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Parma (PR), Italia

Terza sede della provincia di Parma

Palazzo dell'ambiente, dell'agricoltura e dell'innovazione
Giovanni Del Boca, MBM Arquitectes, Sts Servizi Tecnologie Sistemi, Alessandra Amoretti

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L’edificio per la Terza Sede della Provincia di Parma si propone come paradigma nel quale la qualità architettonica, costruttiva e tecnologica insieme alla sostenibilità ambientale ritrovano equilibri e sinergie reciproche. Il nuovo complesso architettonico ha come obiettivo la valorizzazione delle potenzialità del sito in relazione all’ottimizzazione della mobilità, delle risorse naturali, dell’uso di sistemi energetici passivi, di nuove tecnologie per il contenimento del fabbisogno energetico e delle emissioni dei gas climalteranti, di materiali eco compatibili, quali il vetro per l’intera scatola e il legno lamellare per la struttura portante. L’elaborazione di una matrice complessa ha condotto alla risoluzione delle problematiche legate alla razionalizzazione del sistema degli accessi e dei percorsi, considerando sia i flussi dei fruitori abituali che quelli dei visitatori occasionali. A livello funzionale alla base del concept progettuale è la connessione diretta dai quattro settori posti al primo e secondo livello rispetto agli spazi comuni al piano terra, estremamente flessibili a future evoluzioni delle funzioni insediate. L’edificio è concepito come contenitore chiuso, che si confronta con il suo intorno puntando non sull’eccezionalità del design o della dimensione, ma attraverso la definizione di rapporti più vicini alla scala urbana. Contrappunto alla rigorosa geometria esterna dell’edificio sono sia l’articolata organizzazione dei volumi interni, che alternano spazi a doppia altezza (funzioni comuni) a spazi più raccolti destinati agli uffici, sia l’involucro in vetro schermato dai brise soleil in legno che realizza una completa permeabilità visiva. La soluzione compatta, resa permeabile dalle bucature interne delle corti, da scorci prospettici e coni visivi privilegiati, nonchè l’uso di materiali naturali, creano suggestivi e confortevoli zone di lavoro e spazi comuni di chiara fruizione e trasparenza, illuminati dalla luce naturale e con una forte presenza della natura. Le corti infatti altro non sono che giardini pensili rigogliosi dove dominano il verde e l’acqua; e il tetto, reso invisibile perché trasformato in una superficie trasparente, risolve l’eterna dicotomia tra interno ed esterno portando il cielo dentro la nuova architettura. L’edificio è reso completamente permeabile alla luce e realizza un nuovo modello di sede istituzionale, che persa l’austera prosopopea dell’edificio pubblico distante dalla vita quotidiana, si apre alla città e ai suoi abitanti.

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