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Mantova (MN), Italia

Erp Colle Aperto

edilizia a basso costo con contenuti sperimentali _ 1° classificato in corso di realizzazione

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Il Comune di Mantova intende realizzare 15 alloggi di nuova costruzione a canone sociale nel quartiere di Colle Aperto, nel lotto delimitato dalle vie Saragat e Pertini.

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Il nuovo intervento sarà realizzato nel rispetto delle normative nazionali e regionali vigenti che regolamentano i requisiti strutturali e organizzativi degli edifici residenziali pubblici; saranno inoltre rispettate le linee guida per la progettazione e requisiti prestazionali di controllo della qualità del manufatto edilizio, privilegiando soluzioni a basso impatto ambientale in quanto orientate ad un risparmio energetico.

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PROGETTO CULTURALE

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L’intervento in oggetto viene presentato e sviluppato secondo un approccio metodologico ben preciso: individuare e ‘tradurre’ in progetto edilizio, tematiche e contenuti innovativo-sperimentali, che possano caratterizzare e qualificare l’intervento.

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Per raggiungere quella qualità abitativa ricercata, che consideri tutti gli aspetti del benessere da parte dei fruitori di tali ambienti, si è fatto riferimento a contenuti inerenti ad un’ecosostenibilità che si traduce nell’uso di materiali e tecnologie eco-compatibili e nell’impiego di risorse rinnovabili.

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Inoltre, obiettivo principale del progetto è quello di rispettare le classi di esigenze abitative individuate nel documento inerente alle linee guida e soluzioni progettuali di riferimento, attraverso scelte tecniche in grado di migliorare le prestazioni generali dell’edificio in materia di risparmio energetico e futura gestione.

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TIPOLOGIA DELL’IMPIANTO STRUTTURALE

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L’edificio insiste su di un lotto degradante di metratura complessiva di 1.846 mq, caratterizzato da un dislivello complessivo di circa 2 metri. Il livello 0.00, che riferito al sistema assoluto (quota media sul mare) è pari a 23,70 m, è misurato sullo spigolo del lotto totale (comprendente anche la superficie non interessata dal presente progetto) situato sull’incrocio tra Via Saragat e Via Pertini (vedi tavola inquadramento). Il piano terra dell’edificio si trova ad una quota di + 2.60 m (+ 26,30 assoluto) rispetto allo 0.00. La struttura, in riferimento alle caratteristiche tratteggiate nella relazione del progetto preliminare, si sviluppa per 3 piani fuori terra, con una parte di edificio dotata di sottotetto abitabile per uso lavanderia-stenditoio comune.

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La struttura di copertura comprende un tetto a triplice falda, opportunamente inclinata per essere funzionale ad un impianto solare-fotovoltaico, nella parte dell’edificio esposta a sud; la parte dell’edificio rivolta a nord comprende una struttura di copertura ad un’unica falda e, in parte, a terrazza.

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Come meglio specificato nel paragrafo inerente i materiali da costruzione, la parte strutturale è affidata ad un telaio composto da travi e pilastri in cls armato disposti a maglia regolare; essa verrà tamponata con murature in blocchi di cemento alveolare (materiali certificati ANAB perché previsti alleggeriti con argilla espansa) collaboranti con il medesimo telaio strutturale.

Le murature esterne (parete in blocchi 38×20x25) risultano già a norma con i limiti imposti dal DLgs 311/06, in materia di isolamento termico. Hanno uno spessore totale di 41 cm (>28 cm minimo previsto dal vigente regolamento) con capacità di isolamento acustico pari a Rw=56 db. Le murature interne divisorie tra spazi comuni e unità abitative, sono in blocchi di cemento alveolare di spessore totale 30 cm (>25 cm minimo previsto dal vigente regolamento), con capacità acustica pari a Rw=55,6 db. Per una trattazione più estesa sul clima acustico e sulle caratteristiche termiche, si rimanda alle relazioni specialistiche dedicate.

I solai orizzontali saranno di due tipologie: quelli interpiano in laterocemento, quelli di separazione tra piano interrato e piano terra in elementi predalles, per garantire resistenza al fuoco REI120.

Il progetto è stato redatto nel rispetto delle prescrizioni tecniche per l’eliminazione delle barriere architettoniche (L.R. 6/89 vedi tavola 8 dedicata) e soddisfa pertanto i requisiti di accessibilità per gli spazi esterni e comuni; sono garantiti inoltre due alloggi (uno a piano terra ed uno al piano primo, accessibile mediante ascensore opportunamente dimensionato) di tipologia A – alloggio per due persone di superficie utile netta 55 mq – destinabili ad un’utenza diversamente abile essendo stata garantita buona flessibilità ed adattabilità degli spazi interni.

Infine, in merito all’isolamento acustico dei sistemi tecnici, si è cercato di concentrare i cavedi per il passaggio degli impianti, opportunamente isolati, in posizioni strategiche in corrispondenza degli spazi destinati ai servizi igienici.

QUALITA’ TECNICO-COSTRUTTIVE

Le scelte progettuali adottate sono soggette alla volontà di applicare all’intervento i contenuti di una progettazione sostenibile.

I criteri per la sostenibilità ambientale devono tenere in considerazione:

TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE ECOLOGICHE

L’intervento è orientato a favorire un risparmio energetico, con un conseguente abbattimento dei costi di gestione: ciò è attuabile anche attraverso impianti ‘ecologici’ a basso impatto ambientale in modo che qualità architettonica e qualità ecologica procedano su binari paralleli, come meglio verrà esposto nella relazione tecnico-specialistica allegata al presente progetto.

Dal punto di vista del riscaldamento invernale dell’edificio, è previsto l’impiego di impianti funzionanti a bassa temperatura con una caldaia a condensazione che permette rendimenti più elevati rispetto alle soluzioni tradizionali, utilizzando il calore latente di condensazione del vapore acqueo presente nei fumi di uscita dal focolare; ciò comporta un risparmio dell’ordine del 20-25%.

Il generatore di calore sarà una caldaia di tipo premiscelata a camera stagna, completa di accensione elettronica con controllo a ionizzazione, con recupero del calore latente di condensazione; provvista di marcatura CE, per produzione acqua calda ad uso riscaldamento a temperatura scorrevole da 10 a 90°C, conforme alle direttive CEE 93/68, 89/392, 89/336, 72/23,90/396, 92/42.

Il riscaldamento degli ambienti viene ottenuto mediante la posa di pannelli radianti a pavimento, ovvero di tubazioni annegate in un massetto di calcestruzzo sottostante la pavimentazione in gomma. La massima temperatura dell’acqua all’impianto è di 40°C.

Il tubo è in polietilene reticolato diam. 17 mm, spessore 2 mm, max pressione esercizio 16 bar, con barriera antiossigeno. Va posato sopra un pannello base in polistirene espanso densità 30 kg/mc, sagomato e rivestito con foglio impermeabile, adatto a passi multipli di 5 cm che va appoggiato sulla soletta portante; il pannello al di sotto della tubazione ha uno spessore di minimo 30 mm.

Sopra il tubo va eseguito un getto di calcestruzzo dello spessore di 45-50 mm a partire dalla generatrice superiore del tubo stesso: il getto va eseguito con percentuale di cemento di 250 kg/mc, con l’aggiunta di un additivo fluidificante.

Per evitare la formazione di fratture nel massetto è consigliato l’uso di una rete antiritiro in acciaio zincato maglia 50×50 mm, filo F2.

Nei bagni sono previsti dei radiatori elettrici integrativi del pavimento radiante, con funzionamento indipendente dall’impianto centralizzato.

La produzione di acqua calda ad uso sanitario avviene mediante un bollitore ad accumulo da 1000 lt collegato alla caldaia e a pannelli solari termici per una superficie netta di 10 mq installati sulla copertura dell’edificio. I collettori saranno del tipo a tubi di vetro sottovuoto, in grado di garantire le massime efficienze. L’impianto è dimensionato per garantire almeno il 50% del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria, come previsto dalla normativa vigente.

Per quanto riguarda gli impianti elettrici saranno evitate tutte quelle soluzioni tali da indurre campi elettromagnetici dannosi: le linee elettriche saranno opportunamente schermate.

Gli impianti saranno realizzati in cavidotti sottotraccia e le linee saranno del tipo antifiamma.

All’interno dell’edificio verranno previsti corpi illuminanti completi di lampade fluorescenti ad alta efficienza e resa cromatica, anabbaglianti ed antiriflesso.

Per i necessari approfondimenti si allega relazione tecnica specialistica.

MATERIALI DA COSTRUZIONE

Nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dalla relazione preliminare in materia di benessere ambientale, per quanto concerne i materiali da costruzione ampio spazio dovrà essere dato ai componenti di origine naturale, dei quali verrà certificata la completa innocuità e bio-compatibilità. In prima analisi deve essere assicurata la traspirabilità del materiale e la sua biodegradabilità.

In questi ultimi anni, il problema della salubrità degli ambienti confinati ha assunto notevole rilievo; la responsabilità dei prodotti edilizi come causa di inquinamento dell’ambiente interno è ormai riconosciuta ed accertata: infatti alcuni materiali rilasciano nell’aria sostanze pericolose, come composti organici volatili, polveri e fibre, che possono essere inalate attraverso le vie respiratorie, provocando effetti dannosi sulla salute.

Inoltre, giova ricordare che gli edifici sono responsabili, per quanto riguarda l’impatto ambientale, del consumo di materie prime, della produzione di energia, della produzione di anidride carbonica emessa in atmosfera.

Proprio perchè, in termini di prevenzione e di politica sanitaria in campo edilizio, viene fatto poco in Italia (rispetto a nazioni quali la Germania o l’Austria), il progetto si propone di contribuire ad innescare un nuovo modello culturale che coinvolga l’architettura nel comune sforzo di controllare lo sviluppo edilizio in un’ottica di sviluppo sostenibile, controllando cioè i fattori di rischio e perseguendo il benessere di chi abita e lavora negli edifici, con un razionale utilizzo delle risorse.

Questo discorso introduttivo consente di motivare la scelta di alcuni materiali nel progetto presentato, soprattutto in merito alle finiture superficiali di pareti e arredi.

L’edificio, considerato dall’Architettura Biocompatibile, la nostra terza pelle, deve garantire una buona traspirazione: saranno perciò evitate le chiusure troppo ermetiche, i materiali isolanti e impermeabilizzanti sintetici, e tutto ciò che non lasci respirare l’edificio.

Nello specifico, per le partizioni verticali esterne, si è optato per un blocco multistrato in calcestruzzo di argilla espansa ad elevato isolamento termo-acustico, nel rispetto dei limiti del DLgs 311/06; il blocco multistrato è costituito da un elemento semipieno in calcestruzzo (parte portante) di spessore non inferiore a 24 cm, da un pannello in polistirene estruso di spessore non inferiore a 7,5 cm, e da una tavella di calcestruzzo di spessore 6 cm; i tre elementi sono preassemblati al fine di consentire una posa unica.

Tale blocco multistrato garantisce un ‘tamponamento collaborante’ per la struttura portante vera e propria costituita da una maglia di pilastri in cls armato. Per evitare ponti termici, si prevede di impiegare, in corrispondenza dei pilastri, tavelle isolate ed in corrispondenza delle aperture blocchi architrave precostituiti in muratura armata già coibentata.

(A titolo esemplificativo tali descrizioni di materiale coincidono con il prodotto commerciale “Monoparete in LecaBlocco Bioclima SuperTermico 38”)

Anche per le partizioni verticali interne è previsto l’impiego di un blocco monostrato in argilla espansa nei setti che separano le diverse unità immobiliari, in ottemperanza alla normativa in merito all’isolamento acustico.

Come già illustrato, i solai orizzontali saranno di due tipologie: quelli interpiano in laterocemento, quelli di separazione tra piano interrato e piano terra in elementi predalles.

Il manto di copertura sarà in lamiera grecata tipo Coverib. Questo sistema evita il surriscaldamento degli strati sottostanti garantendo una buona percentuale di riflessione dei raggi diretti del sole, unita ad una microventilazione sotto greca.

L’isolamento è garantito, per le partizioni verticali, dall’impiego dello stesso blocco multistrato poiché nella stratificazione è presente il pannello isolante; per quanto concerne le partizioni orizzontali l’isolamento è garantito dallo ‘strato’ destinato all’impianto radiante, in copertura da pannelli tipo fesco-board.

Per le pavimentazioni è previsto l’impiego di materiali ceramici sia negli alloggi che negli spazi comuni; nello spazio interrato, si prevede invece una pavimentazione industriale realizzata con soletta di 20 cm con doppia rete elettrosaldata – finitura al quarzo e trattamento antipolvere.

COMFORT E SALUTE PSICOFISICA

Luce:

Un approccio ‘ecologico’ dovrebbe fare affidamento il meno possibile sulla luce artificiale; dove possibile, si è allora fatto uso di luce naturale per illuminare gli ambienti; per incrementare il riverbero della luce sulle superfici interne, si prediligerà, presso le finestre, una pavimentazione chiara.

L’impiego degli apparecchi illuminanti dovrà essere progettato con l’intera struttura: adattandosi alle diverse funzioni che si vogliono assegnare alle aree, si ricorrerà a più punti luminosi, variandone l’intensità, poiché una luce poco intensa ma vicina è più efficace di una luce più forte ma lontana.

La scelta degli apparecchi illuminanti si è orientata negli ultimi anni verso lampade a fluorescenza (lampade al neon), molto usate perché di basso consumo, costituite da un tubo di vetro contenente gas neon che, al passaggio della corrente elettrica, si ionizza, accendendosi e spegnendosi da 100 a 120 volte al secondo.; per questa intermittenza la luce prodotta è caratterizzata da uno sfarfallio che, pur non venendo percepito coscientemente, provoca affaticamento alla vista, irritabilità, emicranie. Inoltre l’apparecchio al neon produce campi elettromagnetici più alti delle sorgenti ad incandescenza. Sarà utile e vantaggioso economicamente impiegare questo tipo di lampade negli spazi comuni e di passaggio-filtro. Per favorire il benessere dell’utenza è preferibile impiegare, per la qualità della luce prodotta, lampade alogene o a ioduri metallici, che producono una luce bianca il più simile possibile a quella naturale.

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav