© Vesentini Associati . Pubblicata il 27 Aprile 2010.
L’intervento di progetto consiste nella ristrutturazione di un edificio da adibire ad abitazione unifamiliare ubicato nel centro storico del Comune di Valvasone e posto sotto vincolo storico-monumentale. L’edificio presenta una pianta irregolare composta da tre edifici contigui di epoche diverse. In particolare l’edificio d’angolo risulta essere il più antico, un “revellino o rivellino” (“opera esteriore di fortificazione che si pone davanti alla cortina”) posto lungo la seconda cinta muraria della città, già presente nel catasto napoleonico del 1820. I tre edifici sono stati ristrutturati mantenendo quasi del tutto inalterati i prospetti che hanno subito solo nel lato che si affaccia su via XXIV maggio dei leggeri allineamenti dei fori per dare alla facciata un ordine compositivo e un senso di simmetria che sembra comunque richiamare. Nel corso dei lavori, in seguito alla rimozione degli intonaci, sono però emerse nel “revellino” due forometrie di vecchia data con arco a sesto acuto che, sono state lasciate in luce. La facciata sul retro viene lasciata inalterata riaprendo solamente un foro porta probabilmente esistente e segnato da una nicchia all’interno al centro tra le due finestre. E’ stata inoltre demolita una piccola porzione di fabbricato annessa al corpo d’angolo con relativa ricostruzione di un nuovo volume sullo stesso sedime, per ricavare un bagno al piano terra e una terrazza al piano primo. Internamente sono stati demoliti i solai (in alcuni casi pericolanti) e le pareti divisorie interne, elementi che sono stati poi ricostruiti tenendo conto delle altezze utili e delle superfici minime nonché delle esigenze di tipo statico volte ad un adeguamento antisismico. A livello della fondazione sono state fatte le sottofondazioni delle murature portanti e realizzato un solaio aerato (vuoto sanitario) tramite l’impiego di “iglou” in PVC al fine di isolare gli ambienti dell’abitazione da eventuale umidità di risalita. Le caratteristiche tipologiche dell’edificio, ove presenti, sono state comunque salvaguardate come ad esempio l’androne passante presente nel corpo centrale e la riapertura di un’ arco interno tra l’androne e il corpo di fabbrica adiacente. E’ stato rifatto il tetto in struttura lignea (lamellare di abete) e il manto di copertura in coppi (metà originali, metà nuovi). Non sono stati necessari invece particolari interventi di consolidamento alla muratura che si presentava in buono stato: eventuali risarcimenti di fessure sono stati effettuati con la tecnica del “cuci-scuci”. Al piano terra è stato posato un pavimento in pietra “piasentina” a correre, mentre ai piani superiori si trovano doghe in legno di larice spazzolato. Per il riscaldamento dell’abitazione è stato realizzato un impianto radiante a pavimento e una stube in muratura collocata nel salotto al piano terra il cui volume si sviluppa però fino alla copertura (doppia altezza). La scala di collegamento tra i piani, i parapetti e le inferiate sono tutte realizzate in acciaio tagliato al laser, verniciato quello interno, inox quello esterno. I muri esterni e in alcune zone interne, per lasciare inalterato l’aspetto irregolare delle pietre, sono stati trattati con una finitura in grassello di calce naturale.
© Vesentini Associati . Pubblicata il 27 Aprile 2010.
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