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Cazzago san Martino (BS), Italia

Nuova Scuola Materna di Cazzago San Martino - BS

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“La cicogna ha fatto il nido sul camino: l’uovo però è caduto e ha lasciato come impronta il patio intorno al quale nasce la scuola per l’infanzia”. Star bene a scuola come in un nuovo nido dell’accoglienza

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RELAZIONE DESCRITTIVA

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Il luogo deputato ad accogliere i piccoli virgulti, i cuccioli umani, i tesori della nostra specie, i futuri membri della comunità locale deve essere ‘accogliente’. Le forme di tale accoglienza, oltre a quelle umane imprescindibili, possono configurarsi nell’architettura secondo canoni di pensiero variegati , ma con parametri stereometrici prefissati dalle norme. La scelta di una forma per un edificio destinato alla scuola per l’infanzia dovrebbe tener conto della molteplicità delle componenti psicologiche, didattiche, microclimatiche, strutturali, funzionali e non ultime simboliche. Rendere compresenti positivamente le varie componenti è la sfida che il progetto vuole affrontare. La scuola dell’infanzia, come il micronido, hanno una funzione didattica e affettiva molto particolare, che si snoda in tempi molto più lunghi della scuola dell’obbligo ed è rivolta a una utenza (i bambini) che ha necessità molto diverse sia tra loro che dai bambini dai sei anni in su. Per questo motivo la struttura assume un’importanza primaria per uno svolgimento ottimale delle attività didattiche. Gli orientamenti della scuola dell’infanzia assegnano un grande rilievo all’idea di contesto, considerato sia come organizzazione degli spazi e dei materiali, sia come insieme di eventi e relazioni che vi si realizzano. Il contesto comprende così anche gli aspetti affettivi, sociali, linguistici, cognitivi e culturali che lo caratterizzano. Poiché tutti gli elementi interagiscono tra di loro, si dà uguale importanza sia all’ambiente sia ai soggetti che nel contesto vivono la loro esperienza di vita e di crescita. Nella scuola si realizzano i percorsi e le esperienze educative e didattiche. La strutturazione del contesto spaziale, relazionale e culturale, potrebbe inibire o favorire lo sviluppo e l’apprendimento. Predisporre il contesto per l’accoglienza significa perciò definire l’organizzazione degli spazi scolastici, l’articolazione dei tempi, dei materiali, dei gruppi e delle attività, esercitare la funzione di regia educativa per progettare l’ossatura sulla quale verranno poi modulati i diversi percorsi e le possibilità di azione autonoma dei bambini. Accogliere i bambini/e nella scuola dell’infanzia non vuole dire semplicemente farli entrare nell’edificio scolastico e decidere in quale sezione staranno e quali spazi avranno a disposizione. E’ possibile adottare un “metodo che accoglie” per creare un collegamento significativo tra il bambino, il suo mondo interiore e la realtà della scuola. Solo così si potrà realizzare un ponte fra accoglienza ed esperienza scolastica, tra ciò che il bambino porta con sé come potenzialità, bisogni, aspettative e le situazioni, i giochi, gli incontri che l’ambiente scolastico può promuovere. A tal fine è bene che la struttura scolastica abbia delle caratteristiche ambientali adatte a favorire lo “star bene a scuola”.

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Dal punto di vista funzionale a quanto esposto il progetto considera:

La Sezione: come il grande contenitore dal quale andranno emergendo gruppi di diversa consistenza, senza prescindere dall’attività del singolo e nella quale uno spazio è riservato all’atelier. La sezione si apre sia sullo spazio comune coperto che sul giardino. La luce dominante è quella naturale opportunamente filtrata da brise-soleil. Dalla sezione accessibile dal filtro spogliatoio si accede ai servizi igienici.

I Servizi: come il luogo delle piccole e grandi scoperte fatte in un contesto quotidiano specifico. In bagno non bisogna avere fretta, né stare affollati. Nelle ore di punta, come per esempio, quella prima di pranzo, bisogna programmare bene i tempi e i turni. In bagno sono indispensabili gli specchi posti ad altezza bambino, così da permettere ai piccoli di vedersi mentre si lavano. Serve una mensola accessibile per riporre il sapone o per distribuirlo ai compagni. Servono dei ganci bassi con a fianco la fotografia del bambino, dove attaccare l’asciugamano personale. L’atmosfera in bagno non è solo una questione estetica. Non deve essere un ambiente freddo e istituzionale. I bambini piccoli hanno una passione per le operazioni “banali” come aprire e chiudere i rubinetti, bagnarsi e asciugarsi, tirare lo sciacquone.

La Sala da Pranzo: come lo spazio in cui tutta la comunità scolastica affluisce nello stesso momento e che richiede maggiore attenzione dal punto di vista acustico per il benessere di tutti. Per tale motivo l’insonorizzazione sia delle pareti che del soffitto è cura del progetto risolvere con materiali ecologici fonoassorbenti e fonoisolanti. L’altezza del locale è congrua con la pressione contemporanea di 150 bambini che respirano e traspirano e che però vogliono e devono star bene anche in mensa. Qui la luce naturale proveniente da nord è diffusa anche da una sorta di griglia assonante con le tipologie locali dei fienili cui veniva perimetrato un lato o più per ottenere una ventilazione ottimale di contrasto.

Gli Spazi per il Gioco: tutto lo spazio libero tra le sezioni e il patio, dove si possono individuare angoli di interessi quali le grandi costruzioni, i cubi scomponibili, gli scivoli, i castelli e dove è possibile correre: Correre intorno al patio, corre in su e in giù, perché i bambini non camminano, corrono. Corrono sempre. Nella stagione buona gli spazi per il gioco si spostano all’esterno, magari nel bosco di fonte al prato.

La Palestra: come lo spazio dei cuscinoni, arredata con tappeti imbottiti e cuscini di varia forma e misura: E’ qui che il bambino trova aiuto allo sviluppo armonico del corpo e dove la percezione dell’ambiente dev’essere accogliente e dove l’angolo morbido deve evocare sensazioni piacevoli di morbidezza, sicurezza, dolcezza, tranquillità. La luce morbida dai finestroni rivolti a nord aiuta ulteriormente a garantire il benessere. Lo schema generale della pianta dell’edificio: si stratta di uno schema geometrico derivato da un triangolo equilatero con due lati curvi di cui l’uno è un muro in mattoni a vista che vuole rappresentare una sorta di nuovo castello la cui corona si affaccia sulla pianura sottostante e l’altro è il tracciato dell’affaccio delle sezioni verso il giardino interno rivolto al sole. L’asse verticale è il muro che divide la parte carraia e dell’ingresso dalla scuola vera e propria. I due apostrofi sono le aule del micronido che cercano il sole a sud. I due ambiti circolari segnano il camino e il patio

Dal punto di vista più propriamente architettonico l’impianto generale prevede una costruzione a pianta aperta con le sezioni della scuola per l’infanzia distribuite da un patio (l’impronta dell’uovo caduto dal nido) e rivolte su un grande giardino. L’orientamento dell’edificio dispone le aule a ventaglio da est a sud, mentre recupera a nord gli spazi collettivi del pranzo e dell’attività motoria al coperto. Gli spazi collettivi intorno al patio permettono le attività del gioco collettivo. Le attrezzature funzionali si distribuiscono tra l’ingresso e la mensa/refettorio. L’ingresso, anche quello carraio, alla scuola per l’infanzia e alle due sezioni di micro-nido avviene dalla via Bevilacqua a sud e da un lungo pergolato si accede pedonalmente prima alla scuola materna e poi al nido. Questo è posto a nord ovest, a ridosso del corpo di fabbrica con i servizi collettivi, e apre le sue due sezioni a sud per recuperare con vetrate la luce e il sole. L’atrio del nido, luogo dei giochi collettivi, recepisce da un camino tronco conico (il luogo del nido della cicogna) la luce naturale e attraverso di esso scarica l’aria sporca, dopo aver ceduto la sua energia termica, all’impianto di climatizzazione. Dalla bussola d’ingresso della scuola per l’infanzia si entra nel grande atrio con soffitto a cassettoni sghembi con travi in legno lamellare che si dipartono asimmetricamente dal travone ellissoidale poggiante sulle colonne in acciaio verniciato a formare il patio vetrato interno. La luce all’atrio proviene sia dalle vetrate a ridosso delle colonne sia dagli interstizi tra i corpi di fabbrica delle aule. La luce naturale agli spazi di servizio deriva dal dislivello tra le quote dei solai, che si finestrano a scambiare luce e aria con le quote più basse, ma anche con vetrate di sicurezza continue nel caso della sala insegnanti e dell’infermeria. Sarà il patio che accoglierà la rappresentazione di fine anno con la presenza dei parenti. Natale potrà essere teatralizzato nella palestra. Il giardino collettivo esterno è formato da un prato a ridosso delle aule e da un bosco con essenze vegetazionali autoctone: una grande quercia, frassini, gelsi, aceri campestri ad ombreggiare le altalene, i bilici, le molle, il castello e la sabbiera. Un roseto profumato chiude a sud est il ritaglio di giardino verso il parcheggio Uno spazio particolare è pensato per l’orto didattico, dove sperimentare il contatto con la terra e la sua coltivazione. Nel disegno dell’intorno il parcheggio esistente si attrezza con un perimetro di pista cicabile utile a raggiungere la scuola senz’auto e a staccare le auto dal giardino. Tutta la recinzione sarà trasparente ma assiepata con essenze idonee a garantire la privacy. Il cortiletto del nido diventa un piccolo frutteto con i peri, i meli e i ciliegi a sottolineare che la primavera non è solo degli umani, ma anche della natura.

La struttura edilizia e le scelte energetiche Nell’edificio in progetto risulta elevato l’apporto termico derivante dalla presenza contemporanea di più persone (in movimento). In particolare nelle aule si può stimare che la permanenza di 25/28 persone in media emettono calore con una potenza di circa 1,5 kW, sufficiente per riscaldare un’aula nel periodo invernale Sistemi passivi di controllo bioclimatico: In particolare i frangisole (brise-soleil) assumono, oltrechè l’importante funzione di prevenzione contro possibili surriscaldamenti estivi, il valore di elemento architettonico Il fronte interno sud del patio che recepisce il surriscaldamento estivo potrà essere schermato da alberature caduche che permettono l’ombreggiatura estiva ma lasciano ottenere l’effetto serra sul muro interno del locale cucina in inverno. Il complesso scolastico sarà frequentato da 150 + 20 bambini, comprende anche la mensa, con la cucina e la palestra, accessibile attraverso un ingresso di servizio, anche dalla vicina scuola primaria. La progettazione delle murature e dell’isolamento termico dei singoli blocchi affacciati a sud e costituenti le sezioni si è orientata su strutture eseguite a secco con riciclati legnosi a rivestire la struttura portante in acciaio e per abbattere non solo le perdite termiche ma i grossi problemi acustici che in una scuola per l’infanzia sono da risolvere al meglio. Star bene a scuola è anche microclima acustico. Diversamente, a nord la “chiusura” dell’edificio è realizzata con una muratura costituita da blocchi sismici per muratura portante, aventi caratteristiche adeguate sia per quanto riguarda la prestazione energetica che per la rispondenza alla normativa sismica; il setto murario risulta spesso, compatto e dotato delle forature minime necessarie a garantire il corretto rapporto aeroilluminante e minimizzare il contatto con il fronte più freddo a nord. L’inerzia termica utile alle compensazioni è ottenuta con il giardino pensile da realizzarsi con verde estensivo, luogo di possibile attività didattica e comunque utile all’accesso agli impianti tecnologici sulle coperture. Sulle aule e sulla zona dei servizi è prevista una copertura piana, accessibile solo per la manutenzione, a disposizione per l’installazione degli impianti solari termico e fotovoltaico. L’intera struttura poggia su un solaio areato, costituito da caldana gettata su cupole areanti in plastica rigenerata (tipo Iglu), create allo scopo di ridurre la formazione di condense ed espellere, a mezzo di apposite tubazione, l’eventuale gas radon presente; sottostante il solaio areato è prevista una platea di fondazione. Allo scopo di contenere i consumi energetici e di collocare l’edificio in progetto secondo la vigente normativa regionale, in classe A, si prevede di realizzare un involucro ad alte prestazioni energetiche, caratterizzato dalle seguenti trasmittanze U • pareti esterne 0.19 W/mqK • finestre/aperture vetrate 0.9 W/mqK • solaio copertura 0.15 W/mqK – 0.20 W/mqK • solaio contro terra 0. 23 W/mqK Per ottimizzare invece l’illuminazione naturale (rinunciando al massimo all’uso di lampade e diminuendo sensibilmente il consumo elettrico) si è pensato di dimensionare le aperture, in particolar modo quelle verso sud delle sezioni, in maniera tale da sfruttare al massimo gli apporti solari invernali. Allo scopo di sfruttare al meglio le caratteristiche strutturali, l’intero edificio è stato pensato, pur caratterizzato da un disegno compositivo e architettonico di qualità, come un organismo costituito da elementi collaboranti. A partire dall’orientamento dell’edificio secondo l’asse bioclimatico (seppur adeguato alla forma del lotto a disposizione), sono stati adottati i seguenti accorgimenti progettuali: • strutture portanti e di tamponamento con idonee caratteristiche massive in funzione dell’orientamento • facciate a sud schermate con frangisole ed essenze arboree • infissi a taglio termico con vetrocamera bassoemissivi • corte interna (patio) per ventilazione, illuminazione naturale e raffrescamento Ciclo dell’aria: La ventilazione dei locali, ed il conseguente controllo della temperatura interna (sia in regime invernale che in regime estivo) è gestita da un gruppo di scambiatori di calore terra/aria dotati di recuperatore di calore. Tubi sotterranei, con prese d’aria nella parte nord, captano energia termica contribuendo al bilancio energetico dell’impianto di climatizzazione di tutto il sistema dell’edificio. Il ricambio d’aria dovrà essere adeguatamente dimensionato per controllare il grado di umidità relativa dell’aria e per limitare la concentrazione di CO2; in funzione dell’andamento stagionale, l’impianto di ventilazione funzionerà con (stagione fredda) o senza (stagione calda) recupero di calore interno. Nella stagione calda l’aria calda viziata sarà veicolata all’esterno tramite le aperture posizionate sulla copertura ed eventualmente, con l’integrazione di torrini di estrazione. Ciclo dell’acqua: Allo scopo di valorizzare la risorsa acqua il progetto prevede lo studio del trattamento completo. Il ciclo dell’acqua consta del recupero delle meteoriche, nel suo riutilizzo sia per gli scarichi dei WC che per l’irrigazione automatizzata del giardino, nello smaltimento delle reflue nel piccolo bacino di fitodepurazione (6m x10m) allestito a nord dell’edificio, nello spaglio o nel recupero delle acque per l’irrigazione degli orti didattici allestibili sul fianco nord del giardino. Riscaldamento e produzione di acqua calda Sfruttamento degli apporti solari per la produzione di energia Considerando la fase preliminare del progetto, l’ipotesi adottata prevede l’installazione di 12 mq di collettori solari piani sufficienti per un utilizzo medio di 500 litri di acqua calda a 60° (adeguatamente pre-miscelata nei bagni per evitare scottature) al giorno posizionati sulla copertura sopra la cucina. L’impianto accumula in un boiler di 1000 litri, in considerazione del fatto che l’efficienza di scambio termico tra l’accumulo primario e i collettori solari è ottimale proprio tra le 11 e le 14.30 (massima richiesta) corrispondente al momento di massima radiazione solare La distribuzione del calore negli ambienti scolastici è assicurata tramite un impianto di pannelli radianti a pavimento mentre la produzione del calore è affidata ad una pompa di calore adeguatamente dimensionata alimentata con l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico.

Consapevoli che lo sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili costituisca elemento significativo della progettazione energeticamente sostenibile, si è optato per dimensionare gli impianti solari (termico e fotovoltaico), anche allo scopo di contenere i costi iniziali, al minimo necessario. Per quanto riguarda l’impianto fotovoltaico, scartata una prima ipotesi di installazione di un impianto importante, si prevede di allestire moduli fotovoltaici sufficienti per l’alimentazione della pompa di calore, eventualmente implementabili nel caso di aumentate risorse economiche. Si tratta di un impianto iniziale di circa mq 30 sufficienti ad alimentare la pompa di calore.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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