© qbo_Paolo Zardo Architetto . Pubblicata il 19 Marzo 2010.
La proposta progettuale si configura come un sistema che è contemporaneamente spazio architettonico e dispositivo pedagogico il quale, se da un lato accoglie e rassicura il bambino, dall’altro stimola il suo apprendimento e le sue abilità. Gli accessi a tale sistema sono organizzati in modo chiaramente distinto: il primo coinvolge gli addetti ai lavori e comprende un’area di parcheggio con accesso diretto all’edificio sul retro, il secondo riguarda l’ingresso dei bambini e la loro accoglienza, e si trova sul fronte principale. La zona antistante la scuola è dotata inoltre di un’area dedicata all’arrivo ed alla partenza dei pulmini (“leave&go”) e di un’area parcheggio per le macchine dei genitori. La separazione dei sistemi d’accesso all’esterno, cosí come quella dei flussi distributivi all’interno, indirizza molto chiaramente il fruitore alle attività che lo coinvolgono.
© qbo_Paolo Zardo Architetto . Pubblicata il 19 Marzo 2010.
La chiarezza compositiva si esprime attraverso un unico gesto progettuale, che coinvolge contemporaneamente interno ed esterno, edificio e spazio naturale. Sull’edificio principale a sviluppo orizzontale si innestano con un sistema a “pettine” una serie di padiglioni modulari colorati che contengono le aule con i servizi connessi. La scelta di tale impianto deriva da necessità di corretta esposizione solare, di facilità costruttiva grazie alla modularità e inoltre permette una diretta relazione fisica e visiva con l’ampio giardino antistante. La scuola diventa in questo modo un microcosmo chiuso e protetto rispetto al mondo esterno ma allo stesso tempo in diretto contatto con gli spazi verdi appositamente progettati, un luogo di gioco e di scoperta, dove gli ambienti, flessibili e colorati, sono uno strumento di crescita per il bambino. Nella progettazione dell’edificio sono stati inoltre applicati importanti principi bio-climatici, nel rispetto dei criteri legati al concetto di sostenibilità e di integrazione ambientale.
© qbo_Paolo Zardo Architetto . Pubblicata il 19 Marzo 2010.
Un progetto, dunque, che pone al centro della propria attenzione il bambino, considerato come individuo che cresce e apprende attraverso uno scambio critico di informazioni con l’ambiente in cui vive: i colori, le scelte tecnologiche, le relazioni fra gli spazi sono pertanto progettati in quanto esperienze cognitive e occasioni di apprendimento. In sostanza l’architettura tende il più possibile a farsi gioco.
© qbo_Paolo Zardo Architetto . Pubblicata il 19 Marzo 2010.
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