggio; sistemi di ventilazione naturale estiva per ridurre il fabbisogno energetico per il raffrescamento dell’aria durante la stagione più calda. 4.2 Caratteristiche bioclimatiche dell’edificio Le sezioni sono rivolte a SE e SW per utilizzare al meglio l’apporto solare ; il taglio che divide in due l’edificio, la corte interna e i camini estrattori, consentono di attivare favorevoli condizioni di ventilazione naturale sia in regime invernale che estivo, attraverso l’attivazione di un sensore della temperatura interna che apre o chiude i pannelli di aerazione. In regime invernale le pavimentazioni massive assolvono la funzione di accumulo della radiazione solare e lo scambiatore di calore recupera il calore dell’aria interna per mitigare la temperatura dell’area esterna in entrata. Sono previste adeguate misure per il controllo della radiazione solare in regime estivo: schermatura solare con alberi caducifoglie in corrispondenza del parcheggio, pensiline con tende esterne in corrispondenza delle sezioni, tetto ventilato. 4.2 L’illuminazione naturale degli ambienti L’illuminazione degli ambienti è stata progettata utilizzando possibilmente la luce naturale per garantire le condizioni di comfort fisiologico, tenendo conto di come la luce interagisce con l’ambiente e ne modifica la percezione e di conseguenza può essere utilizzata per accentuare effetti di organizzazione spaziale, suggerire delle direzioni, fungere da barriera o da connessione. Le aperture trasparenti sono progettate in relazione all’orientamento ed alle caratteristiche dei materiali di chiusura ed alla riflessione delle pareti. Negli ambienti con esposizione più sfavorevole – in particolare in quelli esposti nel settore che va da NO a NE – sono stati inseriti lucernari a tetto apribili meccanicamente, che garantiscono adeguata illuminazione naturale, ventilazione ed oscuramento quando dovesse risultare necessario. 6 4.3 Risparmio energetico Una componente importante delle dispersioni termiche che si verificano in un edificio si registra attraverso i muri perimetrali, la copertura, le fondazioni ed i ponti termici. Le misure attuate per il conseguimento del risparmio energetico riguardano il maggiore isolamento termico dell’edificio attraverso l’utilizzo delle coibentazioni di origine vegetale nei muri e nelle coperture, il vespaio aerato ottenuto con l’impiego di un solaio in legno a cassone prefabbricato opportunamente coibentato (che assolve anche alla funzione di evitare l’eventuale inquinamento da radon), l’abolizione dei ponti termici, fonte di dispersione e le misure per il controllo della radiazione solare sopra descritte.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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