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Cazzago San Martino (BS), Italia

Nuova scuola materna di Cazzago San Martino

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Il progetto è finalizzato alla realizzazione di una scuola materna e micronido con gli annessi servizi, nell’area contigua l’esistente Scuola Media di Cazzago San Martino e compresa tra la Via G. Bevilacqua e Via Duomo.

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Nell’approccio alla progettazione dell’edificio è stata posta particolare attenzione all’immagine complessiva in rapporto al paesaggio ed alla percezione che fruitori particolari quali sono i bambini avrebbero avuto di ogni singolo ambito.

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Al fine di rendere il progetto parte integrante del contesto è stata definita la morfologia dell’edificio in accordo ai caratteri ambientali significativi dell’area. Particolare attenzione all’inserimento nel paesaggio ed alla corretta esposizione, ventilazione ed illuminazione naturale, riuso dell’acqua piovana e protezione dal rumore sono stati gli elementi alla base della progettazione.

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Considerate le funzioni richieste dal bando di concorso e dopo aver esaminato le caratteristiche morfologiche e climatiche del lotto insieme alle valenze paesaggistiche circostanti, si è scelto di addossare il nuovo volume costruito al lato nord-ovest verso la palestra ad uso della Scuola Media e al lato nord-est verso la scarpata esistente. La pianta dell’edificio si sviluppa con forma ad “L” con la parte concava rivolta a sud-est. L’area a parcheggio lungo via G. Bevilacqua è stata mantenuta (con superficie maggiore del 30% della s.l.p.) e da essa si raggiunge il viale d’accesso che si sviluppa tra la palestra scolastica esistente ed il nuovo edificio. Una piccola piazza prospiciente la via accoglie i genitori e gli alunni nei momenti più frenetici della giornata scolastica. La scelta di inserirsi nel contesto in modo non invasivo con l’intento di preservare il più possibile l’esistente è stata dettata da una filosofia progettuale basata sulla preesistenza vista come valore e stimolo, che considera anche i vantaggi di tipo economico provenienti da una rilettura dell’esistente (non da una sua mera conservazione) piuttosto che da una progettazione “di rottura” .

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Il corpo dell’edificio è caratterizzato da un volume di altezza costante (rivestito in paramano) dal quale emergono gli spazi più rappresentativi della scuola distinti per geometria e materiale di rivestimento (alluminio pre-verniciato). A sud-est emerge la copertura delle cinque aule della materna, a nord-est tre corpi emergenti racchiudono la mensa e i due spazi per l’attività libera. La scomposizione del prospetto nord-est in tre volumi mitiga l’impatto visivo dell’edificio visto da valle e nasce dall’ideale prosecuzione di coni ottici verso punti di particolare rilevanza percettiva (panorami) o storica (il Castello di Bornato, l’Antica Pieve, Villa Maggi, la Chiesa di S. Stefano). La scuola diventa punto d’osservazione del territorio e nuovo riferimento (inserito con discrezione) nel territorio stesso per i piccoli utilizzatori.

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L’area esterna dell’edificio è definita a nord-ovest dagli accessi e dagli spazi di servizio, a nord-est da uno spazio caratterizzato dall’apertura verso il paesaggio e a sud-est da un grande spazio a verde attrezzato per le attività scolastiche all’aperto. Mantenendo congrui spazi di rispetto si è ottenuto di proiettare l’edificio verso il paesaggio a nord e di realizzare un grande giardino a sud-est prospiciente le aule, che è ottimamente esposto e funge da filtro microclimatico, acustico e visivo verso via Cardinale G. Bevilacqua. La proiezione verso il paesaggio è stata enfatizzata avvicinando il costruito alla scarpata (mantenendo una adeguata zona di rispetto a giardino) e realizzando una recinzione visivamente aperta in corrispondenza dei tre volumi emergenti sul fronte nord-est. L’alternanza di parti piene (recinzione in mattoni) e vuote (recinzione in metallo) si evidenzia la traiettoria dei raggi visivi di un osservatore che si trova all’interno della scuola. In corrispondenza dei “vuoti” si trovano aree all’aperto di osservazione del paesaggio, punti panoramici simili a terrazze.

Visto a grande scala l’edificio possiede unitarietà di volumi e materiali, con volumi che denunciano le destinazioni all’interno. Ad una scala più ravvicinata si percepisce una ricca e articolata organizzazione di forme e materiali che non ingenera disorientamento. La distribuzione degli spazi è chiara ed è giocata sulla complessità dell’edificio con visuali passanti tra gli ambienti attraverso spazi esterni protetti (cavedi) che proseguono verso il paesaggio a nord o verso il giardino a sud. Al fine di garantire quanto più possibile illuminazione e ventilazione naturale, i corpi di fabbrica sono articolati in modo da lasciare all’interno tre patii, tenendo la copertura piana del corridoio centrale ribassata rispetto alle altre coperture, cosi da poter realizzare aperture verso l’esterno anche in ambienti di servizio. I materiali scelti per i rivestimenti esterni sono il mattone impiegato anche per realizzare superfici traforate e l’intonaco colorato nei toni che provengono dal paesaggio naturale e dell’edificazione storica, i colori dell’intonaco sono impiegati sul prospetto nord-est per conferire vivacità e “calore” ad una zona che riceve prevalentemente luce riflessa dalla volta celeste.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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