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Cazzago San Martino (BS), Italia

Nuova scuola materna di Cazzago San Martino

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La struttura architettonica di progetto si è sviluppata basandosi sui pregi del sito(area ambientale di interesse) e le necessità logico funzionali legate al tema delle scuole per l’infanzia; si è quindi cercato di far interagire il verde con l’intero complesso. La prima suggestione di chi entra nell’edificio e lo attraversa – i bambini, gli istruttori, i visitatori, i genitori e i cittadini – è che non esiste differenza qualitativa né subordinazione tra gli spazi edificati e gli spazi aperti. Il giardino è abbastanza grande da consentire un microambiente dove interno ed esterno, costruito e naturale, pieni e vuoti sono perfettamente integrati. Dal punto di vista funzionale, il progetto distingue le diverse unità pedagogiche mettendole in continuità con lo spazio del giardino. Il giardino come luogo di gioco e attività fisica all’aperto è pensato come spazio di esperienze ludiche, visive e tattili. La scuola vi si inserisce in modo da farlo penetrare ovunque e in modo da comporre un’unica configurazione organicamente integrata con l’architettura. Cercando di partire da una struttura con maglia semplice (pareti portanti ogni 8 metri) si è cercato di articolare l’organizzazione funzionale per blocchi di dimensioni e forma analoghe, ma che nel loro aggregarsi generano configurazioni diverse e creano diversi spazi che permettono l’aggregazione delle diverse classi. I blocchi interagiscono in modo flessibile e armonioso pur mantenendo una propria autonomia e riconoscibilità: il rapporto tra autonomia e compenetrazione degli spazi ben rappresenta la tensione dialettica che esiste tra la conquista di sicurezza da parte dei bambini e la curiosità della scoperta. L’architettura è permeabile al paesaggio e dialoga con l’ambiente circostante filtrandone aria, luce, colori e calore. L’accesso alla sala mensa è garantito dall’atrio all’ingresso della scuola ed è collegato direttamente alla cucina, permettendo comunque una zona dedicata per il carico e scarico Per una maggiore libertà d’uso, la mensa è un locale a pianta libera di 9,80×7,80 m, fruibile anche come spazio polivalente. La capienza massima prevista è di 70 posti mensa che soddisfano l’esigenza del complesso considerando due turni di pasti. Gli spazi generali previsti sono lo spogliatoio del personale, servizi igienici per adulti, uno studio per le riunioni e i colloqui con i genitori(uno per la scuola materna e uno per il micronido), ufficio del preside,infermeria, locale con lavatrice. AULE SCUOLA MATERNA – Tutte le sezioni pedagogiche si affacciano sul giardino con un fronte completamente vetrato e solo parzialmente apribile, e godono d’illuminazione zenitale. Ogni aula è dotata di una loggia esterna coperta la cui profondità è stata dimensionata sulla base dell’irraggiamento solare estivo. Sulle vetrate che guardano il giardino si trovano porzioni apribili ad altezza bambino, controllate da una maniglia ad altezza adulto. All’interno delle “aule” sembra di essere proiettati all’esterno: le pareti vetrate sono ampie, lo sguardo non è vincolato allo spazio chiuso ma viene condotto verso il paesaggio circostante. Il colloquio interno-esterno, nell’intero complesso, è continuo e fa parte della stimolazione percettiva dei bambini. Anche la luce che filtra dai numerosi lucernari accompagna i bambini nelle sue variazioni di colore stagionali, creando con le sue ombre magici effetti sui muri. Il nuovo modello pedagogico, scaturito da anni di dibattito e di risultanze sperimentali, appare oggi fondato sui quattro mondi di esperienza infantile:la comunicazione (propria del bambino sociale di Owen); l’ambiente (il bambino domestico delle sorelle Agazzi); la logica (il bambino esploratore della Montessori);la corporeità (il bambino ludico di Froebel). L’ipotesi di sezione parte dunque da questi presupposti per definirsi nella sua articolazione. Considerando come all’interno di ciascuna sezione deve essere reso possibile lo svolgimento separato, mediante altrettanti gruppi di spazi diversamente dimensionati e combinati tra loro, delle attività ordinate (disegnare, modellare, ritagliare ecc., attività da svolgersi comunque a tavolino o su bancone), delle attività libere (di carattere motorio o ludico, di carattere complementare) e delle attività pratiche (piccole operazioni di toeletta personale, indossare o togliersi gli indumenti, usare i servizi igienici), si è pensato di garantire all’interno dell’aula spazi deputati alle diverse attività mantenendo comunque l’idea di un uso flessibile e diversificato dello spazio. La sezione si articola infatti come una aula di forma rettangolare dove svolgere principalmente le attività ordinate, in gruppi più o meno numerosi di bambini, ma in cui volendo potersi isolare giocando con la casetta (gioco simbolico), colorando sulle pareti di lavagna o guardando fiorire una piantina nella nicchia che si crea dal diverso articolarsi della parete finestrata. La conformazione dell’aula garantisce che sia comunque possibile svolgere anche attività libere, di carattere motorio. C’è poi direttamente comunicante lo spazio morbido dove i bambini possono riposare o dove tutti insieme possono ascoltare una fiaba raccontata dall’insegnante. Proprio accanto c’è l’accesso ai servizi igienici direttamente comunicanti con l’aula. Lo spazio per le attività pratiche, di grande valore pedagogico ed educativo, deve potersi infatti integrare con gli altri spazi dell’unità pedagogica. Inoltre è stato garantito un piccolo spazio di deposito per i giochi proprio di ciascuna aula, proprio per permettere un uso diversificato dello spazio. MICRONIDO – Il corpo del micronido è costituito da spazi interni ad uso dei bambini e spazi riservati a servizi generali; per i bambini sono previste tre unità specifiche di cui una riservata ai lattanti (con fasciatolo e lavabo), con area soggiorno, pranzo, cambio pulizia, e due riservate ai divezzi, una con area sonno relax e l’altra con area gioco e soggiorno; sono inoltre previsti l’ingresso (spogliatoio e deposito carrozzine), il locale attività didattica (inteso come spazio centrale di snodo), i servizi igienici localizzati tra le due unità divezzi, il locale di prima accoglienza e per attività di movimento e comunicazione e il rigoverno posto a lato dell’unità lattanti. Da bando erano previste due sole sezioni per il micronido, ma volendo rivolgerci maggiormente all’utenza si è pensato di creare tre aule pensate per le diverse età ed esigenze del bambino. All’interno del micronido sono previste finestre interne tra un locale e l’altro, sia per un controllo da parte degli addetti sia per aumentare i rapporti visivi tra i bimbi; sono inoltre previste porte scorrevoli e colorate per creare volendo spazi di aggregazione più grandi.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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