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La Spezia (SP), Italia - Concorso - Ottobre 2009
Federico Marconi (SP), Fabio Baccini, Rossella Giorgi, Gianluca Lavalle, stefano cioncoloni
"Una delle più belle domeniche della mia vita"
Riqualificazione Piazza Giuseppe Verdi (La Spezia, 2009)
Progetto partecipante del concorso: Riqualificazione architettonica e artistica di piazza Giuseppe Verdi a La Spezia (2a fase)
Tav
Pubblicato il 25 Marzo 2010

Il progetto della nuova Piazza Verdi nasce intorno al concetto di assenza, l’assenza provocata dalla scomparsa dell’edilizia popolare e della distribuzione planimetrica che seguiva l’andamento curvilineo della costa. L’assenza delle fughe prospettiche prima concepite, dei singoli manufatti sovrapposti negli anni, degli spazi sociali così come erano stati pensati, assenza di relazioni spaziali prima esistenti, assenza di collegamenti tra parti della città.

Ecco quindi la volontà di provare a lavorare proprio su questo concetto sia da un punto di vista progettuale che artistico, tentando di rileggerne lo sviluppo storico della piazza sovrapponendone le diverse caratteristiche distributive e planimetriche che l’hanno caratterizzata nel corso degli anni.

Se lo scopo della nuova progettazione della Piazza è quello di trasformarla da spazio di congiunzione tra il centro storico pedonale, la città nuova e il mare, ciò deve avvenire concependolo, anche temporalmente, come spazio di congiunzione tra diversi livelli evolutivi, riscoprendo qualità nascoste al di sotto della sovrapposizione degli interventi.

Ecco allora che da tale sovrapposizione nasce la distribuzione planimetrica proposta. Viene considerata l’antica natura del luogo, quella che costitutiva il prolungamento del quartiere del Torretto che diagonalmente seguiva il litorale marino fino alla punta del promontorio e viene recuperata la morfologia del luogo. Questa rilettura dell’evoluzione storica della piazza e il ridisegno degli spazi avviene attraverso un metaforico gesto che sfoglia il passato: uno sfogliare le pagine precedenti alla ricerca di ciò che è assente, ma può tornare alla luce. In tal senso vengono riscoperti gli orti, così come le parti pavimentate: ognuna corrisponde a singole ri-quadrettature che vengono letteralmente alzate da un lembo.

Si generano quindi piani inclinati, traiettorie inconsuete, spazi flessibili e stimolanti per la città, in grado di generare modificazioni e appropriazione spontanea nel corso del tempo. L’approccio artistico quindi interagisce direttamente col terreno, in uno spirito in parte assimilabile a quello “landartistico”, nella misura in cui intende usare il terreno come materia plasmabile, ma va poi oltre interagendo con l’ambiente concependolo vero e proprio luogo plurisensoriale.

Arte, quindi, non come scultura in mezzo alla piazza semplicemente da osservare, ma arte come modificazione spaziale , sociale, pubblica. La planimetria è stata così pensata per garantire la suddivisione della Piazza attraverso una maglia di percorsi e spazi che la rendano il collegamento vero, il baricentro tra il centro , la città nuova ed il mare e che lo spazio stesso diventi anch’esso un melting pot di fruitori differenti, un vero e proprio spazio multifunzionale. Uno spazio pubblico e come tale concepito per essere in continua evoluzione attraverso le stesse modificazioni del pubblico stesso a cui deve appartenere.

A tal fine si propongono in sintesi i seguenti interventi:

- L’eliminazione della fila di alberature per garantire la riconquistata linea prospettica con arsenale e per dare giusto sfogo alle emergenze della piazza;

- La suddivisione attraverso la rilettura dei tracciati perduti, in più zone, di dimensioni più piccole e a portata d’uomo, flessibili e garanti di una multifunzionalità sia di utilizzo che di fruitori;

- La riproposizione del collegamento diagonale tra via del Torretto e il mare che, incontrando l’edifico delle Poste di Angiolo Mazzoni ne esalta la pregevole architettura;

- La riproposizione dei vecchi percorsi con l’uso di una pavimentazione analoga a quella del centro storico;

- L’estensione delle nuove pavimentazioni alle vie che collegano la piazza ai Colli e ai Giardini, per coinvolgere anche questi spazi nella rinnovata socialità e far riemergere il secolare rapporto urbanistico delle zone collinari con il mare;

- Il recupero del sedime degli antichi orti attraverso nuove aree verdi piantumate con alberi da frutto ombreggianti;

- Il posizionamento di nuove strutture di color rosso sul sedime dei due soli manufatti architettonici ai lati del prolungamento del Torretto;

- La creazione di piccoli spazi multifunzionali dedicati agli eventi cittadini, alla sosta e all’incontro, al gioco, allo svago, alla pausa dal lavoro, al passeggio (spazi di sosta all’ombra, zone libere per eventi, spazi gioco, zone wireless, spazi aggregazione giovani nei pressi delle scuole e dei lavoratori in pausa pranzo);

- La conquista della ricchezza di un target differente;

- La graduale pedonalizzazione della piazza, consentendo dapprima l’ingresso nelle zone pavimentate perpendicolari alla piazza solo come ZTL e mantenendo la viabilità pubblica con il passaggio del bus. In tal modo inizialmente viene garantito una sezione come quella di Via Chiodo con la differenza che giunti in Piazza Verdi il traffico privato verrà deviato nelle vie limitrofe e sarà consentito solo quello pubblico;

- La possibilità di assicurare il trasporto pubblico sulla direttrice via Vittorio Veneto – Via Chiodo.

Capigruppo
Federico Marconi (SP), Fabio Baccini
Progettisti
Rossella Giorgi, Gianluca Lavalle, stefano cioncoloni
Immagini (13)
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