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Cazzago San Martino (BS), Italia

Nuova scuola materna di Cazzago San Martino

Davide Giambelli, marco romani, Paola Del Bianco, Marco Andreoni, Tiziano Tozzi

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Integrazione nel contesto urbanistico e sociale

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Il progetto è situato in un’area già attrezzata da pubblici servizi, collocati in una sequenza della quale l’edificio della scuola costituirà naturale terminazione e complemento, nonché connessione con il tessuto residenziale circostante. L’intervento tende a configurarsi come una struttura perfettamente inserita in un contesto urbanistico e sociale capace di garantire a tutti gli alunni di formarsi nelle migliori condizioni ambientali ed educative e, compatibilmente con la preminente attività didattica della scuola, di consentire la fruibilità di servizi educativi, culturali e sociali all’intera comunità, secondo il principio dell’educazione permanente e per la massima integrazione sociale. La scuola materna è così intesa come uno spazio di vita, un luogo dinamico di conoscenza e crescita, in grado di accogliere e favorire il complesso sistema di relazioni che s’intrecciano tra bambini, insegnanti e genitori. Il nuovo complesso scolastico è concepito come edificio-parco, e quindi eventualmente fruibile anche nelle ore al di fuori dell’attività didattica vera e propria, con la possibilità di utilizzare le aule come auditori, sale proiezioni, ecc.. Ciò è permesso anche dalle diverse possibilità di accesso all’edificio della scuola, atte a consentirne, quando necessario, la compartimentazione funzionale, secondo un principio di flessibilità nel tempo dell’uso della struttura, applicabile sia su base giornaliera che stagionale o a più lungo termine. Dal punto di vista volumetrico, l’edificio costituisce una “C” della quale l’unica massa emergente rispetto all’area è quella del corpo nordoccidentale, mentre le coperture delle ali, dedicate alle aule, si adagiano l’una quasi in aderenza al piano strada, l’altra coincidendo con esso; l’edificio, situato su un rilievo, tende così a non modificare il profilo della collina ed a non sormontare la sagoma delle alberature presenti. La conformazione della copertura non praticabile dell’edificio è a doppia falda, in analogia all’architettura tradizionale locale ed alle tipologie edilizie presenti nei dintorni: la falda assume anche una funzione energetica, costituendo un piano inclinato predisposto all’alloggiamento di pannelli FV integrati ed orientati nel modo più corretto, nonché consente una configurazione dello spazio interno più accogliente, sul modello dell’idea elementare della “casa”, famigliare all’immaginario infantile.

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Continuità spaziale e massimizzazione delle superfici verdi e permeabili

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In risposta alle esigenze di ottenere la massima disponibilità di aree all’aperto per lo svago, il divertimento e l’attività fisica dei bambini e, al contempo, un’adeguata dotazione di spazi interni e di parcheggi; di mantenere la massima quantità di superfici permeabili; infine, di realizzare spazi a verde destinabili alla comunità, la scelta progettuale di fondo si è orientata verso la realizzazione di coperture verdi praticabili e pienamente fruibili, agevolmente raggiungibili dal piano di campagna. Ciò ha condotto alla formulazione di un’ipotesi progettuale in cui l’attuale quota del terreno diviene l’ideale piano mediano del progetto, che si sviluppa invece su più quote (una coincidente con esso, a 0.00 mt, due sottostanti, rispettivamente a quota – 1.75 mt. e – 3.50 mt., ed infine una sollevata a quota + 1,75) ma secondo un principio di continuità tra i diversi livelli: la superficie calpestabile si inclina dolcemente ove necessario per il superamento dei dislivelli ma resta sempre pienamente utilizzabile per le attività dei bambini e perfettamente agibile da questi ultimi. La scuola è perciò concepita su un unico piano, non sempre orizzontale, che mantiene le prerogative di accessibilità e fruibilità per i bambini ma contemporaneamente consente agli stessi la sperimentazione di uno spazio più articolato, interessante e stimolante, sia all’interno che all’esterno: la corte centrale e gran parte dell’area giochi comune interna sono costituite infatti da una superficie inclinata continua, e sostituiscono completamente ogni collegamento verticale (è comunque presente un corpo scala per lo spostamento veloce degli adulti). Il principio morfologico appena descritto ha permesso il contenimento del volume dei fabbricati, così da lasciare più spazio alle superfici a verde, e produce una stretta continuità e contiguità tra lo spazio interno e quello esterno, generando la loro integrazione non solo spaziale ma anche funzionale: le aree interne si aprono su quelle esterne, fondendosi con esse ed aumentando l’ampiezza delle superfici utilizzabili per lo stesso uso e nello stesso momento, minimizzando ogni soluzione di continuità spaziale.

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Il giardino ludico-didattico e l’uso pedagogico del tetto verde

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Di grande importanza nel progetto della nuova scuola è il riconoscimento del bisogno di mantenere un rapporto con l’ambiente naturale. Ciò è promosso attivamente mediante la configurazione del paesaggio sia intorno che sopra all’edificio. La corte centrale è costituita da un piano inclinato, adagiato tra le quote di – 3.50 mt. e quella di -1.75 mt., che prosegue stringendosi fino a raggiungere la quota della strada, dalla quale è dunque facilmente accessibile. La corte è contigua alle aule, con la mediazione dei corridoi vetrati ad esse antistanti, ed in continuità con le aree verdi alle quote superiori. Essa costituisce uno spazio gioco all’aperto, nonché un ulteriore strumento di apprendimento per i bambini, grazie ad un percorso didattico-sensoriale articolato in superfici attrezzate per l’esperienza della natura, del suono, della luce, attraverso un approccio giocoso e stimolante. Tali superfici seguono la lieve pendenza del piano della corte, e sono caratterizzate formalmente, cromaticamente e dai materiali che le costituiscono: si tratta di spazi tematici per lo svolgimento delle attività pedagogiche. La nuova scuola integra all’idea di un edificio scolastico sostenibile l’opportunità di un programma didattico di educazione alla sostenibilità. Anche le coperture a verde saranno costituite per la maggior parte da specie vegetali autoctone, mettendo in condizione i bambini di conoscere le piante presenti nel loro ambiente: il tetto avrà un aspetto più naturalistico che formale, ed un carattere locale e regionalista, riproducendo gli habitat tipici della zona e contribuendo alla conservazione della biodiversità; inoltre,: rendendolo accessibile agli alunni, se ne sfrutteranno le opportunità educative, mentre una webcam potrebbe riprendere la vita selvatica che si svolge sul tetto. La realizzazione di verde pensile nelle strutture didattiche è uno dei mezzi riconosciuti per una maggiore familiarizzazione del pubblico con questa tecnologia e per la diffusione della conoscenza delle sue prerogative: per la realizzazione del progetto, potranno messe in campo, come già avvenuto in altri casi (Sharrow School di Sheffield, in Gran Bretagna), pratiche di autocostruzione partecipata, in grado di rendere ancora più disponibili al pubblico le caratteristiche tecniche delle coperture a verde, nonché di contenere i costi. Obiettivo fondamentale del progetto è quello di ottenere un sistema naturale di forte impatto visivo per la maggior parte dell’anno, ad alto valore in termini di biodiversità, con requisiti di manutenzione minimi e scarso dispendio di risorse.

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Ottimizzazione delle superfici necessarie allo svolgimento delle attività: funzionalizzazione del connettivo e delle coperture per il risparmio di spazio ed il contenimento dei costi

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Dal punto di vista distributivo, al corpo di fabbrica più elevato, che funge da connessione tra le due ali dedicate alle aule, corrisponde la collocazione dei servizi (la mensa e gli uffici), del micronido e di un’ area giochi multifunzionale; esso è accessibile dal piano strada, e consente l’ingresso diretto sia al micronido che agli uffici. Una rampa poco inclinata conduce alla mensa, in prossimità di un secondo ingresso all’edificio, adiacente all’ala che ospita tre sezioni della scuola ed in corrispondenza della zona più alta della corte; il piano calpestabile si inclina nuovamente, scendendo e allargandosi così da formare un’area giochi e raggiungendo l’ala est, ove si situano le altre due sezioni, alla quota più bassa del progetto, ed un eventuale terzo ingresso all’edificio (nel caso di compartimentazione funzionale). L’elevazione della quota degli uffici rispetto alla corte agevola anche il controllo a distanza dei bambini all’esterno, possibile da una balconata a servizio degli uffici stessi. All’esterno, l’arretramento della fabbrica rispetto alla strada di accesso (Via Bevilacqua) lascia spazio ad un parcheggio verde adeguatamente schermato e consente l’allontanamento dell’edificio dal traffico, interponendo tra la scuola e la strada una grande area verde, un atrio all’aperto, spazio d’incontro per le famiglie e di gioco per i bambini, costituito dalla copertura dell’ala est, dalla corte e dalla copertura dell’ala ovest, anch’essa praticabile e accessibile.

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Steel

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