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Cazzago San Martino (BS), Italia

Spirale di divertimento

Massimo Adiansi, Federica Lorini, studio mzj

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Un complesso scolastico dedicato all’infanzia dev’essere innanzitutto un luogo accogliente e familiare per il bambino, uno spazio dove trovarsi a proprio agio lontano da casa, un nido confortevole che lo accolga in un caldo abbraccio insomma. La natura, come sempre, è la miglior fonte di ispirazione, con le sue forme semplici e funzionali: spirali, cerchi, ellissi sono le forme geometriche che madre natura ha pensato per proteggere meglio le sue creature. Basti pensare alle chiocciole o ai paguri, con i loro gusci spiroidali, ai molluschi, ai nidi degli uccelli. Queste forme arcaiche, che si adattano perfettamente all’habitat in cui si inseriscono, sono state in più tempi riprese dall’uomo come forme dell’abitare, come elementi di protezione o semplicemente come simboli. A partire dalle prime comunità preistoriche fino ai giorni nostri, troviamo innumerevoli esempi costruttivi e non caratterizzati dall’uso delle forme curve (villaggi preistorici, nuragici, castelli medievali, città ideali), grazie anche al forte contenuto simbolico che queste forme hanno pian piano assunto. Lo stesso universo è composto da spirali e cerchi. Ecco allora che l’uomo è arrivato a identificare in tali forme l’idea di perfezione. Nascono così miti come quello di Atlantide, descritta da Platone come la “città ideale”, in cui terra e acqua si alternavano secondo una sequenza perfetta di cerchi concentrici, o come il labirinto di Cnosso, la fortezza perfetta, dalla chiara forma spiroidale, fino ad arrivare alla ricerca di una giustificazione razionale della forma perfetta grazie alla sezione aurea e a Fibonacci (la sequenza di numeri denominata appunto “serie di Fibonacci” è presente in molte forme della natura, tra cui la spirale). Il progetto riassume questi concetti creando un insieme armonico che si compone di una serie di cerchi, ognuno con una funzione ben definita, disposti secondo un andamento a spirale. Questo consente di avere un carattere distributivo ideale, una precisa sequenza funzionale ed una forte caratterizzazione simbolica. Dall’ingresso comune si accede, secondo due percorsi separati, alle due sezioni di micronido e alla scuola per l’infanzia. Qest’ultima è composta da cinque sezioni che insistono su uno spazio connettivo/distributivo, direttamente connesso alla zona comune. Dalla cucina, dotata di un ingresso dedicato, si può facilmente accedere sia al nido che alla scuola per l’infanzia. Particolare attenzione è stata alla multifunzionalità degli spazi, per favorire le più moderne metodologie pedagogiche. Oggi, ad esempio, le pedagogiste tendono a rendere i genitori molto partecipi delle attività svolte, così il grande spazio connettivo, che ospita tra l’altro il guardaroba dei bambini, può essere anche utilizzato come spazio espositivo per i lavori dei bambini o come teatro per le loro recite. Anche gli spazi dedicati alle attività interne seguono la stessa logica. Così la sala destinata alle attività speciali può essere utilizzata sia come refettorio che come atelier per lo svolgimento delle attività creative. Per lo più, oggi, il refettorio come sala dedicata esclusivamente al consumo dei pasti va scomparendo. Innanzitutto perché è inutile sprecare tanto spazio per una zona da utilizzare una sola volta nell’arco della giornata, e in secondo luogo perché in molti casi oggi si preferisce far mangiare i bambini all’interno delle sezioni, per educarli all’organizzazione delle varie parti della giornata (riporre i giochi, preparare la tavola, sprepararla). L’edificio si inserisce in un contesto volutamente “naturale” composto da una sorta di grande bosco, nel quale l’unico elemento definito è un piccolo orto. Questo consente ai bambini di vivere il contatto diretto con la natura, e ai pedagogisti di variare a loro piacimento gli spazi educativi esterni.

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Leco

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