© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
Con questo progetto – che ha come obiettivo la riqualificazione e la rifunzionalizzazione del Castello Visconteo di Pandino e degli spazi ad esso contigui – prevede l’attuazione di un programma funzionale che metta il monumento al centro della vita sociale e culturale della città e ed in qualche misura porre questo importante edificio quale nodo di una rete di relazioni ed itinerari più vasta.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
Per un verso quindi qui si propone la ricollocazione ed il riordino di funzioni esistenti legate alla vita della città, e d’altra parte la valorizzazione del monumento attraverso un uso museale che serva in primo luogo a garantire al Castello stesso una presenza attiva nei circuiti turistici e culturali di riferimento.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
Il problema strategico è qui quello di dare forma ad un luogo che ha di fatto le qualità per tornare a essere un punto di incontro della comunità e allo stesso tempo un elemento urbano in grado di attrarre flussi dall’esterno.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
La scelta delle funzioni da insediare è stata orientata così da questo nostro punto di vista e quindi dalla volontà di valorizzare il luogo e le sue peculiarità piuttosto che cambiarlo, operando invece con l’intento di perfezionarlo, al fine di consentire il pieno sviluppo di potenzialità già in qualche misura sottintese dalla mole e dalla permanenza di questo importante edificio.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
Per questa ragione, per riportare in vita il castello ed i suoi spazi, particolare attenzione è stata rivolta alla riorganizzazione dell’”arena” circostante, mediante un organizzazione di spazi versatili capaci di ospitare manifestazioni culturali e ricreative preesistenti anche sperando così di avviare un circolo virtuoso in grado di incentivarne di nuove e di più ampio raggio. Ciò avendo appunto come obiettivo quello di dare al Castello una nuova centralità non solo nel processo di rinnovamento della città ma di fatto nella vita civica che di essa è la ragion d’essere.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
In questi termini, per ciò che riguarda le ricadute del progetto sul piano urbanistico va detto da subito che è parso opportuno il ricollocamento del parcheggio interno all’arena nelle aree di parcheggio indicate dal bando di concorso e specificatamente nell’area prospiciente l’ex-Enel, dove verranno a trovarsi i nuovi uffici comunali.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
La piena destinazione dell’arena a spazio pubblico darà così alla città uno spazio collettivo destinato alla vita all’aria aperta, al gioco, al passeggio, al cinema ed al teatro, che è poi la qualità che questo progetto offre alla città. Ma che di fatto consente, anche economicamente (affitti degli spazi accessibili per fiere, circo etc) di garantire all’area del Castello ed al monumento in se una ”presentabilità“ oggi compromessa da un assetto degli spazi liberi che ne sovrascrive la naturale propensione alla vita civica e che al tempo stesso sminuisce il valore di questo edificio monumentale all’interno dei circuiti turistici di riferimento.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
La costruzione di questo spazio si organizza su un impianto geometrico che recupera ed utilizza le due giaciture proprie dell’area stessa ovvero quella del Castello perfettamente orientata secondo i due assi nord-sud ed est-ovest e quello dell’andamento del territorio e che è riconoscibile nell’ abitato immediatamente adiacente al Castello e nella piega delle mura a nord. Sulla maglia formata da questi due tracciati si è cercato di ricucire gli elementi discreti del Castello con la sua arena e della piazza e dall’area che circonda le mura, cercando di ricreare connessioni urbanistiche e funzionali, in grado di trasformare l’area in un unico circuito ludico commerciale e culturale.
© Giuseppe Mazzeo . Pubblicata il 29 Aprile 2010.
I percorsi pedonali e la Piazza realizzata nella parte antistante il Castello, sono strettamente connessi con i due assi ortogonali principali e che corrispondono agli assi commerciali del paese. Questo spazio riqualificato ed il Castello saranno inoltre connessi al sistema delle piste ciclabili comunali e territoriali e queste avranno qui un punto di sosta attrezzato per la sosta delle biciclette che consentirà un accessibilità ed una fruibilità di questo luogo alternativa rispetto a quella carraia. Tutto ciò ha a che vedere con un generale assetto del progetto che tende a ridurre la circolazione automobilistica in prossimità del Castello, anzi sarebbe meglio dire a diminuirne l’impatto, ed a favorire gli accessi pedonali. Di fatto l’area del Castello, per la sua stessa posizione, è difficilmente isolabile da problemi di natura viabilistica.
In particolare per ciò che riguarda tanto il sistema di assi e piazze che si svolge a sud ( piazza Vittorio Emanuele e via Castello) quanto la circonvallazione che si svolge sul perimetro del centro storico consolidato e che qui segue l’andamento delle mura del Castello. In queste aree si propone come già detto di garantire maggiormente gli afflussi ed i percorsi pedonali, connettendo meglio, mediante dispositivi atti a rallentare o riorganizzare la viabilità automobilistica, l’area del Castello alla antistante piazza Vittorio Emanuele . Qui si è deciso di riorganizzare la distribuzione dei parcheggi creando mediante panchine intervallate da alcuni gingko biloba un area antistante l’accesso al Castello, separata dalla piazza e dal parcheggio che in essa trova posto.
Un piccolo arco in muratura affiancato alla Chiesa di Santa Marta funge da soglia all’area del Castello e da primo punto di sosta grazie alla presenza di panchine ombreggiate da alberi, allineate all’arco e prospicienti l’ingresso del Castello, che fanno da cornice alla piazza carrabile. Si verrà così a creare uno spazio che, seppure accessibile al traffico automobilistico, limita di questo l’impatto sui flussi pedonali, mediante limiti di velocità segnalati e l’elevazione della sede carraia alla quota del piano di calpestio pedonale e la creazione di rampe inclinate segnalate atte a condizionare il rallentamento dei veicoli in marcia. Ciò di fatto dissuaderà il traffico in tale area senza tuttavia impedirlo, consentendo ad esempio l’accostamento dei pullman turistici che dopo lo scarico dei passeggeri potranno essere parcheggiati negli appositi spazi compresi tra l’arena e la circonvallazione, ove allo scopo potranno essere dedicati alcuni posti bus. L’accesso principale all’area si ritiene debba essere quello del Castello rivolto verso la città, ove si propone di realizzare sottili specchi d’acqua, precisando così un elemento che riteniamo decisivo per l’immagine del Castello e cxhe comunque appartiene alla sua storia.
Viene inoltre ripristinato l’assetto distributivo originario del complesso che vede nella corte del Castello il cortile d’onore: luogo dove si viene accolti dove sono localizzate tanto le strutture museali di cui diremo più avanti quanto funzioni di promozione turistica. Di qui si diparte, dall’altro accesso alla corte del Castello, quella sul lato opposto alla precedente, il percorso e la successione di spazi dell’arena. Usciti dalla corte si prosegue così sperimentando una costruzione di spazi differenziati in base a possibili utilizzi e momenti della vita della collettività e dei singoli.
Lo stretto spazio adiacente via Stefano da Pandino diverrà così un lungo prato, ombreggiato di giorno ed illuminato a raso di notte, piacevole luogo di meditazione e relax, separato da via Castello da siepi strutturate di Taxus Bacata, geometricamente organizzate a costruire una sorta di labirinto, elemento classico del giardino storico, il cui tema viene qui svolto volumetricamente mediante elementi di diversa altezza, al fine appunto di consentire un isolamento visivo ed acustico rispetto alla via Castello.
Di fronte al Castello, sul retro, si trova immediatamente un area gioco per bambini, protetta, di rapido e comodo accesso. Sempre a nord, verso est, si orienta e si svolge il percorso dei Pergolati, dove elementi architettonici e verde si intrecciano a costruire luoghi ombreggiati ma anche, in occasione di feste e sagre, poste attrezzate per l’esercizio del commercio ambulante tipico di eventi di questa natura.
Il percorso dei Pergolati, separato dal Castello da un prato modellato da sottili pareti in cortain, fa da fondale e conduce al teatro continuo, citazione di una proporzionata opera di Alberto Burri costruita nel 1973 nel parco del Castello di Milano. Questo fa da sfondo alla piccola cavea, rivestita in legno trattato, ed in grado di ospitare, eventualmente completata con le consuete strutture mobili a noleggio, spettacoli teatrali all’aperto. Questo luogo è il perno della rappresentazione.
Da qui infatti attraverso una scala a pianta circolare si potrà salire sull’arco scenico posto sul fianco destro del teatro. Da questo punto e da questa altezza, si avrà un punto di vista privilegiato ed inedito del Castello, dal quale si potranno riprendere fotografie ed avere una visione d’assieme, dell’area e del monumento, di grande interesse.
Questa costruzione è stata progettata, inoltre, al fine di consentire nella bella stagione il posizionamento di un grande schermo per proiezioni nei tre formati standard (4:3 16:9 1:1). In tal caso potranno essere allestiti con le consuete attrezzature a noleggio circa 200 posti a sedere per l’organizzazione di proiezioni cinematografiche e/o televisive. Ciò mediando lo spazio ad est del Castello che è il più possibile libero da strutture e alberature al fine di consentire ancora, nella stagione fredda, l’installazione di tendoni e tensostrutture per spettacoli circensi e non. Nella bella stagione qui potranno essere allestiti i “gonfiabili” per i bambini anche se l’area libera verrà realizzata, seppure con elementi concentrati, in modo tale da poter essere fruita in se e per se, con un percorso comunque mai monotono ma articolato dal disegno e dalla struttura materica della pavimentazione. Qui infatti verrà realizzata una scacchiera ove i bambini potranno cimentarsi nei giochi di tradizione riferibili al Gioco del Mondo (o Campana) ma che potrà anche essere utilizzata per organizzare partite di scacchi umani in occasione di feste e sagre.
La scacchiera oltre ad essere un elemento della tradizione medioevale, fa parte di un disegno più ampio che riguarda tutta quest’area e che si caratterizza per la compresenza e la successione di tarsie di ghiaia stabilizzata e prati di diversi colori che strutturano lo spazio di questo luogo che d’altra parte è necessario resti libero a disposizione per le installazioni di cui sopra si è detto. Anche per questa ragione i ritagli di prato inglese, previsti in quest’area, sono pensati per essere maggiormente resistenti al calpestio e all’usura, mediante l’uso di composti seminativi adatti allo scopo, come ad esempio la Festuca. Tale percorso si conclude con l’uscita che nelle mura si apre verso via Castello, in adiacenza al parcheggio automobilistico, dei bus e delle biciclette prospiciente la circonvallazione. L’altro parcheggio automobilistico di analoghe misure posto a nord, viene mantenuto e riorganizzato anch’esso, e per entrambi si prevede di provvedere alla sistemazione del limite verso strada con una maggiore segregazione dei parcheggi.
L’utilizzo museale impegna il piano terra e il primo piano dell’ala est del Castello,la meglio conservata. Al piano terra trova spazio l’esposizione permanente dedicata a Marius Stroppa (mq 624) alla sua vita ed alla sua opera. Essa si conclude con laboratori didattici ove saranno disponibili modelli reali e virtuali, ed installazioni “augmented reality” mediante i quali sarà possibile sperimentare le macchine progettate da Stroppa, attività fungerà da forte incentivo per la visita di scolaresche.
A conclusione del percorso della mostra permanente si troverà, dopo i laboratori, il bookshop ove sarà possibile acquistare oltre che articoli di normale distribuzione anche tutta l’oggettistica marchiata con il logo del Castello che qui si propone, e che caratterizzerà anche tutta la segnaletica museale che verrà installata. Dal bookshop, si potrà proseguire la visita ad eventuali esposizioni temporanee allestite negli spazi museali in affitto posti al primo piano, oppure si potrà ripercorrere a ritroso l’esposizione permanente della collezione Stroppa grazie ad un allestimento allo scopo ideato. Sembrava importante, infatti, tanto che la collezione Stroppa preludesse eventuali esposizioni temporanee quanto che la stessa collezione costituisse in se e per se una sezione museale autonoma ed autosufficiente. Superato il bookshop del museo, si giunge come già detto alle scale e all’ascensore realizzate nella torre sud, già di per se compromessa ed in attesa di opere di riqualificazione, e che conducono al percorso espositivo temporaneo (665mq). Analogo a quello al piano terra per materiali e soluzioni museografiche si differenzia tuttavia per l’assenza delle quinte, qui non necessarie e quindi omesse al fine di rendere lo spazio maggiormente flessibile rispetto a alle diverse esigenze di allestimento specifiche di talune esposizioni (es. installazioni d’arte contemporanea) che di ciò avessero necessità.
Concluso il percorso dell’esposizione temporanea si giunge alla scala di discesa che utilizzerà in base al budget a disposizione i manufatti esistenti più o meno eventualmente riqualificati e che conclude l’intero percorso museale riportando il visitatore al punto di partenza dell’ingresso-guardaroba, che è di fatto così l’unico punto ove sia necessaria la presenza di addetti e strutture di controllo degli accessi.
A consentire una fruizione anche serale della corte del Castello e dell’arena circostante si ritiene opportuno proporre con il progetto anche l’installazione di un sistema di illuminazione specificata per zone in base al carattere delle aree di progetto: il cortile sarà illuminato con lampade a pavimento con fascio a raso facciata che lascino il portico in penombra eventualmente rischiata dalle luci delle attività qui presenti; del giardino su via Stefano da Pandino e del labirinto si è già stato detto che verrà illuminato con luci a raso sul prato e con corpi illuminati nascosti tra le siepi del labirinto; l’area giochi dei bambini sarà invece illuminata a giorno da lampioni alti con lampade di potenza a basso consumo ed alto rendimento; fari a pavimento orientabili illumineranno il prato modellato ad esaltarne le forme; piccoli lampioni bassi dotati di schermatura antivandalo diffonderanno luce bassa ad illuminare i percorsi esaltando le geometrie.
Per ciò che riguarda l’immagine del Castello verso la città, si prevede di installare proiettori subacquei nelle sottili vasche d’acqua prospicienti la facciata principale.
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