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Cazzago san Martino (BS), Italia

Nuova scuola materna a Cazzago san Martino

3+3+3: Tre funzioni, tre materiali, tre simboli
Antonio Rizzi, Michele Paleari, Giovanni Salomoni, Elena Maria Antonia Villa

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Vista da nord

L’area di intervento si presenta completamente in piano, configurandosi come una terrazza aperta sulla vallata circostante. Questo dato paesaggistico naturale e la volontà di costituire un rapporto d’intensità con l’architettura che vi si integra sono i temi di fondo alla base dell’assetto planimetrico assunto dall’organismo architettonico. Le sezioni della scuola materna occupano la porzione nord del lotto, a diretto contatto con l’ambiente circostante grazie alle vetrate aperte in direzione del panorama. La luce diffusa proveniente da nord offre le migliori condizioni di illuminamento necessarie allo svolgimento delle attività ordinate al tavolino. Le aule sono concepite come singoli episodi architettonici, del tutto indipendenti fra loro, il cui aspetto fortemente monolitico, viene interrotto, quasi spaccato, da quattro piani inclinati trattati a verde che salgono fino in copertura. Questi elementi rappresentano assi visuali privilegiati verso il contesto ambientale, e diventano momento di sosta per coloro che percorrono la strada pedonale di accesso posta a nord. Sono realizzati mediante un piatto sottile in acciaio Corten che si stacca da un basamento costituito da un muriccio basso in pietra ricostruita a secco che, mantenendosi in quota, diventa anche seduta. Scendendo verso sud, a ridosso delle aule, si trova una fascia di collegamento longitudinale che assume funzione polivalente ed è il nodo dell’intero complesso: è spazio di accesso principale, separa le aule dagli ambienti comuni, diviene spazio per le attività libere, propone uno spazio aperto e coperto di transizione fra il fabbricato e il giardino prospiciente. Sul fianco ovest si inserisce il corpo dei servizi, a marcato sviluppo orizzontale, sulla cui estremità verso strada spicca la torretta rivestita in pietra. L’altezza raggiunta dalla torretta consente di realizzare anche un volume tecnico in copertura, completamente precluso alla vista, dove alloggiare tutti gli impianti per il raffrescamento e la produzione del calore. Baricentro e cerniera compositiva dell’intervento è il giardino centrale, orientato favorevolmente verso sud e a diretto contatto sia con lo spazio del gioco libero per la scuola materna sia alle due sezioni del micronido. Nel giardino sono inseriti alcuni momenti giocosi di sicuro impatto sui bambini. I personaggi dei cartoni animati “I Puffi” diventano il pretesto per caratterizzare le attrezzature dello spazio giochi. Un grande Gargamella in cementite colorata in pasta si trasforma in una struttura polivalente. Al suo interno si trova uno spazio segreto, una passerella sopraelevata, uno scivolo, reti per arrampicarsi ed una giostra. Un sicuro riferimento al “Gulliver Park” di Valencia. Il gatto Birba diviene segno a terra per contenere la buca della sabbia e altri materiali che stimolino le esperienze tattili dei bambini. Sullo sfondo, verso lo spazio esterno coperto, una struttura in ferro sagomato assume le sembianze di quattro Puffi. Al fine di dare un aspetto mutevole nel corso dell’anno, su tale struttura è prevista la crescita di vegetazione rampicante, tipo aristolochia, cangiante a seconda delle stagioni e caducifoglia. All’interno, una configurazione razionale della distribuzione planimetrica consente di limitare al minimo la superficie costruita e, di riflesso, l’uso di suolo, demandando non appena possibile ad un piano superiore tutte quelle funzioni che per loro natura consentono una tale scelta. Le soluzioni compositive permettono un uso razionale per gli spazi del corpo servizi, attraverso una spina centrale di distribuzione da cui si dipartono i vari ambienti.

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Vista da sud

La qualità architettonica. I diversi aspetti trattati nella stesura del progetto preliminare concorrono alla ricerca della qualità dell’ambiente costruito. Qualità intesa sotto molteplici accezioni. Dato ormai per scontato il raggiungimento di buoni livelli di benessere termico, acustico, visivo, igienico, che sono negli anni diventati conquiste consolidate nella pratica edilizia grazie all’impiego di sistemi tecnologici diventati alla portata del committente medio, l’obiettivo della qualità viene ricercato attraverso un passo successivo che riguarda tematiche relative ad aspetti formali, costruttivi e gestionali. Ricerca. L’aspetto formale dell’organismo edilizio è frutto di un’approfondita ricerca storica, materica e paesaggistica del contesto nel quale si inserisce. L’inserimento di materiali estranei alla tradizione locale, quali il cemento pigmentato a vista e le pareti trattate a curtain wall, resta comunque legato alla volontà di reinterpretare forme e suggestioni facilmente rintracciabili nel contesto. L’accostamento di questi due materiali, unito alla pietra come richiamo alla tradizione, concorre a stabilire un rapporto dicotomico (pieno/vuoto – pesante/leggero – forme plastiche/forme geometriche) che fa da filo conduttore a tutto il fatto architettonico. In questa immagine si è scelto di inserire elementi di sorpresa, da inserire principalmente nell’ambito del giardino, che possono diventare lo spunto per un approfondimento successivo, facendoli diventare ricercati oggetti di design. Struttura. La semplicità costruttiva della struttura permette di ridurre notevolmente i tempi di realizzazione e lascia spazio aperto all’impiego di tecniche di prefabbricazione, a sicuro beneficio di un maggior controllo delle criticità di cantiere. Materiali. La scelta dei materiali, oltre che frutto delle considerazioni legate alla dimensione territoriale sopraesposte, è legata anche ad aspetti di gestione e manutenzione. Anche se non necessariamente ricercato, il mix di materiali utilizzato è in grado comunque di offrire ottime prestazioni di stabilità nel tempo, a fronte di limitati interventi manutentivi. Emblematico a questo proposito l’impiego dell’acciaio Corten per il contenimento delle lingue verdi che fa dell’aspetto già ossidato il motivo caratterizzante della sua immagine.

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Tav. 01 di concorso

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Tav. 02 di concorso

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Tav. 03 di concorso

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Inserimento paesistico

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Planivolumetrico

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Inserimento paesistico

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Vista dal giardino interno

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Vista dell'ingresso principale

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Vista interna di una sezione

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Pianta piano terra

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Schema funzioni

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Schema superfici

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Gargamella e Birba

Steel

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